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	<title>TANTO &#187; Entropia</title>
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		<title>Creiamo una rete dell’Informazione Geografica italiana? L’iniziativa “Stati Generali dell’Innovazione” può esserne l’incubatore</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Farruggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quest’avventura ha ancora pochi mesi di vita, ma vale già la pena di essere raccontata. Tutto è nato da una mail ricevuta lo scorso maggio: “Ti scrivo perché con i colleghi, abbiamo deciso d’intensificare la collaborazione con alcuni siti blog del settore, aprendo il sito di GEOmedia a contributi diretti ed indiretti”. Seguì una chiacchierata telefonica, in cui si valutò interessante organizzare una teleconferenza con i corrispondenti blogger. ]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2012/01/19/creiamo-una-rete-dellinformazione-geografica-italiana-liniziativa-stati-generali-dellinnovazione-puo-esserne-lincubatore/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2012/01/19/creiamo-una-rete-dellinformazione-geografica-italiana-liniziativa-stati-generali-dellinnovazione-puo-esserne-lincubatore/" data-text="Creiamo una rete dell’Informazione Geografica italiana? L’iniziativa “Stati Generali dell’Innovazione” può esserne l’incubatore" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><em>Quest’avventura ha ancora pochi mesi di vita, ma vale già la pena di essere raccontata. Tutto è nato da una mail ricevuta lo scorso maggio: “Ti scrivo perché con i colleghi, abbiamo deciso d’intensificare la collaborazione con alcuni siti blog del settore, aprendo il sito di <a href="http://www.rivistageomedia.it/" rel="nofollow"  target="_blank">GEOmedia</a> a contributi diretti ed indiretti”. Seguì una chiacchierata telefonica, in cui si valutò interessante organizzare una teleconferenza con i corrispondenti blogger.</em></p>
	<p>La riunione telefonica avvenne puntualmente un mese più tardi. <a href="http://www.rivistageomedia.it/Prima-Pagina.html?authorid=68" rel="nofollow"  target="_blank">Alfonso Quaglione</a> –l’autore della <em>mail</em>- espose ai <em>blogger</em> invitati, tra cui noi di TANTO, le proposte della Rivista, per quale finalità erano nate, ecc. ecc. Si raccolsero le prime impressioni, i commenti e i contributi. Alcuni espressero perplessità; emerse anche qualche critica. Luglio e agosto passarono, ancora tra qualche scambio di <em>email</em>, per puntualizzare punti di vista e per precisare meglio i dubbi.</p>
	<p>Tralascio di soffermarmi sui distinguo. Quanto esporrò nel seguito prese infatti le mosse dalla constatazione che -in generale- tutti gli interventi fossero legati da un <em>fil rouge</em>, esprimibile in forma di auspicio: “<em>Possiamo e dobbiamo continuare a parlarne</em>”. Tra le idee e i possibili obiettivi espressi nella prima riunione virtuale di giugno, certamente questi trovavano ampia condivisione:</p>
	<ul>
	<li>portare i temi più importanti dell&#8217;informazione geografica anche all’attenzione dei non addetti ai lavori</li>
	<li>creare un<em> network</em> dell&#8217;informazione geografica.</li>
	</ul>
	<p>Valeva quindi la pena provare a fertilizzare questo dialogo, innescato dall’apprezzata rivista di geomatica, cercando occasioni per collaborare in quella direzione condivisa, ripromettendosi di operare per attrarre l’attenzione e l’interesse di chi –singole persone e aggregazioni- ne avesse approvato le finalità.</p>
	<p>E’ a questo punto che entra in scena “<a href="http://www.statigeneralinnovazione.it/online/" rel="nofollow"  target="_blank">Stati Generali dell’Innovazione</a>” –SGI. I promotori di questa iniziativa –di cui su TANTO abbiamo scritto ormai in diverse occasioni (leggi <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/11/02/ma-l%E2%80%99informazione-geografica-e-soltanto-per-gli-addetti-ai-lavori/" target="_blank">qui</a>)- erano impegnati negli stessi mesi nell’organizzazione di un evento che richiamasse la partecipazione di tutti i portatori d’interesse verso la costruzione di una prospettiva condivisa per un cambio effettivo nella politica dell’innovazione per l’Italia.</p>
	<p>In sintesi, le cose sono andate così.<br />
SGI è un’associazione –ha anche uno statuto- ma si presenta meglio come una rete di associazioni, organizzazioni, enti, gruppi e persone singole, unite da uno scopo ben preciso: “<em>Fornire contributi alla classe dirigente per attuare scelte rivolte alla realizzazione di un sistema di innovazione diffusa, un’innovazione che nasca dalle comunità e che al benessere delle comunità, in quanto reti relazionali, economiche e sociali, sia principalmente rivolta.</em>”</p>
	<p>Prendere parte alle attività di SGI è semplice e ci si può coinvolgere in modi diversi, con impegno differente: puoi visitare la pagina o iscriverti al gruppo FB; puoi seguire l’iniziativa su Twitter (<a href="https://twitter.com/SGInnovazione" rel="nofollow"  target="_blank">@SGInnovazione</a>); si può prendere parte alle discussioni avviate sui forum aperti sul sito dell’associazione, puoi restare connesso utilizzando gli RSS, iscriverti alla <em>mailing-list</em>; puoi aderire all’iniziativa, associarti -come organizzazione o singolo-, insomma i canali per ricevere informazioni e comunicare le proprie idee non mancano.</p>
	<p>E’ sembrato –non a tutti, ma a più d’uno- il contesto appropriato per provare a individuare e proporre argomenti e idee riguardanti l’Informazione Geografica che –per il loro valore o per le interconnessioni con altri temi- destino attenzione all’interno di tale costituenda comunità e, per questa strada, vedere anche se potesse formarsi almeno un ordito di ciò che potrebbe poi diventare una rete geomatica “<em>costituita dal basso</em>”.</p>
	<p>Così, “<em>zitti zitti, piano piano</em>”, senza fare confusione… un gruppetto di geomatici si è affacciato a SGI. Il primo –atteso- incontro pubblico ha avuto luogo il 25 e il 26 novembre scorsi. Come ho raccontato <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/11/28/geo-scintille-da-stati-generali-dell%E2%80%99innovazione/" target="_blank">qua</a>, l’esperienza è stata più che positiva: una conferma sia del clima partecipativo e collaborativo che traspariva già in Rete, sia di come i temi dell’Informazione Geografica possano essere accolti, recepiti e apprezzati in un contesto ICT generale e inquadrato sui contributi che tutti possiamo dare per raggiungere gli scopi per cui SGI è stata costituita.</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<h2>La rete si sta formando</h2>
	<p>Il convegno di fine novembre è stato solo l’inizio, un buon inizio –scrivono gli organizzatori- per gli Stati Generali dell’Innovazione. L’esito, infatti, in termini di adesioni, partecipazione, temi affrontati e conclusioni a cui si è pervenuti, pongono già questa “meta-associazione” quale realtà con cui chi governa potrà confrontarsi e una risorsa per tutti coloro che vogliono produrre un vero cambiamento nelle politiche  dell’innovazione del nostro Paese.</p>
	<p>Il “<em>gruppetto</em>” nato grazie alle discussioni estive di cui vi ho raccontato, ha continuato a dialogare in Rete, si è un poco rafforzato e ha iniziato a interagire all’interno degli Stati.</p>
	<p>SGI sta alacremente costruendo una <strong>roadmap per il 2012</strong>, la roadmap dell’Italia che innova. E’ stata già formalizzata la <strong>Consulta Permanente degli SGI</strong>, sono avviate attività sui temi principali e più urgenti individuati; si sta definendo un calendario di eventi per portare il confronto degli SGI su tutto il territorio nazionale e altro ancora.</p>
	<p>Consultando le <a href="http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-content/uploads/2011/11/SGI-otto-azioni-contro-lo-spread-digitale_V3_29Nov.pdf" rel="nofollow"  target="_blank">otto schede</a>, per altrettante azioni, messe a punto nel corso dell’incontro di novembre, possono affiorare molti argomenti legati o affini alle tematiche dell’Informazione Geografica. Stati Generali dell’Innovazione offre quindi la possibilità di entrare in contatto con soggetti che assumono intrinsecamente l’IG quale componente delle risorse che possono contribuire all’innovazione del Paese. Un’opportunità nuova per cooperare nella promozione delle istanze del nostro settore,  condividendo esigenze comuni. Per esempio, alcuni aspetti legati allo sviluppo delle Infrastrutture di Dati Territoriali a livello sub-nazionale si possono pienamente approfondire anche nell’ambito di un programma per promuovere il federalismo digitale, com’è stato articolato nella scheda “Inclusione digitale – Azione 1”. Così pure, non riesco a pensare a un programma che persegua il modello delle <em>smart cities</em> (scheda “Creatività e conoscenza condivisa &#8211; Azione 2”), senza “<em>smart geo-data</em> e <em>smart geo-services</em>”. Oppure ancora: quali contributi possono dare i geomatici rispetto al mutamento di modello di governance del settore pubblico, all’<em>Open Government</em>?<br />
Vi sono processi in corso per cui potrebbe essere deleterio e controproducente lavorare a compartimenti. Credo sia allora un’opportunità quanto proposto dal programma per rendere pubblici e in formato aperto i dati della Pubblica Amministrazione (scheda “<em>Open Government</em> &#8211; Azione 1”). Sarebbe assai curioso non trovare visi noti al Tavolo di lavoro sugli <em>Open Data</em> che verrà costituito nei prossimi mesi.<br />
Un’ultima annotazione: come sempre, in questi primi giorni del 2012 le associazioni del nostro settore, così come enti e varie organizzazioni, sono certamente già impegnate nella preparazione di convegni, <em>workshop</em>, seminari con finalità tecnico-scientifiche, per promuovere progetti, con scopi divulgativi. Per alcuni temi e in alcune circostanze, verificare sinergie con SGI, verificare se vi possono essere motivi di arricchimento per la <em>road map</em> “<em>dell’Italia che innova</em>”, potrebbe generare valore per l’iniziativa in corso di programmazione. Ugualmente, la geo-rete ipotizzata può essere portatrice di contributi geomatici nell’ambito di eventi organizzati da SGI e suoi associati.</p>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/250px-Escaping_criticism-by_pere_borrel_del_caso.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4656" style="border: 10px solid black; margin: 10px;" title="Escaping criticism by Pere Borrel del Caso" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/250px-Escaping_criticism-by_pere_borrel_del_caso-240x300.png" alt="" width="240" height="300" /></a>Fin qui l’attività di “<em>apri-pista</em>” che abbiamo svolto. L’idea iniziale degli amici di GEOmedia ha innescato un dibattito certamente utile. Se la partecipazione a Stati Generali dell’Innovazione che vi ho presentato sarà apprezzata e vedrà l’aggregazione e il coinvolgimento di altri attori della geomatica -associazioni, professionisti,  <em>blogger</em>, imprenditori, …- essa sarà un segno di novità (di innovazione?) nell’ambito del nostro settore. SGI consente di presentare propri contributi, secondo gli interessi, la sensibilità, le esigenze di cui ognuno è portatore, per elaborare in modo condiviso e attraverso un processo inclusivo un programma per “<em>l’innovazione nel governo dell’Italia</em>”, come risultato complessivo degli Stati Generali dell’Innovazione.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2012/01/19/creiamo-una-rete-dellinformazione-geografica-italiana-liniziativa-stati-generali-dellinnovazione-puo-esserne-lincubatore/">Creiamo una rete dell’Informazione Geografica italiana? L’iniziativa “Stati Generali dell’Innovazione” può esserne l’incubatore</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il web 2.0 quotidiano</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimanere informati quotidianamente, domare le decine e decine di feed ai quali siamo abbonati, condividere con i nostri amici le cose più interessanti. E' possibile farlo anche da smartphone, se si mette su un ingegnoso workflow che sfrutta sapientemente alcune applicazioni mobili e web.]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+web+2.0+quotidiano&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2012-01-10&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/" data-text="Il web 2.0 quotidiano" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Il “sottotitolo” di TANTO, così come concepito da Andrea ormai più di 6 anni fa, è <strong>“le cose che ci piacciono”</strong>. Nel nostro blog ormai <strong>scriviamo quasi esclusivamente di geomatica</strong>, intesa in tutte le sue accezioni, e in verità ero piuttosto scettico se pubblicare questo articolo proprio su TANTO. Ma poi mi sono ricordato che <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/04/08/conoscenza-e-coscienza-mappe-mentali-mappe-concettuali-brainstorming-ed-altri-concetti-astrusi/">Gerlando aveva narrato la sua esprienza</a> di comunicatore sempre qui, nel non molto lontano 2009. E del resto si tratta sempre di <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/entropia/">entropia</a>, che tra l’altro <strong>è la categoria più numerosa dei nostri post</strong>.</p>
	<p>Un impulso ulteriore a decidere di pubblicarlo qui (attenzione, prima ancora che una redazione noi siamo un gruppo di amici, quindi le decisioni le prendiamo sempre di comune accordo, compresa la scelta degli articoli) è stato il <strong>recente lancio di <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/">Planet GIS Italia</a></strong>, che mi ha “costretto” a sostituire in Google Reader il feed di <a href="http://pipes.yahoo.com/pipes/pipe.info?_id=6hPT8mYa3BGl09YzqWIyXQ" rel="nofollow" >Blog GIS Italia v. 3</a> proprio con quello nuovo di zecca di PGI.</p>
	<h2>Andiamo al dunque&#8230;</h2>
	<p><strong>Una delle nostre necessità primarie quotidiane è informarci</strong>. Lo facciamo in molti modi differenti, da molte fonti differenti, su molti media differenti.</p>
	<p>La <strong>radio</strong> ad esempio ci può accompagnare in svariati momenti della giornata. Per me è irrinunciabile ad esempio la mattina ascoltare su Rai Radio 3 <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-546fce50-63a7-4a3a-a677-c01b234511bd.html" rel="nofollow" >Prima Pagina</a>, e quando posso <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-aaee447d-8a68-46e9-b13f-43525399e0d8.html" rel="nofollow" >Radio3 Scienza</a>, <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-a1e3b801-994a-41e8-8098-72f0c3bca667.html" rel="nofollow" >Tutta la città ne parla</a> o ancora la trasmissione di <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Nove%20in%20punto,%20la%20versione%20di%20Oscar" rel="nofollow" >Oscar Giannino</a> su Radio24. Per fortuna ci sono i podcast, per ascoltare le puntate che ci perdiamo.</p>
	<p>Ma quando si parla di <strong>blog, siti web, liste e gruppi di discussione</strong>, allora le cose diventano più complicate. Bisogna dedicargli del tempo, stando davanti al computer, o anche sullo smartphone, sebbene il piccolo schermo metta a dura prova le nostre diottrie e il touchscreen la pazienza delle nostre dita. Comunque sia, si tratta di <strong>tempo che viene ritagliato durante le nostre giornate </strong><strong>incasinate, </strong>tra lavoro e impegni familiari.</p>
	<p>Voglio qui <strong>condividere la mia esperienza</strong> di come ho organizzato quell’oretta in totale che riesco a dedicare a questa fondamentale, irrinunciabile parte della giornata.</p>
	<p>Per <strong>domare le decine e decine di feed RSS</strong> ai quali sono abbonato, ma soprattutto non cadere nel panico dovuto ai 1.000 e passa nuovi item quotidiani che essi generano, uso da anni ormai <strong>Google Reader</strong>. A mio avviso, nonostante <strong>con l’ultima revisione Google lo abbia menomato pesantemente</strong>, eliminando la possibilità di condividere con i propri contatti le nostre letture e <strong>dirottando il traffico su Google Plus</strong> &#8211; che per inciso non m’ha preso e forse mai mi prenderà -, io lo trovo ancora il miglior strumento web per leggere in maniera organica i feed.</p>
	<p>Naturalmente, <strong>molte delle cose che troviamo interessanti le condividiamo</strong> spontaneamente con i nostri contatti &#8211; una volta anche su Google Reader &#8211; via email, su Twitter, Facebook, Linkedin e ogni altro sistema sociale che frequentiamo.</p>
	<p>Devo però fare un inciso fondamentale, ormai <strong>espleto circa il 50% delle mie attività digitali quotidiane</strong> (tra le altre consultare email, navigare sul web, gestire gli impegni, usare i social network, e ovviamente informarmi) <strong>sul mio smartphone</strong>. L’altro 50% del lavoro &#8211; su PC &#8211; riguarda l’uso di GIS, la scrittura di documenti di lavoro e di articoli per i blog, più altre attività “pesanti” meno ricorrenti. <strong>Essermi organizzato su piattaforma mobile mi consente di non rimanere ogni sera dalle 2 alle 3 ore davanti al computer per organizzare il lavoro</strong> (email, programmazione attività, ecc.), sacrificando il resto delle ancora più importanti attività sociali: dedicarsi alla famiglia, agli amici&#8230; e a sé stessi.</p>
	<p><strong>Il mio workflow informativo 2.0 parte dunque da Google Reader</strong>, nel quale butto qualunque feed RSS, dai siti web, ai blog, alle mailing list che non frequento assiduamente, finanche ai Pipes di Yahoo che uso per fare piccoli “mashup informativi”, come <a href="http://ifttt.com/recipes/4098" rel="nofollow" title="Ricetta di iftt"  target="_blank">questo</a> che si basa su <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/08/10/generare-un-georss-in-modo-automatico/"title="Generare un GeoRSS in modo automatico"  target="_blank">quest&#8217;altro</a>. Ma ovviamente <strong>mi avvalgo di una serie di applicazioni sia mobili che web</strong> per ottimizzare al massimo il tutto.</p>
	<p>Per esprimervi in maniera chiara il workflow che ho messo a punto, e in modo sistemico i link tra le varie applicazioni da me utilizzate, ho creato una semplice mappa mentale con il <strong>fantastico servizio web <a href="http://popplet.com" rel="nofollow"  target="_blank">popplet</a></strong>. La vedete qui sotto.</p>
	<p><object width="500" height="500" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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<param name="src" value="http://popplet.com/app/Popplet_Alpha.swf?page_id=128686&amp;em=1" />
<param name="allowfullscreen" value="false" /><embed width="500" height="500" type="application/x-shockwave-flash" src="http://popplet.com/app/Popplet_Alpha.swf?page_id=128686&amp;em=1" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="false" /></object></p>
	<h2>Gli strumenti del mestiere&#8230;</h2>
	<p><strong>Descriverò ora gli attrezzi con i quali ho costruito il workflow</strong>, si tratta di tre applicazioni per Android e altrettanti servizi web. Si potrebbe costruire un processo analogo <strong>anche su piattaforma iOS</strong> &#8211; suggerisco infatti allo scopo alcune app alternative &#8211; ma francamente <strong>non so quanto potrebbe funzionare</strong>, visto che sul sistema operativo mobile Apple manca una delle &#8220;funzioni killer&#8221; invece da sempre disponibile su Android: l&#8217;onnipresente menu &#8220;share&#8221;. Con esso è infatti possibile inviare qualunque contenuto ad altre applicazioni, consentendo una <strong>piena interoperabilità tra di esse</strong>.</p>
	<p><strong>• gReader </strong><strong>• <a href="https://market.android.com/details?id=com.noinnion.android.greader.reader" rel="nofollow" title="Link Android Market"  target="_blank">applicazione Android</a> &#8211; free<br />
</strong>A mio avviso è un <strong>lettore di Google Reader</strong> molto migliore dell’applicazione di Big G; possiede molte più funzioni, tra le quali la customizzazione dell’interfaccia, ma ovviamente è una questione di gusti. Ecco come lo uso. Quando trovo un item così interessante da volerlo <strong>leggere più tardi</strong>, in genere vorrei anche metterlo tra i miei bookmark, perciò <strong>lo invio al mio <a href="http://delicious.com/caterpirla" rel="nofollow"  target="_blank">account delicious</a></strong>. Per fare questo mi è sufficientemente <strong>marcarlo “starred”</strong>, e <strong>un’apposita <a href="http://ifttt.com/recipes/10494" rel="nofollow" >“ricetta”</a> che ho creato sul servizio web <a href="http://ifttt.com/" rel="nofollow"  target="_blank">ifttt</a></strong> (descritto oltre) preleva il flusso dei miei starred item e li trasforma in bookmark su delicious, taggandoli con “ifttt”, “googlereader” e “nome_feed”. <strong>Periodicamente vado a “curare” questi bookmark su delicious</strong>, li leggo e se ne vale la pena li conservo, taggandoli opportunamente e magari mettendoli in uno <a href="http://delicious.com/stacks/caterpirla" rel="nofollow"  target="_blank">stack</a>. C&#8217;è anche il modo di conservare &#8211; sempre su delicious &#8211; le letture in maniera privata, marcandole con un apposito tag, <a href="http://ifttt.com/recipes/15785" rel="nofollow" title="Altra ricetta su iftt"  target="_blank">qui la ricetta su iftt</a>. Quando invece <strong>una lettura mi sembra degna di condivisione</strong>, se voglio twittarla subito la mando a <strong>Tweedeck</strong> (vedi più avanti) mediante il menu &#8220;share&#8221; di Android, altrimenti a <strong>Buffer</strong> (ne parlo dopo) se voglio programmarne la diffusione su Twitter o Facebook in orari differenti.<br />
<em>Input</em>: feed RSS. <em>Output</em>: starred items verso Delicious, shared verso Tweetdeck o Buffer.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a href="http://itunes.apple.com/us/app/feeddler-rss-reader-for-ipad/id364873582?mt=8" rel="nofollow" title="Link App Store"  target="_blank">Feeddler</a></p>
	<p><strong>• Buffer • <a href="https://market.android.com/details?id=org.buffer.android" rel="nofollow" title="Link Android Market"  target="_blank">applicazione Android</a> e <a href="bufferapp.com" rel="nofollow" title="Link sito web"  target="_blank">servizio web</a> - freemium</strong><br />
Si tratta di un formidabile servizio basato su web che <strong>consente di creare uno stack di tweet e aggiornamenti Facebook programmabili</strong> ad orari definiti dall’utente. La sua versione free consente di <strong>gestire fino a 3 distinti account Twitter e/o Facebook</strong> e di pubblicare fino a <strong>10 elementi al giorno</strong>. Poichè (co)gestisco diversi account Twitter, riesco ad <strong>aggirare questo limite mediante BirdHerd</strong>, un ulteriore servizio sempre basato su web del quale parlerò più avanti. Buffer mette a disposizione anche un’app Android &#8211; sempre free &#8211; integrata nel fantastico menu &#8220;share&#8221; di Android, che consente di gestire lo stack editando i singoli elementi precedentemente creati e il loro ordine di pubblicazione.<br />
<em>Input</em>: shared da gReader. <em>Output</em>: verso i miei account Twitter e Facebook, verso BirdHerd via DM.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a href="http://itunes.apple.com/it/app/buffer/id490474324?mt=8&amp;affId=1325731" rel="nofollow" title="Link App Store"  target="_blank">Buffer</a></p>
	<p><strong>• Tweriod • <a href="http://www.tweriod.com/" rel="nofollow" title="Link sito web"  target="_blank">servizio web</a> - freemium</strong><br />
Per usare al meglio Buffer e programmare i tweet e gli aggiornamenti in modo tale da <strong>ottenere la massima attenzione dai nostri follower</strong>, ci viene in supporto Tweriod. Si tratta di <strong>un servizio web in grado di analizzare l’attività degli account di chi ci segue su Twitter</strong> e da ciò <strong>suggerirci le fasce orarie migliori</strong> per pubblicare i nostri tweet, affinché ottengano la massima visibilità. Per ottenere l’analisi sarà sufficiente loggarsi a Tweriod con l’account Twitter dal loro sito web.<br />
<em>Input</em>: account Twitter. <em>Output</em>: fasce orarie ottimali per twittare.</p>
	<p><strong>• Tweetdeck • <a href="https://market.android.com/details?id=com.thedeck.android.app" rel="nofollow" title="Link Android Market"  target="_blank">applicazione Android</a> e <a href="http://www.tweetdeck.com/" rel="nofollow" title="Link sito web"  target="_blank">servizio web</a> &#8211; free</strong><br />
A mio avviso il <strong>miglior client per Twitter</strong> &#8211; consente di postare anche su Facebook &#8211; in circolazione. <strong>Potentissime le sue funzioni</strong>, tra le quali cito ad esempio la possibilità di gestire svariati account Twitter e cinguettare lo stesso messaggio anche da più di uno, scheduling dei tweet, possibilità di gestire alert differenti per le singole colonne (le timeline degli account, degli hashtag, delle ricerche, delle citazioni). Che si può desiderare di più?<br />
<em>Input</em>: da gReader.  <em>Output</em>: account Twitter o Facebook.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a href="http://itunes.apple.com/it/app/tweetdeck/id429654148?mt=8" rel="nofollow" title="Link App Store"  target="_blank">Tweetdeck</a>.</p>
	<p><strong>• ifttt ovvero &#8220;if this then that&#8221; • <a href="http://ifttt.com" rel="nofollow" title="Link sito web"  target="_blank">servizio web</a> &#8211; free</strong><br />
Si tratta di una geniale applicazione web che <strong>consente di &#8220;mettere internet al lavoro per te&#8221;</strong>, parafrasando il loro slogan. Permette di <strong>interconnettere numerosi <a href="http://ifttt.com/channels" rel="nofollow"  target="_blank">canali web</a></strong>, tra i quali proprio Google Reader, Buffer, delicious, Twitter, e feed RSS, ma la lista aumenta sempre più. Descriverlo qui sarebbe riduttivo, vi invito vivamente ad <strong>aprire un account e dare spazio alla fantasia</strong>. In questo contesto, io lo uso come già anticipato per creare dei nuovi bookmark in delicious dagli item starred di Google Reader.<br />
<em>Input</em>: da Google Reader. <em>Output</em>: verso delicious.</p>
	<p><strong>• BirdHerd • <a href="http://birdherd.com/" rel="nofollow" title="Link sito web"  target="_blank">servizio web</a> &#8211; free (per ora)<br />
</strong><a href="http://twitter.com/#!/aborruso" rel="nofollow" >@aborruso</a> molto tempo fa introdusse noialtri TANTI all’uso di BirdHerd per <strong>aggiornare direttamente dai nostri rispettivi account Twitter quello di TANTO</strong> (<a href="http://twitter.com/#!/twanto" rel="nofollow" >@twanto</a>). Una volta loggati su BirdHerd con l’account Twitter di gruppo, è possibile aggiungere i “contributori” (fino a un massimo di 10) ciascuno dei quali sarà poi in grado di pubblicare i tweet semplicemente inviando un DM all’account di gruppo stesso. Il messaggio verrà infine twittato, completato alla fine dalla firma del contributore. <a href="http://twitter.com/#!/twanto/status/143009563162066944" rel="nofollow" >Qui</a> un esempio. Quando dunque da gReader trovo un link interessante che voglio twittare come <a href="http://twitter.com/twanto" rel="nofollow"  target="_blank">@twanto</a> o <a href="http://twitter.com/planetek" rel="nofollow"  target="_blank">@planetek</a> o <a href="http://twitter.com/altrageologia" rel="nofollow"  target="_blank">@altrageologia</a>, mi sarà sufficiente mandare ai rispettivi account un DM con Tweetdeck o Buffer, il resto verrà da sé.<br />
<em>Input</em>: da Buffer o Tweedeck. <em>Output</em>: verso account Twitter di gruppo.</p>
	<p>In conclusione, chi come me <strong>consuma gran parte delle informazioni su piattaforma mobile</strong>, costruendo un workflow ben congegnato può al tempo stesso <strong>informarsi in maniera dinamica nell’arco della giornata</strong> (es. tempi morti durante le attese), <strong>condividere le cose ritenute più interessanti</strong> con i propri follower sui social network e <strong>conservarle sempre in maniera sociale</strong> con delicious. <strong>Tutto direttamente dal nostro smartphone</strong>, che la sera &#8211; assieme al PC &#8211; potremo tenere spento, e dedicarci alle altre cose &#8211; non digitali &#8211; che ci piacciono TANTO&#8230;
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/">Il web 2.0 quotidiano</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+web+2.0+quotidiano&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2012-01-10&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;rft.language=English"></span>

	</item>
		<item>
		<title>Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale in condizioni di esercizio</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Perone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[bms]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[grafo stradale]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione strade]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[rete strategica]]></category>
		<category><![CDATA[routing]]></category>
		<category><![CDATA[scenario di esercizio]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>
Questo post nasce a seguito della sollecitazione a descrivere le modalità con cui abbiamo elaborato il modello per l&#8217;individuazione della rete strategica in condizioni di esercizio. E&#8217; la naturale continuazione del mio precedente “Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale” che invito a leggere per maggiore chiarezza, in quanto alcuni passaggi comuni alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/" data-text="Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale in condizioni di esercizio" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p style="text-align: justify;">Questo <strong>post</strong> nasce a seguito della <strong>sollecitazione</strong> a descrivere le <strong>modalità</strong> con cui abbiamo <strong>elaborato</strong> il <strong>modello</strong> per l&#8217;individuazione della <strong>rete strategica in condizioni di esercizio</strong>. E&#8217; la naturale <strong style="text-align: justify;">continuazione</strong> del mio precedente <em>“<a href="../../../../../2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/" rel="nofollow" >Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale</a>”</em> che invito a <strong>leggere</strong> per <strong>maggiore chiarezza</strong>, in quanto alcuni <strong>passaggi comuni</strong> alle due analisi sono stati <strong>descritti nel primo post con maggiore dettaglio</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;">Ricordo comunque, a titolo di completezza, alcuni concetti generali.</p>
	<blockquote>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo dell’analisi è stato quello di definire, all’interno dei <strong>1400 Km</strong> della rete viaria della Provincia di Bologna, tre categorie di <strong>importanza funzionale</strong> indicative della<strong> rilevanza strategica</strong> di un tronco stradale.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La definizione di una rete strategica è finalizzata a <strong>garantire un livello di servizio dell’infrastruttura stradale adeguato alla sua funzione</strong>, a <strong>programmare e gestire la manutenzione dell’infrastruttura stradale</strong> sul territorio provinciale in maniera mirata e a <strong>ottimizzare le risorse disponibili per gli interventi definendo priorità e fornendo supporto nella definizione dei piani triennali dei lavori</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’individuazione della rete strategica viene effettuata tenendo conto di due <strong>diversi scenari</strong>:</p>
	<ul>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>scenario di servizio</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura in condizione di normale esercizio;</p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>scenario di emergenza</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura nella condizione di emergenza legata ad un evento sismico.</p>
	</li>
	</ul>
	</blockquote>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel caso dell’<strong>analisi in condizioni di esercizio</strong> si è tenuto conto dei <strong>flussi di traffico</strong> e lo <strong>studio dei percorsi</strong> (routing) ha valutato i <strong>percorsi tra centroidi di attrazione e generazione di spostamento secondo la relazione residenti-edificato</strong>,<strong> residenti-imprese </strong>e<strong> caselli autostradali-edificato</strong>.</p>
	<blockquote><p>L’<strong>analisi GIS</strong> utilizza:</p>
	<ul>
	<li>una <strong>mappa di densità dei residenti</strong> ottenuta dal dato geometrico dalle sezioni di censimento ISTAT;</li>
	<li>una <strong>mappa di densità delle imprese</strong> ottenuta della banca dati della Camera di Commercio georeferenziata;</li>
	<li>una <strong>mappa di densità dell’edificato</strong> ricavata secondo quanto descritto in questo<a href="../../../../../2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/" rel="nofollow" > post</a>.</li>
	</ul>
	<p>Queste <strong>mappe raster</strong> vengono filtrate utilizzando un <strong>valore minimo di soglia</strong> che permetta di identificare un <strong>numero di &#8220;isole&#8221; ritenuto rappresentativo del contesto provinciale</strong> mediante un’analisi qualitativa. Di queste isole vengono poi <strong>calcolati i baricentri</strong> passando per la trasformazione in poligoni. I <strong>baricentri</strong>, assieme agli <strong>accessi ai caselli autostradali</strong>, rappresentano i <strong>centroidi dell&#8217;analisi dei percorsi</strong>e sono costituiti da:</p>
	<ul id="internal-source-marker_0.39143436597353">
	<li>48 centroidi di aree ad elevata densità residenziale, ottenuti elaborando le sezioni relative all’ultimo censimento della popolazione, che definiremo centroidi residenti</li>
	<li>61 centroidi di aree densamente edificate, ottenuti elaborando la densità edilizia calcolata dai dati catastali secondo la metodologia proposta da questo<a href="../2011/09/15/2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/" rel="nofollow" > post</a>, che definiremo centroidi edificato</li>
	<li>46 centroidi di aree ad elevata presenza di imprese ottenuti elaborando i dati della Camera di Commercio di Bologna georiferiti, che definiremo centroidi imprese</li>
	<li>24 accessi ai caselli autostradali</li>
	</ul>
	</blockquote>
	<p id="internal-source-marker_0.39143436597353" dir="ltr">Individuati i <strong>centroidi di generazione/attrazione degli spostamenti</strong> vengono definite nel modello le <strong>regole</strong> secondo le quali il software deve <strong>calcolare i percorsi di collegamento</strong> che sono <strong>rappresentati dalla seguente matrice</strong>.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="179" /> <col width="172" /> <col width="177" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p dir="ltr">Centroidi edificato</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">Centroidi imprese</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Centroidi residenti</td>
	<td>
	<p dir="ltr">5C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">5C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Caselli autostradali</td>
	<td>
	<p dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">-</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p>&nbsp;</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Per <strong>ogni relazione</strong> è espresso un <strong>parametro di calcolo utilizzato dall’algoritmo di routing</strong> del software:</p>
	<ul>
	<li style="text-align: justify;">
	<p dir="ltr">1C, 5C <strong>numero di connessioni del centroide</strong> di generazione degli spostamenti con i più prossimi punti di attrazione degli spostamenti, es. tra centroidi residenti e centroidi edificato e è indicato 5C, cioè il centroide di ogni area ad elevata densità residenziale deve raggiungere il centroide delle cinque aree densamente edificate più prossime.</p>
	</li>
	<li>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">TB calcolo del percorso utilizzando il percorso più breve in termini di tempo.</p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;">Ad ogni <strong>arco stradale</strong> è attribuito un<strong> peso</strong> basato sul <strong>numero dei percorsi</strong>, tra quelli calcolati, <strong>che lo utilizzano</strong>, la parte relativa al calcolo dei percorsi a questo punto è conclusa. Si opera l&#8217;<strong>estrazione del grafo delle strade provinciali dal grafo complessivo</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Oltre ai <strong>percorsi</strong>, per il calcolo della <strong>categoria di importanza funzionale, in condizioni di esercizio, delle strade provinciali</strong>, sono utilizzati anche i dati sui <strong>flussi di traffico</strong> che provengono da <strong><a href="http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/FlussiMTS/" rel="nofollow" >Mobiliter</a></strong>, il sistema di consultazione dei flussi online della regione Emilia-Romagna. I dati forniti sono rilevati da circa <strong>40 postazioni, in funzione 24 ore su 24</strong>, installate <strong>sulle strade provinciali</strong>. Questi dati di flusso sono integrati dai <strong>dati rilevati</strong> in fase di definizione del quadro conoscitivo del <strong><a href="http://www.provincia.bologna.it/pianificazione/Engine/RAServePG.php/P/259111020505" rel="nofollow" >Piano della Mobilità Provinciale</a></strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;">I <strong>dati relativi ai flussi di traffico</strong> sono stati inseriti come <strong>attributi nel grafo provinciale</strong> <strong>a livello di singolo arco stradale</strong>. Sono state individuate <strong>tre classi di traffico</strong> attraverso un’<strong>analisi di significatività statistica</strong> (Jenks). La scelta dei <strong>valori di soglia</strong>, operata secondo questo metodo, consente di determinare <strong>classi di aggregazione</strong> (classe 1, 2 e 3) con i <strong>valori di gruppo più simili</strong> e che <strong>massimizzano le differenze tra le classi stesse</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il <strong>calcolo dell&#8217;indice di importanza funzionale</strong>, basato sulle <strong>classi di traffico</strong> e sul <strong>peso determinato dall&#8217;analisi dei percorsi</strong>, è stato<strong> effettuato in maniera diversificata</strong> tra le <strong>strade di pianura e quelle collinari o montane</strong>. Si è operata una <strong>distinzione basata sulla definizione geografica di pianura</strong> come territorio compreso al di sotto della quota di 200 m s.l.m. Lo scopo di questa differenziazione, che si traduce nella creazione di due sub-grafi, è quello di amplificare l&#8217;importanza funzionale delle strade appenniniche, cioè quelle poste a 200 m s.l.m., che presentano in termini di flussi di traffico un&#8217;importanza spesso secondaria. Tale scelta si è concretizzata nel calcolo dell&#8217;<strong>indice di importanza funzionale</strong> che segue la logica di seguito descritta.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Peso dell’analisi dei percorsi</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Peso dei flussi di traffico</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>
	<p dir="ltr">Ambito di pianura</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">40%</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">60%</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>
	<p dir="ltr">Ambito appenninico</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">60%</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">40%</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p style="text-align: justify;">Una volta calcolato l&#8217;indice di importanza funzionale nel contesto di pianura ed in quello appenninico si può riunificare il grafo.<strong> L&#8217;indice di imporanza funzionale</strong> che ogni arco si trova come attributo<strong> viene normalizzato a 100</strong> e vengono <strong>individuate tre categorie di importanza funzionale </strong>mediante l&#8217;analisi di significatività statistica di Jenks.</p>
	<p style="text-align: justify;">Quello che si ottiene è un grafo che presenta per ogni <strong>singola strada provinciale</strong> diversi <strong>tratti con categoria di importanza funzionale diversa</strong>. Con un’analisi qualitativa si operano delle scelte per <strong>attribuire le categorie di importanza funzionale in maniera più continua</strong> ad interi tratti di strada.</p>
	<p><div class="slidedeck_frame skin-default"><dl id="SlideDeck_267_4159" class="slidedeck slidedeck_4159" style="width:100%;height:370px"><dt>Mappa dei percorsi in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4160" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_percorsi.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4160        " title="Scenario dei percorsi in appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_percorsi-300x300.png" alt="Scenario dei percorsi in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Scenario dei percorsi in Appennino</p>
</div>
</dd><dt>Mappa del traffico in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4161" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4161    " title="Mappa del traffico in Appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico-300x300.png" alt="Mappa del traffico in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa del traffico in Appennino</p>
</div>
<p style="text-align: center;">
</dd><dt>Mappa della rete strategica in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_categorie.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4173   " title="Mappa della rete strategica in Appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_categorie-1024x1024.png" alt="Mappa della rete strategica in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa della rete strategica in Appennino</p>
</div>
</dd><dt>Mappa dei percorsi in pianura</dt><dd><div id="attachment_4175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_percorsi.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4175 " title="Mappa dei percorsi in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_percorsi-1024x1024.png" alt="Mappa dei percorsi in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa dei percorsi in pianura</p>
</div>
</dd><dt>Mappa del traffico in pianura</dt><dd><div id="attachment_4177" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_traffico.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4177 " title="Mappa del traffico in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_traffico-1024x1024.png" alt="Mappa del traffico in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa del traffico in pianura</p>
</div>
</dd><dt>Mappa della rete strategica in pianura</dt><dd><div id="attachment_4178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_categorie.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4178 " title="Mappa della rete strategica in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_categorie-1024x1024.png" alt="Mappa della rete strategica in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa della rete strategica in pianura</p>
</div>
</dd></dl></div></p>
	<p style="text-align: justify;">Un&#8217;illustrazione interessante può essere quella di un <strong>utilizzo &#8220;pratico&#8221; della rete strategica in condizioni di esercizio</strong> quale la<strong> valutazione dell&#8217;indice di equilibrio nell&#8217;attività di pulizia della neve</strong>. Si calcola per ogni arco stradale l&#8217;<strong>indice di servizio</strong>, cioè il rapporto tra il numero dei mezzi ed il percorso assegnato (es. 1 mezzo / 15 Km = 0.067). Il valore dell&#8217;indice di servizio, attraverso l&#8217;analisi di significatività di Jenks, viene classificato in tre classi: massimo (classe 1), medio (classe 2) e minimo (classe 3) servizio. Successivamente per ogni arco si confronta la classe di servizio con la categoria di importanza funzionale in condizioni di esercizio. Gli scenari possibili sono i seguenti.</p>
	<table>
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 1</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 2</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 3</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 1</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio basso</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio molto basso</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 2</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio basso</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 3</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio molto alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	<p style="text-align: justify;">La mappa dell&#8217;indice di equilibrio risultante è la seguente.</p>
	<p><div id="attachment_4185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_neve.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4185  " title="Mappa dell'indice di equilibrio nella pulizia neve" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_neve-1024x1024.png" alt="Mappa dell'indice di equilibrio nella pulizia neve" width="450" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa dell&#39;indice di equilibrio nella pulizia neve</p></div></p>
	<p>Spero di essere riuscito nell&#8217;intento di esemplificare il flusso di lavoro seguito. Invito chi possa essere interessato all&#8217;argomento a contribuire, chiedere informazioni o criticare utilizzando i commenti <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/">Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale in condizioni di esercizio</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<georss:point featurename="bologna">44.4941903 11.3465185</georss:point>
	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">Scenario dei percorsi in appennino</media:title>
			<media:description type="html">Scenario dei percorsi in appennino</media:description>
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			<media:title type="html">analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa della rete strategica in appennino</media:title>
			<media:description type="html">Mappa della rete strategica in appennino</media:description>
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			<media:title type="html">Mappa dei percorsi in pianura</media:title>
			<media:description type="html">Mappa dei percorsi in pianura</media:description>
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			<media:description type="html">Mappa del traffico in pianura</media:description>
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			<media:title type="html">Mappa della rete strategica in pianura</media:title>
			<media:description type="html">Mappa della rete strategica in pianura</media:description>
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			<media:description type="html">Mappa dell&#039;indice di equilibrio nella pulizia neve</media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Il piacere grande di essere arrivati sino a qui</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 19:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tanto]]></category>

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		<description><![CDATA[In un post di alcuni fa in cui davo il benvenuto a Pietro, sostenevo che il successo di un Blog fosse avere un nuovo autore. Adesso con noi c'è anche Andrea Antonello: sarà una grande risorsa per i nostri lettori, e quindi (per me) una conferma di questa tesi. Ma la cosa più bella, il successo che per ora mi sembra il più grande, è che questo gruppo ha creato le condizioni che portassero ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+piacere+grande+di+essere+arrivati+sino+a+qui&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-19&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/" data-text="Il piacere grande di essere arrivati sino a qui" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>In questo post parlerò un po’ di TANTO, dei suoi autori e di come stanno <strong>insieme</strong>. Non sarà un contributo dei “nostri”, ma è in un certo senso <strong>necessario</strong>.<br />
A giugno del 2011 questo spazio ha festeggiato il suo <strong>sesto compleanno</strong> e, come ho detto in altre occasioni, non avrei nemmeno immaginato di arrivare alla prima candelina; figuriamoci la sesta. Ogni anno, in corrispondenza della ricorrenza, vorrei sempre scrivere un post celebrativo, perché mi piacciono le cerimonie e soprattutto i rituali, perché fanno “un giorno diverso dagli altri giorni, un&#8217;ora dalle altre ore”. Ma non sono quasi mai riuscito a rispettare le date; almeno quelle ufficiali.<br />
Per (mia) fortuna, almeno una volta all’anno, per una ragione o per un’altra, viene sempre un momento, in cui riesco a fissare sulla “nuvola” alcuni pensieri su questo cammino iniziato più di sei anni fa.<br />
Non vi parlerò di TANTO come blog, delle sue statistiche di accesso, delle soddisfazioni professionali e personali che ci siamo tolti utilizzandolo come interfaccia con il mondo esterno. Non è poco, ma è riduttivo rispetto a quanto gli autori di TANTO hanno acquisito e costruito insieme: essere soprattutto una (piccola e sgangherata) <strong>comunità</strong>, un insieme di persone che hanno comunione di vita sociale (purtroppo soprattutto virtuale) e che condividono alcuni comportamenti e interessi. In questa ho avuto l&#8217;opportunità di crescere professionalmente e soprattutto umanamente, e continuo sempre a stupirmi di quanto siano robuste le cose che ci uniscono e di quanto mi stimolino quelle che ci dividono.<br />
In questi sei anni siamo cresciuti in numero,  soprattutto siamo diventati un gruppo più sano e più maturo. Questo stato di salute ci da l’opportunità di avere una certa facilità nel creare bei <strong>rapporti con le persone</strong>, perché il benessere e il benestare sono in qualche modo contagiosi e magnetici. E anche noi siamo ovviamente sensibili al magnetismo.<br />
Una di queste persone, con la quale da diverso tempo in qualche modo ci specchiamo, quest’estate &#8211; parlando della sua azienda &#8211; ci ha scritto:</p>
	<blockquote><p>L’ho costruita con questa idea, la <strong>condivisione</strong>, la <strong>libertà</strong> e il <strong>rispetto</strong>. Nella speranza di costruire una rete di persone delle quali fidarsi. Che non si muovano solo per una fattura, ma anche per un &#8220;bene&#8221; comune, senza pressioni, ognuno dando quello che sa fare meglio, quando può. E ancora oggi, nello scriverlo, sembra una cosa così semplice. E&#8217; per quello che ci credo. E&#8217; un &#8220;motto&#8221; semplice e incredibilmente potente.</p></blockquote>
	<p>Non si “vive” di queste frasi, ma incontrare questo tipo di persone, scambiare con loro idee e provare a creare insieme qualcosa di concreto, sicuramente fa stare meglio.<br />
Abbiamo allora deciso di invitarla a fare parte della nostra tavola e ha accettato. Si tratta di <a href="http://www.linkedin.com/in/andreaantonello" rel="nofollow" title="Andrea Antonello"  target="_blank"><strong>Andrea Antonello</strong></a> e questo post vale anche come benvenuto ufficiale da parte di tutta la redazione.<br />
Andrea non ha bisogno di presentazioni, è uno dei guru della geomatica italiana (e oltre), una “cintura nera” di Java, specializzato nello sviluppo di applicazioni spaziali. E’ il creatore (tra le altre cose) di <a href="http://code.google.com/p/jgrass/" rel="nofollow" title="JGrass homepage"  target="_blank">JGrass</a> e <a href="https://market.android.com/details?id=eu.hydrologis.geopaparazzi" rel="nofollow" title="Geopaparazzo homepage"  target="_blank">Geopaparazzi</a>, ed uno dei soci di <a href="http://www.hydrologis.com" rel="nofollow" title="hydrologis homepage"  target="_blank">HydroloGIS</a>.<br />
Siamo in contatto da alcuni anni: al primo incontro “intenso” che abbiamo avuto (purtroppo soltanto una video conferenza di un’ora), mi colpì per una grandissima disponibilità e competenza. Con lui c’era la sua socia <a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=47968893&amp;trk=tyah" rel="nofollow" title="Silvia Franceschi"  target="_blank"><strong>Silvia Franceschi</strong></a>, ed anche lei mostrò le medesime virtù.</p>
	<p>In un post di alcuni fa in cui davo il benvenuto a <strong><a href="http://blog.spaziogis.it/2008/04/19/il-successo-di-un-blog-un-nuovo-autore/"title="Il successo di un blog, un nuovo autore"  target="_blank">Pietro</a></strong>, sostenevo che il successo di un Blog fosse avere un nuovo autore. Avere Andrea con noi sarà una grande risorsa per i nostri lettori, e quindi (per me) una conferma di questa tesi. Ma la cosa più bella, il successo che per ora mi sembra il più grande, è che questo gruppo ha creato le condizioni per cui tutto questo accadesse.</p>
	<p>Tutto qui, poco, ma tanto.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/">Il piacere grande di essere arrivati sino a qui</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+piacere+grande+di+essere+arrivati+sino+a+qui&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-19&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/19/il-piacere-grande-di-essere-arrivati-sino-a-qui/&amp;rft.language=English"></span>

	</item>
		<item>
		<title>Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 08:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Perone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[bms]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sismica]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[grafo stradale]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione strade]]></category>
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		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-15&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;rft.language=English"></span>
Questo post nasce dal mio desiderio di condividere e discutere un’approccio metodologico, in termini di analisi GIS, per me relativamente nuovo nell’ambito del mio lavoro presso il Servizio Manutenzione Strade della Provincia di Bologna. Il lavoro da cui è tratta la metodologia descritta in questo post è stato svolto a quattro mani con il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-15&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/" data-text="Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p id="internal-source-marker_0.4622081591187557" style="text-align: justify;" dir="ltr">Questo post nasce dal mio desiderio di condividere e discutere un’approccio metodologico, in termini di analisi GIS, per me relativamente nuovo nell’ambito del mio lavoro presso il <strong>Servizio Manutenzione Strade</strong> della<strong> Provincia di Bologna</strong>. Il lavoro da cui è tratta la metodologia descritta in questo post è stato svolto a quattro mani con il mio collega Pierluigi Tropea le cui competenze in ambito strutturale e manutentivo, complementari alle mia esperienza in ambito GIS, ci hanno permesso di conseguire un risultato, secondo me, interessante.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo dell’analisi è stato quello di definire, all’interno dei <strong>1400 Km</strong> della rete viaria della Provincia di Bologna, tre categorie di <strong>importanza funzionale</strong> indicative della <strong>rilevanza strategica</strong> di un tronco stradale.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La definizione di una rete strategica è finalizzata a <strong>garantire un livello di servizio dell’infrastruttura stradale adeguato alla sua funzione</strong>, a <strong>programmare e gestire la manutenzione dell’infrastruttura stradale</strong> sul territorio provinciale in maniera mirata e a <strong>ottimizzare le risorse disponibili per gli interventi definendo priorità e fornendo supporto nella definizione dei piani triennali dei lavori</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’individuazione della rete strategica viene effettuata tenendo conto di due <strong>diversi scenari</strong>.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>Scenario di servizio</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura in condizione di normale esercizio.</p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>Scenario di emergenza</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura nella condizione di emergenza legata ad un evento sismico.</p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Le modalità utilizzate per definire la categoria di importanza funzionale di una strada variano a seconda dello scenario di analisi. Si parte in entrambi i casi dall’analizzare le <strong>densità di residenti, edificato ed imprese</strong>. Nel caso dello <strong>scenario di emergenza</strong> le <strong>densità</strong> vengono <strong>amplificate</strong> in base ad una <strong>funzione esponenziale di pericolosità sismica</strong> definita sul territorio attraverso l’<strong>accelerazione sismica di picco al suolo</strong> e la <strong>probabilità di superamento di un determinato sisma di riferimento</strong>.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image03.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-4073" title="Matrice della funzione di amplificazione" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image03.jpg" alt="Matrice della funzione di amplificazione" width="466" height="207" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo di questa amplificazione è tenere conto del maggiore danno atteso in aree a maggiore sismicità potenziandone virtualmente i recettori di soccorso.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image00.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-4077 aligncenter" title="Mappa della densità dei residenti" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image00-1024x454.jpg" alt="Mappa della densità dei residenti" width="450" height="200" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel caso dello <strong>scenario di esercizio</strong> si tengono in considerazione anche i <strong>flussi di traffico</strong> e l’<strong>analisi dei percorsi (routing)</strong> valuta i percorsi tra centroidi di attrazione e generazione di spostamento secondo la relazione <strong>residenti-edificato </strong>e<strong> residenti-imprese</strong>. La metodologia per individuare i centroidi analizzati in questo scenario è la medesima di quella sotto riportata per lo scenario di emergenza.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’analisi GIS utilizza una <strong>mappa di densità dei residenti</strong> ottenuta dal dato geometrico dalle sezioni di censimento ISTAT; una <strong>mappa di densità delle imprese</strong> ottenuta della banca dati della Camera di Commercio georeferenziata; una <strong>mappa di densità dell’edificato</strong> ricavata secondo quanto descritto in questo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/"title="Definizione di reti strategiche: analisi di densità edilizia attraverso la banca dati catastale di SIGMATER"  target="_blank"><em>post</em></a>. Queste <strong>mappe raster</strong> che sono amplificate dalla <strong>funzione di pericolosità sismica</strong> nel caso dello <strong>scenario di emergenza</strong>, vengono filtrate utilizzando un <strong>valore minimo di soglia</strong> che permetta di identificare un <strong>numero di isole ritenuto rappresentativo del contesto provinciale</strong> mediante un’analisi qualitativa. Di queste “isole” vengono poi calcolati i <strong>baricentri</strong> passando per la trasformazione in poligoni.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">I baricentri rappresentano i <strong>centroidi</strong> della nostra analisi. Questi centroidi ed i punti che rappresentano l’<strong>ubicazione delle industrie a rischio rilevante</strong> sono, nell’analisi dei percorsi (routing), i punti verso i quali veicolare, attraverso il grafo stradale, i mezzi provenienti dai centri di <strong>offerta di soccorso</strong>.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image01.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-4071" title="Mappa della densità filtrata - centroidi" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image01-1024x454.jpg" alt="Mappa della densità filtrata - centroidi" width="498" height="221" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel complesso l’analisi GIS, per lo scenario di emergenza, si articola in <span style="color: #3366ff;"><em><strong>quattro</strong> <strong>punti</strong></em></span>.</p>
	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><em><strong>Punto 1</strong></em></span> &#8211; Individuazione dei punti da cui, nel modello, si origina l’<strong>offerta di soccorso</strong> nel territorio provinciale a cui ho accennato poco sopra.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><em>16 caserme dei Vigili del Fuoco</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>40 presidi ospedalieri</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>24 accessi ai caselli autostradali</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>Interporto di Bologna</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 2</span> &#8211; </strong></em>Individuazione dei recettori che fanno <strong>richiesta di soccorso</strong> che nel modello deve essere veicolato attraverso il grafo stradale che comprende l’intera rete stradale presente sul territorio provinciale.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><em>48 centroidi di aree ad elevata densità residenziale, ottenuti elaborando le sezioni relative all’ultimo censimento della popolazione, che definiremo centroidi residenti</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>61 centroidi di aree densamente edificate, ottenuti elaborando la densità edilizia calcolata dai dati catastali secondo la metodologia proposta da questo <a href="../2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/" rel="nofollow" >post</a>, che definiremo centroidi edificato</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>46 centroidi di aree ad elevata presenza di imprese ottenuti elaborando i dati della Camera di Commercio di Bologna georiferiti, che definiremo centroidi imprese</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>23 industrie a rischio rilevante</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 3</span> &#8211; </strong></em>Definite le origini e le destinazioni vengono definite nel modello le regole secondo le quali il software deve<strong> calcolare i percorsi di collegamento</strong>. Le relazioni variano a seconda dello scenario di riferimento analizzato, quelle utilizzate per lo scenario di emergenza sono rappresentate dalle seguente matrice.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Caserme dei Vigili del Fuoco</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Presidi opedalieri</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Caselli autostradali</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Interporto</em></td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi residenti</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi edificato</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi imprese</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Industrie a rischio</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">3C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">3C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Per ogni relazione è espresso un parametro di calcolo utilizzato dall’algoritmo di routing del software:</p>
	<ul>
	<li style="text-align: justify;">
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>1C, 2C, 3C numero di connessioni del centroide di richiesta di soccorso con i più prossimi punti di offerta di soccorso della relazione, es. tra <strong>industrie a rischio rilevante </strong>e<strong> presidi ospedalieri</strong> è indicato 3C, cioè un’industria a rischio deve essere raggiunta dai tre più prossimi presidi ospedalieri</em></p>
	</li>
	<li>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>TB calcolo del percorso utilizzando il percorso più breve in termini di tempo</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il <strong>risultato</strong> è una <strong>mappa</strong> in cui ad ogni elemento (arco) del <strong>grafo stradale</strong> sono<strong> sovrapposti n archi stradali relativi ai percorsi calcolati</strong> secondo la logica descritta.</p>
	<p><div id="attachment_4095" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image02_legenda.jpg" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4095   " title="Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image02_legenda-1024x1024.jpg" alt="Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso" width="442" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso</p></div></p>
	<p style="text-align: left;">La <strong>legenda dei percorsi tra punti di offerta di soccorso ed i recettori </strong>può essere così esplicitata.<em></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><strong>Offerta di soccorso</strong></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>PS presidi ospedalieri</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>VVF caserme dei Vigili del Fuoco</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><em>CS accessi ai caselli autostradali</em></span></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>IP interporto di Bologna</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><strong>Recettore di soccorso</strong></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>IR industrie a rischio rilevante</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">ED centroidi di aree densamente edificate</span></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">RR centroidi di aree ad elevata densità residenziale</span></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">AZ</span> centroidi di aree ad elevata presenza di imprese</em></p>
	<p>A questo punto, ad ogni <strong>arco stradale</strong>, viene attribuito un<strong> indice di importanza funzionale</strong> basato sul <strong>numero dei percorsi</strong>, tra quelli calcolati, che lo utilizzano. Il valore dell’indice è poi normalizzato a 100.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 4</span> -</strong></em> Si stabiliscono delle <strong>classi di aggregazione</strong> di valore dell’<strong>indice di importanza funzionale</strong>. Sono state definite <strong>tre classi</strong> individuando i valori di soglia attraverso un’<strong>analisi di significatività statistica</strong> (Jenks) dei <strong>valori dell&#8217;indice di importanza funzionale</strong> degli archi del grafo stradale. La scelta dei <strong>valori di soglia</strong>, operata secondo questo metodo, consente di determinare <strong>classi di aggregazione</strong> (categoria 1, 2 e 3) con i <strong>valori di gruppo più simili</strong> e che <strong>massimizzano le differenze tra le classi stesse</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’analisi operata fino ad ora ha preso in considerazione l’<strong>intero grafo stradale provinciale</strong>: autostrade, tangenziali, strade statali, strade provinciali e strade comunali. La “nostra” <strong>rete strategica</strong> deve contenere <strong>solo le strade provinciali</strong> che vengono quindi estratte dal grafo complessivo.</p>
	<p style="text-align: justify;">Quello che si ottiene è un grafo che presenta per ogni <strong>singola strada provinciale</strong> diversi <strong>tratti con categoria di importanza funzionale diversa</strong>. Con un’analisi qualitativa si operano delle scelte per <strong>attribuire le categorie di importanza funzionale in maniera più continua</strong> ad interi tratti di strada.</p>
	<p><div id="attachment_4074" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image04.jpg" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4074   " title="Rete strategica delle strade provinciali" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image04-1024x1024.jpg" alt="Rete strategica delle strade provinciali" width="442" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Rete strategica delle strade provinciali</p></div></p>
	<div class="mceTemp mceIEcenter"></div>
	<p dir="ltr">La <strong>mappa</strong> sopra riportata rappresenta il <strong>risultato complessivo dell’analisi</strong> con la rappresentazione delle strade provinciali secondo le tre categorie di importanza funzionale:</p>
	<ol>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; massima importanza strategica</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; media importanza strategica</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; minima importanza strategic</em>a</p>
	</li>
	</ol>
	<p dir="ltr">da un punto di vista statistico il risultato è il seguente.</p>
	<p><div id="attachment_4075" class="wp-caption aligncenter" style="width: 436px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image05.jpg"><img class="size-full wp-image-4075  " title="Statistica dei Km di strade provinciali per categoria" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image05.jpg" alt="Statistica dei Km di strade provinciali per categoria" width="426" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Statistica dei Km di strade provinciali per categoria</p></div></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Le <strong>percentuali</strong> sono espresse<strong> in termini di Km</strong> sui 1400 km complessivi di strade provinciali.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Mi auguro che <strong>questo post</strong> possa essere di<strong> stimolo alla nascita di un confronto sulla metodologia utilizzata</strong>, cosa importante per <strong>evidenziare i punti di debolezza</strong> ed avere <strong>utili spunti</strong>.</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/">Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<georss:point featurename="bologna">44.4941903 11.3465185</georss:point>
	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-15&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">Matrice della funzione di amplificazione</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa della densità dei residenti</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa della densità filtrata &#8211; centroidi</media:title>
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		<title>La notte della Rete</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 14:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Falciano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[agcom]]></category>
		<category><![CDATA[notterete]]></category>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=La+notte+della+Rete&amp;rft.aulast=Falciano&amp;rft.aufirst=Antonio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-07-05&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/&amp;rft.language=English"></span>
Domani (6 luglio), l&#8217;Autorità per le Comunicazioni (AgCom) voterà una delibera con cui si attribuirà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo del tutto arbitrario e bypassando di fatto l&#8217;autorizzazione della magistratura. Anche TANTO dice no al bavaglio alla rete! Seguiamo insieme &#8220;La notte della rete&#8221;, [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=La+notte+della+Rete&amp;rft.aulast=Falciano&amp;rft.aufirst=Antonio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-07-05&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/" data-text="La notte della Rete" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete" rel="nofollow" ><img class="size-medium wp-image-3903 alignleft" title="La notte della Rete" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/07/notteretesmall-274x300.png" alt="" width="200" height="219" /></a>Domani (6 luglio), l&#8217;Autorità per le Comunicazioni (AgCom) voterà una delibera con cui si attribuirà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo del tutto arbitrario e bypassando di fatto l&#8217;autorizzazione della magistratura.</p>
	<p>Anche TANTO dice <strong>no al bavaglio alla rete!</strong> Seguiamo insieme &#8220;La notte della rete&#8221;, una 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti. L&#8217;evento sarà in diretta streaming a partire dalle 17:30. L&#8217;hashtag Twitter è <strong><a href="https://twitter.com/#!/search/%23notterete" rel="nofollow" title="#notterete"  target="_blank">#notterete</a></strong>.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="296" id="utv249997" name="utv_n_294932"><br />
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	<p>Tutti noi crediamo che il diritto di autore vada rispettato e tutelato come parte integrante della persona e del diritto di espressione.</p>
	<p>Proprio in relazione a tali valori non può essere accettato né il principio, né il <em>modus operandi</em> della detta delibera che, lungi dal tutelare veramente il diritto di autore, mina seriamente, dal punto di vista sostanziale e dal punto di vista formale, i diritti inviolabili dell&#8217;individuo.</p>
	<p>Di seguito, per chi volesse farsi una idea sulla questione, vi segnaliamo i seguenti link:</p>
	<ul>
	<li><a href="http://sitononraggiungibile.e-policy.it/it/faq/" rel="nofollow" >Cosa c’è da sapere sulla Delibera 668/2010 dell’AGCOM e il diritto d’autore: A chi si applica, come ci si può difendere, cosa succede per i siti esteri. </a></li>
	<li><a href="http://www.agoradigitale.org/" rel="nofollow" >Agorà digitale</a></li>
	</ul>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/">La notte della Rete</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">La notte della Rete</media:title>
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		<title>Rispettare i limiti in bicicletta</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 15:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Argenio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[Cartografia]]></category>
		<category><![CDATA[Ordnance Survey]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Rispettare+i+limiti+in+bicicletta&amp;rft.aulast=D%27Argenio&amp;rft.aufirst=Antonio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-03-23&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/&amp;rft.language=English"></span>
Tra le cose che mi piacciono,  la cartografia e le biciclette occupano un posto importante. Questo simpatico video del britannico Ordnance Survey le mette assieme per illustrare i vantaggi delle mappe della linea OS Select. Si tratta di prodotti a stampa di scala e taglio standard, centrati su un punto indicato da chi acquista. L&#8217;idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Rispettare+i+limiti+in+bicicletta&amp;rft.aulast=D%27Argenio&amp;rft.aufirst=Antonio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-03-23&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/" data-text="Rispettare i limiti in bicicletta" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div></div>	<p>Tra le cose che mi piacciono,  la cartografia e le biciclette occupano un posto importante. Questo simpatico video del britannico <a href="http://www.ordnancesurvey.co.uk/oswebsite/" rel="nofollow" title="Ordnance Survey"  target="_blank">Ordnance Survey</a> le mette assieme per illustrare i vantaggi delle mappe della linea <a href="http://leisure.ordnancesurvey.co.uk/osselect" rel="nofollow" title="OS Select"  target="_blank">OS Select</a>. Si tratta di prodotti a stampa di scala e taglio standard, centrati su un punto indicato da chi acquista. L&#8217;idea ed il video hanno già qualche anno.<br />
A quando qualcosa del genere in Italia?</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p><p><a href="http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/">Rispettare i limiti in bicicletta</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Rispettare+i+limiti+in+bicicletta&amp;rft.aulast=D%27Argenio&amp;rft.aufirst=Antonio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-03-23&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/03/23/rispettare-i-limiti-in-bicicletta/&amp;rft.language=English"></span>

	</item>
		<item>
		<title>Allegro, ma non troppo (poco)</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 23:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Farruggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[geographic information]]></category>
		<category><![CDATA[geomatica]]></category>
		<category><![CDATA[government 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra società nel 2030. Uno studio per indicarci come sarà: se sapremo conquistarcelo. Rubo un titolo, nelle conclusioni si capirà perché.]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Allegro%2C+ma+non+troppo+%28poco%29&amp;rft.aulast=Farruggia&amp;rft.aufirst=Sergio&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-02-05&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/" data-text="Allegro, ma non troppo (poco)" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><em>La nostra società nel 2030. Uno studio per indicarci come sarà: se sapremo conquistarcelo. Rubo un titolo, nelle conclusioni si capirà perché.</em></p>
	<p>Ho ricevuto recentemente la segnalazione di questo rapporto: <strong><em><a href="http://ipts.jrc.ec.europa.eu/publications/pub.cfm?id=3879" rel="nofollow" >Envisioning Digital Europe 2030: Scenarios for ICT in Future Governance and Policy Modelling</a></em></strong><em>.</em> E’ un documento che riporta i risultati della ricerca svolta dall’Unità “Information Society” dell’<em>Institute for Prospective Technological Studies</em> del JRC, lavoro svolto nell’ambito del progetto <strong><a href="http://www.crossroad-eu.net/" rel="nofollow" >CROSSROAD</a></strong>, <em>A Participative Roadmap on ICT research on Electronic Governance and Policy Modelling</em>.</p>
	<p>“Forse non tutti sanno che…” con <strong><em>Governance and Policy Modelling</em></strong> il Settimo Programma Quadro della Commissione Europea per la R&amp;S nel settore ICT ha voluto sollecitare l’esecuzione di progetti di ricerca in due campi complementari. E’ assai prevedibile –si legge nel <em>Work Programme </em>2009-2010- che gli strumenti per la collaborazione <em>on-line</em> in futuro consentiranno a una percentuale ampia della popolazione di esprimere simultaneamente opinioni e punti di vista su problemi sociali (grandi o piccoli). Mentre tale scenario è già immaginabile, non esistono ancora modelli di <em>governance,</em> <em>process flows</em> e <em>tool</em> di analisi appropriati per comprendere, interpretare, rappresentare e valorizzare quelle forme di partecipazione collettiva al bene pubblico. Lo sviluppo di strumenti che abbraccino entrambi questi ambiti dell’ICT può contribuire a migliorare il processo decisionale pubblico, far sì che le politiche siano più efficaci, la <em>governance</em> più intelligente, anche grazie alle possibilità di arricchire continuamente le competenze, attraverso un apprendimento continuo nel corso dei processi di applicazione delle politiche stesse.</p>
	<p>L’obiettivo generale di CROSSROAD ha riguardato quindi l’identificazione di tecnologie emergenti, di nuovi modelli di <em>governance</em> e di scenari di applicazione innovativi nel campo dell’ICT per la <em>governance</em> e la <em>policy modelling</em>. Gli scopi di questa ricerca sono riferibili all’<strong><a href="http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/informazione/agenda_digitale_video_it.htm" rel="nofollow" >Agenda digitale per l’Europa</a></strong>, l&#8217;iniziativa di punta della strategia <strong><a href="http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm" rel="nofollow" >UE 2020</a></strong>. Il progetto ha voluto fornire ai decisori politici impegnati nell’attuazione dell’Agenda uno strumento di consultazione, utile anche per contribuire alla definizione di una <em>roadmap</em> della ricerca ICT che vada oltre lo stato dell’arte e sia condivisa dalla comunità dei ricercatori e dalle comunità di pratica.</p>
	<p>Per stimolarci a curiosare in un nostro futuro, non lontano, soprattutto su cui possiamo agire, gli autori c’invitano a riflettere, ci ricordano che quanto oggi è realtà poteva sembrare frutto di fantasia quando nasceva internet; di più:</p>
	<p>“<em>Se uno avesse previsto poi che, nel 2010, i bambini avrebbero potuto accedere liberamente alle immagini satellitari di ogni luogo della Terra, interagire con persone di tutto il mondo e effettuare ricerche tra trilioni di dati con un semplice click sul loro PC, sarebbe stato preso per <strong>pazzo</strong></em>” (pag. 9).</p>
	<p>Ecco, di creativa follia mi sembra pervaso questo documento. Esso presenta una visione dell’Europa Digitale tra vent’anni, di una società in cui le Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione a supporto della <em>governance</em> e delle politiche potranno avere un ruolo rilevante e positivo. Evidenzia le principali linee di ricerca nel settore dell’ICT che dovranno essere guardate con attenzione e con quali modalità dovranno essere sviluppate per costruire una Europa Digitale aperta, innovativa e inclusiva nel 2030. Mostra anche come fronteggiare i rischi che potrebbero derivare da un uso improprio dell’ICT in quest’ambito.</p>
	<p>Opportunità e minacce evidenziate attraverso quattro differenti scenari, riguardanti quella che potrà essere la società in cui vivranno i cittadini europei nel 2030, individuati seguendo una rappresentazione schematica rispetto a due variabili, ossia quale potrebbe essere:</p>
	<ul>
	<li>il sistema di valori sociali esistente, vale a dire più inclusivo, aperto e trasparente oppure esclusivo, fratturato e restrittivo,</li>
	<li>la risposta all’impiego delle tecniche di <em>policy intelligence</em> (parziale o completa; proattiva o reattiva), cioè come verranno utilizzati (e da quali soggetti) gli strumenti -abilitati dall’ICT- per l’elaborazione dei dati, la modellazione, la visualizzazione e la simulazione a supporto di strategie politiche pubbliche basate su valutazioni il più possibile razionali e critiche  (<em>evidence-based</em>).</li>
	</ul>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/02/Scenarios-for-Digital-Europe-2030_l.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3425 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Scenarios for Digital Europe 2030" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/02/Scenarios-for-Digital-Europe-2030.bmp" alt="" width="320" height="208" /></a>I quattro scenari individuati e analizzati in CROSSROAD sono graficamente indicati attraverso gli assi cartesiani del diagramma riportato qui a fianco. Spero di avervi incuriosito e avervi indotto almeno a una rapida lettura del rapporto. Sembrerebbe che lo scenario “Open Governance” sia da preferire, ma anch’esso presenta delle criticità, come riportato nella tabella di pag. 59.</p>
	<p>La società reale europea nel 2030 non corrisponderà quindi a nessuno dei quattro scenari, così come sono stati descritti. Grazie però a questo esercizio, CROSSROAD ha elaborato una visione dell’Europa digitale tra vent’anni, proposta nel documento come una società in cui l’ICT per la <em>governance</em> e la <em>policy modelling</em> potrebbe giocare un ruolo positivo importante.</p>
	<p>Penso che il capitolo di maggiore interesse per la Comunità Geomatica possa essere quello conclusivo. E’ la sezione del rapporto in cui, dopo aver chiarito quali saranno le principali problematiche che dovranno essere affrontate nei prossimi vent’anni nell&#8217;elaborazione e attuazione delle politiche pubbliche, sono esposti alcuni possibili indirizzi della ricerca nel settore dell’ICT per la <em>governance</em> e la <em>policy modelling</em>: ricerche che siano utili per orientare la società europea verso scenari auspicabili, evitando quelli meno desiderabili.</p>
	<p>Un primo ambito dell’ICT su cui indirizzare la ricerca riguarda <strong>le tecnologie e le applicazioni per la gestione e l’analisi delle informazioni, per monitorare e simulare in tempo reale il comportamento di entità reali e virtuali (persone, cose, dati e informazioni)</strong>. Gli autori ci ricordano che alcune compagnie di assicurazioni, avvalendosi di tali tecnologie, propongono ai propri clienti l’installazione a bordo delle auto di apparati che consentono poi di stabilire premi assicurativi basati sul comportamento del guidatore, piuttosto che sulla sua età, o sul suo sesso oppure ancora, la residenza. E’ plausibile -e auspicabile- che soluzioni analoghe siano adottate in altri domini, ad esempio legate alle politiche di assistenza sociale, dei trasporti, dell’energia, o altre ancora. Il settore pubblico potrebbe utilizzare questi strumenti per esaminare scelte differenti, in base al comportamento simulato o all’individuazione dei desideri d’individui, gruppi o della società nel suo insieme. Essi potrebbero quindi aiutare nella comprensione dei possibili risultati delle proposte politiche e dell’attuazione di alternative.</p>
	<p>Un secondo campo della ricerca dovrebbe porre l’attenzione sulla crescente <strong>fruibilità di dati</strong> derivanti dall’enorme uso di <strong>sensori miniaturizzati e cablati in strutture fisiche</strong> (strade, case, ecc.). Quando tale disponibilità d’informazione sia abbinata a <strong>modalità di visualizzazione evolute,</strong> essa può avere sui decisori un impatto incredibile sulla percezione tempestiva dell’evoluzione di fenomeni d’interesse. Alcune applicazioni per incrementare la comprensione di situazioni in tempo reale, abbinate a tecniche di visualizzazione dei dati raccolti sono già utilizzate nel campo della logistica, per intervenire sulle rotte di trasporto delle merci, evitare –ad esempio- situazioni di congestione e quindi ridurre i costi di consegna. In conclusione, il rapporto raccomanda lo sviluppo di ricerche che –attraverso queste tecnologie- mirino a sfruttare l’enorme patrimonio di dati e fonti di conoscenze collettive del settore pubblico europeo.</p>
	<p>Un terzo filone delle ricerche ICT nel campo della <em>Governance and Policy modelling</em> dovrebbe essere rivolto verso la crescente capacità di internet nel sostenere processi decisionali e pianificatori sempre più complessi e più a lungo termine. Il rapporto evidenzia che a questo fenomeno corrisponde la crescita di requisiti tecnologici connessi alle enormi risorse di archiviazione e elaborazione, associate ai sistemi <em>software</em> evoluti per la visualizzazione grafica delle analisi dei dati. Sono riportati due esempi riguardanti settori in cui queste potenzialità sono materia di ricerca. Il primo si riferisce ai possibili miglioramenti delle attività estrattive degli idrocarburi, grazie all’impiego di vaste reti di sensori, diffuse capillarmente nella crosta terrestre. L’altro pone l’accento sui benefici del monitoraggio dei parametri salienti di malati cronici, mentre questi continuano a condurre la loro vita normale: ciò può consentire ai medici di diagnosticare l’insorgere di situazioni critiche prima che queste s’aggravino.</p>
	<p>In tale ambito, definito <strong><em>Policy intelligence and ICT-driven decision analytics</em></strong>, dovrebbero essere promosse ricerche riguardanti il <em>web</em> semantico, così come l&#8217;ottimizzazione degli strumenti ICT che agevolino la traduzione automatica, la modellazione dei processi, il <em>data mining</em>, la <em>pattern recognition</em>, le simulazioni basate sulla Teoria dei Giochi, gli strumenti di <em>forecasting</em> e <em>back-casting</em>,  le tecniche di ottimizzazione <em>goal-based</em>.</p>
	<p>La quarta traccia risultante dallo studio effettuato in CROSSROAD, definita come <strong><em>Automated mass collaboration platforms and real-time opinion visualization</em></strong>, rivolge l’attenzione sugli strumenti e le tecnologie ICT basate ed estrapolate dalla <em>social computing</em> e altre tecnologie future per la collaborazione in rete. Le ricerche in quest’ambito dell’ICT dovranno riguardare -ad esempio- strumenti che consentano di condividere informazioni e conoscenze, superando gli ostacoli dovuti a culture e a lingue diverse. Per favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dovranno essere disponibili strumenti in grado di assicurare la capacità di monitorare l&#8217;intero processo del settore pubblico e controllare se, e come, i contributi proposti sono stati poi considerati. Processi che –grazie a queste tecnologie- potranno anche fare riferimento a modelli di <em>governance</em> collaborativi, strutturalmente e organizzativamente innovativi, in grado di consentire a gruppi d’interesse di formarsi, creare e aggregare informazione; imparare e condividere la conoscenza di gruppo accumulata, tenendone traccia. Tale complessità d’interazione tra singoli e gruppi –anche nella realtà virtuale- dovrà essere supportata da strumenti in grado di assicurare la gestione delle identità (anche multiple, pseudonimi, ecc.), la <em>privacy</em>, prevenire frodi, accessi non autorizzati,<em> </em>ecc.: insomma tenere conto dei requisiti necessari perché chi usa questi strumenti avverta fiducia in essi, ma nello stesso tempo sia orientato verso un loro uso responsabile.</p>
	<p>Il quinto filone, denominato <strong><em>ICT-enabled data and process optimisation and control</em></strong>, prende spunto dalla possibilità di convertire dati (e analisi sui dati stessi) in istruzioni che -attraverso reti di attuatori- provvedono a modificare i processi. Come i sistemi che regolano i sistemi complessi rendono in molti casi superfluo l’intervento umano, si ipotizza che si possa aumentare l’efficienza e l’efficacia dei processi di <em>governance</em> e dei servizi rilasciati seguendo questa linea di sviluppo dell’ICT. Ciò avverrà ad esempio in maniera sempre più capillare  nell’ambito della distribuzione di risorse energetiche o dell’acqua, attraverso l’installazione di contatori “smart” che mostreranno agli utenti in tempo reale l’andamento dei consumi e i relativi costi, consentendo una gestione dei prezzi più dinamica e orientando l’utilizzo consapevole di tali preziose risorse.</p>
	<p>Infine, l’ultimo ambito dell’ICT verso cui le ricerche dovrebbero rivolgersi riguarda le applicazioni per la rilevazione di condizioni imprevedibili e l’attuazione di risposte immediate, tramite sistemi automatizzati che riproducono le reazioni umane, anche con livelli di prestazione notevolmente migliori. Tecnologie che si riferiscono a questo campo della ricerca, denominato <strong><em>Complex dynamic societal modelling systems</em></strong>, sono già applicate, ad esempio, dall’’industria automobilistica per lo sviluppo di sistemi in grado di rilevare il pericolo di collisioni imminenti e di evitare l’impatto. Alcune aziende ed enti di ricerca stanno sperimentando “piloti automatici” per i veicoli in rete, guidati in schemi coordinati a velocità autostradale. In altri settori si stanno testando sciami di robot in grado di manutenere strutture o ripulire ambienti da rifiuti tossici. Tutte questi sforzi hanno l’obiettivo di migliorare la sicurezza, ridurre rischi e costi. Mentre leggevo questo documento sono finito <strong><a href="http://www.repubblica.it/motori/sicurezza/2011/01/20/news/tutti_in_fila_e_l_auto_va_da_sola_ecco_l_hi-tech_che_salva_la_vita-11429792/" rel="nofollow" >qua</a></strong> (giusto per non citare la solita Google <em>car</em>). Il rapporto evidenzia che alcune di queste tecnologie saranno già mature nei prossimi anni e potranno essere quindi utilizzate anche per applicazioni nell’ambito della <em>governance</em> e della creazione delle politiche pubbliche.</p>
	<p>Le tecnologie, le discipline e quindi le competenze del mondo ICT coinvolte in questa prima <em>roadmap</em> sono veramente diverse e complesse. Come gli autori precisano, essa non rappresenta neppure un quadro esaustivo: quanto sia vasto il dominio della <em>Governance</em> e <em>Policy Modelling</em> si comprende sfogliando le pagine della sezione “Tassonomia” in <strong><a href="http://www.gov2pedia.com/" rel="nofollow" >Gov2Pedia</a></strong>, prezioso strumento per orientarsi in tale universo.</p>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/02/Leviathan.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3439" style="margin: 10px;" title="Leviathan" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/02/Leviathan-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>La lettura di questo rapporto aiuta a scoprire cosa c’è dietro (e anche oltre) la <strong><em>Digital Agenda for Europe</em></strong>. Per esempio, mi ha aiutato a comprendere meglio il <strong><a href="http://saperi.forumpa.it/story/51130/egov-europeo-abbastanza-open-david-osimo-su-action-plan-2011-2015" rel="nofollow" >commento di David Osimo</a></strong> al recente (15 dicembre scorso) <strong><em>European eGovernment Action Plan 2011-2015</em></strong> (dalla stessa pagina si può accedere alla versione in italiano), piano per lo sviluppo di servizi digitali per gli europei, secondo concezioni innovative e a supporto della <em>Digital Agenda</em>.</p>
	<p>Sì, va be’, e la <strong><em>Geographic Information</em></strong>? Non sarà sfuggita un’evocazione leggendo già le prime righe (le immagini satellitari accessibili liberamente anche ai bambini). Nel seguito, l’ho rinvenuta “incorporata” negli applicativi e nei servizi che potranno essere resi disponibili per tutte le aree dell’ICT segnalate come promettenti per la <em>governance</em> e la <em>policy modelling</em>.</p>
	<p>Ciò che ora mi piacerebbe leggere, sarebbe un esame del posizionamento della <em>Geoscience</em> rispetto alla visione della <em>Digital Europe</em> nel 2030 proposta in questo documento, un’indagine sui contributi specifici della <em>Geographic Information</em> rispetto agl’indirizzi della ricerca nel settore dell’ICT illustrati nel rapporto. M’interesserebbe anche un approfondimento dei riflessi eventuali di tale visione sugli sviluppi del nostro settore (in risposta a nuovi requisiti, circa aspettative degli utenti, …). Quest’ultimo forse potrebbe essere utile per segnalare ulteriori idee per la ricerca, orientare le strategie per l’implementazione dei servizi, rendere anche più consapevole il nostro lavoro quotidiano.</p>
	<p>Nel più recente <strong><a href="http://cordis.europa.eu/fp7/ict/" rel="nofollow" >Programma di Lavoro 2011-2012</a></strong> del 7° Programma Quadro il tema <em>governance</em> e <em>policy modelling</em> è stato riproposto, sollecitando contributi che aiutino a affrontare “scenari futuri che coinvolgono complessità ancora maggiori e il coinvolgimento dei cittadini, in particolare rispondere alle esigenze delle giovani generazioni”. Può essere un’altra opportunità (il bando si è chiuso lo scorso 18 gennaio) per creare occasioni di dialogo tra il mondo dell’ICT nella sua globalità e il “regno” della GI, i cui confini si stanno dilatando (giusto <strong><a href="http://www.unibas.it/utenti/murgante/ctp_11/Themes.html" rel="nofollow" >qui</a></strong> una suggestione per l’<em>urban planning policy</em>, citato nel <em>Work Programme </em>2011-2012). Potremo comprendere meglio in che modo la <em>Geographic Information</em> sia necessaria per implementare molte soluzioni per tale tema. Ma anche, per il presente, come seguire (e favorire) l’attuazione dell’<em>eGovernment</em> <em>Action Plan </em>anche “nel regno della GI”.</p>
	<p>Parafrasando la raccomandazione assai condivisibile di Osimo ai nostri concittadini a Bruxelles “siate ambasciatori delle istanze italiane in Europa e siate disseminatori delle innovazioni europee in Italia”, vale anche un “presentiamo le istanze dell’Informazione Geografica italiane nel contesto dell’Agenda Digitale e siamo disseminatori delle innovazioni digitali nel nostro campo”. Sia in Europa, sia all’interno di una <strong>strategia digitale italiana, <a href="http://www.agendadigitale.org/" rel="nofollow" >http://www.agendadigitale.org/</a></strong>.</p>
	<p>Il diagramma degli scenari dell’Europa Digitale nel 2030 mi ha ricordato un altro grafico. Lo storico <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Maria_Cipolla" rel="nofollow" >C.M. Cipolla</a></strong> (1922 -2000) nel suo <em>Allegro ma non troppo</em>, proponeva un diagramma per classificare gl’individui in base al loro comportamento. Suggerì di assegnare all’asse delle ascisse la misura dei danni o dei vantaggi che l’individuo procura a sé stesso (vantaggio positivo, danno negativo); mentre indicò che i danni o i vantaggi procurati agli altri fossero assegnati all’asse delle ordinate. Propose di chiamare l’insieme degli individui le cui azioni inducono valori positivi per entrambi tali parametri, come <strong>Intelligenti</strong>.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/02/05/allegro-ma-non-troppo-poco/">Allegro, ma non troppo (poco)</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La localizzazione dei mezzi di una azienda utilizzati dai dipendenti: il provvedimento del 7 ottobre 2010 del Garante per la protezione dei dati personali</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 18:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerlando Gibilaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[gestione flotte]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
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	<p>Sempre più spesso l&#8217;esigenza di ottimizzare il lavoro aziendale spinge l&#8217;imprenditore a far uso di tutte quelle tecnologie che consentono di monitorare in tempo reale la dislocazione dei propri mezzi e dei dipendenti sul territorio. D&#8217;altro canto tali esigenze non possono violare i diritti inviolabili del lavoratore, il quale, nell&#8217;espletamento degli incarichi affidati, ha il pieno diritto a non veder violata la propria privacy.<br />
In tal senso, nel presente articolo ci è sembrato utile e opportuno, non solo illustrare il caso concreto sottoposto all&#8217;Autorià Garante per la tutela dei dati personali, ma anche inserire in calce un piccolo <strong><em>vademecum </em></strong>degli adempimenti da rispettare.</p>
	<p>Ci sia consentita un’ultima notazione di carattere generale (per altro di estrema attualità): al di là del rispetto formale della normativa &#8211; che deve essere un adempimento ineludibile, necessario e preliminare in ipotesi di tal genere &#8211; è sempre importante coinvolgere fattivamente i lavoratori nell&#8217;attività produttiva dell&#8217;azienda. Tale coinvolgimento può essere raggiunto solo attraverso una reale e adeguata comunicazione delle esigenze e delle strategie aziendali.<br />
<strong>Casi, come quello di seguito descritto, costituiscono, a volte e al di là del rispetto formale della normativa, l&#8217;indice di un malessere lavorativo che le norme, da sole, non possono eliminare.</strong></p>
	<p>Il caso trae origine da una segnalazione effettuata da un dipendente di una azienda telefonica al Garante per la Privacy, in merito all&#8217;installazione, a bordo di alcuni autoveicoli in dotazione al personale della stessa, di un sistema di localizzazione satellitare a tecnologia gps.</p>
	<p>In particolar modo il dipendente evidenziava il fatto che tale installazione “<em>sarebbe avvenuta in assenza di preventiva informativa ai lavoratori e senza spiegarne le funzioni né lo scopo del suo utilizzo. Peraltro, soltanto dopo diversi giorni la società avrebbe messo a conoscenza i dipendenti dell&#8217;avvenuta installazione dei dispositivi in esame, giustificandone l&#8217;utilizzo solo per scopi produttivi</em>”.</p>
	<p>L’azienda &#8211; che in relazione alla segnalazione effettuata aveva presentato le proprie controdeduzioni all’Authority circa la correttezza del proprio operato &#8211; aveva commissionato ad una società esterna di installare dei dispositivi che avrebbero consentito:</p>
	<ul>
	<li> di localizzare i veicoli in dotazione in tempo reale  su mappa cartografica (con possibilità, tra le altre, di ricerca dei mezzi più vicini ad un determinato indirizzo);</li>
	<li>di verificare il percorso effettuato (con possibilità anche di controllare la velocità sostenuta, la percorrenza chilometrica del mezzo, i tempi di guida e le soste effettuate);</li>
	<li>di controllare gli “eventi” verificatisi lungo il percorso (soste o spostamenti in orari non previsti, arrivo in aree predeterminate, ecc.), con eventuale ricezione di una comunicazione di avviso via sms;</li>
	<li>di comunicare costantemente con il conducente;</li>
	<li>di gestire i c.d. “<em>punti di interesse</em>” (indirizzi riferiti alla clientela, ai magazzini, agli impianti, ecc.), con possibilità di verificare mediante report sintetici le soste ivi effettuate e i relativi tempi di fermata;</li>
	<li>di gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo.</li>
	</ul>
	<p>Il caso in oggetto presenta diversi aspetti rilevanti sotto il profilo della materia giuslavoristica, commerciale e di tutela dei dati personali.</p>
	<p>In questa sede riteniamo di soprassedere dalle, pur interessanti, considerazioni concernenti il diritto dell&#8217;imprenditore di gestire la propria impresa come meglio ritiene opportuno, e ciò  anche con riferimento alla materiale organizzazione del lavoro dei propri dipendenti (artt. 2082, 2086, 2104  c.c.). Tale diritto, comunque, deve essere pur sempre contemperato con il rispetto dell&#8217;art. 4 della Legge 300/1970 (c.d. Statuto dei Lavoratori) il quale prevede che:</p>
	<blockquote><p>“<em>È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori.<br />
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi al possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’ispettorato del lavoro, dettando ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti</em>”.</p></blockquote>
	<p>Nel caso di specie distinguiamo, quindi:</p>
	<ol>
	<li> Aspetti relativi all’organizzazione produttiva dell’impresa;</li>
	<li>Aspetti relativi all’attività di controllo del lavoro espletato dai dipendenti;</li>
	<li>Aspetti relativi al diritto dei lavoratori a non essere lesi nella propria dignità, libertà e riservatezza.</li>
	</ol>
	<p>Questi elementi sono stati sempre oggetto di un ampio dibattito legislativo e dottrinale.<br />
Varia, numerosa e copiosa, nel corso del tempo, è stata la produzione giurisprudenziale circa la valutazione della liceità o meno del comportamento del datore di lavoro con riferimento al controllo aziendale relativo: all’installazione di apparecchi audiovisivi sui posti di lavoro, al monitoraggio delle connessioni internet sui pc aziendali,  all’installazione di apparecchi di rilevazione delle telefonate ingiustificate, alla localizzazione dei propri dipendenti.</p>
	<p>In generale possiamo dire che l’orientamento della Corte di Cassazione, cui sono giunti in ultimo grado i vari ricorsi, è stato quello di distinguere tra <strong>controlli</strong> <strong><em>offensivi</em></strong> e <strong>controlli</strong> <strong><em>difensivi</em></strong>.<br />
Offensivo è il controllo atto ad una sorveglianza del dipendente che lede i diritti primari dell’individuo;  lecito, invece, sarebbe il c.d. controllo difensivo. All’interno di quest’ultima categoria la giurisprudenza ha distinto &#8211; con varie ed oscillanti pronunce -tra:</p>
	<ul>
	<li> controlli diretti ad accertare possibili comportamenti illeciti dei lavoratori in relazione all’esatto adempimento delle obbligazioni lavorative;</li>
	<li>controlli che riguardano la tutela di beni estranei al rapporto lavorativo.</li>
	</ul>
	<p>Tuttavia il caso in questione si muove su una linea di confine tra l’ottimizzazione del lavoro ed il controllo dei lavoratori.<br />
Infatti, come sopra evidenziato, i dispositivi gps in questione non solo erano montati sui veicoli aziendali e non sulla persona dei lavoratori, ma, inoltre, le finalità di tale installazione era quella di una migliore e più efficiente organizzazione del lavoro.</p>
	<p>Per completezza espositiva, riportiamo le conclusioni del Garante (il cui provvedimento &#8211; doc. web n. 1763071 &#8211; è reperibile <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1763071" rel="nofollow" >qui</a>), il quale ha censurato il comportamento dell’azienda solo in relazione al non corretto rispetto dell’iter procedimentale atto alla installazione dei suddetti dispositivi gps, ritenendo, invece legittime le finalità del montaggio di tali apparecchiature sui veicoli aziendali.<br />
Tale precisazione è dovuta a fronte di titoli delle rassegne giornalistiche e dei blog più o meno specializzati, del tenore: <em>“bloccata la localizzazione dei dipendenti con GPS</em>”.</p>
	<p><strong>Vogliamo, allora, fornire una breve sintesi degli adempimenti da conoscere e rispettare in casi analoghi a quello esaminato:</strong><br />
<div class="note"><div class="noteclassic"><br />
<strong>1. Effettuare una istanza al Garante (ufficio territoriale competente) di verifica e di autorizzazione al trattamento dei dati.</strong><br />
L’art. 17 D.Lgs 196/2003, infatti  prevede:<br />
Trattamento che presenta rischi specifici<br />
1. Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell&#8217;interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che può determinare, è ammesso nel rispetto di misure ed accorgimenti a garanzia dell&#8217;interessato, ove prescritti.<br />
2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante in applicazione dei principi sanciti dal presente codice, nell&#8217;ambito di una verifica preliminare all&#8217;inizio del trattamento, effettuata anche in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a seguito di un interpello del titolare.<br />
In tal senso è necessario corredare la richiesta con tutti gli elementi che caratterizzano il trattamento. Da non sottovalutare la determinazione dei tempi di conservazione dei dati acquisiti per il tramite dei dispositivi, commisurandoli, ove necessario, alle effettive necessità di conservazione in rapporto alle specifiche finalità concretamente perseguite. E’ opportuno segnalare che, qualora si tratti di dispositivi gps installati su mezzi aziendali, oltre alle specifiche e tecniche esigenze temporali di conservazione dei dati, vi sono da valutare i tempi per la notifica da parte dell’Autorità delle infrazioni. In tal senso ricordiamo che La multa stradale deve essere notificata al trasgressore (o presunto tale dall&#8217;Autorità) entro 90 giorni (in caso di residenza in Italia)</p>
	<p><strong>2. Notificare al Garante il trattamento di dati personali cui intende procedere</strong>.<br />
In particolar modo con riferimento agli adempimenti previsti dagli artt. 37 e ss del titolo VI del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. L’art. 37 cit. infatti prevede che il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende procedere, solo se il trattamento riguarda dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica.</p>
	<p><strong>3. Ottenuta l’autorizzazione, procedere alla stipula di un accordo con le rappresentanze sindacale Aziendali ovvero, in caso di assenza di queste ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.</strong></p>
	<p><strong>4. Effettuare una corretta e completa informativa ai lavoratori nella quale devono essere riportate le finalità del trattamento dei dati localizzazione;</strong></p>
	<p><strong>5. Il consenso dei lavoratori al detto trattamento, seppur auspicabile, non risulta necessario.</strong><br />
Infatti, secondo quanto previsto dall’art. 24, comma 1, lettera g) del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 il quale prevede che  Il consenso non è richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando il trattamento  è necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, anche in riferimento all&#8217;attività di gruppi bancari e di società controllate o collegate, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell&#8217;interessato (c.d bilanciamento degli interessi di cui parlavamo nel corpo del presente articolo).</p>
	<p><strong>6. Designare gli incaricati del trattamento.</strong><br />
Ovvero i soggetti che, in ragione delle mansioni svolte, risultino effettivamente legittimati ad accedere alle informazioni acquisite per il tramite dei dispositivi di localizzazione satellitare</p>
	<p><strong>7. Adottare tutte le necessarie misure di sicurezza previste dal Codice della Privacy.</strong><br />
E ciò con particolare riferimento agli artt. da 33 ( Capo II &#8211; Misure minime di sicurezza) a 37  (Titolo VI &#8211; Adempimenti) ed all&#8217;Allegato B, D.Lgs. 196/2003 (disciplinare tencico in materia di misure minime di sicurezza).<br />
</div></div><br />
<strong>Link:</strong></p>
	<p><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1763071" rel="nofollow" >Provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 07.10.2010</a><br />
<a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1311248" rel="nofollow" >Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196</a>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/01/24/la-localizzazione-dei-mezzi-di-una-azienda-utilizzati-dai-dipendenti-il-provvedimento-del-7-ottobre-2010-del-garante-per-la-protezione-dei-dati-personali/">La localizzazione dei mezzi di una azienda utilizzati dai dipendenti: il provvedimento del 7 ottobre 2010 del Garante per la protezione dei dati personali</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Racconto di fine anno</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 19:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>

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Non dimenticherò facilmente il 2010 per mille ragioni; alcune (importanti) sono legate a TANTO. Nel luglio di quest’anno questo blog ha festeggiato il suo quinto compleanno (per questo trovate le cinque candeline in alto a destra in homepage da diverso tempo), ed esserne stato il fondatore mi riempe di orgoglio e soprattutto mi fa stare bene. Come ho [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Racconto+di+fine+anno&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-12-30&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/12/30/racconto-di-fine-anno/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/12/30/racconto-di-fine-anno/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/12/30/racconto-di-fine-anno/" data-text="Racconto di fine anno" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Non dimenticherò facilmente il <strong>2010 </strong>per mille ragioni; alcune (importanti) sono legate a <strong>TANTO</strong>.</p>
	<p>Nel luglio di quest’anno questo blog ha festeggiato il suo <strong>quinto compleanno</strong> (per questo trovate le cinque candeline in alto a destra in homepage da diverso tempo), ed esserne stato il fondatore mi riempe di orgoglio e soprattutto mi fa stare bene.<br />
Come ho già scritto, tutto è iniziato per la mia voglia di testare una delle migliori piattaforme open-source di blogging mai creata: <a href="http://wordpress.org/" rel="nofollow" title="WordPress homepage"  target="_blank"><strong>WordPress</strong></a>. All’inizio era un blog autoreferenziale (lo sono “giustamente” un po’ tutti i diari, anche quelli online), il cui tema di fondo era (ed è) parlare de “le cose che mi piacciono &#8230;TANTO”. Ci presi gusto subito, ma più passava il tempo, più mi rendevo conto che fosse necessario fissare dei limiti alla varietà dei temi da sviluppare. Scelsi quelli legati (in maniera un po’ larga) alla mia professione: i sistemi informativi geografici si impossessarono definitivamente di questo spazio, che oggi è (credo) il blog italiano più longevo che parli di questi temi.<br />
Il tempo che passa è da solo poca cosa. Per essere un blog senza sponsor, per lo sforzo di qualità che c’è alle spalle e per l’affetto dei lettori, anche gli anni di vita sono comunque una piccola medaglia.</p>
	<p>Tante cose sono cambiate anno dopo anno, ma nel 2010 c’è stato un salto: si è infatti consolidato il gruppo di autori e tra noi parliamo (prendendoci forse troppo sul serio) di “<a href="http://blog.spaziogis.it/questo-sito/"title="Redazione di TANTO"  target="_blank"><strong>redazione di TANTO</strong></a>”. Questo è avvenuto per diverse ragioni, e lungo strade differenti.<br />
Nel 2010 si sono aggiunti tre nuovi autori. In ordine di pubblicazione: <a href="http://blog.spaziogis.it/author/lorenzop/"title="Lorenzo Perone"  target="_blank"><strong>Lorenzo Perone</strong></a>, <a href="http://blog.spaziogis.it/author/giohappy/"title="Giovanni Allegri"  target="_blank"><strong>Giovanni Allegri</strong></a> e <a href="http://blog.spaziogis.it/author/afalciano/"title="Antonio Falciano"  target="_blank"><strong>Antonio Falciano</strong></a>. La ricchezza di questo blog sono le persone, e questi ingressi ne sono stati ancora una volta una prova robusta.<br />
Siamo diventati nove: persone con storie personali, professionali e geografiche spesso molto diverse, ma con un grande piacere nell’incontrarsi “al bar dietro al router”. Definiamo così il nostro modo di stare insieme, perché non ci incontriamo (quasi) mai di persona, e ci “parliamo” (quasi) esclusivamente per posta elettronica. Parliamo di bar, perché sono incontri veloci pieni di leggerezza (nell’accezione positiva del termine), con i capelli un po’ spettinati e con il giornale in mano, con la voglia di discutere di massimi sistemi e magari parlare di <a href="http://www.google.it/images?q=arancine+siciliane&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;source=univ&amp;ei=fBMWTb2WBc_Jswbkt_TaDA&amp;sa=X&amp;oi=image_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=4&amp;ved=0CD4QsAQwAw&amp;biw=1280&amp;bih=905" rel="nofollow" title="arancine siciliane"  target="_blank">arancine siciliane</a>. <a href="http://blog.spaziogis.it/author/alessio/"title="Alessio Di Lorenzo"  target="_blank"><strong>Alessio Di Lorenzo</strong></a> ha creato a metà del 2009 una mailing list per questi incontri al bar, e l’utilizzo che ne abbiamo fatto, dà una chiara idea di quanto siano cambiate le cose in quest’ultimo anno: in sei mesi del 2009 ci siamo scambiati circa 200 messaggi, mentre nel solo novembre del 2010 sono stati circa 300; veramente “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0iaHrFQ9Zzw&amp;t=0m45s" rel="nofollow" title="Straordinerio: Sacchi visto da Crozza"  target="_blank">straordinerio</a>”.<br />
La quantità e la qualità dei contributi hanno aumentato la complessità del sistema e anche per questa ragione &#8211; circa sei mesi fa - <a href="http://blog.spaziogis.it/author/neldrago/"title="Gerlando Gibilaro"  target="_blank"><strong>Gerlando Gibilaro</strong></a> ha scritto il nucleo principale di quello che è diventato il <strong>regolamento </strong>di TANTO. Il processo che ha portato alla stesura finale di questo documento è stato un esempio del flusso di lavoro “tipo” che sta dietro a (quasi) tutto ciò che vedete sul sito: si lancia una proposta nel modo più dettagliato possibile, si apre su questa una discussione, l’autore della proposta recepisce (eventualmente) alcune delle modifiche/integrazioni/correzione ricevute, propone una nuova versione e si ricomincia il giro. Così facendo alle volte ci perdiamo in vortici quasi senza uscita, ma è di per sé un fatto raro; inoltre anche le discussioni apparentemente più noiose, spesso nascondono dentro piccole/grandi risorse, delle noci da mangiare successivamente, al risveglio dal letargo. Avere delle regole non è un peso;  tutto è più leggero perché abbiamo uno strumento che ci consente di trovare una soluzione nei momenti difficili, e che soprattutto definisce il flusso di lavoro della redazione. Ad oggi non abbiamo mai usato il regolamento, e per farvi capire quale sia il nostro habitat citerò l’articolo 12 del regolamento:</p>
	<blockquote><p>Per qualunque controversia possa nascere in ordine alla gestione di TANTO avrà sempre ragione chi pronuncia la frase &#8220;Se ti segni un otto, entri in una valle di lacrime [...] La valle di lacrime&#8221;, citando film, personaggio, attore, regista e numero di scena. Se la frase viene detta durante un litigio, colui contro il quale viene pronunziata deve segnare zero.</p></blockquote>
	<p>Nel 2010 la redazione ha iniziato a fare ordine sul blog (la strada è ancora lunga), partendo dalla riorganizzazione delle categorie. Fino a poco tempo fa TANTO ne aveva più di trenta, ed era sicuramente meno leggibile. Da settembre ne abbiamo soltanto sei: <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/dati/"title="TANTO, Categoria Dati"  target="_blank"><strong>Dati</strong></a>, <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/didattica/"title="TANTO, Categoria Didattica"  target="_blank"><strong>Didattica</strong></a>, <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/eventi/"title="TANTO, Categoria Eventi"  target="_blank"><strong>Eventi</strong></a>, <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/entropia/"title="TANTO, Categoria Entropia"  target="_blank"><strong>Entropia</strong></a>, <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/news/"title="TANTO, Categoria News"  target="_blank"><strong>News</strong></a>, <strong><a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/recensioni-2/"title="TANTO, Categoria Recensioni"  target="_blank">Recensioni</a> </strong>e <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/strumenti/"title="TANTO, Categoria Strumenti"  target="_blank"><strong>Strumenti</strong></a>. Il lavoro di aggregazione dei vecchi post in nuove categorie è stato lungo (specie per i vecchi autori <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ), ma l’aspetto più interessante è stato quello <strong>editoriale</strong>: abbiamo discusso dell’anima di questo sito, dei temi che abbiamo sviluppato e di quelli che vorremmo provare a sviluppare, ed infine abbiamo fatto delle scelte.</p>
	<p>Sul <strong>layout </strong>del sito abbiamo fatto piccole modifiche, la più importante delle quali è legata ancora una volta alle persone. Ci sembrava doveroso dare visibilità agli autori, e per ognuno è stata creata una pagina che contiene una piccola nota biografica, l’elenco degli ultimi post, l’indirizzo di posta elettronica e gli URL (eventuali) del cosiddetto web sociale.</p>
	<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3191" title="author_page" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/author_page.png" alt="Pagina autori su TANTO" width="490" height="279" /></p>
	<p style="text-align: left;">Per accedervi basta cliccare sul nome dell’autore, che trovate riportato sotto il titolo di ogni post.</p>
	<p><img class="alignright size-full wp-image-3193" title="tanto_mob" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/tanto_mob.png" alt="TANTO in versione mobile" width="150" height="304" />Grazie all’eccellente <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wptouch/" rel="nofollow" title="Plugin WPtouch per WordPress"  target="_blank">WPtouch </a>TANTO è un sito ottimizzato per i <strong>dispositivi mobili</strong>, ed il layout è talmente ben fatto (non è opera nostra) da risultare quasi più leggibile di quello standard.<br />
Un’altra piccola novità di impaginazione del 2010 sono i widget di <a href="http://twitter.com/twanto" rel="nofollow" title="TANTO su twitter"  target="_blank"><strong>twanto</strong></a> e <a href="http://www.facebook.com/tantobook" rel="nofollow" title="TANTO su facebook"  target="_blank"><strong>tantobook</strong></a>, presenti nella colonna di destra. Su questi trovate traccia rispettivamente delle attività del canale Twitter e di quello Facebook di questo blog (sono un altro modo per seguirci). La vera novità in questo caso è in realtà l’utilizzo dei social network, di cui i widget rappresentano soltanto una modalità di output.<br />
Il canale Twitter è quello che abbiamo scelto di usare più attivamente (è comunque replicato su quello Facebook): ci pubblichiamo piccole notizie sulle quali non riteniamo necessario (o non abbiamo il tempo di) scrivere un post, e che vogliamo comunque pubblicare e diffondere perché valutate interessanti. Da un po’ di tempo, in corrispondenza di ogni cinguettio, trovate nota di chi di noi lo ha “emesso”: <a href="http://twitter.com/twanto/status/14980996604628992" rel="nofollow"  target="_blank">questo</a> è opera ad esempio di giohappy.</p>
	<p>E’ stato un anno in cui grazie a <a href="http://blog.spaziogis.it/author/sfarruggia/"title="Sergio Farruggia"  target="_blank"><strong>Sergio Farruggia</strong></a> ho scoperto che vorrei vivere in un mondo un po’ più <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/10/26/linformazione-geografica-deve-essere-allaltezza-dei-paradigmi-del-xxi-secolo/" target="_blank"><strong>olonico</strong></a>, e leggere questo suo post è stato (ed è sempre) per me un momento di grande ristoro.<br />
Abbiamo anche rischiato di diventare famosi grazie al già citato Antonio Falciano, ed ai suoi post: uno per tutti il bellissimo “<a href="http://blog.spaziogis.it/2010/10/29/where-to-sleep-in-turin-un-esempio-d-uso-dei-raw-data-piemontesi-con-google-refine-e-simile-exhibit/"title="Where to sleep in Turin"  target="_blank"><strong>Where to sleep in Turin</strong></a>”. Se ho imparato a conoscerlo, nel 2011 ne vedremo di migliori. <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Due di noi &#8211; Antonio Falciano e <a href="http://blog.spaziogis.it/author/pietroblu/"title="Pietro Blu Giandonato"  target="_blank"><strong>Pietro Blu Giandonato</strong></a> &#8211; sono stati invitati in veste di autori di questo blog, a fare da relatori all’<a href="http://www.itnexpo.it/it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=163" rel="nofollow" title="ITN Expo- Infrastructure, Telematics &amp; Navigation"  target="_blank">ITN Expo- Infrastructure, Telematics &amp; Navigation</a>. E’ andato Pietro, che ha preparato e presentato l’interessantissimo “<a href="http://www.slideshare.net/pietroblu/giandonato-i-luoghidegliopendatatorino" rel="nofollow" title="I luoghi degli &quot;open data"  target="_blank"><strong>I luoghi degli &#8220;open data</strong></a>&#8220;.<br />
Ci siamo anche “buttati in politica” e, al grido di “<a href="http://blog.spaziogis.it/2010/02/02/lunita-di-tutte-le-scienze-e-trovata-nella-geografia/"title="L’unità di tutte le scienze è trovata nella geografia"  target="_blank"><strong>L’unità di tutte le scienze è trovata nella geografia</strong></a>”, abbiamo organizzato e realizzato una cosa abbastanza rara (almeno in Italia): fare in modo che nello stesso giorno <a href="http://sqworl.com/5xbxoe" rel="nofollow"  target="_blank">quindici blog</a> fossero una sola voce.</p>
	<p>Ci sarebbero tante altre cose da elencare, ma voglio concludere raccontandovi la più bella.<br />
A novembre di quest’anno, in occasione del <a href="http://gisday2010.ticonzero.net/" rel="nofollow" title="GIS DAY 2010"  target="_blank">GIS DAY</a>, alcuni di noi hanno avuto la possibilità di incontrarsi per la prima volta. Io, Alessio, <a href="http://blog.spaziogis.it/author/antonio/"title="Antonio D'Argenio"  target="_blank"><strong>Antonio D’Argenio</strong></a>, Gerlando, Giovanni e Pietro Blu ci siamo trovati in un bar a mangiare arancine “bomba” e cannoli; altro che bar dietro al router.<br />
Era la prima volta che incontravo molti di loro, ma ho avuto la sensazione di essere ad un riunione con i compagni di classe del liceo; ai tempi del liceo.<br />
Fare TANTO mi ha dato la possibilità di arricchirmi molto dal punto di vista umano e professionale. Mai avrei pensato di trovare negli autori di questo normalissimo blog, dei compagni di vita.</p>
	<p>L’augurio che faccio a tutti voi (ed anche a me stesso) è quello di riuscire a vivere nel 2011 alcune delle emozioni/incontri/occasioni come quelle che ho avuto nel 2010, di potere camminare accanto a belle persone con cui condividere ideali, pensieri, lotte, professione e &#8230; arancine.</p>
	<p style="text-align: right;"><strong><em>Buon 2011 da tutti noi</em></strong></p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/12/30/racconto-di-fine-anno/">Racconto di fine anno</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Racconto+di+fine+anno&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-12-30&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/12/30/racconto-di-fine-anno/&amp;rft.language=English"></span>

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