27 marzo, 2010 | di in » News

“Lo spunto è giocondo, ma l’argomento è molto, assai serio”


Incontro il professore Robert Laurini in occasione di una riunione del progetto GIS4EU e m’informa: “Il 4 marzo sarò a Genova: terrò un seminario al DISI (Dipartimento d’Informatica e Scienze dell’Informazione)”:  un grazie alla prof.ssa De Floriani per aver invitato il suo collega a Genova.

corema pertantoIl ricercatore francese non ha certo bisogno di presentazione presso la comunità geomatica italiana. Viene spesso in Italia, per tenere lezioni  e seminari. Collabora con diversi centri universitari  e non pochi esperti  nazionali hanno trascorso un periodo della loro formazione all’Institut National des Sciences Appliquées (INSA) di Lione.  Penso che molti  lettori di TANTO avranno già avuto occasione di ascoltare direttamente dalla sua voce cosa rappresenta l’immagine qui riprodotta (Mi spiace, questi fortunati sono esclusi dal gioco!!).

Allora, riconoscete l’area geografica raffigurata con il COREMA riprodotto in figura? Ma cos’è un corema? C’informa il Nostro che il termine  non è nuovo,  è stato introdotto dal prof. Brunet, dell’Università di Montpellier per indicare una rappresentazione schematica del territorio, effettuata utilizzando una raccolta di simboli codificati, utili per eliminare ogni dettaglio superfluo per la comunicazione (e quindi la comprensione) di quanto si vuole raffigurare con la mappa.  All’INSA studiano l’applicazione di questi concetti sia per individuare nuovi modi di descrivere le conoscenze geografiche, sia  come strumento per accedere ai data base geografici.  Il primo filone attiene al tema del Data Mining geografico e quindi si concentra sulle modalità di individuazione di pattern geografici significativi e sulla loro estrazione per la rappresentazione di conoscenze geografiche contenute in un DB geografico.  L’altro filone riguarda lo studio su come sfruttare le mappe corematiche per rendere più efficiente la fruizione dei contenuti  di un Data Base geografico.  Se vogliamo, questa parte della ricerca può essere vista come l’applicazione speculare della precedente: una volta che ho individuato la modalità di rappresentazione globale dei contenuti di un DB geografico , quindi ho ottenuto sunti visuali dei contenuti del DB stesso a diversi livelli gerarchici (per es. nazionale, regionale, provinciale, …),  si possono studiare tecniche per accedere alle informazioni contenute nel DB, in funzione del  grado di approfondimento e di dettaglio che interessa riprodurre.

Spero di avere incuriosito chi ancora non conosceva l’argomento. Chi fosse interessato può recuperare qui una collezione delle slide proiettate da Laurini anche a Genova:  gli appassionati di linguaggi penso valuteranno interessante la struttura in più livelli del linguaggio ChorML. Personalmente, ho trovato anche istruttiva l’esposizione di come si sta affrontando il problema dell’accesso ai DB geografici: resto sempre attratto dagli esempi di contaminazione  tra differenti ambiti scientifici.

kandiskij pertantoMentre il professore parlava, mi sono venute in mente alcune considerazioni di Franco Farinelli su come ancora usiamo esaminare le mappe, cioè come se fossero pagine scritte; non le guardiamo come immagini. E –se ho inteso bene- come riflettendo su questa seconda modalità di osservazione, la mappa potrebbe darci nuove informazioni sul mondo, cioè sul Globo. Di fantasia in fantasia ho immaginato che un DB geografico possa essere come quel labirinto di cui parla Farinelli. In effetti, ad esempio il paradigma della Digital Earth è sferico e non piano, è profondo e non piatto,  non è statico ma sta nel tempo.  Insomma, ho pensato che sarebbe appassionante ascoltare questi due scienziati chiacchierare tra di loro, raccontarsi i loro studi, le loro riflessioni, i risultati e le domande ancora aperte. Sogno? Chissà forse un giorno … perTANTO…   la mappa, come l’Arte parafrasando Kandiskij,  “oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”.

Attenzione! Questo è un articolo di almeno un anno fa!
I contenuti potrebbero non essere più adeguati ai tempi!

6 Responses to “INDOVINA INDOVINELLO, QUAL PAESE SARÀ MAI QUELLO?”

  1. By Pietro Blu Giandonato on mar 28, 2010

    Queste sono le cose che ci piacciono davvero TANTO!!!

    Ho solo qualche minuto, ma non posso trattenermi dal ringraziare Sergio per questo splendido regalo… Dei coremi avevo solo sentito l’odore in un paio di occsioni, ma sono quelle (tante) cose che poi chiudi in uno dei tanti cassetti mentali, con l’idea di riprenderle più in là… ma più in là quando?!?

    Poi arriva Sergio, e con il suo articolo ti accende mille lampadine contemporaneamente. Davvero tante sono le cose che mi piacerebbe mettere in evidenza. Ma ora qui ne butto solo una.

    E’ questa…
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    Il potere straordinario dei coremi, ovvero la simbolizzazione non solo politica e fisica della geografia, ma anche “semantica” ovvero dei processi e dei fenomeni dinamici, fornisce a chi si occupa di geodati un linguaggio comune per la progettazione e l’analisi di basi di dati spaziali digitali.

    Fantastico, assolutamente fantastico…

    Ah, dimenticavo: Penisola iberica! ;)

  2. By Alessio on mar 28, 2010

    Grazie dell’articolo Sergio.
    Nella mia infinita ignoranza non avevo mai sentito nominare i coremi (o forse sì… e li avevo chiusi in uno dei cassetti di Pietro Blu, dimenticandomi della sua esistenza).
    Ora scarico il pdf che hai linkato e cerco di capirci qualcosa…

    Ciao

  3. By Antonio Falciano on mar 28, 2010

    Mi ricordavo dei coremi e delle lezioni del prof. Laurini (l’ultima a cui ho partecipato risale a circa un anno fa), tuttavia avevo smarrito la soluzione, pur avendola molto spesso quasi …sotto il naso! ;)
    Ringrazio anch’io Sergio per il suo post, ricco come sempre di innumerevoli e preziosi spunti.
    Grande l’accostamento con Kandiskij!

    ciao
    Antonio

  4. By Sergio Farruggia on mar 29, 2010

    Corecto Pietro!
    Grazie a tutti per i commenti lusinghieri.
    Non sta me sottolinearlo, ma è proprio un argomento intrigante e, come ci ha detto Laurini, ancora ai primi passi.
    Vorrei sottolineare un altro aspetto importante della ricerca, questo:

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    E’ già una rete: mi auguro che si ampli. Penso che chi avesse già esigenze di visualizzazioni di geoDB potrebbe essere ben accetto come “cavia”.

  5. By Andrea Borruso on mar 29, 2010

    Caro Sergio,
    io sono tra i pochi del gruppo che non aveva mai sentito parlare prima di coremi. Siamo sempre amici? ;-)

    Apro una parentesi personale. A mio padre tanti tanti anni fa prese la passione dei bonsai. Incontrava amici e conoscenti e diceva “sai mi sto prendendo cura di un bonsai …”. Era un po’ una fissa e diceva scherzando: “non parlerò più con chi non sa cosa sia un bonsai”.

    Il tuo post mi ha reso felice, ma anche “disturbato”: i miei ultimi due neuroni (almeno faccio una sinapsi) si sono messi in movimento forsennato, ma in modo disordinato ed inconcludente. Sono felici, ma devono ancora fare sintesi, fare un corema dei vari spunti.

    I coremi come punti di arrivo e di partenza per la lettura del territorio e/o di un geodb, una mappa per indicare “il contenuto del futuro”; mi hai proprio disturbato.

    Segnalo un capitolo di un libro che sembra molto interessante, il cui capitolo sui coremi è interamente leggibile online: http://bit.ly/a10GCC

    Frequentarti è un piacere umano e professionale: mi hai fatto conoscere persone e concetti che probabilmente non avrei mai incontrato.

    Grazie

  6. By Pietro Blu Giandonato on mar 29, 2010

    Ragazzi… io rilancio! http://bit.ly/aT4mLn

    La letteratura sul tema è davvero interessante e la più varia, con i coremi applicati dalla “tettonica mentale” al wayfinding…

    Stiamo costruendo un bel delicious “fatto in TANTO ” sui coremi… a buon rendere per tutti!

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