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	<title>TANTO &#187; gis</title>
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		<title>Auguri da un nuovo pianeta</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Nasce Planet GIS Italia, una finestra sul mondo delle tecnologie e della cultura geospaziali, un punto di accesso e di scoperta centralizzato, a cura della redazione di TANTO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Auguri+da+un+nuovo+pianeta&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Featured&amp;rft.subject=osgeo&amp;rft.subject=Strumenti&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-12-31&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/" data-text="Auguri da un nuovo pianeta" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<h1>Introduzione</h1>
	<p>Anni fa ho creato un aggregatore di <strong>feed RSS</strong>, con l’obiettivo di raccogliere le notizie provenienti dai blog <strong>italiani</strong> a tema <strong>GIS</strong>. L’ho fatto come “utilizzatore finale” (giuro che non è satira politica), per avere una fonte unica &#8211; e in particolare un solo feed RSS &#8211; da cui leggere notizie a tema. Gli associai anche un nome di fantasia: <strong>Blog GIS Italia</strong>.<br />
Successivamente, quando TANTO era ancora un blog monoautore, l’ho inserito nel flusso di notizie di una delle colonne laterali del blog, e nel tempo ne ho curato (malamente) la manutenzione, l’aggiornamento del “motore” e quello delle fonti.</p>
	<p>La sua <a href="http://pipes.yahoo.com/pipes/pipe.info?_id=6hPT8mYa3BGl09YzqWIyXQ" target="_blank"><strong>ultima versione</strong></a> &#8211; che con un tocco di presunzione avevo classificato come “0.3” &#8211; era basata su <strong>Yahoo! Pipes</strong> e ne sfruttava pochissime funzioni (soltanto un po’ di <em>regex</em> sul titolo delle sorgenti degli RSS).</p>
	<p>E’ uno strumento che mi è sempre stato utile, su cui desideravo investire un po’ di nuove risorse e dare finalmente vita alla versione “0.4”. Il momento è arrivato e <strong>nasce oggi</strong>, come progetto della <a href="http://blog.spaziogis.it/questo-sito/" target="_blank"><strong>redazione</strong></a> di TANTO, “<strong>Planet GIS Italia 0.4</strong>” (ebbene sì un nome un po’ diverso).</p>
	<p style="text-align: center;"><a title="Planet GIS Italia" href="http://planetgis.it/feeds" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4578 alignnone aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" title="pgi (1)" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/12/pgi-1.png" alt="" width="498" height="147" /></a></p>
	<h1>Planet GIS Italia 0.4</h1>
	<p>E’ una finestra sul mondo delle tecnologie e della cultura geospaziali, un punto di accesso e di scoperta centralizzato. Nulla di nuovo.</p>
	<p>Esistono infatti già diversi aggregatori legati al mondo dei GIS. Tre esempi noti:</p>
	<ol>
	<li><a href="http://planet.osgeo.org/" target="_blank"><span><strong>Planet OSGeo</strong></span></a><span>, </span><span><em>is a window into the world, work and lives of OSGeo members, hackers and contributors</em></span><span>;</span></li>
	<li><a href="http://www.planetgs.com/" target="_blank"><span><strong>Planet Geospatial</strong></span></a><span>, </span><span><em>is a window into the world of geospatial technology</em></span><span>;</span></li>
	<li><a href="http://geoblogger.eu/" target="_blank"><span><strong>geoblogger.eu</strong></span></a><span>, </span><span><em>is a feed aggregator of European geo-blogs and should serve as index and leverage networking for geo-minded people in that region</em></span><span>.</span></li>
	</ol>
	<p>Il nome è cambiato perché sono cambiati i criteri di selezione: ci sembrava riduttivo quello di aggregare “soltanto” le notizie/post/articoli provenienti dal mondo dei <strong>blog</strong>. Sono la fonte principale, ma non sono l’unica, né sempre la più ricca.<br />
Ogni aggregatore sottostà a dei criteri di selezione, e quello principale di <strong>P</strong>lanet <strong>G</strong>IS <strong>I</strong>talia (da qui in poi <strong>PGI</strong>) è “<strong>spaziale</strong>”: i contributi raccolti vengono dal nostro Paese (non sempre in senso stretto). Un altro criterio è ovviamente quello tematico.<br />
Il risultato è un sito snello, un piccolo “televideo” tematico, che per scelta editoriale non ingloba interamente i post originali, ma soltanto una piccola parte.</p>
	<p>Una piccola/grande novità di questo aggregatore, che lo differenzia ad esempio dai tre famosi di cui sopra, è <strong>il suo essere “geografico”</strong> non soltanto per i temi trattati, ma anche nel suo “cuore”. Infatti sugli elementi dei <em>feed RSS</em> sorgenti viene eseguita una procedura di <em><strong>geoparsing</strong></em><span style="font-style: normal;">, con l&#8217;obiettivo di estrarre le informazioni spaziali eventualmente presenti in essi. Si tratta essenzialmente di una “caccia al<br />
toponimo” che (se va a buon fine) consente di arricchire il dato originale con </span><span style="font-style: normal;"><strong>un&#8217;informazione che inizialmente </strong></span><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(quasi sempre)</span></span><span style="font-style: normal;"><strong> non era presente</strong></span><span style="font-style: normal;">: la <strong>posizione</strong> sulla Terra.</span></p>
	<p>Uno degli <strong>output</strong> è ovviamente una <a href="http://planetgis.it/feeds?display=views-mode-map" target="_blank"><strong>mappa</strong></a>, in cui vengono raccolti – ed eventualmente aggregati in cluster – gli elementi archiviati in PGI.</p>
	<p><img class="alignnone size-full wp-image-4574 aligncenter" title="mappa" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/12/mappa.png" alt="" width="450" height="455" /></p>
	<p><span style="font-style: normal;">Non crediamo però che l&#8217;elemento geografico sia il più importante. Ci piace infatti pensare che questo spazio possa essere </span><span style="font-style: normal;"><strong>soprattutto </strong></span><span style="font-style: normal;">una </span><span style="font-style: normal;"><strong>fonte di scoperta</strong></span><span style="font-style: normal;"> e un ponte tra </span><span style="font-style: normal;"><strong>persone</strong></span><span style="font-style: normal;">, </span><span style="font-style: normal;"><strong>esperienze</strong></span><span style="font-style: normal;"> e </span><span style="font-style: normal;"><strong>professionalità</strong></span><span style="font-style: normal;">. Nel lavoro di redazione, nel raccogliere e proporre gli elementi da aggregare qui, noi stessi abbiamo letto per la prima volta dell&#8217;esistenza di alcuni siti, abbiamo appreso nuovi concetti e siamo entrati in contatto con delle belle persone.</span></p>
	<h1 style="font-style: normal;">Come funziona Planet GIS Italia</h1>
	<p>Planet GIS Italia è basato su <a href="http://managingnews.com/" target="_blank"><strong>MANAGING NEWS</strong></a>, un motore <em><strong>open source</strong></em> per l&#8217;aggregazione di notizie con le seguenti caratteristiche di base:</p>
	<ul>
	<li>Aggrega da sorgenti RSS/Atom a scelta</li>
	<li>Mostra le notizie come lista o su una mappa</li>
	<li>Consente di eseguire delle ricerche</li>
	<li>Da la possibilità di raggruppare le notizie in canali</li>
	<li>Esegue il <em>geotagging</em> delle notizie</li>
	<li>Espone i contenuti raccolti via RSS (e GeoRSS)</li>
	<li>Consente di condividere i contenuti su Facebook, Twitter o per email</li>
	</ul>
	<p><strong>Managing News</strong> è un prodotto (da febbraio del 2011) di <a href="http://www.phase2technology.com/" target="_blank">Phase2 Technology</a>, basato a sua volta su una personalizzazione di alto livello di <a href="http://drupal.org/" target="_blank"><strong>Drupal </strong></a><span style="font-weight: normal;">6</span>, con alle spalle moduli che ci piacciono tanto, tra i quali <a href="http://drupal.org/project/openlayers" target="_blank">OpenLayers</a>. Il gruppo che ha originariamente sviluppato il prodotto è quello (fantastico) di <a href="http://developmentseed.org/" target="_blank"><strong>Development Seed</strong></a> (per inciso una delle più belle <em>homepage</em> di tutti i tempi), e se ne ha evidenza nell&#8217;uso di <a href="http://mapbox.com/" target="_blank"><strong>MapBox</strong></a> come <em>layer</em> di base dell&#8217;interfaccia cartografica.</p>
	<p>Il servizio di <em>geoparsing</em> è basato su <a href="http://developer.yahoo.com/geo/placemaker/" target="_blank"><strong>Yahoo! Placemaker</strong></a>, un servizio che consente di sviluppare applicazioni <em>location-aware</em><span style="font-style: normal;">, identificando i luoghi presenti in contenuti non strutturati (</span><em>feed</em><span style="font-style: normal;">, pagine web, </span><em>news</em><span style="font-style: normal;">, aggiornamenti di stato, ecc.) e restituendo i metadati geografici correlati.<br />
Ad ogni luogo individuato viene associato un identificatore univoco </span><span style="font-style: normal;"><strong><a href="http://developer.yahoo.com/geo/geoplanet/guide/concepts.html#woeids" target="_blank">WOEID</a> </strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>(</strong></span><em>Where On Earth Identifiers</em><span style="font-style: normal;">), un tipo (una categorizzazione di base, per definire ad esempio se il luogo è una città o uno stato), un nome “formale” ed una coppia di coordinate.</span></p>
	<p>Immaginiamo ad esempio che su su Planet GIS Italia venga raccolto il seguente contributo:</p>
	<pre class="codice-western">“Opendata, donazioni, Baviera: conti e racconti”</pre>
	<p>Il motore di PGI lo invia a Yahoo! Placemaker che lo processa e gli restituisce (se viene individuato un luogo) queste informazioni:</p>
	<ul>
	<li><strong>woeId</strong> : 2345482 → gli associa un ID</li>
	<li><strong>type</strong> : State → lo classifica</li>
	<li><strong>name</strong> : Bavaria, DE → gli associa un nome formale</li>
	<li><strong>centroid</strong> → ne restituisce la posizione del centroide</li>
	</ul>
	<ul>
	<li><strong>latitude</strong> : 48.9172</li>
	<li><strong>longitude</strong> : 11.408</li>
	</ul>
	<p><a href="http://query.yahooapis.com/v1/public/yql?q=SELECT%20*%20FROM%20geo.placemaker%20WHERE%20documentContent%20=%20%22Opendata,%20donazioni,%20Baviera:%20conti%20e%20racconti%22%20AND%20documentType=%22text/html%22%20and%20lang=%22it-IT%22&amp;diagnostics=true" target="_blank">Questo</a> è l&#8217;output completo che viene restituito. Se volete “giocarci” un po&#8217;, lo strumento più comodo e didattico è sicuramente la console <strong>YQL</strong>. Da <a href="http://y.ahoo.it/VHKcf" target="_blank">questo link</a> potrete aprirla precaricata con una <em>query </em>sintatticamente corretta e basata sulla stringa di sopra (una volta aperta la pagina, dovrete fare <em>click</em> sul tasto “TEST” che si trova sotto la <em>query</em>).</p>
	<p>Se il <em>processing</em> geografico restituisce valori, questi vengono associati agli elementi dei <em>feed</em> in due modalità principali:</p>
	<ul>
	<li>l&#8217;associazione di un <em>tag </em>con il nome del/i toponimo/i individuati (vedi immagine sottostante)</li>
	<li>l&#8217;associazione di una (o più) coppia di coordinate in modo da poter rappresentare la notizia su una <a href="http://planetgis.it/feeds?display=views-mode-map" target="_blank">mappa</a></li>
	</ul>
	<p><img class="alignnone size-full wp-image-4575 aligncenter" title="tag" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/12/tag.png" alt="" width="490" height="44" /></p>
	<p>Le notizie per le quali non è individuato un luogo vengono inserite comunque nel sito, ma non potranno essere mappate. Se le fonti originarie contengono però nativamente delle informazioni geografiche in forma di <strong>GeoRSS,</strong> queste vengono utilizzate automaticamente per posizionare la notizia sulla mappa, anche nel caso in cui il <em>geoprocessing</em> non abbia prodotto risultati.</p>
	<p>Con in nomi dei luoghi e con le lingue le cose però non sono così facili. Perché c&#8217;è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prato">Prato</a> e anche <a href="http://www.flickr.com/photos/nespyxel/2383959364/">prato</a>. Grazie a PGI ho scoperto anche che c&#8217;è una destinazione di viaggio a Hong Kong che da molto fastidio all&#8217;analisi dei testi italiani: “<a href="http://www.alltravels.com/hong-kong/new-territories/che-ha-1033890">Che</a> <a href="http://www.alltravels.com/hong-kong/new-territories/che-ha-1033890">Ha</a>”. Ma mi fermo perché il tema è molto specialistico, ed è necessaria un&#8217;altra penna e un altro post.</p>
	<p>Per familiarizzare con l&#8217;interfaccia del sito abbiamo preparato una breve <strong><a href="http://planetgis.it/node/1#howto" target="_blank">videoguida</a></strong>, che ne illustra le caratteristiche principali.</p>
	<p style="text-align: center;"><a title="Planet GIS Italia, video guida" href="http://planetgis.it/node/1#howto" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4584 alignnone aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" title="Planet GIS Italia" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/12/videoguida.png" alt="" width="490" height="323" /></a></p>
	<h1>Sui feed</h1>
	<blockquote><p>Se fai una indagine su tre classi dell&#8217;ultimo anno delle superiori, su 70 studenti di 18 anni nessuno sa cos&#8217;è Google Reader, 2 si informano in rete sui siti dei grandi giornali, e 70, cioé tutti usano Facebook.<a href="http://bquot.com/8w2" target="_blank">[1]</a></p></blockquote>
	<p>Un po&#8217; tutti noi di TANTO siamo <strong>Feed RSS/Atom </strong>dipendenti. Se ne può “fare uso” nelle modalità più svariate, e l&#8217;elenco delle <a href="http://ifttt.com/recipes/search?q=rss" target="_blank">ricette</a> che trovate sul meraviglioso <strong>ifttt</strong> ne è una prova. Purtroppo sono forse ancora visti (e utilizzati) come strumento di nicchia, mentre dovrebbero essere quasi per definizione uno strumento “pop”.</p>
	<p>Anche i colossi dell&#8217;informatica ci mettono lo zampino, e in <em>browser</em> come <strong>Mozilla Firefox </strong><span style="font-weight: normal;">e </span><strong>Google Chrome</strong> il tasto per iscriversi ad un <em>feed</em> non fa parte della dotazione standard, ma è attivabile soltanto tramite un&#8217;estensione.</p>
	<p>Un po&#8217; di cura dovremmo mettercela anche noi che creiamo e diffondiamo RSS: i <em>feed</em> di TANTO ad esempio non superano ancora la validazione W3C. Costruendo questo spazio ho constatato anche che alcuni grossi siti del settore pubblicano i loro RSS con un corredo povero di informazioni (senza alcun <em>tag</em> e/o categorie).</p>
	<h1>Sorpresa e serendipità</h1>
	<blockquote><p>If we’re going to encourage more innovation, it’s not enough for us to just dig in and work harder. We also need to encourage <strong>surprise </strong>and <strong>serendipity</strong>. We need to play each other’s instruments.<a href="http://bquot.com/8w3" target="_blank">[2]</a></p></blockquote>
	<p>Due delle emozioni tipiche nella quotidiana lettura dei feed RSS/Atom, sono per noi della redazione di TANTO lo spunto per farvi e farci dei grandi auguri per l&#8217;anno che verrà. Sorpresa e serendipità non bastano da soli a rendere un anno migliore di un altro, ma possono essere una delle scintille per fare partire quelle reazioni a catena che nel 2011 non si sono innescate.</p>
	<p style="text-align: right;"><strong>Buon anno a tutti!</strong></p>
	<p><div class="note"><div class="notetip"></p>
	<p style="text-align: left;">Grazie a <a href="http://twitter.com/gisetlr" target="_blank">Costantino</a>, <a href="https://twitter.com/massimozotti" target="_blank">Massimo</a> e <a href="https://twitter.com/kartoblog" target="_blank">Maurizio</a> per avere seguito con attenzione ed interesse la nascita di PGI</p>
	<p></div></div>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/">Auguri da un nuovo pianeta</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale in condizioni di esercizio</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Perone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
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		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[grafo stradale]]></category>
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		<category><![CDATA[scenario di esercizio]]></category>

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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>
Questo post nasce a seguito della sollecitazione a descrivere le modalità con cui abbiamo elaborato il modello per l&#8217;individuazione della rete strategica in condizioni di esercizio. E&#8217; la naturale continuazione del mio precedente “Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale” che invito a leggere per maggiore chiarezza, in quanto alcuni passaggi comuni alle [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>
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	<p style="text-align: justify;">Ricordo comunque, a titolo di completezza, alcuni concetti generali.</p>
	<blockquote>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo dell’analisi è stato quello di definire, all’interno dei <strong>1400 Km</strong> della rete viaria della Provincia di Bologna, tre categorie di <strong>importanza funzionale</strong> indicative della<strong> rilevanza strategica</strong> di un tronco stradale.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La definizione di una rete strategica è finalizzata a <strong>garantire un livello di servizio dell’infrastruttura stradale adeguato alla sua funzione</strong>, a <strong>programmare e gestire la manutenzione dell’infrastruttura stradale</strong> sul territorio provinciale in maniera mirata e a <strong>ottimizzare le risorse disponibili per gli interventi definendo priorità e fornendo supporto nella definizione dei piani triennali dei lavori</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’individuazione della rete strategica viene effettuata tenendo conto di due <strong>diversi scenari</strong>:</p>
	<ul>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>scenario di servizio</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura in condizione di normale esercizio;</p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>scenario di emergenza</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura nella condizione di emergenza legata ad un evento sismico.</p>
	</li>
	</ul>
	</blockquote>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel caso dell’<strong>analisi in condizioni di esercizio</strong> si è tenuto conto dei <strong>flussi di traffico</strong> e lo <strong>studio dei percorsi</strong> (routing) ha valutato i <strong>percorsi tra centroidi di attrazione e generazione di spostamento secondo la relazione residenti-edificato</strong>,<strong> residenti-imprese </strong>e<strong> caselli autostradali-edificato</strong>.</p>
	<blockquote><p>L’<strong>analisi GIS</strong> utilizza:</p>
	<ul>
	<li>una <strong>mappa di densità dei residenti</strong> ottenuta dal dato geometrico dalle sezioni di censimento ISTAT;</li>
	<li>una <strong>mappa di densità delle imprese</strong> ottenuta della banca dati della Camera di Commercio georeferenziata;</li>
	<li>una <strong>mappa di densità dell’edificato</strong> ricavata secondo quanto descritto in questo<a href="../../../../../2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/"> post</a>.</li>
	</ul>
	<p>Queste <strong>mappe raster</strong> vengono filtrate utilizzando un <strong>valore minimo di soglia</strong> che permetta di identificare un <strong>numero di &#8220;isole&#8221; ritenuto rappresentativo del contesto provinciale</strong> mediante un’analisi qualitativa. Di queste isole vengono poi <strong>calcolati i baricentri</strong> passando per la trasformazione in poligoni. I <strong>baricentri</strong>, assieme agli <strong>accessi ai caselli autostradali</strong>, rappresentano i <strong>centroidi dell&#8217;analisi dei percorsi</strong>e sono costituiti da:</p>
	<ul id="internal-source-marker_0.39143436597353">
	<li>48 centroidi di aree ad elevata densità residenziale, ottenuti elaborando le sezioni relative all’ultimo censimento della popolazione, che definiremo centroidi residenti</li>
	<li>61 centroidi di aree densamente edificate, ottenuti elaborando la densità edilizia calcolata dai dati catastali secondo la metodologia proposta da questo<a href="../2011/09/15/2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/"> post</a>, che definiremo centroidi edificato</li>
	<li>46 centroidi di aree ad elevata presenza di imprese ottenuti elaborando i dati della Camera di Commercio di Bologna georiferiti, che definiremo centroidi imprese</li>
	<li>24 accessi ai caselli autostradali</li>
	</ul>
	</blockquote>
	<p id="internal-source-marker_0.39143436597353" dir="ltr">Individuati i <strong>centroidi di generazione/attrazione degli spostamenti</strong> vengono definite nel modello le <strong>regole</strong> secondo le quali il software deve <strong>calcolare i percorsi di collegamento</strong> che sono <strong>rappresentati dalla seguente matrice</strong>.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="179" /> <col width="172" /> <col width="177" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p dir="ltr">Centroidi edificato</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">Centroidi imprese</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Centroidi residenti</td>
	<td>
	<p dir="ltr">5C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">5C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Caselli autostradali</td>
	<td>
	<p dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p dir="ltr">-</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p>&nbsp;</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Per <strong>ogni relazione</strong> è espresso un <strong>parametro di calcolo utilizzato dall’algoritmo di routing</strong> del software:</p>
	<ul>
	<li style="text-align: justify;">
	<p dir="ltr">1C, 5C <strong>numero di connessioni del centroide</strong> di generazione degli spostamenti con i più prossimi punti di attrazione degli spostamenti, es. tra centroidi residenti e centroidi edificato e è indicato 5C, cioè il centroide di ogni area ad elevata densità residenziale deve raggiungere il centroide delle cinque aree densamente edificate più prossime.</p>
	</li>
	<li>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">TB calcolo del percorso utilizzando il percorso più breve in termini di tempo.</p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;">Ad ogni <strong>arco stradale</strong> è attribuito un<strong> peso</strong> basato sul <strong>numero dei percorsi</strong>, tra quelli calcolati, <strong>che lo utilizzano</strong>, la parte relativa al calcolo dei percorsi a questo punto è conclusa. Si opera l&#8217;<strong>estrazione del grafo delle strade provinciali dal grafo complessivo</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Oltre ai <strong>percorsi</strong>, per il calcolo della <strong>categoria di importanza funzionale, in condizioni di esercizio, delle strade provinciali</strong>, sono utilizzati anche i dati sui <strong>flussi di traffico</strong> che provengono da <strong><a href="http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/FlussiMTS/">Mobiliter</a></strong>, il sistema di consultazione dei flussi online della regione Emilia-Romagna. I dati forniti sono rilevati da circa <strong>40 postazioni, in funzione 24 ore su 24</strong>, installate <strong>sulle strade provinciali</strong>. Questi dati di flusso sono integrati dai <strong>dati rilevati</strong> in fase di definizione del quadro conoscitivo del <strong><a href="http://www.provincia.bologna.it/pianificazione/Engine/RAServePG.php/P/259111020505">Piano della Mobilità Provinciale</a></strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;">I <strong>dati relativi ai flussi di traffico</strong> sono stati inseriti come <strong>attributi nel grafo provinciale</strong> <strong>a livello di singolo arco stradale</strong>. Sono state individuate <strong>tre classi di traffico</strong> attraverso un’<strong>analisi di significatività statistica</strong> (Jenks). La scelta dei <strong>valori di soglia</strong>, operata secondo questo metodo, consente di determinare <strong>classi di aggregazione</strong> (classe 1, 2 e 3) con i <strong>valori di gruppo più simili</strong> e che <strong>massimizzano le differenze tra le classi stesse</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il <strong>calcolo dell&#8217;indice di importanza funzionale</strong>, basato sulle <strong>classi di traffico</strong> e sul <strong>peso determinato dall&#8217;analisi dei percorsi</strong>, è stato<strong> effettuato in maniera diversificata</strong> tra le <strong>strade di pianura e quelle collinari o montane</strong>. Si è operata una <strong>distinzione basata sulla definizione geografica di pianura</strong> come territorio compreso al di sotto della quota di 200 m s.l.m. Lo scopo di questa differenziazione, che si traduce nella creazione di due sub-grafi, è quello di amplificare l&#8217;importanza funzionale delle strade appenniniche, cioè quelle poste a 200 m s.l.m., che presentano in termini di flussi di traffico un&#8217;importanza spesso secondaria. Tale scelta si è concretizzata nel calcolo dell&#8217;<strong>indice di importanza funzionale</strong> che segue la logica di seguito descritta.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Peso dell’analisi dei percorsi</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Peso dei flussi di traffico</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>
	<p dir="ltr">Ambito di pianura</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">40%</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">60%</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>
	<p dir="ltr">Ambito appenninico</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">60%</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">40%</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p style="text-align: justify;">Una volta calcolato l&#8217;indice di importanza funzionale nel contesto di pianura ed in quello appenninico si può riunificare il grafo.<strong> L&#8217;indice di imporanza funzionale</strong> che ogni arco si trova come attributo<strong> viene normalizzato a 100</strong> e vengono <strong>individuate tre categorie di importanza funzionale </strong>mediante l&#8217;analisi di significatività statistica di Jenks.</p>
	<p style="text-align: justify;">Quello che si ottiene è un grafo che presenta per ogni <strong>singola strada provinciale</strong> diversi <strong>tratti con categoria di importanza funzionale diversa</strong>. Con un’analisi qualitativa si operano delle scelte per <strong>attribuire le categorie di importanza funzionale in maniera più continua</strong> ad interi tratti di strada.</p>
	<p><div class="slidedeck_frame skin-default"><dl id="SlideDeck_549_4159" class="slidedeck slidedeck_4159" style="width:100%;height:370px"><dt>Mappa dei percorsi in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4160" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_percorsi.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4160        " title="Scenario dei percorsi in appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_percorsi-300x300.png" alt="Scenario dei percorsi in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Scenario dei percorsi in Appennino</p>
</div>
</dd><dt>Mappa del traffico in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4161" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4161    " title="Mappa del traffico in Appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico-300x300.png" alt="Mappa del traffico in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa del traffico in Appennino</p>
</div>
<p style="text-align: center;">
</dd><dt>Mappa della rete strategica in Appennino</dt><dd><div id="attachment_4173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_categorie.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4173   " title="Mappa della rete strategica in Appennino" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_appennino_categorie-1024x1024.png" alt="Mappa della rete strategica in Appennino" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa della rete strategica in Appennino</p>
</div>
</dd><dt>Mappa dei percorsi in pianura</dt><dd><div id="attachment_4175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_percorsi.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4175 " title="Mappa dei percorsi in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_percorsi-1024x1024.png" alt="Mappa dei percorsi in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa dei percorsi in pianura</p>
</div>
</dd><dt>Mappa del traffico in pianura</dt><dd><div id="attachment_4177" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_traffico.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4177 " title="Mappa del traffico in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_traffico-1024x1024.png" alt="Mappa del traffico in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa del traffico in pianura</p>
</div>
</dd><dt>Mappa della rete strategica in pianura</dt><dd><div id="attachment_4178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_categorie.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4178 " title="Mappa della rete strategica in pianura" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_pianura_categorie-1024x1024.png" alt="Mappa della rete strategica in pianura" width="300" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Mappa della rete strategica in pianura</p>
</div>
</dd></dl></div></p>
	<p style="text-align: justify;">Un&#8217;illustrazione interessante può essere quella di un <strong>utilizzo &#8220;pratico&#8221; della rete strategica in condizioni di esercizio</strong> quale la<strong> valutazione dell&#8217;indice di equilibrio nell&#8217;attività di pulizia della neve</strong>. Si calcola per ogni arco stradale l&#8217;<strong>indice di servizio</strong>, cioè il rapporto tra il numero dei mezzi ed il percorso assegnato (es. 1 mezzo / 15 Km = 0.067). Il valore dell&#8217;indice di servizio, attraverso l&#8217;analisi di significatività di Jenks, viene classificato in tre classi: massimo (classe 1), medio (classe 2) e minimo (classe 3) servizio. Successivamente per ogni arco si confronta la classe di servizio con la categoria di importanza funzionale in condizioni di esercizio. Gli scenari possibili sono i seguenti.</p>
	<table>
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 1</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 2</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Classe servizio 3</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 1</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio basso</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio molto basso</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 2</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio basso</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td>Cat. importanza funzionale 3</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio molto alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio alto</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">Indice servizio equilibrato</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	<p style="text-align: justify;">La mappa dell&#8217;indice di equilibrio risultante è la seguente.</p>
	<p><div id="attachment_4185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_neve.png" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4185  " title="Mappa dell'indice di equilibrio nella pulizia neve" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/analisi_scenario_esercizio_neve-1024x1024.png" alt="Mappa dell'indice di equilibrio nella pulizia neve" width="450" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa dell&#39;indice di equilibrio nella pulizia neve</p></div></p>
	<p>Spero di essere riuscito nell&#8217;intento di esemplificare il flusso di lavoro seguito. Invito chi possa essere interessato all&#8217;argomento a contribuire, chiedere informazioni o criticare utilizzando i commenti <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/">Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale in condizioni di esercizio</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<georss:point featurename="bologna">44.4941903 11.3465185</georss:point>
	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale+in+condizioni+di+esercizio&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/26/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale-in-condizioni-di-esercizio/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">Scenario dei percorsi in appennino</media:title>
			<media:description type="html">Scenario dei percorsi in appennino</media:description>
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			<media:title type="html">analisi_scenario_esercizio_appennino_traffico</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa della rete strategica in appennino</media:title>
			<media:description type="html">Mappa della rete strategica in appennino</media:description>
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			<media:title type="html">Mappa dei percorsi in pianura</media:title>
			<media:description type="html">Mappa dei percorsi in pianura</media:description>
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			<media:description type="html">Mappa del traffico in pianura</media:description>
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			<media:title type="html">Mappa della rete strategica in pianura</media:title>
			<media:description type="html">Mappa della rete strategica in pianura</media:description>
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			<media:title type="html">Mappa dell&#8217;indice di equilibrio nella pulizia neve</media:title>
			<media:description type="html">Mappa dell&#039;indice di equilibrio nella pulizia neve</media:description>
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	</item>
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		<title>Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 08:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Perone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[bms]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sismica]]></category>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-15&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/" data-text="Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p id="internal-source-marker_0.4622081591187557" style="text-align: justify;" dir="ltr">Questo post nasce dal mio desiderio di condividere e discutere un’approccio metodologico, in termini di analisi GIS, per me relativamente nuovo nell’ambito del mio lavoro presso il <strong>Servizio Manutenzione Strade</strong> della<strong> Provincia di Bologna</strong>. Il lavoro da cui è tratta la metodologia descritta in questo post è stato svolto a quattro mani con il mio collega Pierluigi Tropea le cui competenze in ambito strutturale e manutentivo, complementari alle mia esperienza in ambito GIS, ci hanno permesso di conseguire un risultato, secondo me, interessante.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo dell’analisi è stato quello di definire, all’interno dei <strong>1400 Km</strong> della rete viaria della Provincia di Bologna, tre categorie di <strong>importanza funzionale</strong> indicative della <strong>rilevanza strategica</strong> di un tronco stradale.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La definizione di una rete strategica è finalizzata a <strong>garantire un livello di servizio dell’infrastruttura stradale adeguato alla sua funzione</strong>, a <strong>programmare e gestire la manutenzione dell’infrastruttura stradale</strong> sul territorio provinciale in maniera mirata e a <strong>ottimizzare le risorse disponibili per gli interventi definendo priorità e fornendo supporto nella definizione dei piani triennali dei lavori</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’individuazione della rete strategica viene effettuata tenendo conto di due <strong>diversi scenari</strong>.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>Scenario di servizio</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura in condizione di normale esercizio.</p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><strong>Scenario di emergenza</strong>: valuta la funzionalità richiesta all’infrastruttura nella condizione di emergenza legata ad un evento sismico.</p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Le modalità utilizzate per definire la categoria di importanza funzionale di una strada variano a seconda dello scenario di analisi. Si parte in entrambi i casi dall’analizzare le <strong>densità di residenti, edificato ed imprese</strong>. Nel caso dello <strong>scenario di emergenza</strong> le <strong>densità</strong> vengono <strong>amplificate</strong> in base ad una <strong>funzione esponenziale di pericolosità sismica</strong> definita sul territorio attraverso l’<strong>accelerazione sismica di picco al suolo</strong> e la <strong>probabilità di superamento di un determinato sisma di riferimento</strong>.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image03.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-4073" title="Matrice della funzione di amplificazione" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image03.jpg" alt="Matrice della funzione di amplificazione" width="466" height="207" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Lo scopo di questa amplificazione è tenere conto del maggiore danno atteso in aree a maggiore sismicità potenziandone virtualmente i recettori di soccorso.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image00.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-4077 aligncenter" title="Mappa della densità dei residenti" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image00-1024x454.jpg" alt="Mappa della densità dei residenti" width="450" height="200" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel caso dello <strong>scenario di esercizio</strong> si tengono in considerazione anche i <strong>flussi di traffico</strong> e l’<strong>analisi dei percorsi (routing)</strong> valuta i percorsi tra centroidi di attrazione e generazione di spostamento secondo la relazione <strong>residenti-edificato </strong>e<strong> residenti-imprese</strong>. La metodologia per individuare i centroidi analizzati in questo scenario è la medesima di quella sotto riportata per lo scenario di emergenza.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’analisi GIS utilizza una <strong>mappa di densità dei residenti</strong> ottenuta dal dato geometrico dalle sezioni di censimento ISTAT; una <strong>mappa di densità delle imprese</strong> ottenuta della banca dati della Camera di Commercio georeferenziata; una <strong>mappa di densità dell’edificato</strong> ricavata secondo quanto descritto in questo <a title="Definizione di reti strategiche: analisi di densità edilizia attraverso la banca dati catastale di SIGMATER" href="http://blog.spaziogis.it/2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/" target="_blank"><em>post</em></a>. Queste <strong>mappe raster</strong> che sono amplificate dalla <strong>funzione di pericolosità sismica</strong> nel caso dello <strong>scenario di emergenza</strong>, vengono filtrate utilizzando un <strong>valore minimo di soglia</strong> che permetta di identificare un <strong>numero di isole ritenuto rappresentativo del contesto provinciale</strong> mediante un’analisi qualitativa. Di queste “isole” vengono poi calcolati i <strong>baricentri</strong> passando per la trasformazione in poligoni.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">I baricentri rappresentano i <strong>centroidi</strong> della nostra analisi. Questi centroidi ed i punti che rappresentano l’<strong>ubicazione delle industrie a rischio rilevante</strong> sono, nell’analisi dei percorsi (routing), i punti verso i quali veicolare, attraverso il grafo stradale, i mezzi provenienti dai centri di <strong>offerta di soccorso</strong>.</p>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image01.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-4071" title="Mappa della densità filtrata - centroidi" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image01-1024x454.jpg" alt="Mappa della densità filtrata - centroidi" width="498" height="221" /></a></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Nel complesso l’analisi GIS, per lo scenario di emergenza, si articola in <span style="color: #3366ff;"><em><strong>quattro</strong> <strong>punti</strong></em></span>.</p>
	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><em><strong>Punto 1</strong></em></span> &#8211; Individuazione dei punti da cui, nel modello, si origina l’<strong>offerta di soccorso</strong> nel territorio provinciale a cui ho accennato poco sopra.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><em>16 caserme dei Vigili del Fuoco</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>40 presidi ospedalieri</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>24 accessi ai caselli autostradali</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>Interporto di Bologna</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 2</span> &#8211; </strong></em>Individuazione dei recettori che fanno <strong>richiesta di soccorso</strong> che nel modello deve essere veicolato attraverso il grafo stradale che comprende l’intera rete stradale presente sul territorio provinciale.</p>
	<ul style="text-align: justify;">
	<li>
	<p dir="ltr"><em>48 centroidi di aree ad elevata densità residenziale, ottenuti elaborando le sezioni relative all’ultimo censimento della popolazione, che definiremo centroidi residenti</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>61 centroidi di aree densamente edificate, ottenuti elaborando la densità edilizia calcolata dai dati catastali secondo la metodologia proposta da questo <a href="../2010/09/27/analisi-di-densita-edilizia-attraverso-la-banca-dati-catastale-di-sigmater/">post</a>, che definiremo centroidi edificato</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>46 centroidi di aree ad elevata presenza di imprese ottenuti elaborando i dati della Camera di Commercio di Bologna georiferiti, che definiremo centroidi imprese</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>23 industrie a rischio rilevante</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 3</span> &#8211; </strong></em>Definite le origini e le destinazioni vengono definite nel modello le regole secondo le quali il software deve<strong> calcolare i percorsi di collegamento</strong>. Le relazioni variano a seconda dello scenario di riferimento analizzato, quelle utilizzate per lo scenario di emergenza sono rappresentate dalle seguente matrice.</p>
	<div dir="ltr">
	<table>
<colgroup> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /> <col width="*" /></colgroup><br />
	<tbody>
	<tr>
	<td></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Caserme dei Vigili del Fuoco</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Presidi opedalieri</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Caselli autostradali</em></td>
	<td style="text-align: center;"><em>Interporto</em></td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi residenti</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi edificato</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Centroidi imprese</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">2C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	<tr>
	<td><em>Industrie a rischio</em></td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">3C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">3C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	<td>
	<p style="text-align: center;" dir="ltr">1C/TB</p>
	</td>
	</tr>
	</tbody>
	</table>
	</div>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Per ogni relazione è espresso un parametro di calcolo utilizzato dall’algoritmo di routing del software:</p>
	<ul>
	<li style="text-align: justify;">
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>1C, 2C, 3C numero di connessioni del centroide di richiesta di soccorso con i più prossimi punti di offerta di soccorso della relazione, es. tra <strong>industrie a rischio rilevante </strong>e<strong> presidi ospedalieri</strong> è indicato 3C, cioè un’industria a rischio deve essere raggiunta dai tre più prossimi presidi ospedalieri</em></p>
	</li>
	<li>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>TB calcolo del percorso utilizzando il percorso più breve in termini di tempo</em></p>
	</li>
	</ul>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il <strong>risultato</strong> è una <strong>mappa</strong> in cui ad ogni elemento (arco) del <strong>grafo stradale</strong> sono<strong> sovrapposti n archi stradali relativi ai percorsi calcolati</strong> secondo la logica descritta.</p>
	<p><div id="attachment_4095" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image02_legenda.jpg" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4095   " title="Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image02_legenda-1024x1024.jpg" alt="Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso" width="442" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Percorsi di collegamento tra centroidi di offerta e ricezione di soccorso</p></div></p>
	<p style="text-align: left;">La <strong>legenda dei percorsi tra punti di offerta di soccorso ed i recettori </strong>può essere così esplicitata.<em></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><strong>Offerta di soccorso</strong></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>PS presidi ospedalieri</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>VVF caserme dei Vigili del Fuoco</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000000;"><em>CS accessi ai caselli autostradali</em></span></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>IP interporto di Bologna</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><strong>Recettore di soccorso</strong></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em>IR industrie a rischio rilevante</em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">ED centroidi di aree densamente edificate</span></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">RR centroidi di aree ad elevata densità residenziale</span></em></p>
	<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000000;">AZ</span> centroidi di aree ad elevata presenza di imprese</em></p>
	<p>A questo punto, ad ogni <strong>arco stradale</strong>, viene attribuito un<strong> indice di importanza funzionale</strong> basato sul <strong>numero dei percorsi</strong>, tra quelli calcolati, che lo utilizzano. Il valore dell’indice è poi normalizzato a 100.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong><span style="color: #3366ff;">Punto 4</span> -</strong></em> Si stabiliscono delle <strong>classi di aggregazione</strong> di valore dell’<strong>indice di importanza funzionale</strong>. Sono state definite <strong>tre classi</strong> individuando i valori di soglia attraverso un’<strong>analisi di significatività statistica</strong> (Jenks) dei <strong>valori dell&#8217;indice di importanza funzionale</strong> degli archi del grafo stradale. La scelta dei <strong>valori di soglia</strong>, operata secondo questo metodo, consente di determinare <strong>classi di aggregazione</strong> (categoria 1, 2 e 3) con i <strong>valori di gruppo più simili</strong> e che <strong>massimizzano le differenze tra le classi stesse</strong>.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’analisi operata fino ad ora ha preso in considerazione l’<strong>intero grafo stradale provinciale</strong>: autostrade, tangenziali, strade statali, strade provinciali e strade comunali. La “nostra” <strong>rete strategica</strong> deve contenere <strong>solo le strade provinciali</strong> che vengono quindi estratte dal grafo complessivo.</p>
	<p style="text-align: justify;">Quello che si ottiene è un grafo che presenta per ogni <strong>singola strada provinciale</strong> diversi <strong>tratti con categoria di importanza funzionale diversa</strong>. Con un’analisi qualitativa si operano delle scelte per <strong>attribuire le categorie di importanza funzionale in maniera più continua</strong> ad interi tratti di strada.</p>
	<p><div id="attachment_4074" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image04.jpg" target="_blank"><img class="size-large wp-image-4074   " title="Rete strategica delle strade provinciali" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image04-1024x1024.jpg" alt="Rete strategica delle strade provinciali" width="442" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Rete strategica delle strade provinciali</p></div></p>
	<div class="mceTemp mceIEcenter"></div>
	<p dir="ltr">La <strong>mappa</strong> sopra riportata rappresenta il <strong>risultato complessivo dell’analisi</strong> con la rappresentazione delle strade provinciali secondo le tre categorie di importanza funzionale:</p>
	<ol>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; massima importanza strategica</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; media importanza strategica</em></p>
	</li>
	<li>
	<p dir="ltr"><em>categoria &#8211; minima importanza strategic</em>a</p>
	</li>
	</ol>
	<p dir="ltr">da un punto di vista statistico il risultato è il seguente.</p>
	<p><div id="attachment_4075" class="wp-caption aligncenter" style="width: 436px"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image05.jpg"><img class="size-full wp-image-4075  " title="Statistica dei Km di strade provinciali per categoria" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image05.jpg" alt="Statistica dei Km di strade provinciali per categoria" width="426" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Statistica dei Km di strade provinciali per categoria</p></div></p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Le <strong>percentuali</strong> sono espresse<strong> in termini di Km</strong> sui 1400 km complessivi di strade provinciali.</p>
	<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Mi auguro che <strong>questo post</strong> possa essere di<strong> stimolo alla nascita di un confronto sulla metodologia utilizzata</strong>, cosa importante per <strong>evidenziare i punti di debolezza</strong> ed avere <strong>utili spunti</strong>.</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/">Definizione di una rete stradale strategica di ambito provinciale</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Definizione+di+una+rete+stradale+strategica+di+ambito+provinciale&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-15&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/15/definizione-di-una-rete-stradale-strategica-di-ambito-provinciale/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">Matrice della funzione di amplificazione</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa della densità dei residenti</media:title>
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		<media:content url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/image01.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Mappa della densità filtrata &#8211; centroidi</media:title>
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			<media:title type="html">Statistica dei Km di strade provinciali per categoria</media:title>
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		<title>Parliamo di webmapping</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Di Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/02/14/parliamo-di-webmapping/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/02/14/parliamo-di-webmapping/" data-text="Parliamo di webmapping" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Questo articolo nasce dall&#8217;idea di aprire una finestra su quella branca della geomatica che si occupa della <strong>condivisione e diffusione in rete dell&#8217;informazione geografica</strong>, comunemente indicata col termine <em>webmapping</em> e spesso protagonista su questo blog.<br />
Prima di entrare nel vivo del discorso, però, vorrei precisare che quello proposto è il mio personale punto di vista, costruito nel tempo in base alla mia esperienza professionale in questo campo. Esistono altri strumenti e approcci diversi rispetto a quello che vedremo nel corso dell&#8217;articolo, quindi, come sempre, ogni commento sarà ben accetto e spunto di ulteriore riflessione.</p>
	<p>Sicuramente si parla di una delle specializzazioni dei Sistemi Informativi Geografici che negli ultimi anni si sono trasformate più velocemente, complice l&#8217;evoluzione del World Wide Web e delle tecnologie legate ad esso. Si tratta, inoltre, di una materia fortemente interdisciplinare in quanto, a prescindere dall&#8217;ambito nel quale l&#8217;applicazione di webmapping verrà impiegata (turismo, analisi ambientale, monitoraggi di vario genere, ecc.), a monte ci sono le competenze di almeno quattro figure professionali differenti che comprendono l&#8217;esperto di GIS, il Database administrator, lo sviluppatore e il sistemista.</p>
	<p>Ho pensato di scrivere un articolo come questo perché spesso mi capita di avere a che fare con persone interessate ad avvicinarsi a questo mondo o semplicemente curiose di sapere &#8220;cosa c&#8217;è sotto&#8221; ma messe in seria difficoltà dalla quantità, eterogeneità e frammentazione delle informazioni disponibili in rete.<br />
Tutto ciò, insieme all&#8217;esistenza di una moltitudine di soluzioni software, di tanti standard reali e <em>de facto</em>, di moltissime filosofie e approcci diversi, crea un labirinto intricato in cui è facile smarrirsi specialmente se si è agli inizi.</p>
	<h2>La cartografia su internet diventa popolare</h2>
	<p>Un grande contributo all&#8217;esplosione della cartografia su internet è arrivato da alcune applicazioni web basate su mappe, come <strong>Google Maps</strong>, <strong>Google Earth</strong>, <strong>Yahoo! Maps</strong>, Virtual Earth (ora noto come <strong>Bing Maps</strong>), comparse relativamente pochi anni fa e divenute <em>di massa</em> nel giro di pochissimo tempo.<br />
Lungi dall&#8217;essere delle applicazioni GIS in senso stretto, hanno comunque il merito di saper mostrare la forza del <strong>punto di vista spaziale</strong>: ogni oggetto, se collocato nello spazio geografico, viene arricchito con nuove informazioni intrinseche nella sua localizzazione e nella relazione con gli altri oggetti che si trovano nelle sue vicinanze.<br />
La potenza espressiva della cartografia su internet, per la prima volta sotto gli occhi di tutti e non dei soli addetti ai lavori, ha dato un importante input per il cambio di passo che ha condotto alle moderne applicazioni di webmapping.<br />
Certamente questa direzione si è potuta intraprendere anche grazie all’aumento delle capacità di elaborazione dei browser e alla crescita degli strumenti e delle tecnologie per lo sviluppo delle applicazioni web, alcuni dei quali ideati e rilasciati dagli stessi soggetti titolari delle famose mappe online (si pensi, ad esempio, alle API di Google Maps).<br />
Le vecchie <em>cartografie web</em>, oltre ad essere accessibili a pochi, richiedevano spesso tempi di caricamento lunghi o l&#8217;installazione di plug-in sulla macchina dell’utente. Le recenti applicazioni di webmapping, invece, beneficiano di uno spiccato livello di interattività e reattività, caratteristiche tipiche delle applicazioni <strong>Web 2.0</strong> che sfruttano tecnologie come <strong>AJAX</strong> e si integrano alla perfezione nell&#8217;ecosistema del web moderno, composto da social network, feed RSS e servizi di varia natura.</p>
	<h2>Standard è bello&#8230; e pratico</h2>
	<p>Una ulteriore spinta alla diffusione di questa nuova generazione di applicazioni di webmapping è venuta dall’affermarsi di <strong>standard aperti, documentati e condivisi</strong> messi a punto dall’<a href="http://www.opengeospatial.org/" target="_blank">Open Geospatial Consortium</a> (<strong>OGC</strong>).<br />
Le maggiori case produttrici di software GIS, nonché le comunità open source con i loro innumerevoli progetti, hanno implementato nei loro prodotti il supporto ai principali standard OGC (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Map_Service" target="_blank">WMS</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Feature_Service" target="_blank">WFS</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Coverage_Service" target="_blank">WCS</a>, ecc.) favorendo l’<strong>interoperabilità</strong>. Chi progetta e sviluppa applicazioni di webmapping oggi ha la possibilità di mescolare risorse disponibili in rete e risorse locali, di utilizzare tecnologie e piattaforme differenti in grado, però, di scambiare informazioni grazie al rispetto degli standard e di ottenere così degli efficacissimi <strong>mash-up</strong> tramite i quali diffondere l&#8217;informazione spaziale.</p>
	<h2>Lato server</h2>
	<p>A prescindere dai dati, preferibilmente mantenuti in un RDBMS spaziale (come <a href="http://postgis.refractions.net/" target="_blank">PostGIS</a> o <a href="http://wiki.oracle.com/page/Spatial" target="_blank">Oracle Spatial</a>), salvo situazioni particolari un&#8217;applicazione di webmapping ha generalmente bisogno di due componenti che operano sul server: il <strong>web server</strong> e il <strong>map server</strong>.<br />
Il web server, come <a href="http://www.apache.org/" target="_blank">Apache</a>, solo per citare il più diffuso e più famoso, è l&#8217;ambiente che renderà possibile la pubblicazione del lavoro e accoglierà le richieste provenienti dall&#8217;applicazione client (quella con cui l&#8217;utente interagisce) per passarle al map server. Quest&#8217;ultimo, per dirla in maniera molto sintetica, interpreta tali richieste e produce di conseguenza degli output (le <em>mappe</em>) che vengono spedite al client di nuovo attraverso il web server. Ovviamente questo è uno schema generale ed anche se formalmente corretto (ricalca il funzionamento di <a href="http://www.mapserver.org" target="_blank">UMN-MapServer</a>, che è uno dei map server più validi e versatili), occorre tenere presente che ogni software appartenente a questa categoria ha le proprie modalità specifiche di azione. Geoserver ed ArcGIS Server sono altri due ottimi esempi, il primo è gratuito ed <em>open source</em>, come lo è anche UMN-MapServer, mentre l&#8217;altro è un prodotto proprietario distribuito da ESRI.<br />
Prima di chiudere la breve panoramica sugli strumenti lato server, è bene ricordare che nel caso delle applicazioni di webmapping più avanzate è necessario avere a disposizione anche un <strong>linguaggio di programmazione</strong> (Java, PHP, Python, ecc.) per organizzare la logica di business, cioè l&#8217;insieme degli algoritmi che gestiscono lo scambio di informazioni tra il client e la banca dati. UMN-Mapserver, ad esempio, è completo di <a href="http://mapserver.org/mapscript/index.html" target="_blank">API</a> (Application Programming Interface) per i principali linguaggi di programmazione, mentre ArcGIS Server propone due ADF (Advanced Development Framework) per <a href="http://help.arcgis.com/en/sdk/10.0/java_ao_adf/adf_home.html" target="_blank">Java</a> e <a href="http://help.arcgis.com/en/sdk/10.0/serveradf_net/adf_home.html" target="_blank">.Net</a>.<br />
<center><img src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/02/webmapping_diagramma.png" alt="Diagramma Webmapping" title="webmapping_diagramma" style="margin-top:15px;"/></center></p>
	<h2>Lato client</h2>
	<p>Il client, come anticipato nel precedente paragrafo, è quella parte dell&#8217;applicazione con cui l&#8217;utente finale interagisce. Questo &#8220;strato&#8221; ha, perciò, un ruolo fondamentale nel decretare il successo o insuccesso dell&#8217;intera applicazione. Senza un client <strong>efficace</strong> che metta in risalto gli strumenti più importanti offerti all&#8217;utente e lo prenda quanto più possibile per mano nel compiere le operazioni che lo porteranno ad ottenere la risposta desiderata (un&#8217;estrazione di dati tramite interrogazione, l&#8217;analisi di una determinata variabile ambientale, ecc.), si rischia seriamente di vanificare gli sforzi profusi nella progettazione e implementazione del database e degli algoritmi lato server.<br />
E&#8217; ovvio che, pur progettando un client ideale, non è sempre possibile raggiungere la massima facilità di utilizzo, poiché tutto è influenzato dal numero delle funzionalità offerte, dalla loro complessità, dal tipo di utenti a cui ci si rivolge e da diversi altri fattori. Tuttavia un&#8217;interfaccia utente intuitiva è il risultato a cui si dovrebbe tendere quando si inizia a progettarla.</p>
	<p>Come si realizza il client? Le soluzioni sono tantissime, dai <a href="http://demo.mapserver.org/tutorial/section2.html" target="_blank">template html di UMN-Mapserver</a>, ai framework in PHP come <a href="http://www.pmapper.net/" target="_blank">p.Mapper</a> (sempre per UMN-Mapserver) che mettono a disposizione un client con dei moduli dinamici lato server (<a href="http://www.maptools.org/php_mapscript/" target="_blank">PHP MapScript</a>), a librerie Javascript come <a href="http://openlayers.org" target="_blank">OpenLayers</a>, di cui si è spesso parlato qui su TANTO.<br />
Personalmente preferisco l&#8217;ultima soluzione in quanto costruire il proprio client da zero usando una libreria Javascript (OpenLayers non è l&#8217;unica), sebbene possa essere inizialmente più laborioso rispetto alla configurazione di un framework come p.Mapper, presenta degli indubbi vantaggi.<br />
Sorvolando sulla valenza didattica del costruire una ad una le funzioni attivate dai vari tasti di una toolbar, ci si rende conto della bontà della scelta quando quello che offre un framework <em>out of the box</em> non basta più e si deve procedere ad un lavoro di personalizzazione/integrazione. Spesso modificare il comportamento di un software complesso, legato ad una specifica piattaforma (UMN-MapServer e PHP MapScript, nel caso di p.Mapper), che comprende numerosi script interconnessi tra loro richiede uno sforzo ben superiore a quello necessario per scrivere da zero una nuova funzione che faccia uso di una classe della libreria OpenLayers (oppure delle <a href="http://code.google.com/apis/maps/index.html" target="_blank">API di Google Maps</a> o <a href="http://resources.arcgis.com/content/web/web-apis" target="_blank">ArcGIS Server</a>).<br />
Un altro vantaggio &#8211; sempre nel caso in cui si scelga di lavorare con Javascript &#8211; è che si semplifica di molto l&#8217;integrazione nell&#8217;interfaccia di librerie per la costruzione di <strong>Rich Internet Application</strong> (RIA), come <a href="http://jquery.com" target="_blank">jQuery</a>, <a href="http://www.dojotoolkit.org/" target="_blank">Dojo</a>, <a href="http://www.mootools.net/" target="_blank">Mootools</a>, <a href="http://developer.yahoo.com/yui/" target="_blank">YUI</a> o <a href="http://www.sencha.com/products/js/" target="_blank">ExtJS</a>, ottime per la creazione di tutti quei piccoli espedienti che rendono il client efficace (nell&#8217;accezione usata in precedenza). C&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
	<h2>Considerazioni conclusive</h2>
	<p>Come dicevo in apertura, ci si può discostare anche di molto da quasi tutti gli strumenti elencati e da questo approccio senza per questo sbagliare. Tuttavia nelle prime fasi è utile individuare e chiarire dei concetti specifici, imparare a padroneggiare gli strumenti per muoversi con disinvoltura e poi, in seguito, avventurarsi e testare soluzioni alternative e sempre più originali. In ogni caso alcuni punti, come la creazione di un client intuitivo o il rispetto degli standard, hanno una valenza generale e andrebbero sempre tenuti in debita considerazione a prescindere dalle scelte che si opereranno. Non mi resta che augurare buon divertimento a tutti.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/02/14/parliamo-di-webmapping/">Parliamo di webmapping</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Parliamo+di+webmapping&amp;rft.aulast=Di+Lorenzo&amp;rft.aufirst=Alessio&amp;rft.subject=Didattica&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-02-14&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/02/14/parliamo-di-webmapping/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">webmapping_diagramma</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Python e GIS con GDAL/OGR: configurare l&#8217;ambiente di lavoro su windows</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 20:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[osgeo]]></category>
		<category><![CDATA[gdal]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[ogr]]></category>
		<category><![CDATA[python]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Python e GIS sono ormai una coppia di fatto. In questo post è descritta la procedura per installare e configurare - in ambiente windows - il binding per Python  di GDAL/OGR. A cose fatte sarà possibile scrivere codice spaziale in Python.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Python+e+GIS+con+GDAL%2FOGR%3A+configurare+l%26%238217%3Bambiente+di+lavoro+su+windows&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Didattica&amp;rft.subject=osgeo&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-01-09&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/" data-text="Python e GIS con GDAL/OGR: configurare l&#8217;ambiente di lavoro su windows" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><strong>Python </strong>(<a title="Pyhon homepage" href="http://python.org/" target="_blank">http://python.org</a>) è un linguaggio di programmazione di alto livello, adatto ai più svariati obiettivi di programmazione. Viene usato per applicazioni web e desktop, giochi, programmazione scientifica, utility e anche per porzioni di sistemi operativi.<br />
Anche chi ha la necessità di sviluppare delle applicazioni in grado di leggere, scrivere, analizzare ed elaborare dati ed informazioni spaziali, troverà in Python un compagno di viaggio piacevole, eclettico e ricco di pregi. Chi lavora in questo contesto e segue il mondo della programmazione, sa che si tratta di un linguaggio che sta diventando tra i più diffusi, sia nel mondo proprietario che in quello open-source, con a disposizione numerose librerie ad hoc.<br />
Anche per questo, penso sia arrivato il momento (anzi mi sento in grande ritardo) di scrivere un post che fornisca gli strumenti per iniziare a “sporcarsi le mani”.<br />
In linea teorica è possibile scrivere da zero codice Python che consenta di manipolare dati spaziali. Per fortuna esiste &#8211; tra le tante librerie disponibili &#8211;  il <a title="Binding python GDAL/OGE" href="http://trac.osgeo.org/gdal/wiki/GdalOgrInPython" target="_blank"><em>binding</em></a> Python di <strong><a title="Homepage gdal/ogr" href="http://www.gdal.org/" target="_blank">GDAL/OGR</a>;</strong> per iniziare è molto più comodo appoggiarsi sulle spalle di questo gigante.<br />
Due annotazioni prima di passare agli aspetti pratici:</p>
	<ul>
	<li>questo post consentirà di configurare Python e GDAL/OGR in <strong>ambiente Windows</strong>. Confido in qualche collega della redazione per scrivere le istruzioni utili per altri sistemi operativi</li>
	<li>verrà descritta una delle tante modalità possibili per configurare l’ambiente</li>
	</ul>
	<h2>Procedura</h2>
	<p>Installare GDAL per Python su Windows è un processo semplice, che può essere portato fino in fondo, seguendo la seguente procedura:</p>
	<ul>
	<li>Scaricare l&#8217;<strong><em>installer</em></strong> di <strong>Python</strong> dal sito ufficiale &#8211; <a title="Python installer Download" href="http://www.python.org/download/" target="_blank">http://www.python.org/download/</a> &#8211; ed installarlo. E&#8217; possibile scaricare diverse release; noi abbiamo effettuato i nostri test con gli <em>installer</em> della <a title="Python 2.6.x windows installer" href="http://www.python.org/download/releases/2.6.6/" target="_blank"><strong>2.6.x</strong></a></li>
	<li>Installare <strong>GDAL/OGR</strong> per Windows
	<ul>
	<li>Scaricarlo da <a title="GDAL/OGR per Windows" href="http://download.osgeo.org/gdal/win32" target="_blank">http://download.osgeo.org/gdal/win32/</a>. Abbiamo utilizzato il file “gdalwin32exe160.zip” che si trova nella cartella “1.6”.</li>
	<li>Decomprimere questo file in una cartella del vostro PC. L&#8217;abbiamo estratta in C:\ ed abbiamo quindi creato la cartella C:\gdalwin32-1.6.</li>
	<li>Aggiungere la cartella di GDAL che contiene gli eseguibili (&#8220;C:\gdalwin32-1.6\bin&#8221; nel nostro caso) alla variabile di ambiente  “Path”.
	<ul>
	<li>Aprire il &#8220;Pannello di controllo&#8221; di Windows</li>
	<li>Fare click su Sistema (se usate la visualizzazione per categorie, “Prestazioni e manutenzione” e poi &#8220;Sistema&#8221;).</li>
	<li>Fare click su Avanzate</li>
	<li>Fare click su “Variabili d&#8217;ambiente”.</li>
	<li>Cercare la voce “Path” tra le “Variabili di sistema” e cliccare su Modifica.</li>
	<li>Fare click sulla cella “Valore variabile”, andare in fondo alla riga, aggiungere un “;” ed inserire il percorso completo della cartella “bin” della vostra installazione di GDAL (C:\gdalwin32-1.6\bin nel nostro caso).</li>
	<li>Fare Click su OK.<br />
<img title="gdal-bin Windows Path" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/gdal-bin.png" alt="gdal-bin Windows Path" width="347" height="147" /></li>
	</ul>
	</li>
	</ul>
	<ul>
	<li>Aggiungere “GDAL_DATA” come nuova variabile d&#8217;ambiente.
	<ul>
	<li>Fare click su &#8220;Nuovo&#8221; nella finestra &#8220;Variabili d&#8217;ambiente&#8221;.</li>
	<li>Inserire “GDAL_DATA” nel campo “Nome variabile”.</li>
	<li>Inserire il percorso completo della cartella data di GDAL nel campo “Valore variabile” (nel nostro caso “C:\gdalwin32-1.6\data”).</li>
	<li>Fare click su &#8220;OK&#8221;. Aggiungeremo più avanti altre variabili d&#8217;ambiente, quindi potete tenere aperta questa finestra di dialogo.<br />
<img title="gdal-data Windows path" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/gdal-data.png" alt="" width="347" height="147" /></li>
	</ul>
	</li>
	</ul>
	</li>
	</ul>
	<ul>
	<li>Installare <strong>PROJ.4 </strong>per Windows. E&#8217; un pacchetto necessario per potere gestire le proiezioni ed i sistemi di coordinate.
	<ul>
	<li>Scaricare PROJ.4 da <a title="PROJ.4 per windows" href="http://download.osgeo.org/proj/" target="_blank">http://download.osgeo.org/proj/</a>. Il file binario per Windows – proj446_win32_bin.zip &#8211; non è aggiornatissimo, ma non è un problema.</li>
	<li>Decomprimere questo file in una cartella del vostro PC, ad esempio in “C:\proj”.</li>
	<li>Aggiungere la cartella “bin” di PROJ.4 (“C:\proj\bin” nel nostro caso) alla variabile di ambiente &#8220;Path&#8221;. Per farlo dovete seguire gli stessi passi visti sopra per la cartella &#8220;bin&#8221; di GDAL, ed aggiungere stavolta “C:\proj\bin”.</li>
	<li>Aggiungere “PROJ_LIB” come nuova variabile d&#8217;ambiente. Dovete seguire le stesse istruzioni usate per la variabile &#8220;GDAL_DATA&#8221;, ma il nome della variabile è stavolta “PROJ_LIB”, ed il valore è il percorso completo della cartella “nad” contenuta in  PROJ.4 (C:\proj\nad nel nostro caso).</li>
	<li>Copiare il file “proj.dll” dalla cartella “bin” di PROJ.4 alla cartella bin di GDAL. Nel nostro caso da &#8220;C:\proj\bin\&#8221; a &#8220;C:\gdalwin32-1.6\bin\&#8221;.</li>
	</ul>
	</li>
	<li>Installare il <strong>binding per Python di GDAL </strong>
	<ul>
	<li>Scaricare la versione appropriata alla vostra release di Python da <a title="GDAL/OGR Python binding" href="http://pypi.python.org/simple/GDAL/" target="_blank">http://pypi.python.org/simple/GDAL/</a>.  Il file più aggiornato, compatibile con la versione 2.6.X di Python, è “GDAL-1.6.1.win32-py2.6.exe”.</li>
	<li>Fare doppio click sul file, e completare la procedura di installazione</li>
	</ul>
	</li>
	<li><strong>Riavviare il sistema</strong>.</li>
	</ul>
	<p>Al riavvio avrete a disposizione un sistema in cui sarà possibile scrivere codice SPAZIALE (nel senso di bel codice <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />   ).</p>
	<h2>Ciao mondo</h2>
	<p>Il codice sottostante lo potrete usare come test “Ciao Mondo”, e verificare la procedura seguita.</p>
	<pre class="brush: python; ">
# importazione dei moduli
import sys
try:
  from osgeo import ogr
except:
  import ogr
	
# apertura di uno shapefile in lettura
driver = ogr.GetDriverByName(&#039;ESRI Shapefile&#039;)
fn = &#039;C:/nomefile.shp&#039;
dataSource = driver.Open(fn, 0)
	
# verifica dell&#039;esistenza del file
if dataSource is None:
  print &#039;Il file &#039; + fn + &#039; non esiste&#039;
  sys.exit(1)
	
# accesso al layer
layer = dataSource.GetLayer()
	
# conteggio delle feature
numFeatures = layer.GetFeatureCount()
print &#039;Numero di feature: &#039; + str(numFeatures)
	
# estensione del layer
extent = layer.GetExtent()
print &#039;Estensione:&#039;, extent
print &#039;Coordinate vertice in alto a sinistra:&#039;, extent[0], extent[3]
print &#039;Coordinate vertice in basso a destra:&#039;, extent[1], extent[2]
</pre>
	<p>L’output sarà qualcosa di simile a quanto riportato sotto:</p>
	<pre>Numero di feature: 33
Estensione: (280151.67957063887, 294843.14350770513, 4210159.3865045626, 4220843.5284850718)
Coordinate vertice in alto a sinistra: 280151.679571 4220843.52849
Coordinate vertice in basso a destra: 294843.143508 4210159.3865</pre>
	<h2>Buone letture</h2>
	<p>La procedura descritta in questo post è quasi una traduzione dell&#8217;eccellente documento scritto da <strong>Chris Garrard</strong>: “<a title="Installing GDAL manually" href="http://www.gis.usu.edu/~chrisg/python/2009/docs/gdal_win.pdf" target="_blank">Installing GDAL manually</a>”. Il dott. Garrard cura un corso denominato &#8220;<strong><a title="http://www.gis.usu.edu/~chrisg/python/2009/" href="http://www.gis.usu.edu/~chrisg/python/2009/" target="_blank">Geoprocessing with Python using Open Source GIS</a></strong>&#8220;, di cui trovate online il materiale didattico (slide, esercizi e codice); è stato per me illuminante per fare i primi passi e consiglio a tutti i novizi di leggerlo: ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE (si, sto urlando).<br />
Per chi non ha mai scritto codice Python, e non ne ha alcuna conoscenza, la pietra miliare è (per me) &#8220;<strong><a title="Pensare da informatico - Versione Python  " href="http://www.python.it/doc/Howtothink/Howtothink-html-it/index.htm" target="_blank">Pensare da informatico</a></strong>&#8220;.</p>
	<h2>Buoni propositi</h2>
	<p>Il desiderio mio (e credo dei colleghi della redazione) è quello di non lasciare questo post da solo. Nel 2011 vorrei mettergli accanto dei fratellini; non saranno magari dei ricchi tutorial, ma la coppia <strong>GIS &amp; Python</strong> sarà uno dei temi che terremo sotto osservazione e di cui daremo nota nel blog e/o soltanto nei canali Twitter e Facebook.</p>
	<p>Buona scrittura <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
	<p><div class="note"><div class="notetip"><br />
In questi giorni il tema generale dell&#8217;installazione delle librerie <strong>GDAL </strong>su <strong>Windows </strong>è <a target="_blank" href="http://osgeo-org.1803224.n2.nabble.com/gdal-dev-FWTools-and-GDAL-1-7-0-td5887121.html">caldissimo</a>. Sono in preparazione <a target="_blank" href="http://osgeo-org.1803224.n2.nabble.com/gdal-dev-GDAL-windows-installers-available-td5904300.html">nuovi installer</a>, e probabilmente nei prossimi mesi aggiorneremo questo post con una procedura più semplice e diretta.<br />
</div></div>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/">Python e GIS con GDAL/OGR: configurare l&#8217;ambiente di lavoro su windows</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>2</slash:comments>
		
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Python+e+GIS+con+GDAL%2FOGR%3A+configurare+l%26%238217%3Bambiente+di+lavoro+su+windows&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Didattica&amp;rft.subject=osgeo&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-01-09&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/01/09/python-e-gis-con-gdalogr-configurare-lambiente-di-lavoro-su-windows/&amp;rft.language=English"></span>

		<media:thumbnail url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/gdal-bin.png" />
		<media:content url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/gdal-bin.png" medium="image">
			<media:title type="html">gdal-bin Windows Path</media:title>
		</media:content>
		<media:content url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/12/gdal-data.png" medium="image">
			<media:title type="html">gdal-data Windows path</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Oggi inizia il FOSS4G 2010: in bocca al lupo a tutti!</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[foss4g2010]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.spaziogis.it/?p=2505</guid>
		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Oggi+inizia+il+FOSS4G+2010%3A+in+bocca+al+lupo+a+tutti%21&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-09-06&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/&amp;rft.language=English"></span>
Oggi inizia il FOSS4G 2010, e purtroppo io non ci sarò Scrivo questo post per fare un &#8220;in bocca al lupo&#8221; a tutti i partecipanti: a quelli che rendono vivo questo mondo, a quelli che non finiscono mai di regalarci nuovi strumenti e/o di migliorare quelli esistenti, a quelli che producono dei fantastici materiali didattici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Oggi+inizia+il+FOSS4G+2010%3A+in+bocca+al+lupo+a+tutti%21&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-09-06&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/" data-text="Oggi inizia il FOSS4G 2010: in bocca al lupo a tutti!" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Oggi inizia il <strong><a title="FOSS4G 2010" href="http://2010.foss4g.org" target="_blank">FOSS4G 2010</a></strong>, e purtroppo io non ci sarò <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
	<p>Scrivo questo post per fare un &#8220;in bocca al lupo&#8221; a tutti i partecipanti: a quelli che rendono vivo questo mondo, a quelli che non finiscono mai di regalarci nuovi strumenti e/o di migliorare quelli esistenti, a quelli che producono dei fantastici materiali didattici, a quelli che combattono per la valorizzazione ed una maggiore distribuzione dei dati liberi, a quelli che rispondono ad un messaggio di una <em>mailing list</em> alle 3 di notte, a quelli che ci mettono entusiasmo, tempo e professionalità, a quelli che impareranno qualcosa di nuovo ed avranno una nuova luce negli occhi. A tutti loro grazie!</p>
	<p>A chi (come me) non ci sarà non resta che farsi rodere dall&#8217;invidia <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> , leggere il <a title="programma conferenza FOSS4G 2010" href="http://2010.foss4g.org/program.php" target="_blank">programma</a> della conferenza, scorrere l&#8217;elenco delle <a title="presentazioni foss4g 2010" href="http://2010.foss4g.org/presentations_gen_sel.php" target="_blank">presentazioni</a>, dei <a title="poster foss4g 2010" href="http://2010.foss4g.org/presentations_pos_sel.php" target="_blank">poster</a>, dei <a title="workshop FOSS4G 2010" href="http://2010.foss4g.org/workshop.php" target="_blank"><em>workshop</em></a> e dei <a title="tutotial FOSS4G 2010" href="http://2010.foss4g.org/tutorial.php" target="_blank"><em>tutorial</em></a>, e soprattutto &#8220;giocare&#8221; con il fantastico <a title="FOSS4G 2010 live DVD" href="http://live.osgeo.org/index.html" target="_blank">live DVD</a> preparato per l&#8217;occasione (io vado a scaricarlo).</p>
	<p>Oppure molto più semplicemente seguire l&#8217;onda e scoprire cosa dice e fa la gente intorno a <a title="FOSS4G 2010 su twitter" href="https://twitter.com/#search?q=%23foss4g%20OR%20%23%23foss4g2010" target="_blank"><strong>#foss4g2010</strong></a>.</p>
	<div align="center">
<!-- Start of HootSuite Embed --><br />
<object width="400" height="600" id="hootsuite_embed_27219"></p>
	<param name="movie" value="http://static.hootsuite.com/hoot-embed.swf"></param>
	<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
	<param name="allowscriptaccess" value="always"></param>
	<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
	<param name="flashvars" value="primaryColor=99ccff&amp;refreshRate=0&amp;query=%23foss4g+OR+%23foss4g2010&amp;title=%23foss4g+OR+%23foss4g2010&amp;profanityFilter=0"></param>
<embed src="http://static.hootsuite.com/hoot-embed.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="600" bgcolor="#FFFFFF" flashvars="primaryColor=99ccff&amp;refreshRate=0&amp;query=%23foss4g+OR+%23foss4g2010&amp;title=%23foss4g+OR+%23foss4g2010&amp;profanityFilter=0"></embed><br />
</object><br />
<!-- End of HootSuite Embed -->
</div>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/">Oggi inizia il FOSS4G 2010: in bocca al lupo a tutti!</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>4</slash:comments>
		
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Oggi+inizia+il+FOSS4G+2010%3A+in+bocca+al+lupo+a+tutti%21&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-09-06&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/09/06/oggi-inizia-il-foss4g-2010-in-bocca-al-lupo-a-tutti/&amp;rft.language=English"></span>

	</item>
		<item>
		<title>GIS Cloud &#8211; il cloud computing per il webgis</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[webgis]]></category>
		<category><![CDATA[webmapping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.spaziogis.it/?p=2150</guid>
		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=GIS+Cloud+%26%238211%3B+il+cloud+computing+per+il+webgis&amp;rft.aulast=Allegri&amp;rft.aufirst=Giovanni&amp;rft.subject=Strumenti&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-05-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/&amp;rft.language=English"></span>
Il sistema GIS Cloud (beta) comincia a far parlare di sé. GIS Cloud &#8211; General from GIS Cloud on Vimeo. Si tratta di un sistema di cloud computing dedicato a servizi webgis che, in linea col concetto di &#8220;software as a service&#8221; , permette di sfruttare risorse hardware a software distribuite per realizzare servizi GIS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=GIS+Cloud+%26%238211%3B+il+cloud+computing+per+il+webgis&amp;rft.aulast=Allegri&amp;rft.aufirst=Giovanni&amp;rft.subject=Strumenti&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-05-26&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/" data-text="GIS Cloud &#8211; il cloud computing per il webgis" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Il sistema <a href="http://www.giscloud.com/" target="_blank">GIS Cloud</a> (beta) comincia a far parlare di sé.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
<param name="allowfullscreen" value="true" />
<param name="allowscriptaccess" value="always" />
<param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11382138&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11382138&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
	<p><a href="http://vimeo.com/11382138">GIS Cloud &#8211; General</a> from <a href="http://vimeo.com/giscloud">GIS Cloud</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
	<p>Si tratta di un sistema di <a id="aptureLink_ybD0aMpiYx" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud%20computing">cloud computing</a> dedicato a servizi webgis che, in linea col concetto di &#8220;<a id="aptureLink_XfkefKqZlu" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Software%20as%20a%20service" target="_blank">software as a service</a>&#8221; , permette di sfruttare risorse hardware a software distribuite per realizzare servizi GIS online.<br />
Tra le numerose <a href="http://www.giscloud.com/about/features/" target="_blank">funzionalità</a>, offre la possibilità di creare progetti online, di caricare, gestire, editare, esportare, ecc. dati raster e vector di tutti i principali formati noti. Oltre a diverse librerie proprietarie, GIS Cloud si appoggia anche a GDAL e OGR, a garanzia di un&#8217;alta interoperabilità.</p>
	<p>I layer, una volta caricati e impostati,  possono essere pubblicati sia tramite il loro flash viewer, che coe servizi WMS/WFS, nonché di fungere da client di servizi OGC, offrendo così la possibilità di realizzare anche mashup e servizi a cascata. Non poteva mancare il supporto ai servizi Openstreetmap, Google Maps, e simili.</p>
	<p>Sono presenti inoltre alcuni semplici strumenti di analisi GIS e statistica, come esempio delle ulteriori funzioni che saranno rese disponibili in futuro&#8230;</p>
	<p>Insomma, un oggetto da tenere d&#8217;occhio. In attesa di ricevere il vostro Free Account (che offre tutte le funzionalità ma in un ambiente non dedicato, con risorse condivise tra tutti gli utenti gratuiti e quindi non garantite) vi invito a fare un giro tra i video della loro sua <a href="http://www.giscloud.com/about/gallery/" target="_blank">gallery</a>.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/05/26/gis-cloud-il-cloud-computing-per-il-webgis/">GIS Cloud &#8211; il cloud computing per il webgis</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Massimo Nicolodi creatore di giscover.com</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Perone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
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GIScover è molto popolare tra gli appassionati di outdoor e GPS come il sottoscritto. Nato come mashup di Google Maps per condividere i propri itinerari, attraverso lo scambio di tracce GPS, si è gradualmente evoluto in una realtà più complessa ed in direzioni complementari. In particolare ho trovato interessante l&#8217;utilizzo dell&#8217;User-Generated Content o UGC per [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Intervista+a+Massimo+Nicolodi+creatore+di+giscover.com&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-03-03&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/03/03/intervista-a-massimo-nicolodi-creatore-di-giscover-com/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/03/03/intervista-a-massimo-nicolodi-creatore-di-giscover-com/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/03/03/intervista-a-massimo-nicolodi-creatore-di-giscover-com/" data-text="Intervista a Massimo Nicolodi creatore di giscover.com" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p style="font-weight: normal;"><a title="GIScover homepage" href="http://www.giscover.com/" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 2px;" title="logo giscover" src="http://www.giscover.com/templates/default/template/images/banner/giscover_logo.jpg" alt="" width="195" height="50" /></a><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>GIScover</strong> è molto popolare tra gli appassionati di <em>outdoor</em> e GPS come il sottoscritto. Nato come <em>mashup</em> di Google Maps per condividere i propri itinerari, attraverso lo scambio di tracce GPS, si è gradualmente evoluto in una realtà più complessa ed in direzioni complementari.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In particolare ho trovato interessante l&#8217;utilizzo </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> </span>dell&#8217;<strong><em>User-Generated Content</em></strong> o <em>UGC </em><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">per proporre un servizio commerciale e personalizzato alle autorità turistiche locali. </span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per capire meglio la realtà imprenditoriale che c&#8217;è dietro ho preferito quindi la forma dell&#8217;intervista, scritta e video, chiedendo direttamente al fondatore, <strong>Massimo Nicolodi</strong>, qualcosa di più sulla sua creatura.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;">
	<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<param name="allowscriptaccess" value="always" />
<param name="src" value="http://www.youtube.com/v/T_guqrftOik&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" />
<param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/T_guqrftOik&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
	<p style="font-weight: normal;">
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Lorenzo Perone &#8211; Cos&#8217;è GIScover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><strong>Massimo Nicolodi</strong> </span>- GIScover è un punto d&#8217;incontro per appassionati di viaggi itineranti e di attività outdoor. L&#8217;obiettivo principale è quello di fornire una banca dati di tour e tracce GPS accessibile gratuitamente da chiunque e da ovunque.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per gestire la grande quantità di dati è stato creato un motore di ricerca potente, ma facile ed intuitivo nell&#8217;uso, capace di reperire velocemente i tour ricercati.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tutti gli utenti del sito possono registrarsi e scaricare i tour gratuitamente.<br />
Ad oggi abbiamo 6640 tour per una distanza di 367538 Km ed un dislivello in salita di 11032 km.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Quando è nato GIScover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Nel 2004.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Perché è nato GIScover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; ll team di GIScover è formato da grandi viaggiatori ed amanti di sport estremi. Negli ultimi anni le tecniche e gli equipaggiamenti sportivi sono cambiati e si sono evoluti, ma due cose sono rimaste costanti: pianificare un nuovo viaggio è ancora una cosa difficile che richiede tempo e dedizione e, nonostante questo, l&#8217;eventualità di perdersi nei posti che andiamo a visitare è un&#8217;eventualità da non escludere. </span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quando cominciai ad utilizzare i primi ricevitori GPS nelle mie avventure mi resi subito conto di come questo piccolo apparecchio tecnologico poteva cambiare la mia vita. Portarlo sempre con me nelle escursioni sulle alte vie delle Dolomiti, significava avere una garanzia di soccorso in caso di necessità ed inoltre era la garanzia di non perdere più la rotta. Il GPS aveva un&#8217;interfaccia semplice e poteva comunicare con il PC. In questo modo potevo salvare ed archiviare i percorsi effettuati e potevo caricare le nuove tracce da percorrere recuperate attraverso amici e conoscenti.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Da qui il passo a capire che anche altri appassionati delle Dolomiti come me potevano essere interessati a questi scambi è stato breve.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In poco tempo l&#8217;idea ha preso forma: perché non costruire, in collegamento con le autorità turistiche locali, un servizio di informazioni complesso capace di promuovere le zone meno conosciute turisticamente e di fornire un nuovo valore all&#8217;esperienza di chi si reca in questi posti? E perché non utilizzare un portale Web, con un motore di ricerca avanzato, per rendere accessibile a chiunque le informazioni in modo semplice, veloce ed economico?</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Quante persone hanno collaborato alla nascita di GIScover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Eravamo in 10.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Chi erano i protagonisti delle escursioni? Voi? Dei vostri amici? Un&#8217;associazione sportiva alla quale vi eravate affiliati?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Appassionati di outdoor, io e mia moglie, amici. Abbiamo iniziato a mappare le principali ciclabili del trentino, le altevie delle dolomiti e percorsi di MTB tra cui le Transalp da Mittenwald al Garda (ne ho concluse 5).</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Che tecnologie utilizza Giscover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">MN &#8211; PHP, MySQL, Google Maps, Drupal. Nella nuova versione integreremo anche Open Street Map con scambio di tracce.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Quanti utenti ha oggi GIScover?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Circa 16.00.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Come ha fatto GIScover a catalizzare la massa critica di percorsi che gli ha permesso di diventare così popolare?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Siamo stati i primi a scambiare le tracce gratuitamente e abbiamo iniziato con bellissimi tour di sci alpinismo e mountain bike.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Cosa sono gli ecopunti?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Sono dei punti attribuiti agli utenti in base ai chilometri di percorsi caricati e che traduciamo in buoni sconto per acquisto di GPS e software dal nostro sito.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Il compenso in ecopunti per i percorsi inseriti è stato efficace?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; E&#8217; stato particolarmente stimolante per alcuni rilevatori che hanno svolto un lavoro incredibile.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; C&#8217;è qualche utente che ha raggiunto livelli di retribuzione tali da fare acquisti importanti?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Qualcuno ha ricevuto dispositivi GPS pagati con il sudore e gli ecopunti.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Quante sono le persone attualmente impiegate in GIScover? Che profili hanno?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Ci sono attualmente 5 sviluppatori, collaborano inoltre fotografi e web designer.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; GIScover mostra attualmente una trasversalità di servizi (shop, corsi, servizi di geolocalizzazione, servizi di web-gis di supporto al marketing territoriale) quali sono quelli trainanti da un punto di vista economico?</em></span></span></strong></p>
	<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"><strong>MN</strong> &#8211; I principali settori di riferimento sono il turismo, la pubblica amministrazione e l&#8217;educazione. </span></span></span></p>
	<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Sviluppiamo soluzioni geoweb, Content Management System (CMS &#8211; Drupal), Customer Relationship Management (CRM &#8211; <a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.giscover.info%2Fprodotti_servizi&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzegGc4RfGNbcvkkI0nFvq6OqqbKiQ">http://www.giscover.info/prodotti_servizi</a><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.giscover.info%2Fprodotti_servizi&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzegGc4RfGNbcvkkI0nFvq6OqqbKiQ" target="_blank">)</a>.</span></span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Abbiamo richieste da diverse località turistiche di aggiungere ai loro siti web delle funzionalità geoweb per promuovere i principali punti di interesse ed itinerari sul loro territorio. A questo proposito stiamo introducendo il concetto del GPS Guided Tour.<br />
</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La presenza di GPS sui telefoni di nuova generazione sta accellerando la diffusione e la richiesta di queste tecnologie, di conseguenza noi stiamo investendo in ricerca e sviluppo sul settore mobile (Nokia, iPhone e Andorid).<br />
</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Abbiamo iniziato un&#8217;attività di collaborazione con editori, in particolare segnalo la collaborazione con Ediciclo, editore specializzato nella pubblicazione di guide escursionistiche e per il cicloturismo. Stiamo accompagnando le ultime pubblicazioni con tracce GPS per agevolare i lettori nell&#8217;individuazione dei percorsi.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; C&#8217;è un sito/progetto italiano a cui ti sei ispirato o che ti piace particolarmente?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; I miei riferimenti sono wikipedia, flickr, google maps e youtube.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La nuova versione di GIScover che stiamo sviluppando ne permetterà una facile integrazione con funzioni simili.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Quali sono i temi su cui state investendo e che pensate possano diventare economicamente rilevanti per la vostra azienda?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Turismo, annunci classificati, pubblica amministrazione, educazione, mobilità e trasporto pubblico, sicurezza in montagna, applicazioni per mobile (Symbian, iPhone, BalckBerry e Android), canali tematici per i geocontenuti.</span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP &#8211; Ci sono delle attività, diverse da GIScover, in cui siete coinvolti in questo momento e di cui vuoi parlarci?</em> </span></span></strong></p>
	<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> &#8211; Un progetto al quale tengo particolarmente è &#8220;Scuola Web 2.0 &#8211; Esplora e Racconta&#8221; che <span style="color: #000000;">è stato approvato e finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Trento. E&#8217; un progetto </span>rivolto al mondo dell&#8217;educazione con scuole medie e secondarie del trentino ed alcune facoltà universitarie. E&#8217; prevista inoltre la partecipazione di enti per beni culturali, turismo ed innovazione tecnologica.</span></span></p>
	<p><a href="http://tinyurl.com/y9gx8yw">http://tinyurl.com/y9gx8yw</a> -<a href="http://tinyurl.com/yc8mlle"> http://tinyurl.com/yc8mlle</a> -<a href="http://tinyurl.com/y8dmvyn"> http://tinyurl.com/y8dmvyn</a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></span></p>
	<p style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>LP – Ci puoi segnalare alcuni case history degli ultimi progetti realizzati o in via di sviluppo?</em></span></span></strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> – <span style="font-weight: normal;">BusFinder, sistema integrato per la mobilità<br />
</span></span></span><strong> </strong></p>
	<p style="font-weight: normal;"><a href="http://tinyurl.com/ybtyvh9">http://tinyurl.com/ybtyvh9</a><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> &#8211; </span></span></span><a href="http://tinyurl.com/y9mbymy">http://tinyurl.com/y9mbymy</a></p>
	<p style="font-weight: normal;">
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> – Ed alcuni siti di cui abbiamo realizzato la parte di geoweb.</span></span></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Percorsi Outdoor &#8211; </span></span></span></span><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.giscover.com%2F&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzeIau0Xvm8uYVfLouPNimo7pMH6Lg" target="_blank">www.giscover.com</a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></span></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">La via del Brenta &#8211; </span></span></span></span><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Flaviadelbrenta.it%2F&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzfzvf8tJEVyee_CvfwUAYA-JA0QWw" target="_blank">http://laviadelbrenta.it/</a></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Progetto turistico Sardegna &#8211; </span></span></span></span><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Ftancasabertas.net%2F&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzdEAbltWNhoizq1iN_3D1cCg4sJUA" target="_blank">tancasabertas.net</a></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Prototipo Route Planner ATAF Firenze &#8211; </span></span></span></span><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fataf.giscover.com%2Fmap&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzdeVTS--1g9hfcrY899JBHoTCMGjQ" target="_blank">http://ataf.giscover.com/map</a></p>
	<p style="font-weight: normal;">
	<p style="font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MN</strong> – Ti segnalo anche dei link ad applicazioni e tecnologie che ci sembrano molto interessanti.</span></span></p>
	<p><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.mbta.com%2Frider_tools%2Ftrip_planner%2Fdefault.asp&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzf8dVrDf-gB3qsajr2_XWxAsWeIHw" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Boston MBTA Planner</span></span></span></span></a> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">- esempio di routeplanner al quale ci stiamo ispirando.</span></span></span></p>
	<p><a href="http://www.google.com/intl/it/mobile/gmm/index.html" target="_blank">Google Maps per Mobile</a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> &#8211; qui è possibile richiedere fermate e linee da punto a punto anche per trasporto pubblico, provatelo su Firenze!</span></span></span></span></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></span><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.gds.com%2F&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzd0ZBxgs831DGSagT5uNDdKgCI9MQ" target="_blank">Digital Signage e automation</a> &#8211; <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">azienda con cui collaboriamo per sistemi di digital signage e broadcasting localizzato. Sono tra i maggiori produttori al mondo di display per outdoor e sistemi bancomat. Possono produrre anche distributori di biglietti e schede magnetiche.</span></span></span></p>
	<p><a href="http://maps.google.it/transit" target="_blank">Google Transit</a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> &#8211; elenco delle città che offrono informazioni e orari per trasporto pubblico. Speriamo di poter aggiungere anche la regione Abruzzo.</span></span></span></span></p>
	<p><a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.terravision.eu%2Fdolomite_transfers.html&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFrqEzdOrAOH36_6-Pxt15IiZEbSNY3sZg" target="_blank">Terravision</a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> &#8211; sito interessante per organizzare vacanze &#8220;fly and ski&#8221; e turismo estivo e attivo (bici escursionismo ecc&#8230;).</span></span></span></span></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.vinschgerbahn.it/it/526.asp">Val Venosta</a> &#8211; Itinerari turistici in bici + treno.</span></span></span></p>
	<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.rentabike.it/italiano/index.html">Val Pusteria</a> &#8211; Itinerari in bici.</span></span></span></span>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/03/03/intervista-a-massimo-nicolodi-creatore-di-giscover-com/">Intervista a Massimo Nicolodi creatore di giscover.com</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Intervista+a+Massimo+Nicolodi+creatore+di+giscover.com&amp;rft.aulast=Perone&amp;rft.aufirst=Lorenzo&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2010-03-03&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2010/03/03/intervista-a-massimo-nicolodi-creatore-di-giscover-com/&amp;rft.language=English"></span>

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		<title>Ci mancava solo il GIS trasparente…</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[WhiteBox]]></category>

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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Ci+mancava+solo+il+GIS+trasparente%E2%80%A6&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Recensioni&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2009-12-02&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2009/12/02/ci-mancava-solo-il-gis-trasparente/&amp;rft.language=English"></span>
C’era bisogno dell’ennesimo progetto GIS open-source? Non bastavano i veterani QGIS e GRASS e la numerosa schiera dei più giovani uDIG, GvSIG, OpenJUMP, MapWindow solo per citare i più famosi? Ma certo che no! Open source in open minds ci piace dire da queste parti… E allora senza indugi vediamo di che si tratta. Intanto [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Ci+mancava+solo+il+GIS+trasparente%E2%80%A6&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Recensioni&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2009-12-02&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2009/12/02/ci-mancava-solo-il-gis-trasparente/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2009/12/02/ci-mancava-solo-il-gis-trasparente/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2009/12/02/ci-mancava-solo-il-gis-trasparente/" data-text="Ci mancava solo il GIS trasparente…" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/Whitebox.png"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: 0px; border-left-width: 0px; margin-right: 0px" title="Whitebox" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/Whitebox_thumb.png" border="0" alt="Whitebox" width="142" height="142" align="left" /></a> C’era bisogno dell’ennesimo progetto GIS open-source? Non bastavano i veterani QGIS e GRASS e la numerosa schiera dei più giovani uDIG, GvSIG, OpenJUMP, MapWindow solo per citare i più famosi? Ma certo che no! Open source in open minds ci piace dire da queste parti…</p>
	<p>E allora senza indugi vediamo di che si tratta.</p>
	<p>Intanto il nome del software <a id="aptureLink_glEqJmYoTJ" href="http://www.uoguelph.ca/~hydrogeo/Whitebox/index.html"><strong>Whitebox</strong></a> – affermano al Centro di Idrogeomatica dell’Università di Guelph, Canada – è ispirato alla filosofia della trasparenza, base dell’open source. Sembra abbiano scoperto l’acqua calda, e invece qualcosina in più la danno. In ogni tool che compone il GIS c’è <strong>un bel pulsantino che mostra il codice usato per realizzarlo</strong>. Più trasparente di cosi! Didatticamente costituisce un enorme valore aggiunto, anche dal punto di vista dello sviluppo.</p>
	<p>E si spingono anche più oltre… pare Whitebox sia autenticamente estensibile. E’ possibile infatti creare nuovi tool ad hoc in relativamente pochi passaggi usando un wizard di scripting per Python o Visual Basic/C# , tra l’altro convertendo il codice da un linguaggio all’altro! Leggete <a href="http://www.uoguelph.ca/~hydrogeo/Whitebox/Help/AboutTheWhiteboxPhilosophyAndLogo.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.uoguelph.ca/~hydrogeo/Whitebox/Help/HowToCreateANewTool.html" target="_blank">qui</a>. C’è anche la possibilità di creare delle finestre per gestire i nuovi tools, mediante un dialog designer.</p>
	<p>E’ possibile scaricare il codice sorgente del software &#8211; distribuito con licenza <a href="http://www.gnu.org/licenses/gpl.html" target="_blank">GPLv3</a> &#8211; o già compilato, pronto per essere utilizzato senza doverlo installare, ma solo su Windows. Non parlano sul sito di portabilità su Linux, ma chi è più esperto di me potrà valutarlo grazie al sorgente. E magari farcelo sapere qui su TANTO <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
	<p>Andiamo avanti con la <strong>prova out of the box</strong>.</p>
	<p><span id="more-1474"></span>Già dagli screenshot sul sito è intuibile come Whitebox sia un <strong>GIS prettamente, anzi esclusivamente raster</strong>. Non è possibile in alcun modo poter importare dati vettoriali, e questo è un primo punto dolente. Si propone dunque essenzialmente come <strong>un tool per grid e image analysis</strong>. Una volta lanciato infatti notiamo nella essenziale interfaccia, sulla sinistra, i tools organizzati ad albero, raggruppati per ambito operativo (Conversion e Data Import/Export, Hydro Tools, Image processing, ecc.). Molto molto spartano.</p>
	<p><strong>I dati raster utilizzabili sono in formato proprietario</strong> (*.dep) ma ci sono <strong>due tool di import grid</strong> da ASCII (*.txt) e da floating ESRI (*.flt). Punto e basta. Provo dunque a importare un pò di dati, sia da ASCII che da floating ESRI. Ho fatto tentativi con dati con differenti dimensioni e risoluzioni, ma in alcuni casi sono venuti fuori errori di varo genere, tra millantati formati ASCII non riconosciuti e “division by zero”. Insomma, non molto affidabile il modulo di importazione. Seconda – grossa &#8211; nota dolente.</p>
	<p>Passiamo alla mappa, carico i grid *.dep che sono riuscito a importare ed eccoli là, uno dopo l’altro impilati in ordine di caricamento. Naturalmente è possibile scegliere diverse palette di colori, definendone anche l’estensione dei valori da rappresentare. Una <strong>funzione utile è quella di poter impostare ogni layer come componente RGB o CMY</strong>, allo scopo ad esempio di ottenere visualizzazioni in falsi colori di singole bande spettrali sovrapposte. La gestione delle palette rimane comunque molto limitata, non è ad esempio possibile impostare un colore trasparente per alcuni valori come “no data”.</p>
	<p>Non è poi possibile poter gestire la disposizione dei singoli layer nella mappa, spostandoli in posizioni e ordine differenti a seconda delle necessità. Si può comunque impostare la loro trasparenza.</p>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/whitebox.png"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="whitebox" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/whitebox_thumb.png" border="0" alt="whitebox" width="504" height="385" /></a></p>
	<p>Per valutare la performance dei tool di raster processing, mi sono cimentato in una classica watershed analysis. Partendo da un DEM con risoluzione 25 metri, ho riempito i sink con l’apposito tool, successivamente creato le grid di direzione e accumulo di flusso, infine applicato il tool di delimitazione automatica dei bacini. Il risultato non è stato molto entusiasmante, come vedete qua sotto, ma forse sono stato un pò frettoloso io nell’individuare i pour point, ovvero le sezioni di chiusura dei bacini stessi.</p>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/watershed.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="watershed" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2009/12/watershed_thumb.png" border="0" alt="watershed" width="504" height="379" /></a></p>
	<p><strong>In conclusione</strong>, il progetto Whitebox è molto giovane, sviluppato al momento sembra dal solo e volenteroso <a href="http://www.uoguelph.ca/geography/people/faculty/lindsay.shtml" target="_blank">John Lindsay</a>, e questo può giustificare i numerosi – ma non tragici &#8211; punti di debolezza del software. Speriamo qualcun’altro lo affianchi e contribuisca al miglioramento della “scatola trasparente”.</p>
	<p>D’altro canto i <strong>punti forza di Whitebox</strong> sono la sua semplicità di utilizzo, l’estensibilità mediante wizard per la costruzione di nuovi tool ad hoc, la disponibilità degli strumenti di raster analysis più comuni, portatile su dischi USB (occupa solo 23 MB) senza doverlo installare, tutte caratteristiche che ne fanno un ottimo software GIS didattico.</p>
	<p>Insomma, il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette…
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/12/02/ci-mancava-solo-il-gis-trasparente/">Ci mancava solo il GIS trasparente…</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">watershed</media:title>
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	</item>
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		<title>In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[franco farinelli]]></category>
		<category><![CDATA[geografia]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[gisday]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=In+esclusiva+per+TANTO%3A+intervista+a+Franco+Farinelli&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2009-11-19&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/&amp;rft.language=English"></span>
Ieri sono stato al GISDay di Palermo, e noi di TANTO siamo stati tra gli organizzatori. Per l&#8217;occasione Franco Farinelli ci ha concesso una bella intervista, che pubblichiamo qui in esclusiva (mi sento Bruno Vespa). Mi piace raccontarvi del &#8220;viaggio&#8221; che ci ha portato sino a qui. Poco più di un mese fa ho scritto [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=In+esclusiva+per+TANTO%3A+intervista+a+Franco+Farinelli&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2009-11-19&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/" data-text="In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Ieri sono stato al <strong><a title="GISDay 2009 di Palermo" href="http://gisday.consorzioarca.it/index.html" target="_blank">GISDay</a> </strong>di Palermo, e noi di TANTO siamo stati tra gli organizzatori. Per l&#8217;occasione <strong>Franco Farinelli</strong> ci ha concesso una bella intervista, che pubblichiamo qui in esclusiva (mi sento Bruno Vespa). Mi piace raccontarvi del &#8220;viaggio&#8221; che ci ha portato sino a qui.</p>
	<p>Poco più di un mese fa ho scritto un <a title="Le parole di Franco Farinelli, un dono per tutti noi" href="http://blog.spaziogis.it/2009/10/05/le-parole-di-franco-farinelli-un-dono-per-tutti-noi/" target="_blank">post</a> sul mio primo &#8220;incontro&#8221; con il prof. Farinelli. E&#8217; stato un contributo che mi ha riservato diverse soddisfazioni, la più importante delle quali è stata riscontrare l&#8217;effetto di <em>disturbo </em>positivo che ha provocato tra i lettori. Se ne ha un&#8217;evidenza tra i <a title="commenti sul primo post su Franco Farinelli" href="http://blog.spaziogis.it/2009/10/05/le-parole-di-franco-farinelli-un-dono-per-tutti-noi/#comments" target="_blank">commenti</a> al post, ma lo ho avuta anche a voce ed in chat.<br />
Nelle settimane successive sono stato coinvolto nell&#8217;organizzazione di questo GISDay, e nella prima riunione si cercava con difficoltà di definire il taglio da dare alla giornata; la cosa era complicata dal fatto che non ci si conosceva bene tra tutti i partecipanti. Poi qualcuno dice: &#8220;bello il post su Farinelli&#8221;. Ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito di avere fatto il primo piccolo grande passo. Poco dopo: &#8220;Andrea, ma perché non invitiamo Franco Farinelli??&#8221; (&#8220;argh&#8221; ho pensato io). Ma l&#8217;effetto domino non è finito.<br />
Racconto infatti di questa proposta via email agli altri autori di TANTO, ed uno di loro (preferisco mantenere la <em>privacy</em>) mi racconta che l&#8217;avrebbe incontrato in presenza da lì a pochi giorni, per provare a coinvolgerlo in maniera più diretta su questo blog. Partiva quasi un&#8217;operazione di accerchiamento.<br />
Rompo allora gli indugi e mi metto in contatto con Franco Farinelli. Mi dice subito di non poter essere con noi in presenza, ma di essere disponibile per un&#8217;intervista a distanza.</p>
	<p>L&#8217;intervista è stata fatta. Avremmo voluta farla in diretta ieri, ma abbiamo preferito registrala il 17 per evitare qualsiasi inaspettato problema tecnico (&#8220;il bello della diretta&#8221;).</p>
	<p>Ringrazio molto il prof. Farinelli per la sua disponibilità, ma sopratutto ed ancora una volta, per avere stimolato delle sane reazioni chimiche tra i presenti in sala. Spero che vi faccia lo stesso effetto, e mi piacerebbe che lasciaste qui traccia delle vostre sensazioni.</p>
	<p>Buona visione <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
	<div align="center">
	<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="437" height="370" id="viddler"><br />
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</div>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/">In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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