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Lo scorso giugno è stato approvato dalla Giunta Regionale pugliese un terzo disegno di legge sull’open source, dal titolo “Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato”, che va ad affiancarne altri due, uno a firma di alcuni consiglieri datato 16/02/2011 e l’altro del 11/02/2011 sempre proposto dalla G.R. e del quale avevo parlato in un precedente articolo, tentando di suggerire alcune modifiche volte ad integrare il provvedimento con il concetto di “dati aperti” e la loro conseguente valorizzazione e sostegno da parte della amministrazione regionale. Ad oggi, nonostante siano stati contattati tutti i consiglieri e lo stesso Presidente Vendola, non abbiamo ricevuto alcun cenno di riscontro.

Arriva ora questo terzo DdL (scaricabile da qui), abbastanza differente nella sua impostazione rispetto ai due precedenti, e sotto molti aspetti migliore. Provo a spiegare brevemente perché.

L’articolo 4 definisce come “archivi elettronici” tutti i dati digitali della PA regionale, la quale deve permetterne l’accesso gratuito mediante protocolli e formati aperti e specifiche libere, così come l’estrazione di dati e il relativo riuso (questione sollevata da Lorenzo Benussi in un suo precedente commento). Interessante poi l’ultimo comma, che esclude la possibilità di avvalersi di soluzioni di “cloud computing” se non sotto il diretto controllo della stessa PA. E in un momento come questo, nel quale i dubbi proprio sui servizi “in the cloud” sono parecchi, è una decisione comprensibile.

Nell’articolo 5 viene espressamente definita la “esclusività” dell’utilizzo da parte della PA di formati aperti e liberi così come la promozione dell’impiego di software open source. A tale proposito, al successivo articolo 7 vengono esplicitamente adottate le licenze GPLv3 e AGPLv3. Sebbene per quanto riguarda i dati, non ci sia ancora una licenza aperta accettata universalmente, nella proposta di legge non si fa alcun riferimento alla controversa IODL, sostenuta anche se non con specifici provvedimenti legislativi dal Governo italiano.

Secondo l’articolo 8 la Regione predispone un “Piano triennale di informatizzazione” che definisca le strategie dell’Ente in ambito informatico e individua una struttura di progetto (con tutta probabilità la società in-house Innova Puglia SpA) che si occuperà dell’attuazione del piano, come pure del rispetto degli obblighi previsti dalla stessa legge.

Altro strumento interessante previsto dall’articolo 11 è il Programma triennale promosso dalla Regione, finalizzato alla promozione di progetti di ricerca, sviluppo e produzione relativi al software libero e all’hardware documentato (singolare concetto introdotto con l’art. 14 e del quale francamente non mi è chiaro il significato) coinvolgendo il mondo delle imprese e della ricerca.

E con l’articolo 12 la Regione vuole favorire, promuovere e incentivare, nei limiti delle proprie competenze, i principi stessi della Legge Regionale e la promozione del software libero, la formazione al suo utilizzo e la diffusione dei valori etici e culturali ad esso legati. Azioni che vanno a supportare il concetto di “cittadinanza attiva”, che secondo il successivo articolo 13 la Regione Puglia intende sostenere proprio mediante l’uso di software libero e accesso ai dati.

In conclusione, mi pare di poter dire che questo terzo DdL sia di gran lunga migliore rispetto ai due precedenti, e che abbia di fatto recepito il concetto di dato aperto e libero, costituito nell’articolo 3 dall’insieme delle tre definizioni “specifica libera”, “protocollo libero” e “formato libero”. Allo stesso modo, il principio di “riuso” – sebbene tra le definizioni dell’art. 3 sia riferito al solo software – come ho già accennato prima riguardo l’articolo 4 viene chiaramente esteso anche ai dati.

Ciò che possiamo ora augurarci è che questo DdL possa superare il vaglio delle Commissioni Consiliari, giungere in Consiglio Regionale e venire approvato e convertito in legge nel più breve tempo.

Ovviamente il DdL è perfettibile, e ci piacerebbe che TANTO possa diventare un luogo di discussione nel quale poter raccogliere eventuali suggerimenti utili al suo miglioramento, magari da poter poi sottoporre all’attenzione della stessa Giunta Regionale pugliese con una audizione in Commissione Consiliare. Per chi fosse interessato, è possibile seguire l’iter del provvedimento sulla specifica pagina del Consiglio Regionale pugliese.


Domani (6 luglio), l’Autorità per le Comunicazioni (AgCom) voterà una delibera con cui si attribuirà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo del tutto arbitrario e bypassando di fatto l’autorizzazione della magistratura.

Anche TANTO dice no al bavaglio alla rete! Seguiamo insieme “La notte della rete”, una 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti. L’evento sarà in diretta streaming a partire dalle 17:30. L’hashtag Twitter è #notterete.

Tutti noi crediamo che il diritto di autore vada rispettato e tutelato come parte integrante della persona e del diritto di espressione.

Proprio in relazione a tali valori non può essere accettato né il principio, né il modus operandi della detta delibera che, lungi dal tutelare veramente il diritto di autore, mina seriamente, dal punto di vista sostanziale e dal punto di vista formale, i diritti inviolabili dell’individuo.

Di seguito, per chi volesse farsi una idea sulla questione, vi segnaliamo i seguenti link:


In un dopocena di un po’ di tempo fa, speso in letture web su python e gdal, ho “guardato” un po’ dentro l’archivio di Google code, ed in particolare tra i progetti etichettati con “gdal”. Sono soltanto 17 e tra questi l’occhio mi è “caduto” su MetaGETA: Metadata Gathering, Extraction and Transformation Application.
Si tratta di un’applicazione scritta in python, per estrarre e raccogliere metadati da dataset raster spaziali, in uno di questi formati:

  • Generic  format (che legge tutti i formati “classici” di GDAL, incluso GDAL Virtual Raster)
  • EO1 ALI (L1G & L1R) e Hyperion (L1R)
  • ACRES ALOS AVNIR-2/PRISM/PALSAR
  • ASTER
  • ACRES Landsat CCRS/SPOT 1-4
  • Digital Globe
  • ECW
  • ECWP
  • ENVI
  • ESRI Bil
  • ESRI GRIDs
  • ACRES Landsat FastL7A
  • JPEG2000
  • Landsat geotiff
  • NetCDF
  • NITF
  • SPOT 1-4
  • SPOT DIMAP

La scelta è molto ampia, con formati “generici” ed altri “specializzati” tipici del mondo del remote sensing. L’architettura a plugin dell’applicazione consente comunque di aggiungere facilmente nuovi driver di lettura di metadati.

E’ uno strumento di grande utilità, perché l’estrazione di metadati strutturati consente di conoscere meglio le proprie basi dati e di dargli quindi più valore.

Si tratta di un software opensource multipiattaforma, installabile da codice sorgente e nel caso di Windows anche tramite un installer. Io ho testato soltanto quest’ultima versione.
Il lancio si esegue (anche) da riga di comando con questa sintassi tipo:

>runcrawler.bat/sh arguments

Se non vengono forniti argomenti sufficienti, si aprirà la finestra di dialogo sottostante, in cui è possibile scegliere il percorso da analizzare, quello del file di output del processo, ed altre opzioni (tra cui quella di cercare anche nelle sottocartelle).

Gli output sono:

  • un file .xls con i metadati raccolti
  • la generazione (opzionale) di un’immagine di anteprima e di un thumbnail per ogni immagine dell’archivio
  • un quadro d’unione in formato ESRI Shapefile in coordinate geografiche (ma EPSG:4283, perché gli sviluppatori sono australiani, e gli piacciono i codici EPSG del paese loro), con in il bounding box di ogni immagine associato ai relativi metadati

Se volete un’idea dei contenuti del file .xls di output, potete fare click qui: le coordinate del bounding box, la risoluzione, il sistema di coordinate, il datatype, il tipo di compressione, le dimensioni, il numero di bande, ecc.. Ma ci sono anche campi tipici (come detto sopra) del remote sensing.

Ho invece pubblicato su GeoCommons uno shapefile di output di esempio. E’ il classico layer poligonale costituito dai bounding box degli strati informativi processati – analogo a quello di output di gdaltindex – arricchito dai metadati “intercettati” da MetaGETA.

Aggiunti nuovi file nel proprio archivio (e dopo un”eventuale rimozione di vecchi), possono essere eseguite nuove operazioni di indicizzazione che aggiorneranno i record del file .xls . Questo può essere facilmente convertito in XML secondo lo schema ANZLIC Profile (ISO 19139) e caricato ad esempio su GeoNetwork. E’ ancora una volta possibile personalizzare il processo, modificare lo schema di esportazione ed aggiungere anche nuovi campi.

MetaGETA però non fa miracoli e potrà estrarre soltanto i metadati associati ai vostri dati; in presenza di una “povera” coppia tif/tfw, non sarà in grado di determinarne il sistema di coordinate. Io l’ho trovato molto utile anche per questo: mi ha fatto scoprire diverse “falle” di alcune mie basi dati, ed evidenziato ancora una volta il grande valore del corredo informativo dei dati spaziali. Buon crawling!


Tim Sutton ha da poco annunciato che è stato rilasciato ufficialmente QGIS 1.7.0 – Wroclaw e le novità sono veramente tante.

Alcune sono legate all’infrastruttura del progetto:

Queste invece alcune delle novità software:

  • Simbologia
    • il nuovo gestore della simbologia – già presente nella versione precedente – è diventato quello di default
    • import ed export degli stili
    • elementi lineari
      • è possibile inserire un simbolo nel punto centrale di una linea
      • è possibile inserire un simbolo sul primo e sull’ultimo nodo di una linea
      • è possibile inserire un simbolo in ogni vertice di unalinea
    • elementi poligonali
      • rotazione dei riempimenti svg
      • aggiunta la possibilità di inserire un simbolo in corrispondenza del centroide di un poligono
    • etichette
    • è possibile impostare la distanza in unità di mappa
    • inserito uno strumento per muovere/ruotare/cambiare interattivamente le etichette
  • Nuovi strumenti
    • aggiunta un’interfaccia per gdaldem
    • aggiunte nuove funzioni nel field calculator, $x $y e$perimeter
    • aggiunto lo strumento “Lines to polygons” nel menu Vector
    • aggiunto lo strumento “Voronoi polygon” nel menu Vector
  • Interfaccia
    • zoom ad un gruppo di layer
    • “Suggerimento del giorno” all’avvio (si può disabilitare)
    • migliore organizzazione dei menu, e nuovo menu database
    • possibilità di mostrare in legenda il numero di feature per ogni classe (si attiva con il tasto destro del mouse)
    • migliorata usabilità e “pulizia”
  • Gestione CRS
    • visualizzazione del CRS attivo nella barra di stato
    • possibilità di assegnare il CRS  dal menu contestuale in legenda
    • possibilità di impostare il CRS di default per i nuovi progetti
  • Raster
    • aggiunti gli operatore AND e OR nel raster calculator
    • riproiezione al volo
    • inserita un barra degli strumenti, con pulsanti per calcolo dell’istogramma e funzioni di stretch
  • Gestione e provider dati
    • supporto per Join tra tabelle
    • nuovo provider vettoriale SQLAnywhere
    • supporto per la ricerca di valori NULL nella tabella degli attributi
    • miglioramenti nella modifica e nella gestione degli attributi
    • possibilità (opzionale) di inserire gli attributi della feature precedente all’inserimento di una nuova
    • stringa di rappresentazione dei Null value configurabile
    • possibilità di unire/assegnare valori di campi ad un insieme di feature
    • possibilità di salvare (tramite OGR) oggetti geometrici senza attributi associati (i.e. DGN/DXF)
  • QGIS Server
    • possibilità di specificare le Capabilities WMS nella finestra Proprietà Progetto
    • supporto per stampa WMS tramite GetPrint-Request
  • Plugin
    • supporto per l’utilizzo di icone nella finestra di dialogo di gestione dei plugin
    • rimosso plugin “quickprint” (usare in sostituzione il plugin easyprint scaricabile dal catalogo)
    • rimosso plugin “ogr convertor” (usare in sostituzione “save as” dal menu contestuale)
  • Stampa
    • supporto per Undo/Redo nel gestore di stampa

Io l’ho appena installato ed il primo impatto è molto buono. Feature come il supporto per il Join, la riproiezione al volo dei file raster e le migliorie legate alla simbologia mettono da subito di buon umore. Nel ringraziare tutti quelli che hanno contributo al progetto, ricordo (anche a me stesso) che QGIS è basato sul volontariato; una donazione, anche minima, si può fare da qui.

Supporto Join

Simbologia elementi lineari

Conteggio feature

Gestione CRS

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Oggi ho potuto seguire a Bari il seminario organizzato da DigitPA dal titolo “Il nuovo CAD: opportunità per i cittadini, adempimenti per le amministrazioni”.

Fa parte di un ciclo di incontri nell’ambito del Programma Operativo di Assistenza Tecnica Società dell’Informazione (POAT-SI) con il quale si vogliono presentare le opportunità e gli obblighi insiti nel nuovo CAD.

E’ stato un interessante momento di confronto, durante il quale i circa 60 presenti, tra funzionari delle PA, operatori del settore dell’informazione e qualche curioso come me, hanno tempestato di domande e posto molti dubbi ai relatori.

Per quanto mi riguarda, dopo aver ascoltato la prima presentazione “Gli elementi fondamentali della riforma del CAD” di Elena Tabet (qui il PDF delle slide), ho fatto un intervento sottolineando che il Codice (artt. 52 e 68) di fatto parla di “formati aperti” come modalità di interscambio tra le amministrazioni pubbliche, trascurando la necessità – se non proprio obbligo – da parte della PA di rendere disponibili i propri dati, sempre in formati aperti, al pubblico.

Ho comunque spezzato una lancia a favore del MiPA, sottolineando come la definizione della IODL sia un ottimo passo avanti. Ma ho anche fatto notare come tra i gruppi di lavoro (vedi slide 28-34) che si occuperanno di elaborare le regole tecniche sulle numerose questioni annoverate dal CAD in seno a DigitPA, nessuno di fatto si occuperà di open data.

Mi è stato risposto che in effetti al momento non sono previste azioni che vadano a definire regole tecniche o tempi che le PA dovranno rispettare per aprire i dati al pubblico.

Ma proprio questa mancanza di fatto lascia la realizzazione dell’open government alla totale discrezione delle singole PA che lo hanno tra i propri obiettivi prioritari. Molto poche al momento, come abbiamo già accennato sempre qui su TANTO (Piemonte pionieri e Puglia in stand-by), e talvolta in maniera alquanto farraginosa, come racconta Gerlando Gibilaro in un suo approfonditissimo articolo, parlando della Regione Siciliana.

It’s a long way to the top if you wanna open data…

 

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