3 settembre, 2014 | di in » Dati

Sei anni fa scrissi un post, prima di partire per una settimana di piacere a Linosa; stavolta questo paradiso terrestre mi ha ispirato un post di ritorno.

Lo spunto di partenza di oggi è lo stesso di allora: creare per il mio smartphone una copia della cartografia digitale dell’isola, in modo che sia disponibile anche offline, visto che in loco la connettività è scarsa.
Sono passati sei anni, un’enormità dal punto di vista tecnologico, e le modalità per farlo sono adesso davvero tante. Anche per questa ragione non parlerò di soluzioni, ma darò spazio a quello che è un vero e proprio scoop giornalistico: l’isola di Linosa deve essere spostata!

Scopro questa cosa incredibile il 18 agosto, data del mio arrivo sul posto. Nelle prime ore noleggio uno scooter, sistemo i bagagli in casa e subito voglio fare il punto mappa. Perché l’alloggio è in una zona per me nuova, perché voglio scegliere dove fare il primo bagno, perché mi voglio fare un’idea della viabilità, ecc.
Accendo il ricevitore GPS del mio smartphone, aspetto che venga calcolata la mia posizione, faccio partire la mia app e mi rendo subito conto di essere stato spostato a est di diverse decine di metri. Perché “carta canta”, non ci sono dubbi, e se il mio smartphone mi fa vedere il pallino in una certa posizione, sarà il mio maledetto telefonino “roottato” che funziona male. Ho pensato anche che il problema fosse della mia cartografia, ma avevo generato di proposito due basi offline, da due fonti diverse (Bing Maps di Microsoft e OpenStreetMap, e su entrambe riscontravo lo stesso problema.
Riavvio il telefonino, salgo sulla moto per fare un primo giro, arrivo sul lungo mare, rifaccio il test precedente e non cambia nulla.

PANO_20140825_104228.jpg

Preso dalla sconforto decido di fare una passeggiata e registrare un tracciato GPS, in modo che di ritorno a Palermo possa fare con calma un po’ di verifiche e capire che strani dati produce il mio cellulare (si usa più questa parola?). A registrazione terminata, voglio essere sicuro che tutto sia stato archiviato correttamente, apro la mia app di tracking in una zona coperta da connessione web e scopro che tutto sembra tornare a funzionare. Ma c’è una differenza, la mappa di base stavolta è quella del Geoportale della Regione Siciliana: che siano le altre basi il problema?

Ho potuto verificare la cosa, alcuni giorni fa, al ritorno da Linosa. Avevo infatti bisogno di una connessione e di un personal computer.
Ho creato una vista cartografica (leaflet.js + Plugins by Pavel Shramov + Leaflet.Sync) in cui mettere a confronto i tre layer cartografici citati, sui quali ho sovrapposto la registrazione del mio percorso GPS, che ho usato un po’ come cartina al tornasole.

2014-08-29_21h31_29.jpg

Come si vede dallo screenshot di sopra, la traccia GPS (in blu) è correttamente posizionata sul base della Regione Siciliana, mentre è spostata di diverse decine di metri a est su Bing Maps. E lo stesso (vedi sotto) vale per OpenStreetMap.
2014-08-29_23h08_31.jpg

Non poteva essere diversamente perché i dati OpenStreetMap derivano (almeno per la gran parte) probabilmente da un tracciamento sulla base Bing. La Microsoft infatti ha concesso da tempo il ricalco sul proprio layer satellitare per l’arricchimento del database OSM, ma qui purtroppo è entrato in gioco la propagazione dell’errore: la base Bing è (qui a Linosa) “registrata” male, e qualsiasi prodotto derivato erediterà questo problema.

La vista cartografica dinamica interattiva con cui potrete testare la cosa in autonomia è accessibile qui: http://tanto.github.io/spostalinosa/
Ho inserito anche un pinpoint fisso a centro mappa, in modo da fare anche confronti a occhio tra un elemento individuato sulle due tavole.

Non ho idea di come sia possibile che i dati della multinazionale contengano questo errore, ma di certo “c’è da spostare Linosa”. A chi mi posso rivolgere per segnalare la cosa?
I dati OpenStreetMap saranno corretti in pochissimo tempo, per quelli di Bing temo ci vorrà più tempo: che grande cosa che è la “mappa liberamente modificabile dell’intero pianeta“!

Ho fatto leggere il post in bozza a questa redazione e a qualche altro amico. Sono usciti molti spunti “vicini” al bel post di Sergio, di cui un po’ questo è un figlio casuale, e anche uno dei mille “casi d’uso”.
Voglio concludere proprio con tre elementi che ho raccolto:

  • la mappa non è il territorio (me l’ha detto tempo fa Franco Farinelli e me l’ha ripetuto in questi giorni napo);
  • la cartografia della PA italiana è spesso di alto livello, è una grande risorsa e bisogna liberarla. Alla mia regione chiedo di lavorare sul passaggio ad una licenza che consenta pienamente il riuso dei dati, dalla attuale CC BY-SA 3.0 IT a una CC BY 4.0;
  • in ultimo l’invito a non credere acriticamente né ai nostri strumenti, né ai dati a cui accediamo tramite questi, ad alzare la testa dallo smartphone e camminare un po’ più con lo sguardo aperto e rivolto in tutte le direzioni (lo so, lo so, si vede che è un’autocritica :) ).

NdR: questo di Linosa non è un caso unico e isolato. Sembra che anche Matera sia da spostare.

Attenzione! Questo è un articolo di almeno un anno fa!
I contenuti potrebbero non essere più adeguati ai tempi!

2 Responses to “Si avverte la gentile clientela che c’è da spostare un’isola”

  1. By Davide on set 4, 2014

    Anche a me è capitato di cadere in questo errore di BING e sempre su una isoletta dalle mie parti: l’isola di Bergeggi. E’ corretta quella del PCN.

  2. By Sergio on set 4, 2014

    Esimio collega,
    voglia accettare le mie più vive e sincere congratulazioni per il brillante risultato sperimentale del principio di indeterminazione della cartografia da Lei conseguito.

    Andrea, fuori dallo spasso, mi è piaciuto tanto come hai comunicato il problema e la via da seguire per venirne a capo. Fai più volte riferimento al caso: il caso ti ha fatto scoprire che Linosa “è da spostare” (a proposito, che mare! Vien voglia di proporre un gemellaggio con le terre che Pavese chiamava “il mare dei Sargassi della sua giovinezza”); affermi anche che il tuo post è figlio casuale del mio. Non sono d’accordo. Il caso non c’entra. Gli elementi conclusivi che ci hai fornito –e, soprattutto, come sono stati raccolti- lo confermano. C’entra l’umile “osservazione di ciò che vedi intorno a te” (virgolettato perché me l’hai scritto tu) e il sano bisogno di condividere quanto percepisci e di discuterne con chi ne ha voglia: infatti, così si conclude il tuo post.
    Ti propongo questo esempio come prova di quanto sostengo e che “risuona” anche con il secondo elemento delle tue conclusioni. Ieri ho ricevuto una mail in cui, tra l’altro, si dice: “Stiamo riordinando le basi dati [regionali] ecc., in un’ottica di condivisione e totale apertura (in special modo ovviamente per la PA, ma anche per tutti)”.
    La comunicazione termina con questo PS: “Ho letto ieri sera anche il tuo “trattatello”: mi piace molto il principio di indeterminazione della cartografia… penso che sarà citato! Tra l’altro il nostro modello di DBT è già costruito un po’ in questo modo… e comunque l’”escamotage” continuerà ad esistere ed essere necessario per mettere dei punti fermi in una cosa altrimenti in continua evoluzione, punti fermi necessari nei procedimenti amministrativi che devono fornire pareri o risposte su qualcosa di “certo”, inteso come “fissato a una data”.
    Spero che l’autore non si dispiaccia di essere coinvolto, anzi mi piacerebbe che venisse a chiacchierare con noi “al bar dietro il router”. Offro due spunti:
    1. Non è che, senza accorgercene, stiamo andando verso “un’ottica di condivisione e totale apertura” in special modo per tutti e quindi anche per la PA?
    2. Se fosse così, quel qualcosa di “certo” inteso come “fissato a una data”, non tenderebbe a perdere il significato di “escamotage”?

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