TANTO » News http://blog.spaziogis.it le cose che ci piacciono ... Mon, 07 Nov 2016 09:59:24 +0000 it-IT hourly 1 Dati satellitari su Amatrice http://blog.spaziogis.it/2016/08/25/dati-satellitari-su-amatrice/ http://blog.spaziogis.it/2016/08/25/dati-satellitari-su-amatrice/#comments Thu, 25 Aug 2016 11:16:11 +0000 redazione http://blog.spaziogis.it/?p=6987 Soltanto a poche ora dal tragico terremoto che ha colpito una vasta area dell’Italia centrale, causando la distruzione di interi paesi ed un pesante bilancio in termini di vite umane, tutti i principali provider mondiali che operano nel settore aerospaziale si sono mobilitati per contribuire attivamente alle operazioni di soccorso, con acquisizioni satellitari  aggiornate delle [...]]]> Soltanto a poche ora dal tragico terremoto che ha colpito una vasta area dell’Italia centrale, causando la distruzione di interi paesi ed un pesante bilancio in termini di vite umane, tutti i principali provider mondiali che operano nel settore aerospaziale si sono mobilitati per contribuire attivamente alle operazioni di soccorso, con acquisizioni satellitari  aggiornate delle aree colpite.

La European Space Imaging, che gestisce la programmazione sul territorio europeo dei satelliti WorldView e GeoEye-1 della DigitalGlobe, già dalle prime ore di stamattina ha attivato una programmazione per acquisire immagini in altissima risoluzione sia nella giornata di oggi che in quella di domani. La prima acquisizione è stata effettuata ieri mattina alle 11:21 dal satellite WorlView-2

Eccola a disposizione sui server di Planetek Italia (grazie) e rilasciata dal fornitore (European Space Imaging / Digital Globe) in CC-BY-NC: http://out.planetek.it/Amatrice-Earthquake_24ago2016.zip

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Novità: l’Informazione Geografica “buca lo schermo” http://blog.spaziogis.it/2014/10/20/novita/ http://blog.spaziogis.it/2014/10/20/novita/#comments Mon, 20 Oct 2014 06:15:02 +0000 redazione http://blog.spaziogis.it/?p=6410 Stati Generali dell’Innovazione ha dato notizia nel proprio sito sull’esito della presentazione del documento predisposto dalla Consulta permanente per l’innovazione per portare la strategia digitale, attraverso la Legge di stabilità, al centro dell’azione di governo. All’incontro, svoltosi giovedì scorso a Roma, presso la sala Mercede della Camera dei Deputati, hanno preso parte numerosi rappresentanti del [...]]]>
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Stati Generali dell’Innovazione ha dato notizia nel proprio sito sull’esito della presentazione del documento predisposto dalla Consulta permanente per l’innovazione per portare la strategia digitale, attraverso la Legge di stabilità, al centro dell’azione di governo. All’incontro, svoltosi giovedì scorso a Roma, presso la sala Mercede della Camera dei Deputati, hanno preso parte numerosi rappresentanti del mondo delle imprese, della ricerca e della formazione, della pubblica amministrazione e delle forze politiche.

Apprendiamo dal comunicato stampa che tra i temi discussi, con il contributo di diversi rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione, ha avuto rilievo l’informazione geografica, una delle filiere economiche riconosciuta tra le più innovative, su cui una strategia digitale in grado di generare innovazione e sviluppo stabile deve puntare.

Si legge ancora che il documento “Legge di stabilità: liberare risorse per l’innovazione e le priorità digitali” sarà ulteriormente arricchito, durante le prossime settimane, per fare da base agli emendamenti dei parlamentari che vorranno sostenerne l’applicazione (per collaborare occorre mandare una email a presidenza@statigeneralinnovazione.it).

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Spatialite sbarca su Android http://blog.spaziogis.it/2012/11/26/spatialite-sbarca-su-android/ http://blog.spaziogis.it/2012/11/26/spatialite-sbarca-su-android/#comments Mon, 26 Nov 2012 17:25:57 +0000 Giovanni Allegri http://blog.spaziogis.it/?p=5299 notizia ufficiale Sandro Furieri, sviluppatore e mantainer di Spatialite: da oggi è disponibile il porting di Spatialite per Android. Grazie al finanziamento dello US Army Geospatial Center, al lavoro di sviluppo di Sandro e di testing di Andrea Antonello, adesso la comunità ha a disposizione una distribuzione binaria di Spatialite, basata su Sqlite 3.0.1, rilasciata con licenza LGPLv2. La distribuzione comprende le librerie PROJ 4.7.0 e le GEOS 3.2.2. Buon divertimento a tutti gli sviluppatori Android ;)

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Regione Puglia e open data: avanti veloce http://blog.spaziogis.it/2012/11/18/regione-puglia-e-open-data-avanti-veloce/ http://blog.spaziogis.it/2012/11/18/regione-puglia-e-open-data-avanti-veloce/#comments Sun, 18 Nov 2012 10:00:58 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=5260 Ricorderete abbiamo già parlato della L.R. 20/2012 “Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti e hardware documentato”. Con Delibera di Giunta Regionale n. 2183 del 31 ottobre scorso la Regione Puglia compie un ulteriore passo avanti, definendo i primi concreti indirizzi verso l’adozione istituzionale degli open data. Il provvedimento parla espressamente di open government e riprende altri due importanti documenti istituzionali, ovvero la “Strategia regionale per la Società dell’Informazione 2007-2013” (approvato con DGR n. 508/2010), e la “Strategia regionale della smart specialization” (approvato con DGR n. 1468/2012).

E’ interessante mettere in evidenza alcuni punti salienti della DGR, nello specifico:

[...] possono già essere avviate le azioni necessarie ad attuare quanto previsto dall’art.6 [della L.R. 20/2010] in materia di “riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici”, in quanto sussistono:
- il notevole patrimonio informativo prodotto nel tempo dalla Regione Puglia, dalle sue Agenzie e Società in house oltre che da tutti gli altri soggetti pubblici e privati cui la legge regionale si riferisce;
- la consistenza della quantità di informazioni e documenti già pubblicati on line e disponibili nei diversi portali istituzionali, riferiti sia ad attività ordinarie e ad obblighi di legge che alle scelte operate in materia di Trasparenza;
- l’opportunità data, quindi, di procedere alla creazione della piattaforma dei dati aperti (Open Data) della Regione Puglia e alla promozione delle basi di dati prodotte, come leva strategica su cui puntare per creare nuove opportunità di crescita e trasparenza.
[...]
è invece necessario avviare un processo istruttorio complesso e partecipato per dotarsi del previsto Piano triennale di informatizzazione, che definisca la strategia dell’Ente in ambito informatico e del programma triennale per la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e produzione relativi al software libero e all’Hardware documentato.
[...]
Considerato, inoltre
- che è necessario attivare azioni che producano valore aggiunto alla generazione e disponibilità di open data, per sostenerne e diffonderne un utilizzo attivo;
- che bisogna creare i presupposti per la realizzazione di un modello di open government basato sul libero accesso ai dati pubblici e di un acceleratore economico per il territorio,
in particolare:
- integrare la visualizzazione degli open data nel ciclo delle politiche pubbliche (nelle fasi di disegno, implementazione e valutazione) al fine di migliorarne la qualità stimolando l’intelligenza collettiva anche attraverso le proposte commentabili, la modellazione d’impatto, la raccolta di feedback e la valutazione partecipata;
- incentivare le aziende a riutilizzare, anche a scopi commerciali, le informazioni pubbliche e a creare applicazioni innovative basate su questi dati;
- che, quindi, è opportuno avviare prime sperimentazioni, valutarne i risultati e valorizzarne le buone prassi individuate.

Alla Direzione dell’Area Politiche per lo Sviluppo economico, il Lavoro e l’Innovazione viene affidato il coordinamento generale per l’attuazione della L.R.20/2012 e la creazione del futuro portale regionale degli open data www.dati.puglia.it nel quale confluiranno tutti i dati aperti delle strutture regionali (e non solo, si spera). Altra nota di rilievo è l’esplicita adozione della licenza IODL 2.0 sponsorizzata da www.dati.gov.it sebbene non sia ancora stata adottata ufficialmente dalla normativa dello Stato. Si tratta sostanzialmente di una CC-BY.

Infine la Regione Puglia si impegna ad avviare “prime sperimentazioni che puntino a qualificare l’utilizzo dei dati aperti come strumento di open government, attraverso percorsi partecipati” anche dedicati alle imprese innovative e alle startup giovanili che puntino al riuso dei dati aperti e alla replicabilità delle buone prassi.

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Mappali, denunciali e… tassa.li http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/ http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/#comments Wed, 31 Aug 2011 19:00:56 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4044 Tassa.li è una interessante startup realizzata da un gruppo di giovani tecnologi, con l’intento di rendere facile la denuncia di esercizi commerciali che non rilasciano il regolare scontrino fiscale. E in un periodo nero come questo, molta gente avrà una gran voglia di partecipare. Grazie a una applicazione disponibile sia per iOS che Android, è [...]]]> Vai sul sito del progetto...Tassa.li è una interessante startup realizzata da un gruppo di giovani tecnologi, con l’intento di rendere facile la denuncia di esercizi commerciali che non rilasciano il regolare scontrino fiscale. E in un periodo nero come questo, molta gente avrà una gran voglia di partecipare. Grazie a una applicazione disponibile sia per iOS che Android, è infatti possibile in pochi clic geotaggare l’esercizio e riportare la somma dello scontrino non emesso. Il tutto in maniera assolutamente anonima. E questi ragazzi dimostrano di vedere molto lontano, perché presto rilasceranno i dati raccolti in forma totalmente aperta e libera.

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E’ quello che è http://blog.spaziogis.it/2011/08/28/e%e2%80%99-quello-che-e/ http://blog.spaziogis.it/2011/08/28/e%e2%80%99-quello-che-e/#comments Sun, 28 Aug 2011 21:08:15 +0000 Sergio Farruggia http://blog.spaziogis.it/?p=4020 Il titolo di questo post non è altro che la sintesi della mia reazione emotiva dopo aver ascoltato le conclusioni del quarto e ultimo episodio di Geospatial Revolution Project. All’epoca stavo seguendo –insieme al consiglio scientifico ASITA- un’iniziativa così detta “nata dal basso”. Quelle conclusioni possono valere anche per l’Italia?

Agenda Digitale.org, è un’iniziativa promossa da un centinaio di personalità del mondo dell’ICT nazionale: dell’accademia, delle imprese e professionisti del settore. Lo scorso 31 gennaio costoro, autotassandosi, pubblicarono un appello sul Corriere della Sera, rivolto a tutte le forze politiche, “per sollecitare il loro impegno a porre concretamente il tema della strategia digitale al centro del dibattito politico nazionale”.

Proposta lodevole, che ha ricevuto in poco tempo più di ventimila adesioni (speriamo anche di molti lettori di TANTO), ha innescato un processo partecipativo molto vivace e ha ottenuto il momento di massima visibilità pubblica in occasione del Forum PA, svoltosi a Roma in maggio.

I 100 giorni che sono intercorsi tra la comparsa della pagina sul Corriere e il convegno romano sono stati utilizzati dai coordinatori e animatori dell’iniziativa per raccogliere proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia. Lapalissiano il nesso con l’Agenda Digitale per l’Europa. Va chiarito che AD.org non nasce per scrivere alcun documento strategico: chiede alla politica (ai nostri rappresentanti politici) di provvedere. In quest’ottica, le proposte raccolte hanno semplicemente valore d’idee e suggerimenti.

Tra i “ventimila” aderenti, sono comparsi anche i nomi di alcuni componenti del consiglio scientifico di ASITA: un’opportunità quindi per seguirne insieme i progressi. Così, il 21 marzo, in  occasione di un incontro organizzato a Milano per “lanciare” questo percorso partecipativo aperto a tutti gli interessati, ASITA ha espresso la volontà di adoperarsi per concorrere al buon esito dell’iniziativa. Seguendo quindi le istruzioni fornite, abbiamo stilato e sottoposto agli organizzatori tre proposte come associazioni del mondo dell’Informazione Geografica nazionale, riferite a tre degli otto pillar su cui si basa l’azione strategica della Commissione Europea.

La prima fa riferimento a: “Interoperabilità e Standard”. Si propone che un documento strategico per lo sviluppo del settore ICT nazionale richiami ruolo e compiti delle strutture istituzionali dell’Informazione Geografica già operative e costituite per seguire il processo di recepimento della direttiva INSPIRE (Infrastructure for Spatial Information in Europe).

Il secondo suggerimento ha per argomento lo sviluppo delle Infrastrutture per i Dati Territoriali (IDT) sub-nazionali. Esso è rivolto al pillarICT per le sfide sociali”, ovvero a quelle azioni che colgono i vantaggi offerti dall’ICT alla società.

Infine, abbiamo voluto dire la nostra anche nei riguardi di un terzo “pilastro” dell’Agenda Digitale europea, riferito a un tema ‘di una certa attualità’, di cui leggiamo spesso, anche sulla stampa quotidiana: “Ricerca e Innovazione”. Con quest’ultima proposta abbiamo presentato un invito agli estensori di un’eventuale Agenda Digitale per l’Italia, perché siano promosse e incoraggiate “azioni di diffusione e sensibilizzazione nei confronti dell’Informazione Geografica quale base comune di dato digitale, strategica per lo sviluppo di prodotti/servizi innovativi nonché di ricerche avanzate nel campo dell’analisi e della pianificazione del territorio”.

Queste tre proposte, insieme a tutte quelle pervenute (34 in tutto), sono state pubblicate on line l’11 maggio sul sito di Agenda Digitale e sono state inviate agli esponenti politici che hanno manifestato interesse per l’iniziativa e disponibilità a sostenerne le istanze (100 giorni dalla pubblicazione dell’appello!).

Prescindendo dai risultati, che forse scontano un po’ lo stato di emergenza in cui si trova il Paese (ma questa è un’altra storia), è stata un’esperienza stimolante e istruttiva per diversi aspetti. Ha osservato un organizzatore: “Penso che portare critiche sia semplice, così come anche fare affermazioni generiche di proposte non specificate (“bisognerebbe fare così…”).  Molto difficile è invece metterle per iscritto in modo organico e coordinato e scadenzato nel tempo. Il risultato mi sembra di rilievo, soprattutto se si considera che proviene dal basso, senza alcuna struttura organizzata”.

Per noi del consiglio scientifico di ASITA è stato un esperimento per verificare se e come si possa interagire e collaborare con comunità e network più vaste ed eterogenee, in termini di campi d’interesse, discipline, professionalità e competenze.

In questo senso, i contenuti delle proposte formulate, vogliono essere esempi d’istanze specifiche del nostro settore che però concorrono sia all’eliminazione dei diversi digital divide, sia a sviluppare la cultura digitale, in quanto esse fanno riferimento a tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di interagire, con le persone e con ciò che ci circonda. Esse sono d’interesse generale e potrebbero quindi essere accolte in un documento strategico dell’ICT nazionale.

Ma partecipare a iniziative promosse in contesti più ampi e raramente frequentati possono avere anche un’ulteriore stimolante risvolto. Possono aiutarci ad amplificare il dibattito sul ruolo dell’Informazione Geografica, portandolo anche fuori dai confini del nostro settore, apportando nuova linfa, aggiungendo punti di vista mai esplorati, creando feconde contaminazioni: in sintonia con le valutazioni, le indicazioni e i suggerimenti esposti al  Panel Discussion: E-government and the Digital Agenda, svoltasi nell’ambito della Conferenza INSPIRE 2011 (ad esempio da Karel De Vriendt o G. Pichler).

Sarebbe forse interessante se questa breve e circoscritta “sperimentazione” del consiglio scientifico ASITA –ad esempio in termini di metodo appreso ed esperienza partecipativa acquisita- si estendesse a più ampi spazi della comunità geomatica nazionale. Negli ultimi tempi sono emersi alcuni segnali stimolanti, in diversi contesti -“fisici e virtuali”-, forse ancora un po’ acerbi, che manifestano comunque un desiderio di “fare sistema” per promuovere l’Informazione Geografica.

In fondo, dipende da ognuno di noi: le occasioni in rete e nei luoghi fisici non mancheranno di certo. Mi tornano alle orecchie le frasi conclusive pronunciate dagli esperti di Geospatial Revolution Project: “Stiamo facendo questo insieme …”. Cosa ne pensano i lettori di TANTO?

Excelsior!

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Appena rilasciata la nuova versione di QGIS (1.7.0 Wroclaw) http://blog.spaziogis.it/2011/06/19/rilasciato-qgis-17/ http://blog.spaziogis.it/2011/06/19/rilasciato-qgis-17/#comments Sun, 19 Jun 2011 17:05:40 +0000 Andrea Borruso http://blog.spaziogis.it/?p=3826 Tim Sutton ha da poco annunciato che è stato rilasciato ufficialmente QGIS 1.7.0 – Wroclaw e le novità sono veramente tante.

Alcune sono legate all’infrastruttura del progetto:

Queste invece alcune delle novità software:

  • Simbologia
    • il nuovo gestore della simbologia – già presente nella versione precedente – è diventato quello di default
    • import ed export degli stili
    • elementi lineari
      • è possibile inserire un simbolo nel punto centrale di una linea
      • è possibile inserire un simbolo sul primo e sull’ultimo nodo di una linea
      • è possibile inserire un simbolo in ogni vertice di unalinea
    • elementi poligonali
      • rotazione dei riempimenti svg
      • aggiunta la possibilità di inserire un simbolo in corrispondenza del centroide di un poligono
    • etichette
    • è possibile impostare la distanza in unità di mappa
    • inserito uno strumento per muovere/ruotare/cambiare interattivamente le etichette
  • Nuovi strumenti
    • aggiunta un’interfaccia per gdaldem
    • aggiunte nuove funzioni nel field calculator, $x $y e$perimeter
    • aggiunto lo strumento “Lines to polygons” nel menu Vector
    • aggiunto lo strumento “Voronoi polygon” nel menu Vector
  • Interfaccia
    • zoom ad un gruppo di layer
    • “Suggerimento del giorno” all’avvio (si può disabilitare)
    • migliore organizzazione dei menu, e nuovo menu database
    • possibilità di mostrare in legenda il numero di feature per ogni classe (si attiva con il tasto destro del mouse)
    • migliorata usabilità e “pulizia”
  • Gestione CRS
    • visualizzazione del CRS attivo nella barra di stato
    • possibilità di assegnare il CRS  dal menu contestuale in legenda
    • possibilità di impostare il CRS di default per i nuovi progetti
  • Raster
    • aggiunti gli operatore AND e OR nel raster calculator
    • riproiezione al volo
    • inserita un barra degli strumenti, con pulsanti per calcolo dell’istogramma e funzioni di stretch
  • Gestione e provider dati
    • supporto per Join tra tabelle
    • nuovo provider vettoriale SQLAnywhere
    • supporto per la ricerca di valori NULL nella tabella degli attributi
    • miglioramenti nella modifica e nella gestione degli attributi
    • possibilità (opzionale) di inserire gli attributi della feature precedente all’inserimento di una nuova
    • stringa di rappresentazione dei Null value configurabile
    • possibilità di unire/assegnare valori di campi ad un insieme di feature
    • possibilità di salvare (tramite OGR) oggetti geometrici senza attributi associati (i.e. DGN/DXF)
  • QGIS Server
    • possibilità di specificare le Capabilities WMS nella finestra Proprietà Progetto
    • supporto per stampa WMS tramite GetPrint-Request
  • Plugin
    • supporto per l’utilizzo di icone nella finestra di dialogo di gestione dei plugin
    • rimosso plugin “quickprint” (usare in sostituzione il plugin easyprint scaricabile dal catalogo)
    • rimosso plugin “ogr convertor” (usare in sostituzione “save as” dal menu contestuale)
  • Stampa
    • supporto per Undo/Redo nel gestore di stampa

Io l’ho appena installato ed il primo impatto è molto buono. Feature come il supporto per il Join, la riproiezione al volo dei file raster e le migliorie legate alla simbologia mettono da subito di buon umore. Nel ringraziare tutti quelli che hanno contributo al progetto, ricordo (anche a me stesso) che QGIS è basato sul volontariato; una donazione, anche minima, si può fare da qui.

Supporto Join

Simbologia elementi lineari

Conteggio feature

Gestione CRS

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L'articolo Appena rilasciata la nuova versione di QGIS (1.7.0 Wroclaw) è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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http://blog.spaziogis.it/2011/06/19/rilasciato-qgis-17/feed/ 8 join Simbologia feature_count Gestione CRS
Open-freak con SmanettOne! http://blog.spaziogis.it/2011/04/01/open-freak-con-smanettone/ http://blog.spaziogis.it/2011/04/01/open-freak-con-smanettone/#comments Fri, 01 Apr 2011 13:43:38 +0000 Gerlando Gibilaro http://blog.spaziogis.it/?p=3588 La produzione di cellulari, con particolare riferimento ai cosiddetti smartphone, segna il passo, ormai da tempo, con continue evoluzioni sia in relazione all’hardware, che all’OS utilizzato.

Un segmento non irrilevante di mercato è costituito da tutti coloro che vogliono evadere dalla prigione dei limiti imposti sia dalle case produttrici, sia dagli operatori di telefonia mobile.

Come non ricordare il famigerato blocco della sincronizzazione imposto ai primi modelli con sistema Android ai telefonini HTC dream (aka G1), o il mercato parallelo dell’App store, ovvero il limite di applicazioni installabili sui terminali Android.

Sempre di più una utenza ormai smaliziata non si è fermata al jailbreak o al rooting, ma è andata avanti installando su modelli quali l’iPhone il sistema operativo Android, su terminali Android l’OS della Apple, creando ibridi più o meno mostruosi degni del miglior Dr. Moreau.

Non sono mancati esperimenti del tutto innovativi quali il FreeRunner ed il Neo FreeRunner della Openmoko, il famoso cellulare saponetta dotato di sistema operativo open source. Come non ricordare MeeGo, progetto di sistema operativo più o meno mobile portato avanti da Intel e Nokia ed attualmente, a quanto pare, accantonato.

Non v’è dubbio che lo sviluppo della galassia del Free and Libre Open Source Software (FLOSS) corrisponde alla volontà di creare un’alternativa a costosi prodotti proprietari, riducendo in tale maniera i costi, e superando i limiti di quest’ultimi.

Da non trascurare, tuttavia, l’insana e sadica voglia degli utenti (novelli alchimisti) di combinare e rimescolare gli elementi, il tutto accompagnato da uno spirito ludico volto a risolvere i problemi hardware e software connaturati in tali esperimenti (fra tutti ricordiamo il come trasformare un iPod in iPhone).

In questo ecosistema di cambiamenti ecco che si inserisce una nuova azienda volta ad offrire a questa utenza pane per i loro denti: S.M.A.NET.T. (Social Mobile Alternative Network Technology) con il suo primo prodotto: lo SmanettOne.

La prima novità è data dal fatto che quando si acquista tale prodotto per prima cosa lo si deve assemblare.

Infatti non si acquista un terminale già bello e pronto, ma una serie di pezzi da combinare fra loro.

Attualmente esistono tre versioni dello SmanettOne, in tutto e per tutto identici (o quasi):

  • SmanettOne Plain: una scatola con tutti i pezzi e le istruzioni di assemblaggio.
  • SmanettOne Deluxe: una scatola con tutti i pezzi senza istruzioni.
  • SmanettOne ofG (only for Geek): una scatola con quasi tutti i pezzi e senza istruzioni.

Inutile dire che, una volta assemblato, non ci sarà un telefono uguale all’altro sia per design, sia per solidità, sia per connettività.

L’altra importante novità è data dall’OS: non esiste.

Ognuno può decidere cosa installarci sopra sino a prevedere la possibilità di creare OS del tutto innovativi e personalizzati.

La casa produttrice ha però messo a disposizione dell’utenza una piattaforma wiki, un blog nonché un servizio di hosting per condividere le proprie release.

Tutti e tre i servizi sono attualmente del tutto vuoti: saranno gli utenti registrati a riempirli con i loro contributi.

Per rendere il tutto in linea con la filosofia aziendale la casa produttrice ha deciso di inserire una piccola particolarità: per registrarsi l’acquirente dello SmanettOne dovrà violare il sistema sfruttando un bug della libreria open-source (nulla di ché…).

Benché non esista l’OS – ed è questa una terza e rivoluzionaria novità – all’interno del capiente hard disk è preinstallato dalla casa un piccolo pacchetto in grado di interfacciarsi automaticamente con qualunque sistema operativo andremo a montare sul dispositivo.

Di che stiamo parlando?

Si tratta di un software, periodicamente aggiornato dalla casa, la cui rimozione è impossibile (pena l’esplosione del terminale), che consente di vivere appieno l’esperienza interattiva con lo SmanettOne.

SAC, ovvero solve a crime, è un software che in maniera random genererà dei problemi e dei malfunzionamenti sul dispositivo di difficoltà e complessità crescenti che l’utente dovrà risolvere pena la formattazione del cellulare. Dal venir meno della sincronizzazione alla sparizione delle icone, dalla pubblicazione in automatico di contenuti sugli account facebook o twitter (spesso di carattere osceno o privato), alla vibrazione in continuo del cellulare (anche quando è spento).

Un piccolo Easter egg contenuto in SAC, consiste nel fatto che lo stesso darà alcune informazioni bizzarre agli invasivi servizi di Google & Co. Ad esempio, ma ve ne sono moltissimi, non è strano per un possessore dello SmanettOne essere avvistato su Latitude a farsi una passeggiata sulla Luna in proprio in mezzo al Mare della Tranquillità…

Ricevitore GPS

Perché parlare di un oggetto come lo SmanettOne su TANTO. Un po’ perché ci piace, ma soprattutto perché ha un ricevitore allo stato dell’arte, che risolve il problema più grande di tutti i più moderni smartphone: la gestione della privacy in relazione alla propria posizione nel globo.

Il ricevitore di SmanettOne ha infatti due modalità di funzionamento: la “around antipodi” (di default) e la “gone to the wind”.

Around antipodi colloca l’utente SmanettOne agli antipodi rispetto alla sua posizione, ma secondo una casualità algoritmica (altrimenti sarebbe troppo facile rintracciarlo).

Ad esempio: se vi trovate nella cittadina francese di Millau, a circa duecento chilometri a sud di Clermont-Ferrand, e siete un possessore dello SmanettOne, le informazioni che potrete ricevere su pizzerie, ristoranti, musei, (anche in base al programma di augmented reality), sono approssimativamente quelle relative alle Isole Chatham (Nuova Zelanda).

La funzione gone to the wind è un vero gioiello, ma mette a dura prova la batteria ed il processore dello SmanettOne. Non vogliamo rubarvi tutto il piacere di provarla, ma vi basta sapere che nella geolocalizzazione vi considera come un soggetto di peso di 10 gr. sospinto dal vento che in quel momento spira nella zona in cui vi trovate.

E’ inutile dire che per quanto riguarda la funzione di navigazione dovete portare sempre con voi delle mappe ed essere esperti di carteggio, cosa che fa dello SmanettOne uno strumento eccellente per la didattica.

Andiamo, adesso, alla confezione.

Possiamo assicurare che i pezzi che andranno a comporre il cellulare sono di altissima qualità e garantiti singolarmente (ovviamente non può essere assicurato il risultato finale).

Scocca in Carbon Kevlar e rivestimenti in fibra di titanio interamente realizzati con procedura sotto vuoto. Processore dualcore di nuovissima generazione prodotto direttamente dalla casa madre.

Alcune caratteristiche:

dimensioni: (da prendere con il beneficio di inventario) 126.3X68.1X5.49mm… circa

rete: 21Mbps HSPA + / HSUPA 5.76MbpsEDGE / GPRS Classe 12Quad band GSM 850/900/1800/1900Quad band 850/900/1900/2100 UMTS

display: 4.3 “WVGA AMOLED SUPER Plus Extra WoW

connettività: Wi-Fi a / b / g / nBT v3.0 + HSUSB 2.0 OTG

connettori: MicroUSB, Jack Ear 3,5 millimetri

memoria: 4 GB di RAM, 64 GB memoria interna e due slot di 64GB MicroSD

camera: 24MP AF Carl Zeiss optics con Flash Xenon + 6 MP frontale

prezzo: acquistabile solo partecipando alle aste in rete.

Lo SmanettOne non è solo un cellulare, ma è da considerare come un piccolo satanico compagno di giochi con cui confrontarsi, sifdarsi, fare la guerra e poi fare la pace.

Non per tutti: SmanettOne solo per veri Net Freak!

Che aspettate? Andate sul wiki dedicato al progetto e partecipate al contest lancio di circa 100 SmanettOne box!!!

L'articolo Open-freak con SmanettOne! è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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150 anni d’Italia, di Geografia, di Scienza http://blog.spaziogis.it/2011/03/17/150-anni-ditalia-di-geografia-di-scienza/ http://blog.spaziogis.it/2011/03/17/150-anni-ditalia-di-geografia-di-scienza/#comments Thu, 17 Mar 2011 18:30:36 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=3524 Con la puntata di oggi, TG3 Leonardo – il telegiornale delle scienze della RAI – commemora i 150 anni di unità del nostro Paese in una maniera che per me, per noi di TANTO non poteva essere più bella, e dunque non potevamo non condividerla con i nostri lettori.

Si comincia con un servizio dedicato a uno dei pilastri della nostra conoscenza, la Società Geografica Italiana, nata proprio poco dopo l’unità d’Italia nel 1867. L’Italia divenne “una” prima di tutto dal punto di vista del suo corpo geografico, come afferma Daniele Cerrato, poiché per arrivare all’unità si dovettero abbattere alcuni dei confini geografici di allora. Viene intervistato Sergio Conti, vicepresidente della Società.

Splendide le mappe aperte per l’occasione davanti alle telecamere della redazione di Leonardo dalla SGI, in una di queste – datata proprio 1861 – la nostra Italia viene mostrata in una inusuale quanto spettacolare vista dalle Alpi. Si parla anche delle poco note spedizioni esplorative dell’Italia, ad esempio nel nord dell’Africa, verso cui l’Italia era destinata. “Gli esploratori partono e danno nomi d’Italia al pianeta… c’è un Monte Garibaldi in Patagonia”.

Segue un breve profilo di cinque grandi scienziati italiani, che hanno segnato il corso della scienza e della tecnologia dell’intero pianeta: Enrico Fermi e Gugliemo Marconi dei quali non credo ci sia molto da dire, e poi Giulio Natta inventore del moplen, Antonio Meucci al quale Bell soffiò in vita gloria e brevetti, e Alessandro Cruto anch’egli beffato da un altro statunitense, Edison.


A Torino è stata poi inaugurata una mostra che meriterebbe di essere assolutamente visitata, portandoci figli e studenti. In “Fare gli italiani” si possono ripercorrere le vicissitudini che ha attraversato il nostro Paese e noi stessi italiani, attraverso storie di personaggi famosi, come pure di persone comuni, migranti partiti cent’anni fa per luoghi lontani.

Tutte queste persone hanno fatto l’Italia, ma dopo 150 anni non credo siano ancora stati fatti gli italiani. Con buona pace di d’Azeglio.

L'articolo 150 anni d’Italia, di Geografia, di Scienza è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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Novità: GIS Stack Exchange. Domande e risposte libere sul mondo dei GIS http://blog.spaziogis.it/2010/08/02/novita-gis-stack-exchange-domande-e-risposte-libere-sul-mondo-dei-gis/ http://blog.spaziogis.it/2010/08/02/novita-gis-stack-exchange-domande-e-risposte-libere-sul-mondo-dei-gis/#comments Mon, 02 Aug 2010 07:37:11 +0000 Giovanni Allegri http://blog.spaziogis.it/?p=2402 E’ in versione Beta, ma sembra promettere bene. GIS Stack Exchange: Domande e  risposte sui GIS, fuori dai canali classici delle community e delle mailing-list, hanno a disposizione un nuovo canale. Fuoriuscito dal calderone di Q&A dell’ Area 51, si propone come un’alternativa agile e reattiva allle richieste più varie del vasto mondo GIS. L’aspetto [...]]]> E’ in versione Beta, ma sembra promettere bene. GIS Stack Exchange: Domande e  risposte sui GIS, fuori dai canali classici delle community e delle mailing-list, hanno a disposizione un nuovo canale. Fuoriuscito dal calderone di Q&A dell’ Area 51, si propone come un’alternativa agile e reattiva allle richieste più varie del vasto mondo GIS.

L’aspetto che ritengo particolarmente interessante, è la sua natura (almeno a prima vista) libera da schieramenti di gusto o culturali (proprietario vs free/open source, esri vs resto_del_mondo, ecc.). Una sorta di “duty free” della conoscenza, che offre un luogo di scambio  e di aggiornamento su pratiche e tecnologie che magari non abbiamo modo (o interesse) di utilizzare, ma che sono sempre una fonte di arricchimento.

A mio modesto vedere, GIS Stack Exchange dovrebbe rimanere uno strumento per richieste rapide e circoscritte e, spero, che non si limitino solo agli aspetti strettamente tecnicistici. Del resto esistono già community e canali dedicati, che offrono il supporto più adatto ai prodotto specifici e  un’utenza specialistica più vasta di quanta, probabilmente, ne potrà attrarre questo canale.

Insomma, staremo a vedere come evolverà. Intanto mi sono fatto un giretto tra le ultime domande, e mi sembra che l’attività comincia a entrare a regime…

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