Commenti a: 2013, anno degli OpenGeoData? L’entusiasmo (mio) è calante http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/ le cose che ci piacciono ... Fri, 04 Nov 2016 08:49:24 +0000 hourly 1 Di: #ChièGiancarlo? Diffondiamo la cultura degli OpeGeoData | Geofunction Srls http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8853 #ChièGiancarlo? Diffondiamo la cultura degli OpeGeoData | Geofunction Srls Tue, 25 Nov 2014 18:01:30 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8853 [...] all’hashtag  #ChièGiancarlo. Questo strano hashtag nasce dall’articolo di Andrea qui, che si è ritrovato tra gli attributi non documentati di uno Shapefile disponibile open anche un [...]

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Di: marco bettini http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8404 marco bettini Sat, 06 Apr 2013 01:24:59 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8404 Scusate, a mio avviso, ci sono troppi sistemi gis in giro per i baracconi pubblici italiani. Poi cosa servono tutti sti gis, questi opendata? il 90% dei sistemi creati sono inutili e rappresentano degli ammortizzatori sociali, un modo per distribuire soldi. Geodati liberi? a far cosa? a cosa servono? chi li usa?
non vedo un modello di business, qualcuno puo’ illuminarmi in merito?
grazie
Marco

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Di: Proporre, condividere, commentare e valutare in modo costruttivo idee utili sui GeoDati liberi | Cesare Gerbino GIS Blog http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8399 Proporre, condividere, commentare e valutare in modo costruttivo idee utili sui GeoDati liberi | Cesare Gerbino GIS Blog Thu, 04 Apr 2013 20:04:43 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8399 [...] E’ anche attivo un hashtag Twitter, precisamente #ChièGiancarlo: per chi fosse incuriosito dal nome strano è possibile trovare la spiegazione in un artcolo di Andrea Borruso. [...]

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Di: Geodati liberi, ora: #ChièGiancarlo? » GIS e Infrastrutture http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8398 Geodati liberi, ora: #ChièGiancarlo? » GIS e Infrastrutture Wed, 03 Apr 2013 16:10:36 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8398 [...] all’hashtag  #ChièGiancarlo. Questo strano hashtag nasce dall’articolo di Andrea qui, che si è ritrovato tra gli attributi non documentati di uno Shapefile disponibile open anche un [...]

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Di: napo http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8318 napo Tue, 26 Mar 2013 17:08:58 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8318 Visto il ritardo con cui arrivo faccio un intervento semplice semplice.
Concordo con il punto di vista, ma penso anche che qui sia fondamentale costruire invece che demolire.
Uno degli ostacoli dell’open government data è dato proprio dalla paura di fare brutte figure.
Questa immagine
http://de.straba.us/wp-content/uploads/2012/08/barrieres_for_implementation_of_ogd.png
che ho presentato anche alla conferenza dove ci siamo visti, è più che esaustiva.
Davanti a queste situazione è fondamentale creare un dialogo di reciproco aiuto.
Bisogna creare comunità sui dati, cooperazione.
Il modello a 5 stelle di Tim Daves (che non è Bernes-Lee) vede la sua “apoteosi” con questa situazione

Collaborare su dati come una risorsa comune
Sono stati programmati cicli feedback in modo da ottenere miglioramenti ai dati rilasciati?
Si è creato un dialogo con la comunità per creare nuove risorse (ad esempio dataset derivati)?

Ed è su questo aspetto che, chi urla che vuole i dati, deve lavorare: i dati come risorsa comune.
Certo, ci deve essera anche chi ascolta, ma chi si lamenta deve farlo nel modo migliore al fine di evitare l’effetto “fetta di salame”: dove non si fa altro che levare un pezzo alla volta fino a che … il salame è finito.
I geodati – come ho detto nel mio intervento – hanno la virtù di avere una grande letteratura ed un pubblico che unisce sia esperti che utenti della strada digitale, quindi, invece che lamentarsi, cerchiamo di ragionare su come aiutare.
E mi sembra che in questo thread qualcosa in merito è apparso.

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Di: GimmiGIS http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8309 GimmiGIS Sat, 23 Mar 2013 13:03:19 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8309 Un contributo a questa bella discussione nell’articolo che ho pubblicato sul Blog:

http://www.gisinfrastrutture.it/2013/03/prosegue-il-dibattito-opengeodata/

Un caro saluto a tutti
GimmiGIS

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Di: Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8305 Pietro Blu Giandonato Thu, 21 Mar 2013 16:10:58 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8305 Un saluto a tutti, chi conosco e chi no. Questo pezzo di Andy è diventato proprio una bella piazza, come piace dire delle nostre stesse discussioni tra noi TANTI.

Probabimente il pessimismo – forse meglio dire scetticismo – che serpeggia tra molti di noi geomatici riguardo questa “moda” degli open data deriva proprio dal fatto che – come si dice qui a Bari – ne abbiamo fritti di polpi. Fronteggiamo infatti il problema della scarsa disponibilità di dati liberi sin da quando, circa 25 anni fa, i GIS hanno cominciato ad essere utilizzati anche in Italia. Come ho raccontato in un mio breve intervento in occasione dell’Open Data Day di Bari del 23 febbraio scorso, i miei primi approcci con la geomatica hanno fatto i conti con la mancanza totale di dati in formato digitale, alla quale si sopperiva con la georeferenziazione e digitalizzazione di tavolette IGM 1:25k, e la scansione e ortorettifica di foto aeree. E chissà quante potreste raccontarne anche voi.

Insomma, la nostra fame di dati è atavica, e sentire tutta questa gente che parla – spesso a sproposito – di dati aperti e liberi e vedere molte PA che fanno a gara ad aprire portali sugli open data, spesso con pochissimi dataset, magari privi del metadato minimo sindacale, beh tutto questo ci fa irritare non poco. Anche Enzo Barbieri ha ribadito un certo scetticismo a riguardo, sul blog di Planetek.

Ma vorrei benevolmente in parte smentire proprio lui, qui su TANTO, contribuendo con una iniezione di fiducia e ottimismo. Assieme ad altri amici, abbiamo organizzato l’evento nell’ambito del International Open Data Day a Bari. Eravamo persone di estrazione estremamente varia, oltre me, un’avvocato, uno statistico, una giornalista e alcuni sviluppatori. A nostro avviso l’evento è molto ben riuscito, con circa 130 registrati, un programma di lavoro che ha visto una tavola rotonda mattutina nella quale esponenti della PA, imprenditori della ITC, hacker, ricercatori, semplici cittadini curiosi, hanno discusso anche piuttosto criticamente, attraverso le proprie esperienze, su quelli che sono i problemi che caratterizzano gli open data, ma anche le tante opportunità che possono suscitare. Qui trovate le registrazioni dello streaming video.

Quello che voglio dire è che non siamo solo noi geomatici ad avere un certo grado di disillusione riguardo ciò che sta realmente accadendo attorno alle informazioni e ai dati liberi, ma si tratta di un sentimento piuttosto trasversale. Eppure sono proprio gli eventi come l’ODDay e la conferenza OpenGeoData che possono contribuire a rendere questa disillusione una spinta a chiedere a fare di più, e meglio, a chi i dati li detiene e ne è responsabile. Ma d’altro canto nemmeno noi stessi possiamo sottrarci a queste necessità, perché siamo professionisti che spesso rielaborano e generano dati nuovi, che a loro volta magari andranno a finire proprio in una IDT pubblica.

Nel pomeriggio del 23 febbraio, a Bari, abbiamo cercato di dare vita a tre sessioni hackaton-style di webscraping, data refinement e data visualization. Hanno partecipato non solo – come ci si attende in eventi del genere – sviluppatori, ma soprattutto professionisti, funzionari, cittadini, che hanno saputo arricchire le sessioni con il proprio peculiare punto di vista, le proprie esigenze, il proprio modo di lavorare. Io ho animato quella sulla data visualization, durante la quale abbiamo fatto una sorta di confronto tra il portale degli open data del Comune di Bari – riusandone alcuni dataset – e quello della Regione Puglia, quest’ultimo lanciato proprio il 23 febbraio scorso, e che a mio avviso è una di quelle azioni stile “piantiamo la bandierina”. Ma c’è tempo per crescere.

Riguardo la raccolta dei desiderata sulla disponibilità di dati aperti e liberi, il coordinamento nazionale dell’ODDay ha diffuso un questionario con il quale si è voluta promuovere un’indagine sull’uso degli open data prima degli eventi ODDay del 23 febbraio. La gente ha potuto segnalare quali dataset secondo loro è fondamentale rendere aperti e liberi. Si tratta di una iniziativa che fa il paio con quella della quale parlava Giovanni Allegri, che dovrebbe essere più tagliata sui dati geografici, ma che credo valga comunque in generale per tutti i dataset. I materiali prodotti dagli eventi italiani dell’ODDay e i risultati dei questionari potete trovarli qui.

Tra i TANTI stiamo dunque pensando di lanciare una sorta di call per i desiderata riguardanti gli open geodata, che andrà ad affiancarsi al wiki o sito che Andy Borruso aveva proposto per sistematizzare le proposte e le idee di tutti noi e farle diventare una sorta di manifesto per promuovere i dati geografici aperti e liberi.

E’ evidente che l’onda è ancora alta… ce n’est qu’un début!

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Di: Stefano Iacovella http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8301 Stefano Iacovella Wed, 20 Mar 2013 21:11:50 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8301 Come dicevo ad Andrea, in risposta alla sua email riassuntiva, trovo un ottima cosa il dibattito che si sta creando e la voglia di riassumere tutto in uno sforzo collaborativo su wiki, a cui spero di poter dare anche il mio piccolo ed umile contributo.

Voglio però sottolineare come, tra i mille problemi sui dati che esistono e che sperimentiamo quotidianamente, io sono ottimista e vedo il bicchiere in via di riempimento :)

I metadati sono da migliorare, i formati dovrebbero essere più aperti e se guardiamo ad esperienze estere ci sentiamo indietro. Però dopo venti anni passati nel settore non posso non riconoscere una grande apertura che solo 5 anni fa era tutta da venire.

Oggi è tutto un fiorire di Amministrazioni che pubblicano dati e finalmente il RNDT non è un pensiero stupendo ma una bella realtà. Tutto può e deve essere migliorato ma intanto si parte. a voler cercare la perfezione si rischia di non fare mai nulla.

E quando ancora oggi mi trovo davanti a funzionari che cercano di tenere chiusi i dati in possesso dei loro uffici, magari per difendere un meschino centro di potere personale, non posso che pensare con ammirazione ed empatia a chi pubblica i dati, anche se con il campo “GIANCARLO” :-)

Complimenti a tutti e grazie per gli spunti interessanti.

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Di: stefano parodi http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8300 stefano parodi Wed, 20 Mar 2013 15:41:47 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8300 @Massimo. D’accordo su tutta la linea, anche io credo nel valore degli open data, ma finora è stata una sorta di fede. Mi piacerebbe vedere esempi significativi di utilizzo, questo vale anche e forse ancora di più, nel caso dei Linked Data e del Sematic Web in genere, dove ho visto veramente poche applicazioni significative.

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Di: Prosegue il dibattito #OpenGeoData » GIS e Infrastrutture http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/comment-page-1/#comment-8299 Prosegue il dibattito #OpenGeoData » GIS e Infrastrutture Wed, 20 Mar 2013 13:36:12 +0000 http://blog.spaziogis.it/?p=5560#comment-8299 [...] Poi il dibattito sui Blog: molto interessante la discussione che si è aperta a partire dall’articolo di Andrea Borruso su Tanto che puoi leggere qui. [...]

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