Il lavoro che state facendo suo GeoBi è uno dei più stimolanti ad oggi nel panorama italiano (almeno tra quelli pubblicizzati).
Mi piacerebbe avere il tempo per andare aldilà della lettura delle sue features, e “sporcarmici” le mani.
Grazie per i complimenti e grazie per essere passato da qui,
a
[1] http://pipes.yahoo.com/pipes/pipe.info?_id=6hPT8mYa3BGl09YzqWIyXQ
]]>[1]http://www.geobi.org
[2]http://gfoss2009.crs4.it/en/node/94
[3]http://code.google.com/p/geobi/
[5]http://www.geobi.org/2009_01_01_archive.html
[6]http://code.google.com/p/pentaho-cdf/
Come penso tanti di voi, cerco di leggere e informarmi molto – anche se non quanto vorrei – e noto una scarsità di attenzione verso il web 2.0 applicato alla neogeography nelle comunità italiane di utilizzatori a vario titolo di GIS, dati geografici et similia.
Frequento – anche se in maniera discontinua e con ruoli differenti – più o meno i maggiori forum, mailing list e blog espressioni di queste comunità, e noto come il panorama si riduca sostanzialmente a due grandi categorie di interesse:
1. i GIS desktop o web-based, le tecniche e tecnologie per utilizzarli;
2. la ricerca e reperimento di dati digitali.
Coloro che si avvicinano a questi argomenti –
e spesso provengono da esperienze professionali le più svariate – vedono il primo punto come una montagna da scalare con fatica (imparare a usare i software), il secondo come un deserto nel quale cercare un’oasi (i dati).
Risultato…
Da un lato un tasso di presenza e partecipazione di gran parte dei nuovi utenti molto scarso, tipo “mordi e fuggi”: faccio la domanda, ottengo (spero) la risposta e… ci si becca! Dall’altro una comunità di power users che discute freneticamente di problematiche di alto livello, poco utili ai newbie.
E qui arrivo al punto…
Come ci mostra Andrea grazie a questo post, esiste ormai sul web una messe di strumenti, applicazioni, servizi, fonti di dati formidabile, che sta crescendo vertiginosamente, e della quale non resta altro che coglierne le opportunità a piene mani.
E’ davvero scarsa la capacità dell’intera comunità geomatica italiana di fornire spunti, opportunità, suggerimenti, idee al novellino così come all’esperto per seguire questo flusso. In un paio d’ore, tra progettazione e realizzazione, è possibile tirare su un mashup potente, semplice e veloce per mettere in strada dati reperiti altrove da più fonti, o addirittura originali!
Saremo mai capaci di avere un giorno una nostra Where 2.0?
E’ necessario cambiare il paradigma della geomatica in Italia, passando dal GIS come unico strumento per la rappresentazione e gestione dei dati, arrivando a una sorta di “cloudmapping” realizzato con le decine di strumenti web 2.0 che esistono in giro. Una strada peraltro che richiede essenzialmente fantasia, creatività e intuito, che permette di costruire grandi cose con piccole azioni. Il problema è ovviamente immaginarle…
Polemicamente vostro,
Pietro Blu
Grazie mille a Pietro Blu, che mi ha fatto notare di avere dimenticato totalmente di scrivere il “paragrafetto” su Google Maps; l’ho aggiunto .
Se qualcuno di voi facesse qualche piccolo esperimento di mashup e lo volesse condividere, mi farebbe cosa molto gradita.
Ancora grazie,
a
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