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	<title>TANTO &#187; franco farinelli</title>
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		<title>INDOVINA INDOVINELLO, QUAL PAESE SARÀ MAI QUELLO?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 19:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Farruggia</dc:creator>
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“Lo spunto è giocondo, ma l’argomento è molto, assai serio” Incontro il professore Robert Laurini in occasione di una riunione del progetto GIS4EU e m’informa: “Il 4 marzo sarò a Genova: terrò un seminario al DISI (Dipartimento d’Informatica e Scienze dell’Informazione)”:  un grazie alla prof.ssa De Floriani per aver invitato il suo collega a Genova. [...]]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/03/27/indovina-indovinello-qual-paese-sara-mai-quello/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/03/27/indovina-indovinello-qual-paese-sara-mai-quello/" data-text="INDOVINA INDOVINELLO, QUAL PAESE SARÀ MAI QUELLO?" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><em>“Lo spunto è giocondo, ma l’argomento è molto, assai serio”</em></p>
	<p><em><br />
</em></p>
	<p>Incontro il professore <a href="http://lisi.insa-lyon.fr/%7Elaurini/index.htm">Robert Laurini</a> in occasione di una riunione del progetto <a href="http://www.gis4eu.eu/">GIS4EU</a> e m’informa: “Il 4 marzo sarò a Genova: terrò un <a href="http://www.disi.unige.it/eventsandseminars/expand-seminar?id_seminar=233">seminario al DISI</a> (Dipartimento d’Informatica e Scienze dell’Informazione)”:  un grazie alla prof.<sup>ssa </sup>De Floriani per aver invitato il suo collega a Genova.</p>
	<p><a rel="attachment wp-att-1877" href="http://blog.spaziogis.it/2010/03/27/indovina-indovinello-qual-paese-sara-mai-quello/corema-pertanto/"><img class="alignright size-full wp-image-1877" title="corema pertanto" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/03/corema-pertanto.JPG" alt="corema pertanto" width="333" height="283" /></a>Il ricercatore francese non ha certo bisogno di presentazione presso la comunità geomatica italiana. Viene spesso in Italia, per tenere lezioni  e seminari. Collabora con diversi centri universitari  e non pochi esperti  nazionali hanno trascorso un periodo della loro formazione all’<em>Institut National des Sciences Appliquées </em> (INSA) di Lione.  Penso che molti  lettori di TANTO avranno già avuto occasione di ascoltare direttamente dalla sua voce cosa rappresenta l’immagine qui riprodotta (Mi spiace, questi fortunati sono esclusi dal gioco!!).</p>
	<p>Allora, riconoscete l’area geografica raffigurata con il <strong>COREMA</strong> riprodotto in figura? Ma cos’è un corema? C’informa il Nostro che il termine  non è nuovo,  è stato introdotto dal prof. Brunet, dell’Università di Montpellier per indicare una rappresentazione schematica del territorio, effettuata utilizzando un raccolta di simboli codificati, utili per eliminare ogni dettaglio superfluo per la comunicazione (e quindi la comprensione) di quanto si vuole raffigurare con la mappa.  All’INSA studiano l’applicazione di questi concetti sia per individuare nuovi modi di descrivere le <strong>conoscenze geografiche</strong>, sia  come strumento per accedere ai <em>data base</em> geografici.  Il primo filone attiene al tema del <em>Data Mining </em>geografico e quindi si concentra sulle modalità di individuazione di <em>pattern</em> geografici significativi e sulla loro estrazione per la rappresentazione di conoscenze geografiche contenute in un DB geografico.  L’altro filone riguarda lo studio su come sfruttare le mappe corematiche per rendere più efficiente la fruizione dei contenuti  di un Data Base geografico.  Se vogliamo, questa parte della ricerca può essere vista come l’applicazione speculare della precedente: una volta che ho individuato la modalità di rappresentazione globale dei contenuti di un DB geografico , quindi ho ottenuto <strong>sunti visuali dei contenuti del DB</strong> stesso a diversi livelli gerarchici (per es. nazionale, regionale, provinciale, …),  si possono studiare tecniche per accedere alle informazioni contenute nel DB, in funzione del  grado di approfondimento e di dettaglio che interessa riprodurre.</p>
	<p>Spero di avere incuriosito chi ancora non conosceva l’argomento. Chi fosse interessato può recuperare <strong><a href="http://lisi.insa-lyon.fr/%7Elaurini/resact/Coremi.pdf">qui</a> </strong>una collezione delle <em>slide</em> proiettate da Laurini anche a Genova:  gli appassionati di linguaggi penso valuteranno interessante la struttura in più livelli del linguaggio <strong>ChorML</strong>. Personalmente, ho trovato anche istruttiva l’esposizione di come si sta affrontando il problema dell’accesso ai DB geografici: resto sempre attratto dagli esempi di contaminazione  tra differenti ambiti scientifici.</p>
	<p><a rel="attachment wp-att-1878" href="http://blog.spaziogis.it/2010/03/27/indovina-indovinello-qual-paese-sara-mai-quello/kandiskij-pertanto/"><img class="alignleft size-full wp-image-1878" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="kandiskij pertanto" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/03/kandiskij-pertanto.JPG" alt="kandiskij pertanto" width="300" height="261" /></a>Mentre il professore parlava, mi sono venute in mente alcune considerazioni di <a href="../2009/10/05/le-parole-di-franco-farinelli-un-dono-per-tutti-noi/">Franco Farinelli</a> su come ancora usiamo esaminare le mappe, cioè come se fossero pagine scritte; non le guardiamo come immagini. E –se ho inteso bene- come riflettendo su questa seconda modalità di osservazione, la mappa potrebbe darci nuove informazioni sul mondo, cioè sul Globo. Di fantasia in fantasia ho immaginato che un DB geografico possa essere come quel labirinto di cui parla Farinelli. In effetti, ad esempio il paradigma della <em>Digital Earth</em> è sferico e non piano, è profondo e non piatto,  non è statico ma sta nel tempo.  Insomma, ho pensato che sarebbe appassionante ascoltare questi due scienziati chiacchierare tra di loro, raccontarsi i loro studi, le loro riflessioni, i risultati e le domande ancora aperte. Sogno? Chissà forse un giorno … perTANTO…   la mappa, come l’Arte parafrasando Kandiskij,  “<em>oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro</em>”.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/03/27/indovina-indovinello-qual-paese-sara-mai-quello/">INDOVINA INDOVINELLO, QUAL PAESE SARÀ MAI QUELLO?</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Perché le cose che dice e scrive il prof. Farinelli mi piacciono tanto?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Farruggia</dc:creator>
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Note personali a seguito dell’intervista di Andrea Borruso al prof. Franco Farinelli Quando debbo presentarmi in rete, utilizzo sempre più o meno quest’affermazione: “Credo che  l’Informazione Geografica sia uno degli ambiti più affascinanti della nascente Società della Conoscenza”. Sono affezionato all’aggettivo “nascente”, mi fa sentire particolarmente partecipe di una trasformazione, di una rivoluzione senza precedenti [...]]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2010/01/10/perche-le-cose-che-dice-e-scrive-il-prof-farinelli-mi-piacciono-tanto/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2010/01/10/perche-le-cose-che-dice-e-scrive-il-prof-farinelli-mi-piacciono-tanto/" data-text="Perché le cose che dice e scrive il prof. Farinelli mi piacciono tanto?" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><em>Note personali a seguito <a href="../2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/">dell’intervista</a> di Andrea Borruso al prof. Franco Farinelli </em></p>
	<p>Quando debbo presentarmi in rete, utilizzo sempre più o meno quest’affermazione: “<em>Credo che  l’Informazione Geografica sia uno degli ambiti più affascinanti della nascente Società della Conoscenza”. </em>Sono affezionato all’aggettivo “nascente”, mi fa sentire particolarmente partecipe di una trasformazione, di una rivoluzione senza precedenti nella storia dell’umanità, al cui centro viene posto proprio ciò che ci rende consapevoli del nostro essere: la funzione cognitiva. Sento  quindi come privilegio il vivere nell’epoca in cui alla società pastorale ed agricola, a quella industriale se ne aggiunge un’altra: quella della conoscenza.</p>
	<p>In questa cornice, occuparsi di Informazione Geografica è un’opportunità speciale. Essa è:</p>
	<ul>
	<li>un crogiolo per un      gran numero di tecnologie: GIS, RS (telerilevamento), ERP (sistemi      informativi per la pianificazione delle risorse), GPS, RFID (tecnologie      per l’identificazione a radio frequenza), BI (<em>business intelligence</em>), WEB(x.0), ecc., ecc., ecc.;</li>
	<li>“nidi” di<em> network</em>: reti di competenze      discipline, saperi, domini applicativi; reti organizzative ancor prima che      tecnologiche.<strong> </strong></li>
	</ul>
	<p>Penso ancora che tutto quello che si sperimenta, s’inventa, si realizza in questo quadro diventa <strong><em>stock </em>di conoscenza</strong>, disponibile oltre i confini dell’Informazione Geografica: cioè è essa stessa conoscenza!</p>
	<p><span id="more-1526"></span>Per sottolineare questa affermazione noto che lo sviluppo dell’Informazione Geografica nelle forme più innovative entra in relazione con i paradigmi del XXI Secolo: riduzionismo-olismo, <em>glocale</em>, sostenibilità, sussidiarietà, solidarietà, cooperazione, comunicazione, … .</p>
	<p>Quindi, credo che per seguire l’evoluzione di questo settore dell’ITC sia necessaria una risoluta adesione ai paradigmi dell’innovazione ed una forte tensione emotiva.  Osservo infine che il suo sviluppo sta pervadendo tutte le componenti della società ed offre opportunità per diffondere valori etici (libertà, equità, convivialità<a href="#_ftn1">[1]</a>, …).</p>
	<p>Questa è -per me- l’Informazione Geografica.</p>
	<p><a rel="attachment wp-att-1527" href="http://blog.spaziogis.it/2010/01/10/perche-le-cose-che-dice-e-scrive-il-prof-farinelli-mi-piacciono-tanto/il-geografo_-jan_vermeer_van_delft_009/"><img class="alignleft size-full wp-image-1527" style="margin: 5px 10px;" title="Il Geografo_-Jan_Vermeer_van_Delft_009" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/01/Il-Geografo_-Jan_Vermeer_van_Delft_009.jpg" alt="Il Geografo_-Jan_Vermeer_van_Delft_009" width="248" height="286" /></a>Farinelli mi sollecita a pormi domande: gliene sono grato. Mi costringe a tralasciare le problematiche professionali quotidiane, a trascurare le difficoltà che incontro, oppure osservo, nel processo di sviluppo, di diffusione dell’Informazione Geografica così come lo immagino, come ho cercato di schematizzare sopra.</p>
	<p>Quando ascolto le sue parole o leggo suoi testi ho l’impressione di trovare la fonte di tutte le informazioni necessarie per osservare, riflettere e procedere all’interno del labirinto dell’Informazione Geografica. Trovo corrispondenze dotte tra le tesi che lui sostiene, le ipotesi a cui si affida ed il dominio dell’Informazione Geografica. Qualche esempio tratto dalla chiacchierata con Andrea: i GIS definiti come “forma di sapere che mette in crisi la logica disciplinare”, quindi GIS “natura complessiva del sapere”; il richiamo al ruolo centrale della geografia alle origini della nostra cultura, “la forma originaria del sapere occidentale è la geografia”, quindi “tutto il sapere occidentale è geografico”. Forse è anche per questo che “i geografi più importanti non sono mai stati geografi di formazione: le innovazioni sono state portate da <em>pirati</em> che non avevano una loro specifica formazione disciplinare”. Ancora: viviamo “nel pieno della re-inscrizione dello statuto epistemologico ed ontologico delle cose” e sentiamo “l’esigenza di mettere a punto nuovi modelli del rapporto che esiste tra il sapere, la tecnica ed il funzionamento del mondo”. Quindi, “<strong>la sfida della nostra generazione</strong> è pensare che la terra sia una sfera, un globo topologicamente irriducibile a qualsiasi mappa”. Infine: “La crisi del mondo più preoccupante è l’abisso che si va spalancando tra il funzionamento del mondo e la nostra possibilità di comprensione”, cioè “l’origine di ogni crisi che noi registriamo consiste esattamente nella incapacità da parte nostra a formulare modelli che siano in grado di riferirsi ad uno stato delle cose che risponda in grado sostanziale a come le cose stanno”.</p>
	<p><a title="rete senza ragno" rel="attachment wp-att-1591" href="http://blog.spaziogis.it/2010/01/10/perche-le-cose-che-dice-e-scrive-il-prof-farinelli-mi-piacciono-tanto/credited_2816041074_6e9472fc9e/"><img class="alignright size-full wp-image-1591" style="margin: 5px 10px;" title="credited_2816041074_6e9472fc9e" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2010/01/credited_2816041074_6e9472fc9e.jpg" alt="credited_2816041074_6e9472fc9e" width="291" height="222" /></a>Le ultime affermazioni potrebbero quasi suonare come l’inquietante profezia di un infausto futuro, addirittura un anatema contro coloro che si dilettano nella “rappresentazione della rappresentazione”! Non credo però che questa sia l’interpretazione giusta. Penso invece che valga come scossa: nulla sarà più come prima e proprio in una fase come questa, quando “qualcosa non c’è più”, ma altri schemi, modelli, riferimenti non esistono ancora, diviene di fondamentale importanza acquisire attitudini e competenze per vivere consapevolmente nel cambiamento e governarne i processi. Semmai è un tendere la mano verso chi, più o meno consapevolmente, oppone resistenze all’innovazione, magari in difesa di privilegi e di posizioni di potere. Un invito, quindi, a vincere il disagio determinato dal venir meno delle certezze che hanno caratterizzato lo sviluppo della società del secolo scorso per lasciare emergere la consapevolezza di vivere un momento storico straordinario, che non ha precedenti: la trasformazione su scala planetaria innescata da un processo che trova le sue origini nella capacità di gestione sempre più efficiente dell&#8217;informazione e nella sua condivisione globale.</p>
	<p>Rimanendo al dominio dell’Informazione Geografica: le sue parole valgono un’esortazione a colmare la frattura che si può creare tra chi interpreta l’evoluzione dell’Informazione Geografica come occasione per rimarcare il predominio di un proprio sapere, l’appartenere ad una propria comunità, poco incline a lasciarsi contaminare e chi ha lasciato un porto sicuro per un viaggio nel mondo quale esso è. Un mondo che ora comprende anche l’<a href="http://ecosistemidigitali.ning.com/profiles/blogs/734645:BlogPost:3">ecosistema digitale</a>, secondo il concetto introdotto dal prof. Massimo Giordani per descrivere la convergenza tra dinamiche evolutive e reti informatiche, e la capacità di tali sistemi di auto-organizzarsi. Percepisco “risonanze” tra le affermazioni di Farinelli e gli stimoli proposti da Giordani, osservatori entrambi dello stesso mondo da due prospettive differenti, eppure convergenti.  Può essere di viatico allora il suggerimento che ho ascoltato proprio dal prof. Giordani, riportato su TANTO <a href="../2009/11/05/e-pur-si-muove/">qui</a>: la necessità di focalizzare l&#8217;attenzione sulla <strong>convergenza cognitiva, </strong>poiché<strong> </strong>“il modo di accedere alle informazioni e relazionarsi con le altre persone è cambiato radicalmente e continuerà a mutare rapidamente verso una sempre più forte sovrapposizione fra atomi e bit “. Butto sul tavolo schegge d’informazione che il 2009 ci ha lasciato, catturate gloogando sulla profezia di Negroponte: da <a href="http://www.psfk.com/2009/04/video-psfk-conference-nyc-kevin-slavins-this-platform-called-everyday-life.html">New York</a> … e da <a href="http://magicalnihilism.com/2009/06/10/my-talk-from-frontiers-of-interaction-rome-2009/">Roma</a> (quest’ultima registrazione è a tratti disturbata: le slide sono <a href="http://magicalnihilism.com/2009/06/10/my-talk-from-frontiers-of-interaction-rome-2009/">qui</a>).  Sono arrivato ad esse grazie al blog di  <a href="http://greenconceptlab.wordpress.com/">Daniel Casarin</a>.</p>
	<p>Vorrei, e lo spero tanto, che sulle pagine di TANTO questo dialogo appena iniziato possa continuare ed espandersi, affinché le cose che ci ha detto il prof. Farinelli abbiano un seguito, ci aiutino a comprendere “l’esigenza di mettere a punto nuovi modelli del rapporto che esiste tra il sapere, la tecnica ed il funzionamento del mondo”. Poi noi lettori di questo blog avremo qualche strumento in più per vivere la nostra professione con maggiore consapevolezza e adesione al tempo in cui viviamo.</p>
	<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> &#8220;<em>Chiamo conviviale una società in cui lo strumento  non sia dominio riservato di una casta burocratica, non sfugga dalle mani di tutti esercitando selvaggiamente le funzioni intrinseche alla sua struttura, ma sia utilizzabile dalla persona integrata nella collettività, per realizzare le proprie intenzioni.&#8221; </em>Ivan Illich (Convivialità, ed. Mondatori)
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/01/10/perche-le-cose-che-dice-e-scrive-il-prof-farinelli-mi-piacciono-tanto/">Perché le cose che dice e scrive il prof. Farinelli mi piacciono tanto?</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[franco farinelli]]></category>
		<category><![CDATA[geografia]]></category>
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Ieri sono stato al GISDay di Palermo, e noi di TANTO siamo stati tra gli organizzatori. Per l&#8217;occasione Franco Farinelli ci ha concesso una bella intervista, che pubblichiamo qui in esclusiva (mi sento Bruno Vespa). Mi piace raccontarvi del &#8220;viaggio&#8221; che ci ha portato sino a qui. Poco più di un mese fa ho scritto [...]]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/" data-text="In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Ieri sono stato al <strong><a title="GISDay 2009 di Palermo" href="http://gisday.consorzioarca.it/index.html" target="_blank">GISDay</a> </strong>di Palermo, e noi di TANTO siamo stati tra gli organizzatori. Per l&#8217;occasione <strong>Franco Farinelli</strong> ci ha concesso una bella intervista, che pubblichiamo qui in esclusiva (mi sento Bruno Vespa). Mi piace raccontarvi del &#8220;viaggio&#8221; che ci ha portato sino a qui.</p>
	<p>Poco più di un mese fa ho scritto un <a title="Le parole di Franco Farinelli, un dono per tutti noi" href="http://blog.spaziogis.it/2009/10/05/le-parole-di-franco-farinelli-un-dono-per-tutti-noi/" target="_blank">post</a> sul mio primo &#8220;incontro&#8221; con il prof. Farinelli. E&#8217; stato un contributo che mi ha riservato diverse soddisfazioni, la più importante delle quali è stata riscontrare l&#8217;effetto di <em>disturbo </em>positivo che ha provocato tra i lettori. Se ne ha un&#8217;evidenza tra i <a title="commenti sul primo post su Franco Farinelli" href="http://blog.spaziogis.it/2009/10/05/le-parole-di-franco-farinelli-un-dono-per-tutti-noi/#comments" target="_blank">commenti</a> al post, ma lo ho avuta anche a voce ed in chat.<br />
Nelle settimane successive sono stato coinvolto nell&#8217;organizzazione di questo GISDay, e nella prima riunione si cercava con difficoltà di definire il taglio da dare alla giornata; la cosa era complicata dal fatto che non ci si conosceva bene tra tutti i partecipanti. Poi qualcuno dice: &#8220;bello il post su Farinelli&#8221;. Ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito di avere fatto il primo piccolo grande passo. Poco dopo: &#8220;Andrea, ma perché non invitiamo Franco Farinelli??&#8221; (&#8220;argh&#8221; ho pensato io). Ma l&#8217;effetto domino non è finito.<br />
Racconto infatti di questa proposta via email agli altri autori di TANTO, ed uno di loro (preferisco mantenere la <em>privacy</em>) mi racconta che l&#8217;avrebbe incontrato in presenza da lì a pochi giorni, per provare a coinvolgerlo in maniera più diretta su questo blog. Partiva quasi un&#8217;operazione di accerchiamento.<br />
Rompo allora gli indugi e mi metto in contatto con Franco Farinelli. Mi dice subito di non poter essere con noi in presenza, ma di essere disponibile per un&#8217;intervista a distanza.</p>
	<p>L&#8217;intervista è stata fatta. Avremmo voluta farla in diretta ieri, ma abbiamo preferito registrala il 17 per evitare qualsiasi inaspettato problema tecnico (&#8220;il bello della diretta&#8221;).</p>
	<p>Ringrazio molto il prof. Farinelli per la sua disponibilità, ma sopratutto ed ancora una volta, per avere stimolato delle sane reazioni chimiche tra i presenti in sala. Spero che vi faccia lo stesso effetto, e mi piacerebbe che lasciaste qui traccia delle vostre sensazioni.</p>
	<p>Buona visione <img src='http://blog.spaziogis.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
	<div align="center">
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<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/11/19/in-esclusiva-per-tanto-intervista-a-franco-farinelli/">In esclusiva per TANTO: intervista a Franco Farinelli</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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