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	<title>TANTO &#187; comunicazione</title>
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	<description>le cose che ci piacciono ...</description>
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		<title>ASITA 2011 vista da un uccellino</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 22:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Borruso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[asita]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della Conferenza Nazionale ed expo di ASITA (Federazione delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali), alcuni utenti della rete hanno provato a raccontarla tramite Twitter, utilizzando un hashtag creato per l'occasione. In questo il racconto dell'esperienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=ASITA+2011+vista+da+un+uccellino&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Strumenti&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-11-21&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/" data-text="ASITA 2011 vista da un uccellino" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/log_twitter.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4462" title="log_twitter" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/log_twitter.png" alt="" width="154" height="107" /></a>L&#8217;uccellino è quello di <strong>Twitter</strong>, uno dei più famosi servizi di <em>social networking </em>e di <em>microblogging</em>. Nasce nel 2006  e in Italia è diventato uno strumento di massa da poco tempo, ma continua ad essere meno utilizzato e soprattutto meno capito rispetto ad altri servizi concorrenti. Ovviamente sto pensando a Facebook.</p>
	<p>E&#8217; un strumento con cui gli utenti pubblicano messaggi di testo (non più lunghi di 140 caratteri) su ciò che sta avvenendo nella loro vita, con link a cose che ritengono interessanti, divertenti o utili; per se stessi e per i <em>follower </em>(l&#8217;analogo di quello che in altre piattaforme viene infelicemente definito &#8220;amici&#8221;). Le persone lo usano in vario modo, come una fonte di <em>news</em> seguendo certi utenti e <em>network</em> di utenti, come chat-room o come piattaforma di (micro)blog. Tutto sommato potrebbe sembrare qualcosa di più di un SMS, ma non è così.</p>
	<p>E&#8217; uno degli strumenti di &#8220;<strong>passaparola</strong>&#8221; più efficaci sia in termini di numeri, che di sostanza. Ma qui i numeri contano meno, perché anche se hai soltanto 10 <em>follower</em>, il tuo messaggio promozionale, la tua richiesta di aiuto, la tua battaglia politica, potranno raggiungere migliaia e migliaia di utenti. Perché su Twitter segui le persone e non i contenuti, e se un utente che &#8220;mi piace&#8221; segnala qualcosa, la leggerò con occhi diversi e probabilmente la rilancerò a mia volta, dando vita ad un effetto domino di cui non posso conoscere le dimensioni.</p>
	<p>E questo per dire dell&#8217;uccellino.</p>
	<p><strong>ASITA 2011</strong> è invece  la quindicesima Conferenza Nazionale ed EXPO della &#8220;Federazione delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali&#8221;. Sulla pagina dedicata all&#8217;evento si legge</p>
	<blockquote><p>[...]l’Informazione Geografica rivesta un ruolo di infrastruttura abilitante per tanti settori di intervento pubblico, dall’efficienza energetica alla mobilità, dal monitoraggio ambientale alla comunicazione con i cittadini e alla promozione turistica e quanto le tecnologie geomatiche possano contribuire alla realizzazione di servizi innovativi a partire dal primo livello di governo costituito dai Comuni italiani.[...]</p></blockquote>
	<p>Questi temi ci sembravano (e ci sembrano) importanti e per questo con <a title="Pietro Blu Giandonato" href="http://blog.spaziogis.it/author/pietroblu/" target="_blank">Pietro Blu</a> e <a title="Sergio Farruggia" href="http://blog.spaziogis.it/author/sfarruggia/" target="_blank">Sergio</a> abbiamo discusso sull&#8217;idea di utilizzare il web per dare voce all&#8217;evento, per farlo vivere sul web, per creare uno spazio virtuale di incontro e confronto sui temi delle varie giornate.</p>
	<p>Twitter c&#8217;è sembrato lo strumento più giusto, ma non ci siamo inventati nulla, anzi abbiamo provato a mettere in pratica e sperimentare quello che si fa in tutto il mondo: scegliere un <strong><em>hashtag</em></strong>, farlo conoscere, sperare che venga utilizzato ed alimentarlo un po&#8217;.</p>
	<p>L&#8217;hashtag è un&#8217;etichetta che si può utilizzare per contrassegnare parole chiave in un <em>Tweet</em>, in modo da poterli organizzare e <strong>raggruppare</strong>. Gli hashtag sono preceduti dal simbolo &#8220;#&#8221; e possono essere inseriti in qualsiasi parte di un messaggio. Ogni etichetta verrà trasformata in un collegamento ad una pagina che raggruppa gli ultimi <em>Tweet</em> che la contengono, e potrà anche essere usata per fare ricerche tra tutti i post pubblicati su Twitter.<br />
Un esempio pratico, triste ed attuale e quello <a title="Twitter tahrir hashtag" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23tahrir" target="_blank">#tahrir</a>: si tratta dell&#8217;<em>hashtag</em> scelto dalla rete, per ciò che sta avvenendo in Egitto. Un altro più leggero è <a href="https://twitter.com/#!/search/%23sopravvalutati" target="_blank">#sopravvalutati</a>.</p>
	<p>Per ASITA 2011, non siamo stati particolarmente creativi, abbiamo scelto <strong>#ASITA11</strong>.  Un <em>hashtag</em> non è in realtà scelto da nessuno, perché non basta trovare la parola giusta; è necessario, come dicevo sopra, che si instauri una piccola reazione catena, e non è detto che avvenga. In questo caso siamo partiti da <a title="Il primo tweet su ASITA11" href="https://twitter.com/#!/aborruso/status/135726323707555840" target="_blank">qui</a>, e poi &#8220;poco poco, piano piano&#8221; la cosa è cresciuta. Niente di imponente, ma seguirne l&#8217;evoluzione e la crescita è stato divertente e didattico.</p>
	<p>Un po&#8217; di numeri:</p>
	<ul>
	<li>224 tweet</li>
	<li>7 giorni di &#8220;vita&#8221;, dal 13 al 19 novembre</li>
	<li>31 utenti</li>
	</ul>
	<p>Gli utenti più attivi sono stati <a href="https://twitter.com/#!/Benny_65" target="_blank">@Benny_65</a>, <a href="https://twitter.com/#!/Ticonzer0" target="_blank">@TICONZER0</a>, <a href="https://twitter.com/#!/rivistageomedia" target="_blank">@rivistageomedia</a>, <a href="https://twitter.com/#!/massimozotti" target="_blank">@massimozotti</a> e <a href="https://twitter.com/#!/pietroblu" target="_blank">@pietroblu</a>.</p>
	<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/utenti.png"><img class="alignnone size-full wp-image-4471" title="utenti" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/utenti.png" alt="" width="498" height="308" /></a></p>
	<p>I primi giorni sono stati un po&#8217; fiacchi e per un po&#8217; abbiamo pensato che non sarebbe partita nessuna reazione a catena. Dopo i primi due, a manifestazione ancora ferma, la cosa ha iniziato a prendere vita, con 25 <em>Tweet </em>il primo giorno. La punta si è raggiunta il penultimo giorno con 85 messaggi, sia perché il &#8220;passaparola&#8221; cresceva, sia perché coincide spesso con il giorno con più presenze.</p>
	<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/date.png"><img class="alignnone size-full wp-image-4473" title="date" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/11/date.png" alt="" width="498" height="346" /></a></p>
	<p style="text-align: left;">Tutti i <em>Tweet </em>sono <strong>accessibili</strong> online, tramite <em>Twitter</em>. Per comodità di chi legge, li ho comunque pubblicati <strong><a href="https://docs.google.com/a/palermoscienza.it/spreadsheet/ccc?key=0AqILXbOb66_kdDMzd0J0clhqdUlTTXltX3hadXVlc1E#gid=0">qui</a></strong>. In corrispondenza dell&#8217;id del messaggio ho inserito un collegamento ipertestuale che consente di accedere al messaggio originale. Ci sono anche gli aggregati da cui ho ricavato i due grafici di sopra.</p>
	<p style="text-align: left;">In questa settima di osservazione ho notato alcuni elementi interessanti:</p>
	<ul>
	<li>utenti che non usavano <em>Twitter</em> da diversi mesi &#8211; vedi <a href="https://twitter.com/#!/sfarruggia" target="_blank">Sergio</a> &#8211; hanno ripreso ad utilizzarlo per l&#8217;occasione, e sembra abbiano preso voglia di continuare a farlo</li>
	<li>aziende come la mia, che nemmeno avevano un account, l&#8217;hanno creato in questa settimana. <a href="https://twitter.com/#!/TICONZER0/status/136455416258367488" target="_blank">Questo</a> il minimale debutto</li>
	<li>una rivista del settore, che sino ad #ASITA11 non aveva quasi mai usato un hashtag su twitter, lo ha iniziato a fare <a href="https://twitter.com/#!/search/from%3Arivistageomedia%20%23asita11" target="_blank">intensamente</a>, contribuendo non poco all&#8217;effetto domino</li>
	<li>chi, come me, non era presente a Parma ha potuto seguire un po&#8217; della manifestazione</li>
	<li>per alcuni è stato un modo per conoscersi un po&#8217; meglio, per farsi compagnia e magari <a href="https://twitter.com/#!/Benny_65/status/136819714889482240" target="_blank">due risate</a></li>
	<li>ci si è confrontati su alcuni temi anche in modo netto</li>
	<li>è stato lo strumento usato per fare da &#8220;moltiplica&#8221; ad alcune voci critiche, che si sono espresse in rete (<a href="http://blog.planetek.it/2011/11/18/asita-2011-occasione-mancata/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.geoforus.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1601:prime-impressioni-da-asita&amp;catid=19:il-blog-di-geoforus&amp;Itemid=11" target="_blank">qui</a>)</li>
	</ul>
	<p>Si tratta di uno strumento poco conosciuto ed intrinsecamente non controllabile. Probabilmente quando gli organizzatori della manifestazione guarderanno il risultato di questo test, proporranno di replicarlo ufficialmente per l&#8217;anno venturo e con il giusto supporto organizzativo.<br />
Non ero presente in <em>situ</em>, ma il tema del <strong>web 2.0</strong> (<em>Twitter </em>è uno dei mille esempi) e quello dell&#8217;<strong>open</strong> (non solo <em>source</em>), sono sembrati abbastanza laterali e lontani da ASITA. L&#8217;informazione geografica, non ne può più fare a meno.</p>
	<p>L&#8217;<strong>accesso ai dati</strong>, ai dati &#8220;grezzi&#8221;, è stato una chiave di volta. Senza poter scaricare le informazioni su tutti i cinguettii, non sarei riuscito a scrivere questo post: sono stati ispiratori e propedeutici per la creazione di alcuni degli &#8220;oggetti&#8221; creati per l&#8217;occasione. L&#8217;accesso ai dati consente potenzialmente agli utenti di sviluppare superpoteri, e per questo deve essere sempre di più un tema soprattutto <strong>politico</strong>. Per fortuna sembra che stia accadendo.</p>
	<p>Ho provato a <strong>raccontare</strong> tutto questo in <strong>modo visuale</strong>, cercando ove possibile di mantenere sempre coerente il filo temporale. Qui sotto il risultato, che potrete pure vedere a <strong><a title="Il racconto di ASITA 2011 su twitter" href="http://storify.com/aborruso/asita-2011/slideshow" target="_blank">schermo intero</a></strong> (<strong>VE LO CONSIGLIO!</strong>).</p>
	<p>In ultimo ringrazio <strong>Pietro Blu Giandonato</strong>, per avere contribuito a realizzare tutto questo. Buona visione.</p>
	<p><script src="http://storify.com/aborruso/asita-2011.js?template=slideshow"></script><noscript><a href="http://storify.com/aborruso/asita-2011" target="_blank">View the story &#8220;ASITA 2011&#8243; on Storify</a>]</noscript></p>
	<p><div class="note"><div class="notetip"><br />
<strong>Letture consigliate (la prima è per me straordinaria)</strong>:</p>
	<ol>
	<li>«mom, this is how twitter works. | not just for moms!», S.d., <a href="http://www.jhische.com/twitter/" target="_blank">http://www.jhische.com/twitter/</a>.</li>
	<li>«Internazionale » L’arte del tweet», S.d., <a href="http://www.internazionale.it/l%E2%80%99arte-del-tweet/" target="_blank">http://www.internazionale.it/l%E2%80%99arte-del-tweet/</a>.</li>
	<li>«Twitter for beginners», S.d., <a href="http://www.slideshare.net/onlinejournalist/twitter-for-beginners-1012050?type=powerpoint" target="_blank">http://www.slideshare.net/onlinejournalist/twitter-for-beginners-1012050?type=powerpoint</a>.</li>
	</ol>
	<p><strong>Strumenti utilizzati</strong>:</p>
	<ol>
	<li><a href="http://visitmix.com/work/archivist-desktop/" target="_blank">The Archivist Desktop</a>, per scaricare <em>Tweet </em>con l&#8217;hashtag #ASITA11</li>
	<li>Google Docs, per il foglio elettronico online con tabelle pivot e grafici</li>
	<li><a href="http://storify.com/" target="_blank">Storify</a>, per raccontare una storia a partire da varie schegge di web</li>
	</ol>
	<p></div></div>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/">ASITA 2011 vista da un uccellino</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=ASITA+2011+vista+da+un+uccellino&amp;rft.aulast=Borruso&amp;rft.aufirst=Andrea&amp;rft.subject=Strumenti&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-11-21&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/&amp;rft.language=English"></span>

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	</item>
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		<title>“Comunicare” dati geografici</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 17:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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Uno dei sentieri meno battuti dei dati geografici è quello relativo alla loro comunicazione. E&#8217; davvero difficile, se non impossibile, trovare soluzioni, plugin o applicazioni capaci di tirare fuori prodotti multimediali utili a facilitare la divulgazione di dati spaziali, soprattutto quando la dimensione tempo è fondamentale. Mostrare efficacemente i trend evolutivi di dati demografici, epidemiologici, [...]]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2008/04/14/comunicare-dati-geografici/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2008/04/14/comunicare-dati-geografici/" data-text="“Comunicare” dati geografici" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Uno dei sentieri meno battuti dei dati geografici è quello relativo alla loro comunicazione. E&#8217; davvero difficile, se non impossibile, trovare soluzioni, plugin o applicazioni capaci di tirare fuori prodotti multimediali utili a facilitare la divulgazione di dati spaziali, soprattutto quando la dimensione tempo è fondamentale.</p>
	<p>Mostrare efficacemente i trend evolutivi di dati demografici, epidemiologici, ambientali, facendo uso di animazioni è tutt&#8217;altra cosa rispetto ad una monotona, fredda sequenza di diapositive di mappe o grafici.</p>
	<p>Ed ecco che ci viene in soccorso <a href="http://www.uuorld.com/">UUorld</a>, geniale quanto semplice applicazione a metà strada tra GIS e produzione multimediale&#8230; in realtà molto più GIS. UUorld è in effetti un viewer di dati geografici con funzionalità estremamente semplici rispetto ai suoi &#8220;colleghi&#8221;, ma ha un target molto specifico: quello di facilitare e rendere efficace la comunicazione dei dati.</p>
	<p>Il punto di forza di UUorld è quello di essere un viewer GIS &#8220;4D&#8221;, con la possibilità di creare &#8220;mappe animate&#8221; nelle quali vengono mostrati i trend evolutivi di uno specifico dato, legato ad unità di aggregazione spaziali, come ad esempio le singole nazioni. Così potremo capire ad esempio in che modo si è diffuso l&#8217;uso di internet in Europa dal 1990 al 2004, o mettere in evidenza il tasso di analfabetismo a livello mondiale negli ultimi 30 anni.</p>
	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads/2008/04/uuorld-1.jpg"><img src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads/2008/04/uuorld-1-thumb.jpg" border="0" alt="UUorld_1" width="496" height="320" /></a></p>
	<p>Una volta selezionato il dato che si vuole analizzare e l&#8217;area di riferimento (Europa, Africa, Asia, Americhe o il mondo intero) si potrà scegliere la modalità con la quale visualizzarlo, tra poligoni estrusi che vanno su e giù, gradienti di colore o entrambe. Non resta che inquadrare l&#8217;area da visualizzare aggiustando tilt/zoom e cliccare Play, potrete dunque osservare con una efficacissima animazione cosa è successo nel mondo in un determinato periodo di tempo.</p>
	<p>Naturalmente è possibile esportare il risultato in diversi formati multimediali, dalla semplice immagine statica al filmato con encoding MPEG-1, MPEG-4, Flash Video e AVI.</p>
	<p>L&#8217;applicazione è scaricabile ed utilizzabile liberamente, ed è fornita con un set di dati &#8220;embedded&#8221; di tipo demografico, sociologico, epidemiologico aggregati a livello nazionale, messi insieme dal gruppo di sviluppatori di UUorld. Il dato raster di base usato come riferimento è il classicissimo Blue Marble global mosaic.</p>
	<p>Sebbene UUorld sia freeware, è di fatto sviluppato da una software house che basa il suo business sull&#8217;assistenza e la consulenza alla realizzazione di applicazioni ad hoc. E il suo limite purtroppo sta proprio in questo. Al momento non è possibile infatti importare dati dall&#8217;esterno, e si può solo sperare che questa funzionalità venga presto implementata.</p>
	<p>UUorld rimane quindi per ora un bell&#8217;applicativo, non customizzabile con dati esterni, ma semplice nell&#8217;uso ed efficace nella rappresentazione delle informazioni. Lo vedo particolarmente utile come strumento di analisi delle questioni globali a scuola. Non rimane che sperare il team di sviluppatori sia magnanimo e con le prossime release possa essere possibile importare dati.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2008/04/14/comunicare-dati-geografici/">“Comunicare” dati geografici</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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