Archivio per la categoria ‘Google Earth’

4 maggio, 2009

Prima di entrare nel vivo di questo brevissimo tutorial, caliamoci nello scenario adatto:
supponiamo che vi siano arrivati dei geodati o delle informazioni geografiche su cui lavorare e che dobbiate, una volta completata la loro elaborazione, mostrare il risultato del vostro brillante operato a qualcuno che non può sedersi di fronte al monitor del computer con voi ed è colto da visioni apocalittiche al solo sentir nominare uno shapefile o pensa che PostGIS sia un piatto tipico.
Che fare? Mettere in piedi un’applicazione di webmapping “vera” (per esempio con MapFish) richiede quel minimo di tempo, di cui non è sempre detto che si disponga, e ci costringe a scrivere un po’ di codice… cosa che oggi non abbiamo assolutamente voglia di fare ;)
Per fortuna, per soddisfare in maniera rapida e indolore la sete di “sapere geografico” del nostro interlocutore, possiamo approfittare dei servigi di Google.

Fatto il doveroso preambolo, passiamo alla pratica.
Creeremo un’applicazione che, pur non essendo di webmapping in senso stretto, svolgerà egregiamente il suo compito, vale a dire condividere online l’informazione geografica in maniera estremamente speditiva e piuttosto efficace.
Di cosa c’è bisogno?

  • dei vostri geodati in formato KML o KMZ;
  • di un account Google[1] che, se usate Gmail, avete già;
  • Google Earth.

Per trasformare i dati in KML ci sono un’infinità di metodi e di programmi più o meno adatti alle varie esigenze, quindi non entreremo nel merito di questa operazione nel tutorial.
Personalmente, se sto lavorando con ArcGIS, per esportare le feature in formato KML direttamente da ArcMap utilizzo questo script liberamente scaricabile dal sito di ESRI.
In alternativa possiamo ottenere tutti i KML che vogliamo sfruttando la libreria GDAL/ORG (magari attraverso FWTools).

Una volta che i file KML sono pronti all’uso potremmo già pubblicarli su Google Maps grazie al nostro account (utilizzando il link “My maps” o, in italiano, “Le mie mappe” nella home page di Google Maps), ma noi vogliamo di più!
Spesso, infatti, allo scopo di rendere più leggibile l’informazione che vogliamo comunicare con una mappa, è comodo organizzare i contenuti in categorie da mostrare secondo una struttura ad albero composta da cartelle e sottocartelle (del tutto simile a quella ottenibile con il widget layer tree di MapFish).
Per creare questa struttura lanciamo, quindi, Google Earth e aggiungiamo le varie cartelle con un semplice click destro sulla cartella predefinita “Luoghi temporanei”. Si aprirà un menu contestuale dal quale selezioneremo la voce “Aggiungi” e poi “Cartella”:

creazione di una cartella in Google Earth

Ripetiamo questa operazione tante volte quanti sono i nodi (o rami, se preferite) dell’albero che stiamo impostando e, se necessario, annidiamo sottocartelle a piacimento:

cartelle e sottocartelle in Google Earth

Ora che la struttura ad albero è pronta aggiungiamo i file KML dal menu “File” → “Apri” di Google Earth e poi spostiamoli diligentemente uno per uno all’interno della cartella desiderata. Infine, salviamo tutto in un unico file KML (o KMZ) cliccando col tasto destro del mouse sulla cartella “Luoghi temporanei” (che dovrebbe risultare la radice dell’albero).

Siamo finalmente pronti per pubblicare il risultato online tramite Google Maps ed è qui che entra in gioco il servizio Google Sites collegato col nostro account.
Grazie ad esso, infatti, disponiamo di uno spazio web sul quale possiamo caricare file di svariati tipi tra cui, ovviamente, anche KML e KMZ.
Accediamo quindi alla pagina principale del nostro account Google e, una volta effettuata l’autenticazione, clicchiamo sul link “Google Sites”. Se è la prima volta che utilizziamo il servizio, creiamo un nuovo sito cliccando sul bottone apposito.
Scegliamo la modalità preferita per caricare il nostro KML (è possibile allegarlo ad una pagina qualsiasi, magari alla homepage, che troviamo bella e pronta, o creare un “File cabinet” allo scopo).

Da adesso in poi la risorsa caricata sarà disponibile all’URL http://sites.google.com/site/nomesito/nomefile.kml

Per vedere il risultato finale incolliamo questo URL nel campo di ricerca di Google Maps, clicchiamo sul bottone “Cerca sulle mappe”… et voilà[2]

Non resta che copiare l’URL della nostra mappa cliccando sull’apposita voce “link” che appare in alto a destra in Google Maps ed inviarlo a chi ci pare! ;)


[1]Disponendo di uno spazio web alternativo su cui caricare i file possiamo farne a meno

[2]I simboli utilizzati sono quelli disponibili di default in Google Earth… Vi consiglio anche di visitare i luoghi dell’esempio se capitate da quelle parti ;-)

29 marzo, 2009

Mi era già capitato di parlare di GISCorps, una ONG di esperti che prestano su base volontaria le loro conoscenze e capacità geomatiche in tutto il mondo. Si è aggiunta di recente anche l’inglese MapAction, e qui voglio segnalare la loro fantastica “Field Guide to Humanitarian Mapping”.

Al di là del target espressamente rivolto alle emergenze umanitarie, la guida è davvero ben fatta, utilissima anche per chi desidera un documento agile – sono poco più di un centinaio di pagine – e chiaro – molti tutorial – per acquisire i concetti alla base dei GIS come pure dell’uso del GPS in campo.

Il primo capitolo introduce alla cartografia e approfondisce argomenti riguardanti i dati spaziali e i vari formati nei quali è possibile trovarli, i sistemi di coordinate. Il secondo capitolo è dedicato all’uso dei dispositivi GPS per raccogliere dati in campo, con un pratico schema per registrare i waypoint. Il terzo e quarto capitolo sono veri e propri tutorial per l’utilizzo di Google Earth e MapWindow – un GIS open source – per la cartografia a scopo umanitario. MapAction lavora soprattutto con Google Earth perchè da un lato si tratta  del software di mapping che mette a disposizione i dati cartografici di base – foto aeree e immagini satellitari – più aggiornati disponibili, dall’altro perchè è estremamente diffuso anche tra i non addetti ai lavori.

In definitiva, questa guida è certamente un ottimo modo per i newbie di sporcarsi le mani e capire cosa vuol dire fare della cartografia digitale e quali possono essere i suoi impieghi pratici. Se poi ci si appassiona e si vuol dare il proprio contributo alla causa umanitaria… tanto meglio!

MapAction Field Guide to Humanitarian Mapping First Edn Low-res

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