Archivio per la categoria ‘osgeo’

4 maggio, 2010

Questa è una piccola grande notizia che apprendo grazie @lucamenini : il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha autorizzato (il 30 Aprile scorso) a “ricalcare le foto aeree tramite l’accesso al WMS del PCN“.

Sarà possibile arricchire la base dati di OpenStreetMap, tracciando punti, linee, e poligoni su delle basi di buona qualità e finalmente omogenee per il territorio nazionale. Molti dei client con i quali è possibile modificare i dati di OSM, consentono infatti di aggiungere layer WMS come base per il ricalco.

Questo il link da usare in JOSM per la sorgente WMS delle ortofoto del 2006:

http://wms.pcn.minambiente.it/cgi-bin/mapserv.exe?map=/ms_ogc/service/ortofoto_colore_06.map&LAYERS=

ortofoto_colore&REQUEST=GetMap&VERSION=1.1.1&FORMAT=image%2Fpng&

Questo per quella del 2008 (soltanto Umbria e Lazio)

http://wms.pcn.minambiente.it/cgi-bin/mapserv.exe?map=/ms_ogc/service/ortofoto_colore_08.map&LAYERS=

ortofoto_colore&REQUEST=GetMap&VERSION=1.1.1&FORMAT=image%2Fpng&

Ringrazio coloro i quali si sono battuti per questo risultato, ed in particolare Simone Cortesi di OpenStreetMap Foundation, e ovviamente anche il PCN.
Simone ha inoltre lanciato una proposta di virtual mapping party di ritracciatura durante la settimana delle libertà digitali: http://www.libertadigitali.org/

Sono molto contento di questa notizia e chiedo a tutti i lettori interessati di darne ampia eco. Grazie in anticipo!!

29 aprile, 2010

La Banca Mondiale , come molti sapranno, fornisce prestiti agevolati ai paesi in via di sviluppo per finanziare programmi volti alla riduzione della povertà. Come spesso accade, non è tutto oro quello che luccica, e infatti da molti anni è stata lanciata una campagna internazionale per la sua riforma.

Ma non è dei lati oscuri che ogni banca ha – e ai quali nemmeno la World Bank sfugge – che voglio parlare qui oggi, ma della decisione di liberare i dati che questa istituzione detiene, e che riguardano i Paesi di tutto il mondo. Le attività di ricerca e finanziarie che la Banca svolge, si basano infatti su dati di tipo demografico, produttivo e ambientale di assoluto valore, e la decisione di renderli disponibili è un grande passo verso l’idea di dati “grezzi, aperti e liberi”.

Come fa presente Andrew Turner in un suo recente post, la Banca Mondiale aveva da tempo rilasciato delle API per poter utilizzare la propria banca dati in applicazioni esterne (c’è perfino un’app per iPhone), ma poterli ora scaricare in formati aperti (CSV, XML) li rende davvero accessibili a chiunque, per qualunque scopo.

Il catalogo dei dati è consultabile direttamente sul sito della WB, per Paese (qui l’esempio relativo all’Italia) con la possibilità di visionare direttamente in una stessa pagina i trend dei classici indicatori finanziari (PIL, export, reddito pro-capite, ecc.), demografici (indice alfabetizzazione, disoccupazione, educazione), sanitari (mortalità) e ambientali (produzione CO2 pro-capite). Ogni singolo dataset è poi scaricabile, come detto, in formati aperti utilizzabili in qualunque applicazione e per qualunque scopo.

World Bank data

Dati grezzi, aperti e liberi… a livello mondiale!

20 aprile, 2010

fontem Un’esperienza, professionale ma soprattutto umana, nata quasi per caso. Un amico, che conosco da anni e che lavora per una ONG di Roma,  tramite giri nelle mailing-list di software gis open source, vede spuntare il mio nome, e così scopre che mi occupo di  “robe” geografiche. Ecco quindi che con una telefonata mi racconta che un gruppo di ONG, afferenti ad ActNow Alliance,  in collaborazione con ESA hanno attivato il progetto Digital Bridge, ovvero un ponte satellitare Italia-Camerun (fornito da ESA-ESRIN) tramite il quale realizzare una serie di attività di collaborazione e scambio tra i due paesi.

Il progetto prevede di indirizzare una parte delle attività anche al capacity-building nel settore delle tematiche territoriali. Nasce così l’idea di realizzare per gli studenti e i tecnici di Fontem (una città nella provincia camerunense  di Liebalem), un corso introduttivo alla cartografia, ai sistemi di Earth Observations, ai GPS, ai GIS… gulp! Non basterebbe nemmeno un anno per introdurre tutti questi argomenti, ma ci lanciamo nell’avventura, coscienti che gli obiettivi sono anzitutto due:  offrire a questi ragazzi gli elementi per cominciare a formarsi una prospettiva “dall’alto” del loro territorio, e fornire gli strumenti essenziali per orientarsi nel mondo della geomatica.

IMG_0682Per realizzare il progetto coinvolgo un amico e collega forestale, Pier Lorenzo Marasco, col quale iniziamo a studiare il territorio di Fontem e ci mettiamo sulle tracce di tutta la cartografia di dominio pubblico disponibile (quante serate passate tra siti camerunensi, russi, inglesi, ecc.!). All’interno del college di Fontem sappiamo che c’è un gruppo di studio che sta approfondendo le problematiche della deforestazione in Cameroon, e varie tematiche relative al  Climate Change, per cui abbiamo cercato di raccogliere cartografie tematiche sull’argomento, per dare al corso un taglio che fosse per loro interessante, e realmente utile.
Nel frattempo, assieme agli amici di Roma, compriamo alcuni GPS (alcuni Garmin Etrex e un GPS60) che inviamo a Fontem.

Raccolto quanto più materiale possibile e preparate le lezioni, finalmente arriva il giorno della prima connessione con Fontem.  Emozionante: migliaia di chilometri e un cambio di stagione, bruciati in un attimo. Tramite un software di teleconferenza fornitoci dalla stessa ESA,  nel nuovo laboratorio di informatica del college di Fontem  realizzato da AMU, possiamo incontrare i ragazzi di quella città che finora, per noi,  era poco più che una macchia di colore su Google Earth. Saluti, sguardi, sorrisi. Domande e risposte “intercontinentali”. E’ vero che il mezzo è pur sempre virtuale, che un contatto reale richiede molti altri sensi, ma ci sembra che la sincera voglia d’incontrarsi e di condividere conoscenze ed esperienze,  permettono comunque di vivere un’esperienza umana reale, e pienamente vera, che ha richiesto a noi e a loro un attegiamento di ascolto e di comprensione reciproca… perché anche se si parla di GPS, l’approccio è profondamento diverso!

E così, weekend dopo weekend, parliamo di geografia, di cartografia, di immagini aeree, di GPS… E tramite un blog interno ci scambiamo domande, opinioni,  e risorse varie. La cosa che mi ha impressionato di più è stata la voglia d’imparare di quei ragazzi. Niente era scontato, o inutile. Si sono subito interessati particolarmente ai GPS, ed è comprensibile in un contesto dove poco o niente è cartografato.  E’ stato bello vedere la capacità di stupirsi, e l’interesse anche per gli strumenti più semplici. Lì è tutto da fare.
Durante le settimane sono andati in giro per il loro territorio a registrare tracce e punti (foto), che poi insieme abbiamo importato in QGis per scoprire come funziona un sistema GIS desktop. Ma l’ovazione è scoppiata quando hanno visto le loro strade su Google Earth: da un paese in mezzo alla foresta, si sono visti parte del mondo!

L’ultima lezione si è svolta in diretta durante il Sat Expo di Roma (nella foto, un’istantanea della lezione sul megaschermo dello stand ESA), durante le quale

img_7195

ci siamo salutati con la volontà di dare continuità a questo progetto,  e con la speranza di poter fare la prossima lezione dal vivo, a Fontem!

Bhè, ci sarebbero tante cose ancora da raccontare, ma non si addice ad un articolo di blog. Questo piccolo racconto era solo per condividere un’esperienza che, devo dire, mi ha rimotivato anche nella mia attività professionale: ho visto come la geomatica e la geografia, che ogni giorno ritrovo sul tavolo di lavoro, possono essere strumenti per unire il mondo.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi della Discussion list di Osgeo che per l’occasione hanno condiviso materiale didattico utile alla preparazione del corso.

1 marzo, 2010

Era da un po’ che avevo in mente di dedicare un articolo a jQuery, finalmente – complici l’influenza che mi ha tenuto a riposo forzato e l’ispirazione tratta da Linfiniti – sono riuscito nell’intento.

Per chi non lo sapesse, jQuery è un framework Javascript open source molto potente, caratterizzato da una sintassi snella e di facile comprensione.
Il framework è rilasciato con doppia licenza: MIT e GPL.
I motivi per usare jQuery nei propri progetti non mancano di certo: comunità attiva, disponibilità di molti temi e ottimi plugin, compatibilità e leggerezza sono i primi che mi vengono in mente.

In questo articolo vedremo come costruire una mappa online sfruttando jQuery UI e OpenLayers.
Il risultato della “fusione” è un client dotato di funzionalità di base come zoom, pan, misurazione delle distanze e vari layer di sfondo intercambiabili.
Si tratta, in pratica, di un template da cui partire per sviluppare applicazioni di web-mapping vere e proprie.

jquery_openlayers

Per creare il client dell’esempio abbiamo bisogno di:

Ho già raccolto il tutto in questo archivio .zip. Qui dentro, oltre alle librerie, si trova la totalità dei file che compongono il client. Vi basta quindi cliccare sul link per avere il template sul vostro computer, pronto all’uso e/o ad essere trasformato come volete.
Vi invito però a dare lo stesso un’occhiata alla pagina di download di jQuery UI: noterete che è possibile modificare radicalmente il pacchetto prima di scaricarlo. Potete includere le sole componenti utili ai vostri scopi e scegliere tra vari temi già pronti o uno composto da voi con ThemeRoller.
Io ho fatto solo qualche semplice modifica al tema UI-Darkness (in questo periodo non mi piacciono i bordi arrotondati…) ma, come dicevo, si può fare molto di più. Provare per credere.

Ora un po’ di anatomia.
Scompattato l’esempio, è bene posare lo sguardo su alcune delle directory e dei file compresi al suo interno.

jsLib

E’ la directory contenente tutte le librerie elencate in precedenza, necessarie al funzionamento del template.

index.html

Nella sezione header sono referenziate le librerie utilizzate, i fogli di stile e i file javascript.
Nel body è possibile notare che l’attributo class di molti degli elementi della pagina (div, button, span, ecc.) è parecchio popolato. Questo è il metodo con cui jQuery UI e jQueryUI.Layout si “ancorano” alla pagina web.
Per comprendere meglio vi rimando alla pagina degli esempi di jQuery UI.Layout e a questo articolo che spiega in maniera egregia la composizione della toolbar e dei suoi pulsanti.

jsFunc/mappa.js

Contiene la mappa realizzata con OpenLayers.
Nella funzione di inizializzazione (initMap) richiamata al caricamento della pagina, ci sono, tra le altre cose, i controlli collegati ai bottoni della toolbar.

jsFunc/layout.js

In questo script, con poco più di 40 righe di codice, jQuery UI e i suoi plugin definiscono Il layout dell’applicazione, il tema, il comportamento e l’aspetto di bottoni e tooltip.

Css/style.css

A parte qualche piccola “frivolezza” come queste (a mio giudizio) bellissime icone, in questo foglio di stile sono descritte le regole fondamentali per la corretta presentazione del layout e della toolbar creati tramite jQuery UI.

Ecco, questo è grossomodo ciò che bisogna sapere per iniziare a studiare i mille modi di mescolare le potenzialità di jQuery a quelle di OpenLayers.
Fondamentale, come sempre, è il ricorso alla documentazione ufficiale dei vari progetti e al supporto offerto dalla comunità.
Per chiudere segnalo anche due guide in italiano, estremamente ben fatte ed utilissime per avvicinarsi a jQuery e jQuery UI. Entrambe sono firmate HTML.it:
Guida a jQuery
Guida a jQuery UI

2 febbraio, 2010

L’unità di tutte le scienze è trovata nella geografia. Il significato della geografia è che essa presenta la terra come la sede duratura delle occupazioni dell’uomo. (John Dewey)

Alle elementari avevo un maestro che insegnava geografia e che tirava giù una carta geografica del mondo davanti alla lavagna. Avevo un compagno di classe al sesto anno che un giorno ha alzato la mano e ha indicato la costa orientale del Sudamerica; poi ha indicato la costa occidentale dell’Africa e ha chiesto: «Sono state mai unite?». E il maestro ha risposto: «Certo che no, è una cosa ridicola!». Lo studente cominciò a fare uso di droghe e sparì. L’insegnante è diventato consigliere scientifico dell’attuale amministrazione (ndr Bush). (dal film documentario statunitense del 2006 “Una scomoda verità”, diretto da Davis Guggenheim).

Nella mia geografia ancora sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i Giardini delle Esperidi. (George Robert Gissing, da Sulle rive dello Jonio).

L’arma del giornalista è la penna o la macchina da scrivere. L’arma del giornalista sotto vetro smerigliato è la bacchetta o la carta geografica. (Sergio Saviane).

Lungo la costa dell’Africa del Sud-Ovest, delimitato da montagne di origine vulcanica da una parte e dall’Atlantico dall’altra, si stende uno dei più antichi e selvaggi deserti della terra. I geografi chiamano questa zona la Costa degli Scheletri, perché le sue spiagge sono disseminate dei relitti delle navi che vi hanno fatto naufragi. (Ronald Schiller da “Nel mondo dei diamanti”).

A partire dal settembre 2010, secondo le intenzioni del Governo ed in assenza di ulteriori sviluppi, dovrebbe prendere il via la riforma della scuola superiore.
In tal senso il Ministero della Pubblica Istruzione ha predisposto degli appositi siti web per comunicare la riforma dei Licei, degli Istituti Tecnici e dei Professionali.

Nell’intento di fornire una informazione chiara, trasparente e per quanto possibile completa, segnaliamo i tre DPR sopra menzionati appositamente recuperati dal sito del Senato e pubblicati su Scribd.

Da informazioni che abbiamo raccolto su internet, sappiamo che i quadri orario allegati ai suddetti DPR sono stati ulteriormente aggiornati la settimana scorsa, purtroppo in senso peggiorativo. La Gilda degli Insegnanti di Venezia ha messo a disposizione tali versioni “ufficiose” dei quadri orario per i Licei – che al 95% pare costituiranno le versioni definitive – oltre a delle note che aiutano a comprendere le modifiche introdotte.

Di seguito riteniamo utile riportare sinteticamente le cifre riguardanti la riduzione della Geografia alle scuole superiori, confrontando le ore attualmente insegnate con quelle previste dalla riforma Gelmini. Innanzitutto è utile ricordare come questa riorganizzi i Licei, i Tecnici e i Professionali, tentando di razionalizzare la pletora di sperimentazioni che sono state attivate grazie all’autonomia della quale godono le singole scuole. Intento meritorio certamente, ma difficilmente potrà sfuggire il reale obiettivo del Governo, ovvero la riduzione della spesa nella scuola mediante la drastica riduzione del monte ore di circa il 5% sul totale. Riduzione che ovviamente va a colpire alcune materie, tra queste la Geografia e le Scienze.

Per quanto riguarda i Licei, la situazione sembra in verità ancora molto confusa. Sul sito del Ministero i quadri orario del Classico, delle Scienze Umane e del Linguistico mantengono ancora la Geografia con 2 ore a settimana nel biennio, mentre quella ufficiosa diffusa dalla Gilda la vede accorpata alla Storia. Per lo Scientifico e tutti gli altri indirizzi invece l’accorpamento è cosa certa.
Questa operazione ridimensionerebbe dunque la Geografia dalle attuali 2 ore settimanali nel biennio a una condivisione con la Storia, a discrezione dell’insegnante.

La situazione diventa drammatica invece per gli Istituti Tecnici
, con una pressoché totale scomparsa della Geografia che non avrà il “paracadute” dell’accorpamento come accade nei Licei. Attualmente questa viene insegnata per 3 ore a settimana nel biennio degli Industriali e 6 e 4 ore rispettivamente nel biennio degli Aeronautici e Nautici, mentre sparirà totalmente nella riforma Gelmini.

Negli Istituti del settore Economico la Geografia viene attualmente insegnata per 6/8 ore nel triennio a seconda degli indirizzi dei Tecnici Commerciali e Turistici. La riforma Gelmini, invece, ne prevede 6 di ore nel biennio, più altrettante nel triennio dell’indirizzo Turismo. Apparentemente una situazione migliorativa, ma si tratta dei quadri orario ufficiali, non sappiamo cosa è previsto in quelli che sono stati modificati la settimana scorsa.

I love GeographyE’ in questo contesto che vogliamo segnalarvi l’appello in favore dell’insegnamento della geografia, che, se vorrete, potete sottoscrivere.

Non vogliamo convincere nessuno dell’importanza dell’insegnamento della geografia. Non è necessario.
Vogliamo parlare dello studio della geografia come disciplina che educa alla libertà.
Il cuore di questa materia non risiede nell’indicazione della superficie di uno Stato, nel tratto dei rilievi montuosi o nell’elencazione delle principali città.

Noi crediamo che il cuore dell’insegnamento della geografia risieda nelle danze dei Dervishi, nelle rotte letterarie tra Melville e Kerouak e nei viaggi dei grandi esploratori, nel comprendere come si evolva l’avanzata dei talebani nel nord del Pakistan ovvero di come sia cambiata nel tempo la dislocazione delle forze statunitensi in Iraq, nella musica ascoltata e suonata dai popoli, nelle immagini di luoghi remoti, ma anche quali siano i problemi del proprio quartiere.

Tutto questo vuol dire apprendere la geografia: una scienza che dalla morfologia terrestre giunge a disegnare i tratti dell’uomo che la abita.

Ed è per questo che l’importanza di questo appello non si risiede solo in un mero calcolo matematico delle ore da dedicare nelle scuole allo studio della geografia, ma anche nella qualità didattica dello studio di questa materia che apre gli orizzonti, è il caso di dire, degli studenti ed educa il loro cuore e la loro mente alla conoscenza del diverso, alla comprensione delle proprie origini e del proprio territorio, delle realtà sociali, economiche e politiche che ci circondano cui nessuno può dirsi estraneo se vuole vivere una esistenza libera e, perché no, anche avventurosa e coraggiosa, come ognuno di noi si augura essere la vita propria e dei propri figli.


Non siamo da soli, ma insieme a:


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