Archivio per la categoria ‘Entropia’

1 gennaio, 2014 | di

Cinque anni fa scegliemmo di farvi gli auguri pubblicando il testo del ”Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere” (1832), dalle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi.

Il caso ha voluto che oggi leggessi un tweet di @webeconoscenza, che mi ha fatto scoprire una piccola perla: nel 1954 Ermanno Olmi realizzò un video basato su questa opera. Dura soltanto 6 minuti e – a costo di ripeterci – mi sembra ancora una volta un modo speciale di augurare buon anno e buona fortuna.

Buona visione

Immagine anteprima YouTube

20 dicembre, 2013 | di

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Atlas of public Urbino è un progetto svolto all’ISIA Urbino durante un workshop tenuto da Joost Grootens a cui abbiamo partecipato a fine maggio 2013. Si tratta di un atlante che analizza lo spazio pubblico della città di Urbino sotto diverse tematiche. 25 studenti del biennio specialistico in ”Comunicazione, design ed editoria”, divisi in gruppi da 3 persone, avevano il compito di scegliere e approfondire una tematica specifica. Un gruppo esterno coordinava il lavoro. Il tutto doveva essere completato in 40 ore (5 giorni): dalla fase di brainstorming alla produzione dell’atlante stampato.

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Il riferimento iniziale da cui partire era la Pianta Grande di Roma (Nuova Topografia di Roma) del 1748 di Giambattista Nolli, una delle mappe più interessanti mai realizzate. La Mappa di Nolli è così accurata che è stata utilizzata dal Comune di Roma fino al 1970. All’epoca ha introdotto l’orientamento della mappa verso Nord superando l’orientamento a Est. La Mappa del Nolli affascina e ispira ancora oggi soprattutto per la sua rappresentazione unica e dettagliata degli spazi pubblici di Roma.

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Nolli ha incluso nella sua mappa tutti gli spazi pubblici, interni ed esterni e li ha esposti con estrema precisione mantenendo il loro interno bianco (ad esempio erano evidenziate con questo codice visivo le piazze ma anche gli interni delle chiese); tutte le altre informazioni erano rappresentate in nero. In questo modo la mappa del Nolli non è semplicemente un oggetto funzionale ma suggerisce anche come le persone vivevano a Roma nel XVIII secolo e come era organizzata la società.

Nolli viveva in un periodo in cui la nozione di pubblico e privato poteva essere espressa come un valore binario: privato o pubblico, nero o bianco. Oggi questa distinzione è decisamente più difficile da fare. Cosa è privato in un mondo fatto di amicizie su Facebook, continue telefonate che si svolgono per strada o servizi pubblici come l’elettricità che invadono le nostre case? Per rappresentare graficamente questo nuovo tipo di privato e pubblico sarebbero necessari colori diversi dai soli bianco e nero.

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Nell’ambito tematico di nostra competenza (Modifica degli spazi sociali) abbiamo individuato i luoghi pubblici accessibili a chiunque e quelli accessibili attraverso restrizioni (la ricerca è avvenuta sia tramite consultazione on-line che mappatura fatta di persona: Urbino è una piccola città e ci ha permesso di dedicare del tempo a un’indagine in prima persona, locale per locale). Abbiamo capito che alcuni luoghi non possono essere mappati interamente senza prendere in considerazione gli spazi interni ed esterni. Ad esempio alcuni ristoranti e bar “occupano” in maniera naturale l’area pedonale limitrofa. Questo modifica la percezione del pubblico e del privato.

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Abbiamo messo in luce una sorta di “mappa sociale“: nel nostro processo di mappatura abbiamo rilevato tutti i luoghi nei quali le persone instaurano relazioni sociali come bar, ristoranti, università, chiese, musei, luoghi di interesse turistico. Abbiamo individuato gli orari di apertura e il numero di sedute e di coperti dei locali. Alla fine del processo abbiamo deciso di dividere in 8 diverse mappe, una per ogni specifica fascia oraria (6-8, 8-10, 10-12, 12-14, 14-18, 18-20, 20-24, 24-6). In ognuna vengono evidenziati luoghi pubblici e privati con variabili visive diverse in modo da far comprendere la modificazione della percezione degli spazi e di conseguenza delle relazioni sociali.

Il processo di creazione della mappa ha richiesto una serie di passaggi tecnici: una volta ottenuta la mappa catastale presso il Comune di Urbino, realizzata in CAD, formato .dwg, abbiamo provveduto a modificata tramite Illustrator, programma di elaborazione immagini vettoriali, con cui l’abbiamo ”sfoltita” dei dettagli a noi non necessari, quali delimitazioni altimetriche ecc. Terminata la semplificazione ci siamo dedicati all’ uniformazione dei tracciati e dei riempimenti, seguendo le linee guida dell’intero progetto come colori, spessori dei tracciati e altri piccoli accorgimenti, con lo scopo di conferire all’atlante un senso di uniformità progettuale.

Siamo poi passati alla ricerca effettiva delle piante dei vari edifici interessati dal nostro progetto, in modo tale da garantire un’effettiva aderenza allo spazio occupato/liberato durante le varie ore del giorno. Successivamente abbiamo applicato i rilevamenti effettuati in precedenza, creando diverse mappe in base alle fasce orarie e mostrando così il mutamento degli spazi pubblici durante la giornata.

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L’atlante considera diverse tematiche divise per capitoli: Appiattimento culturale, Modifica degli spazi sociali, Rumori pubblici, Le conversazioni, Interferenze, Aree di controllo, Scatta condividi perseguita. Un atlante interpretato come spazio pubblico ma anche un libro inteso come strumento.
Perché questo è ciò che un atlante rappresenta: la sua prerogativa di essere uno strumento di informazione. Gli indici e il linguaggio grafico adottato consentono all’utente di creare collegamenti, permettendo di crearsi le proprie storie, le proprie interpretazioni di cosa significa spazio pubblico oggi, in una città italiana come Urbino.

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Hanno partecipato a questo progetto: Davide Belotti, Michele Bozzi, Alessandro Busi, Riccardo Cavallaro, Giulio Cesco, Bolla Federico Conti Picamus, Grazia Dammacco, Arianna Di Betta ,Giorgio Fanecco, Claudia Flandoli, Veronica Maccari, Alessio Macrì, Marika Mastrandrea, Martina Micheli, Luca Napoli, Valerio Nicoletti, Camilla Oboe, Paola Panza, Gianluca Sandrone, Lucia Sgrafetto, Andrea Tolosano, Gregorio Turolla, Andrea Vendetti, Massimiliano Vitti, Riccardo Zecchini, Matteo Antonio Zennaro, Tommaso Zennaro.

Altre immagini: http://www.behance.net/gallery/Atlas-of-Public-Urbino/12129215

10 dicembre, 2013 | di

Qualche giorno fa, mentre sperimentavo alcuni possibili usi pratici dell’applicazione web Bing Maps, mi sono imbattuto in un errore, di quelli apparentemente insignificanti, riguardante l’attribuzione di un toponimo: la SP4 “Strada Panoramica Valle dei Templi” ad Agrigento risultava erroneamente denominata “strada provinciale Serralombardi Scassabarile” (http://binged.it/1aBIn0Y ).
Preso inizialmente dalla curiosità, ho cercato di scoprire l’origine di tale errore o, quanto meno, di individuare la “reale” ubicazione della strada sunnominata.
Dopo alcune sessioni di ricerca attraverso i motori di ricerca di internet ho constatato, con un pizzico di sorpresa, che nella rappresentazione virtuale della toponomastica nazionale sono presenti diverse occorrenze della fantomatica strada provinciale “Serralombardi Scassabarile“.
Se si fosse trattato della via Roma o della piazza Garibaldi, non avrei ovviamente dato peso al fatto. In questo caso, però, la presenza di tante ricorrenze omonime su territori lontani tra loro (province di Pavia, Salerno, Taranto, Vibo Valentia, Brindisi, Foggia, Palermo, Agrigento, Ragusa, etc.) mi è parsa alquanto improbabile.
A questo punto, sono entrato in crisi: l’effetto scatenato in me da tale constatazione può essere forse paragonato a quello che si riscontra in alcuni personaggi pirandelliani, causato da dettagli apparentemente insignificanti (il setto nasale leggermente deviato in “Uno, Nessuno e Centomila”; il passaggio del treno nella novella “il treno ha fischiato” – per fortuna, ci tengo a precisare riguardo al caso mio, l’unico effetto prodotto sono state le considerazioni che ho cercato di esprimere in queste poche righe, senza trascendere oltre).
Come se già non bastasse la vasta schiera di filosofi, i quali con i loro ragionamenti hanno presentato diverse visioni, talora diametralmente opposte di ciò che consideriamo comunemente mondo reale. Adesso ci si mette pure la rete a mettere in crisi la percezione del mondo (per fortuna quello virtuale, in questo caso).
Lo so, non è la prima volta che uno, fidandosi del navigatore satellitare, finisce su un percorso morto o rimane incastrato con l’automobile in un vicolo del centro storico, ma in tali casi si tratta “solo” di carenza di dettaglio o di mancato aggiornamento.
La genesi, invece, dell’anomalia riguardante la Strada provinciale in questione sembrerebbe di tipo diverso: una strana “infestazione” che mette in luce le criticità di una immensa banca dati distribuita, generata e gestita senza regole precise e controlli non sempre efficaci.
Non voglio cimentarmi in tentativi di dare una spiegazione del perché o di come ciò possa avvenire, se tali “semi infestanti” siano introdotti volutamente da qualcuno (teorie complottiste, sabotaggio) o se, più probabilmente, si generino automaticamente per effetto di qualche criticità negli algoritmi che stanno alla base dei motori di ricerca o di popolamento automatizzato delle grosse banche dati: non ne ho le competenze.
Provo, invece, a saltare alle conclusioni, a trovare una morale: qual è l’approccio giusto che dobbiamo avere riguardo alle informazioni che internet ci fornisce?
Ritengo che dobbiamo abituarci a passare da una concezione deterministica ad una probabilistica, prendere coscienza che ogni notizia o informazione ha un suo grado di attendibilità, teoricamente variabile dal valore “0″ (le cosiddette “bufale” e i macroscopici “strafalcioni”) al valore “1″ (informazioni assolutamente veritiere – ma esistono davvero?).
Per poterci orientare correttamente e valutare autonomamente tale grado di attendibilità dobbiamo quindi adottare strategie quali, ad esempio, la consultazione di più fonti (da valutare anch’esse).
Al contempo, tuttavia, non bisogna esagerare, per non rimanere invischiati o troppo rallentati nel tentativo di ricercare la certezza assoluta, che rappresenta, in tale approccio probabilistico, un limite non sempre raggiungibile.
Ma poi, in fondo, chi se ne frega se qualcuno ha sbagliato il nome: a me basta passare da quelle parti al tramonto e godermi lo spettacolo.

Tempio di Giunone Lacinia presso la Valle dei Templi di Agrigento

Tempio di Giunone Lacinia nella Valle dei Templi di Agrigento | fonte  http://www.lavalledeitempli.net

5 novembre, 2013 | di

La nostra lingua è molto bella e difficile e la parola ospite ne è un esempio. Viene dal latino hospes e ha significati in qualche modo tra loro opposti, in quanto la parola alludeva soprattutto ai reciproci doveri dell’ospitalità. Ci sono anche altri significati.
In geologia quelli “nordici” sono “i fossili esistenti nelle basse latitudini in seguito a migrazione di fauna dalle zone artiche, in concomitanza alle fasi di espansione glaciale del pleistocene”.
In embriologia è “l’individuo sul quale viene effettuato un trapianto“.
Ed infine in zoologia, “la specie a spese del quale vive un parassita” (per tutti i dettagli, Treccani)

Quali ospiti in TANTO? Gli ultimi non li vorremmo, ma non possiamo essere certi di non incontrarne. Esistono, purtroppo, e non si riconoscono sempre; proveremo a tenerli lontano.

Ci piacerebbe accogliere persone provenienti da altre latitudini di esperienza, che vogliano migrare una tantum in questo territorio con il proprio bagaglio di idee, saperi, professionalità e umanità. Vorremmo ricevere il trapianto di organi per noi nuovi e sconosciuti, ma andranno bene anche altri cervelli, cuori, stomaci e soprattutto occhi, che sapranno guardare vicino e lontano.

Aprire TANTO agli ospiti è un desiderio che abbiamo da tempo, ma è un po’ come quando ci si trova davanti una porta insieme a persone molto gentili: “Vada lei”, “No prego passi lei”, “Ma ci mancherebbe faccia lei il primo passo”, “Guardi insisto è per me un piacere”, ecc.. Finalmente facciamo questo passo.

Qual è l’obiettivo? Banalmente migliorare la qualità dei contenuti. Se ci riusciremo i benefici saranno diversi:

  • Nuove prospettive – Ogni autore porterà il suo punto di vista unico;
  • Nuovi lettori – Ogni autore porterà con sé i propri temi e la propria storia, e inevitabilmente arriveranno nuovi utenti interessati;
  • Nuove connessioni – Con il nuovo ospite si creerà un rapporto nuovo e questo faciliterà le possibilità di fare reciprocamente rete.

Gli ospiti saremo anche noi, nel significato primo della parola, e sarà nostro compito accogliere al meglio in casa le persone che vorranno lasciare un piccolo (e grande) segno qui.

Per proporci un’idea di articolo, inviate un’email al nostro indirizzo di redazione – tanto@spaziogis.it – con l’oggetto “Ospite in TANTO”. Vi risponderemo indicandovi le modalità di partecipazione.

Abbiamo già alcuni guest post in cantina e da tempo. Il primo che verrà pubblicato sarà proprio di un ospite nordico a noi molto vicino, così tanto che un po’ ci emoziona e commuove. Ma visto che è un’avventura nuova anche per noi, è stato quasi naturale iniziare in “famiglia”.

Grazie a chi vorrà cambiare qualche volta latitudine ;)

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26 luglio, 2013 | di

Oggi questo blog festeggia il suo ottavo compleanno!

Soltanto una ricorrenza, l’occasione per voltarsi indietro e poi guardare avanti. Una piccola festa per un gruppo di persone sparso in tutta Italia, che dietro questo spazio virtuale coltiva la passione per la geomatica e un rapporto personale speciale. Questo spazio, come già scritto (probabilmente) in altre occasioni, lo chiamiamo il “Bar dietro al router”. Perché incontrarsi frontalmente è difficile, ma lo si fa molto spesso come se avessimo una birra in mano, mescolando serio e faceto, passando dalla “supercazzola” al come raccontare storie con una mappa.

Qualche settimana fa alcuni di noi si sono “incontrati” al bar per caso, ed in piena entropia qualcuno ha detto: “avete visto che con Flipboard finalmente si possono creare magazine a più mani?”. Le persone lo usano per leggere e raccogliere notizie sui temi a cui sono più interessati, “curando” le loro storie preferite nelle proprie riviste.

Queste cose ci piacciono e da lì a poco abbiamo pensato di creare un TANTO su Flipboard. Si trattava però di una risorsa leggibile soltanto sulla App per smartphone. Da tre giorni invece tutti i magazine generati su questa piattaforma sono finalmente consultabili anche tramite browser e TANTO magazine lo trovate qui: http://bit.ly/FlipTANTO.

Cosa sarà non lo abbiamo ancora definito bene. Ci saranno sicuramente tutti i nostri post “regolari”, ma soprattutto le segnalazioni di tutti quegli elementi che ci sembrano stimolanti e degni di nota, per cui non si ha purtroppo il tempo di fare molto di più di una condivisione “curata”. Le differenze che contraddistinguono i frequentatori di questo bar dovrebbero essere il valore aggiunto.

Aldilà del compleanno, e del nostro magazine, Flipboard merita una menzione speciale per la sua capacità di rendere la lettura delle più svariate fonti web più bella, ricca e immediatamente condivisibile con chi si vuole. Provate a sfogliare il vostro dashboard twitter con questo strumento, e vi sembrerà di vedere qualcosa di apparentemente nuovo e di grande interesse. I magazine di gruppo aggiungono la possibilità stimolante di costruire insieme qualcosa a cui si tiene.

Buona lettura!

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TANTO non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, in quanto non viene aggiornato con una precisa e determinata periodicita'. Pertanto, in alcun modo puo' considerarsi un prodotto editoriale.