Archivio per la categoria ‘Didattica’

20 giugno, 2010

Ho la fortuna di avere un amministratore di sistema  dalle “buone letture”. E’ anche e soprattutto un amico, e qualche volta mi segnala degli articoli da leggere. Lo fa con l’obiettivo di farmi un piccolo regalo e/o per stimolarmi dal punto di vista umano e professionale. L’ultima volta qualche giorno fa con “Cos’è una mappa (per bambini)“.

E’ un bel post del blog “Mappa Mundi – carte e geopolitica“: “si parla di mappe e geopolitica (e di cartografia) prendendo spunto dall’attualità internazionale e si parla di attualità internazionale prendendo spunto da carte rintracciate in Rete o su altre fonti”.

Per il nome del blog è sufficiente scomodare wikipedia:

Mappa mundi (plurale mappae mundi) è il termine con cui in generale si indicano le mappe del mondo di epoca medievale.

L’autore è Alfonso Desiderio – giornalista di National Geographic Italia e  Limes, rivista italiana di geopolitica – e leggerlo è stato una bella scoperta.

Cos’è una mappa (per bambini)

Cos’è una mappa (per bambini)

Nel post che ho citato sopra, racconta dell’impresa di far comprendere, a dei bambini di una (fortunata) scuola materna,  il significato ed il valore di una mappa. Si è spinto oltre, ed è riuscito anche a fare creare delle mappe a questi cuccioli d’uomo. Tra queste, una mappa del tesoro che consentisse ad una delle maestre coinvolte, di trovare un pacco di biscotti ben nascosto nell’aula dove si è svolto l’incontro.  Il resto lo leggerete nel suo post.

Mappa Mundi è nato quest’anno a Febbraio e mi dispiace non averlo incontrato prima; mi sembra già un vecchio amico.

Buona lettura

20 aprile, 2010

fontem Un’esperienza, professionale ma soprattutto umana, nata quasi per caso. Un amico, che conosco da anni e che lavora per una ONG di Roma,  tramite giri nelle mailing-list di software gis open source, vede spuntare il mio nome, e così scopre che mi occupo di  “robe” geografiche. Ecco quindi che con una telefonata mi racconta che un gruppo di ONG, afferenti ad ActNow Alliance,  in collaborazione con ESA hanno attivato il progetto Digital Bridge, ovvero un ponte satellitare Italia-Camerun (fornito da ESA-ESRIN) tramite il quale realizzare una serie di attività di collaborazione e scambio tra i due paesi.

Il progetto prevede di indirizzare una parte delle attività anche al capacity-building nel settore delle tematiche territoriali. Nasce così l’idea di realizzare per gli studenti e i tecnici di Fontem (una città nella provincia camerunense  di Liebalem), un corso introduttivo alla cartografia, ai sistemi di Earth Observations, ai GPS, ai GIS… gulp! Non basterebbe nemmeno un anno per introdurre tutti questi argomenti, ma ci lanciamo nell’avventura, coscienti che gli obiettivi sono anzitutto due:  offrire a questi ragazzi gli elementi per cominciare a formarsi una prospettiva “dall’alto” del loro territorio, e fornire gli strumenti essenziali per orientarsi nel mondo della geomatica.

IMG_0682Per realizzare il progetto coinvolgo un amico e collega forestale, Pier Lorenzo Marasco, col quale iniziamo a studiare il territorio di Fontem e ci mettiamo sulle tracce di tutta la cartografia di dominio pubblico disponibile (quante serate passate tra siti camerunensi, russi, inglesi, ecc.!). All’interno del college di Fontem sappiamo che c’è un gruppo di studio che sta approfondendo le problematiche della deforestazione in Cameroon, e varie tematiche relative al  Climate Change, per cui abbiamo cercato di raccogliere cartografie tematiche sull’argomento, per dare al corso un taglio che fosse per loro interessante, e realmente utile.
Nel frattempo, assieme agli amici di Roma, compriamo alcuni GPS (alcuni Garmin Etrex e un GPS60) che inviamo a Fontem.

Raccolto quanto più materiale possibile e preparate le lezioni, finalmente arriva il giorno della prima connessione con Fontem.  Emozionante: migliaia di chilometri e un cambio di stagione, bruciati in un attimo. Tramite un software di teleconferenza fornitoci dalla stessa ESA,  nel nuovo laboratorio di informatica del college di Fontem  realizzato da AMU, possiamo incontrare i ragazzi di quella città che finora, per noi,  era poco più che una macchia di colore su Google Earth. Saluti, sguardi, sorrisi. Domande e risposte “intercontinentali”. E’ vero che il mezzo è pur sempre virtuale, che un contatto reale richiede molti altri sensi, ma ci sembra che la sincera voglia d’incontrarsi e di condividere conoscenze ed esperienze,  permettono comunque di vivere un’esperienza umana reale, e pienamente vera, che ha richiesto a noi e a loro un attegiamento di ascolto e di comprensione reciproca… perché anche se si parla di GPS, l’approccio è profondamento diverso!

E così, weekend dopo weekend, parliamo di geografia, di cartografia, di immagini aeree, di GPS… E tramite un blog interno ci scambiamo domande, opinioni,  e risorse varie. La cosa che mi ha impressionato di più è stata la voglia d’imparare di quei ragazzi. Niente era scontato, o inutile. Si sono subito interessati particolarmente ai GPS, ed è comprensibile in un contesto dove poco o niente è cartografato.  E’ stato bello vedere la capacità di stupirsi, e l’interesse anche per gli strumenti più semplici. Lì è tutto da fare.
Durante le settimane sono andati in giro per il loro territorio a registrare tracce e punti (foto), che poi insieme abbiamo importato in QGis per scoprire come funziona un sistema GIS desktop. Ma l’ovazione è scoppiata quando hanno visto le loro strade su Google Earth: da un paese in mezzo alla foresta, si sono visti parte del mondo!

L’ultima lezione si è svolta in diretta durante il Sat Expo di Roma (nella foto, un’istantanea della lezione sul megaschermo dello stand ESA), durante le quale

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ci siamo salutati con la volontà di dare continuità a questo progetto,  e con la speranza di poter fare la prossima lezione dal vivo, a Fontem!

Bhè, ci sarebbero tante cose ancora da raccontare, ma non si addice ad un articolo di blog. Questo piccolo racconto era solo per condividere un’esperienza che, devo dire, mi ha rimotivato anche nella mia attività professionale: ho visto come la geomatica e la geografia, che ogni giorno ritrovo sul tavolo di lavoro, possono essere strumenti per unire il mondo.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi della Discussion list di Osgeo che per l’occasione hanno condiviso materiale didattico utile alla preparazione del corso.

3 marzo, 2010

GIScover è molto popolare tra gli appassionati di outdoor e GPS come il sottoscritto. Nato come mashup di Google Maps per condividere i propri itinerari, attraverso lo scambio di tracce GPS, si è gradualmente evoluto in una realtà più complessa ed in direzioni complementari.

In particolare ho trovato interessante l’utilizzo dell’User-Generated Content o UGC per proporre un servizio commerciale e personalizzato alle autorità turistiche locali.

Per capire meglio la realtà imprenditoriale che c’è dietro ho preferito quindi la forma dell’intervista, scritta e video, chiedendo direttamente al fondatore, Massimo Nicolodi, qualcosa di più sulla sua creatura.


Lorenzo Perone – Cos’è GIScover?

Massimo Nicolodi - GIScover è un punto d’incontro per appassionati di viaggi itineranti e di attività outdoor. L’obiettivo principale è quello di fornire una banca dati di tour e tracce GPS accessibile gratuitamente da chiunque e da ovunque.

Per gestire la grande quantità di dati è stato creato un motore di ricerca potente, ma facile ed intuitivo nell’uso, capace di reperire velocemente i tour ricercati.

Tutti gli utenti del sito possono registrarsi e scaricare i tour gratuitamente.
Ad oggi abbiamo 6640 tour per una distanza di 367538 Km ed un dislivello in salita di 11032 km.

LP – Quando è nato GIScover?

MN – Nel 2004.

LP – Perché è nato GIScover?

MN – ll team di GIScover è formato da grandi viaggiatori ed amanti di sport estremi. Negli ultimi anni le tecniche e gli equipaggiamenti sportivi sono cambiati e si sono evoluti, ma due cose sono rimaste costanti: pianificare un nuovo viaggio è ancora una cosa difficile che richiede tempo e dedizione e, nonostante questo, l’eventualità di perdersi nei posti che andiamo a visitare è un’eventualità da non escludere.

Quando cominciai ad utilizzare i primi ricevitori GPS nelle mie avventure mi resi subito conto di come questo piccolo apparecchio tecnologico poteva cambiare la mia vita. Portarlo sempre con me nelle escursioni sulle alte vie delle Dolomiti, significava avere una garanzia di soccorso in caso di necessità ed inoltre era la garanzia di non perdere più la rotta. Il GPS aveva un’interfaccia semplice e poteva comunicare con il PC. In questo modo potevo salvare ed archiviare i percorsi effettuati e potevo caricare le nuove tracce da percorrere recuperate attraverso amici e conoscenti.

Da qui il passo a capire che anche altri appassionati delle Dolomiti come me potevano essere interessati a questi scambi è stato breve.

In poco tempo l’idea ha preso forma: perché non costruire, in collegamento con le autorità turistiche locali, un servizio di informazioni complesso capace di promuovere le zone meno conosciute turisticamente e di fornire un nuovo valore all’esperienza di chi si reca in questi posti? E perché non utilizzare un portale Web, con un motore di ricerca avanzato, per rendere accessibile a chiunque le informazioni in modo semplice, veloce ed economico?

LP – Quante persone hanno collaborato alla nascita di GIScover?

MN – Eravamo in 10.

LP – Chi erano i protagonisti delle escursioni? Voi? Dei vostri amici? Un’associazione sportiva alla quale vi eravate affiliati?

MN – Appassionati di outdoor, io e mia moglie, amici. Abbiamo iniziato a mappare le principali ciclabili del trentino, le altevie delle dolomiti e percorsi di MTB tra cui le Transalp da Mittenwald al Garda (ne ho concluse 5).

LP – Che tecnologie utilizza Giscover?

MN – PHP, MySQL, Google Maps, Drupal. Nella nuova versione integreremo anche Open Street Map con scambio di tracce.

LP – Quanti utenti ha oggi GIScover?

MN – Circa 16.00.

LP – Come ha fatto GIScover a catalizzare la massa critica di percorsi che gli ha permesso di diventare così popolare?

MN – Siamo stati i primi a scambiare le tracce gratuitamente e abbiamo iniziato con bellissimi tour di sci alpinismo e mountain bike.

LP – Cosa sono gli ecopunti?

MN – Sono dei punti attribuiti agli utenti in base ai chilometri di percorsi caricati e che traduciamo in buoni sconto per acquisto di GPS e software dal nostro sito.

LP – Il compenso in ecopunti per i percorsi inseriti è stato efficace?

MN – E’ stato particolarmente stimolante per alcuni rilevatori che hanno svolto un lavoro incredibile.

LP – C’è qualche utente che ha raggiunto livelli di retribuzione tali da fare acquisti importanti?

MN – Qualcuno ha ricevuto dispositivi GPS pagati con il sudore e gli ecopunti.

LP – Quante sono le persone attualmente impiegate in GIScover? Che profili hanno?

MN – Ci sono attualmente 5 sviluppatori, collaborano inoltre fotografi e web designer.

LP – GIScover mostra attualmente una trasversalità di servizi (shop, corsi, servizi di geolocalizzazione, servizi di web-gis di supporto al marketing territoriale) quali sono quelli trainanti da un punto di vista economico?

MN – I principali settori di riferimento sono il turismo, la pubblica amministrazione e l’educazione.

Sviluppiamo soluzioni geoweb, Content Management System (CMS – Drupal), Customer Relationship Management (CRM – http://www.giscover.info/prodotti_servizi).

Abbiamo richieste da diverse località turistiche di aggiungere ai loro siti web delle funzionalità geoweb per promuovere i principali punti di interesse ed itinerari sul loro territorio. A questo proposito stiamo introducendo il concetto del GPS Guided Tour.

La presenza di GPS sui telefoni di nuova generazione sta accellerando la diffusione e la richiesta di queste tecnologie, di conseguenza noi stiamo investendo in ricerca e sviluppo sul settore mobile (Nokia, iPhone e Andorid).

Abbiamo iniziato un’attività di collaborazione con editori, in particolare segnalo la collaborazione con Ediciclo, editore specializzato nella pubblicazione di guide escursionistiche e per il cicloturismo. Stiamo accompagnando le ultime pubblicazioni con tracce GPS per agevolare i lettori nell’individuazione dei percorsi.

LP – C’è un sito/progetto italiano a cui ti sei ispirato o che ti piace particolarmente?

MN – I miei riferimenti sono wikipedia, flickr, google maps e youtube.

La nuova versione di GIScover che stiamo sviluppando ne permetterà una facile integrazione con funzioni simili.

LP – Quali sono i temi su cui state investendo e che pensate possano diventare economicamente rilevanti per la vostra azienda?

MN – Turismo, annunci classificati, pubblica amministrazione, educazione, mobilità e trasporto pubblico, sicurezza in montagna, applicazioni per mobile (Symbian, iPhone, BalckBerry e Android), canali tematici per i geocontenuti.

LP – Ci sono delle attività, diverse da GIScover, in cui siete coinvolti in questo momento e di cui vuoi parlarci?

MN – Un progetto al quale tengo particolarmente è “Scuola Web 2.0 – Esplora e Racconta” che è stato approvato e finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Trento. E’ un progetto rivolto al mondo dell’educazione con scuole medie e secondarie del trentino ed alcune facoltà universitarie. E’ prevista inoltre la partecipazione di enti per beni culturali, turismo ed innovazione tecnologica.

http://tinyurl.com/y9gx8yw - http://tinyurl.com/yc8mlle - http://tinyurl.com/y8dmvyn

LP – Ci puoi segnalare alcuni case history degli ultimi progetti realizzati o in via di sviluppo?

MNBusFinder, sistema integrato per la mobilità

http://tinyurl.com/ybtyvh9http://tinyurl.com/y9mbymy

MN – Ed alcuni siti di cui abbiamo realizzato la parte di geoweb.

Percorsi Outdoor – www.giscover.com

La via del Brenta – http://laviadelbrenta.it/

Progetto turistico Sardegna – tancasabertas.net

Prototipo Route Planner ATAF Firenze – http://ataf.giscover.com/map

MN – Ti segnalo anche dei link ad applicazioni e tecnologie che ci sembrano molto interessanti.

Boston MBTA Planner - esempio di routeplanner al quale ci stiamo ispirando.

Google Maps per Mobile – qui è possibile richiedere fermate e linee da punto a punto anche per trasporto pubblico, provatelo su Firenze!

Digital Signage e automationazienda con cui collaboriamo per sistemi di digital signage e broadcasting localizzato. Sono tra i maggiori produttori al mondo di display per outdoor e sistemi bancomat. Possono produrre anche distributori di biglietti e schede magnetiche.

Google Transit – elenco delle città che offrono informazioni e orari per trasporto pubblico. Speriamo di poter aggiungere anche la regione Abruzzo.

Terravision – sito interessante per organizzare vacanze “fly and ski” e turismo estivo e attivo (bici escursionismo ecc…).

Val Venosta – Itinerari turistici in bici + treno.

Val Pusteria – Itinerari in bici.

20 agosto, 2009

Il titolo è buttato lì solo per fare audience, ma piegare bene una mappa non è cosa da poco.

Avete presente quei viaggi in macchina estivi, 40° all’ombra, 5 posti auto occupati, macchina piccola, tanta fame, tanto sale sul corpo? Cercate un luogo che vi sarà di sollievo e subito, voi grandi esperti cartografi, vi mettete a cercare quel famoso agriturismo su una mappa. Il bello è poco dopo, quando volete piegarla (sudata ormai anche lei) e volete farlo con cura, perché il viaggio è ancora lunga ed una mappa di carta è un oggetto prezioso: “la piego ioooo” la mappa, “ci penso ioooo” che faccio GIS, etc..

Io in queste circostanze, mi sono spesso sentito stupido. Raramente sono riuscito a piegare correttamente una carta che già aveva i segni di piega, figurarsi una carta stampata in casa ed ancora non piegata.

rubik_map

Ci viene in aiuto un godibile manuale di dominio pubblico dell’esercito degli Stati Uniti d’America: “Map reading and land navigation“.  L’appendice B si intitola “MAP FOLDING TECHNIQUES” e ci illustra tre tecniche che ci faranno ottenere sia la portabilità di una mappa  (riducendola di dimensioni), che l’usabilità della stessa (non sarà necessario aprirla interamente per leggerla). Qui sotto ne trovate illustrate due (classiche).

due tecniche per piegare una mappa

Il volume è acquistabile su Amazon, ed è leggibile liberamente in html e su Scribd (da cui potrete scaricarlo anche in  PDF).

via  Free Geography Tools

P.S. il cubo di Rubik (mia moglie che è cinefila dice alle volte “di Kubrik” ;-)   ) vettoriale con cui ho “composto” la prima immagine l’ho scaricato da deviantART.

10 agosto, 2009

Era un pezzo che desideravo sperimentare Yahoo Pipes, dopo esserne venuto a conoscenza grazie ad Andrea (ricorderete il suo precedente geniale post). In effetti ho giocato d’anticipo proprio su di lui, per cimentarmi a produrre un GeoRSS in puro stile web 2.0.

Non ho certo intenzione di mettermi qui a tessere le lodi di Pipes, sebbene a mio avviso non se ne parli mai abbastanza. Voglio solo ribadire che si tratta di uno strumento web 2.0 dalle potenzialità pressoché infinite, che aumentano esponenzialmente in funzione della crescente messe di risorse e fonti di dati disponibili sul web. A patto che, inutile dirlo, lo siano secondo standard aperti, come già Andrea ha molto ben sottolineato proprio nel suo citato articolo.

Passiamo ai fatti.

Un item GeoRSS, nella codifica W3C ha la seguente struttura:

<?xml version=\"1.0\"?>
 <?xml-stylesheet href=\"/eqcenter/catalogs/rssxsl.php?feed=eqs7day-M5.xml\" type=\"text/xsl\"
                  media=\"screen\"?>
 <rss version=\"2.0\"
      xmlns:geo=\"http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#\"
      xmlns:dc=\"http://purl.org/dc/elements/1.1/\">
  <channel>
     <title>USGS M5+ Earthquakes</title>
     <description>Real-time, worldwide earthquake list for the past 7 days</description>
     <link>http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/</link>
     <dc:publisher>U.S. Geological Survey</dc:publisher>
     <pubDate>Thu, 27 Dec 2007 23:56:15 PST</pubDate>
     <item>
       <pubDate>Fri, 28 Dec 2007 05:24:17 GMT</pubDate>
         <title>M 5.3, northern Sumatra, Indonesia</title>
         <description>December 28, 2007 05:24:17 GMT</description>
         <link>http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/recenteqsww/Quakes/us2007llai.php</link>
         <geo:lat>5.5319</geo:lat>
         <geo:long>95.8972</geo:long>
       </item>
     </channel>
   </rss>

L’obiettivo è costruire un GeoRSS a partire da una fonte di dati che viene aggiornata in tempo reale, nella fattispecie – e tanto per essere originali – l’elenco dei terremoti rilevati dal Centro Nazionale Terremoti dell’INGV, sul cui sito vedrete una pagina html con tutti gli ultimi eventi rilevati.

Per il nostro lavoro utilizzeremo sempre le stesse informazioni, ma in formato standard CSV – disponibili qui – dunque perfettamente importabili pressochè ovunque. Vediamone i contenuti:

  • Lat – la latitudine dell’evento in gradi decimali;
  • Lon – la longitudine dell’evento in gradi decimali;
  • Depth – la profondità dell’ipocentro in km;
  • UTC_Date – il momento temporale nel quale l’evento è stato registrato;
  • Magnitude – la magnitudine Richter dell’evento;
  • Locality – il distretto sismico nel quale è avvenuto il terremoto;
  • Code – un codice univoco relativo all’evento;
  • Query_Time – il tempo di query del file CSV, corrispondente a quello di caricamento della pagina del sito INGV.

In Pipes, il primo passo consiste nell’andare a recuperare (fetch) la fonte dei dati (il file CSV) per poterne poi utilizzare il contenuto. Verrà utilizzato il modulo “Fetch CSV” nel quale andremo ad inserire l’URL del CSV, usando la prima riga come intestazione delle colonne.

imagePer poter generare il GeoRSS, Pipes deve “vedere” nei dati recuperati elementi che siano chiaramente riferibili a una coppia di coordinate, pertanto rinomineremo i campi “Lat” e “Lon” del CSV nei prosaici “Latitude” e “Longitude” mediante il modulo “Rename”.

imageLo standard GeoRSS prevede alcuni item che consentono di arricchire di informazioni descrittive ogni elemento geotaggato, poi visibili nel “balloon” ad esso associato in fase di visualizzazione su mappa.

Naturalmente si tratta di informazioni residenti nel CSV, che noi andremo opportunamente a rinominare in modo da consentire a Pipes di includerle nel singolo elemento del GeoRSS. Si tratta essenzialmente di:

  • <title> – il titolo dell’elemento, in questo caso il distretto sismico nel quale è avvenuto l’evento;
  • <link> – l’URL alla risorsa associata all’elemento, ovvero la pagina dedicata al singolo evento sismico, realizzata dall’INGV;
  • <description> – la descrizione dell’elemento, con la magnitudine, la profondità dell’ipocentro e la data del terremoto.

Passeremo queste informazioni al Pipe semplicemente usando sempre il modulo “Rename” avendo stavolta l’accortezza di scegliere l’opzione “Copy As”.

image Qui sopra per <title>, con la necessità di sostituire l’antiestetico underscore presente nel campo “Locality” del CSV con uno spazio vuoto (blank) grazie al modulo “Regex”.

La <description> dell’elemento geotaggato come già detto è costituita da magnitudine, profondità dell’ipocentro e data dell’evento sismico, informazioni presenti in tre differenti campi del CSV, che andremo a comporre in un’unica stringa grazie al modulo “String Builder”. Questo verrà utilizzato però nell’ambito di un modulo “Loop”, poichè è un’operazione che va ripetuta per ogni elemento presente nel CSV.

image

Notate come il risultato dello String Builder vada ad essere assegnato all’item <description>.

L’INGV, per ogni evento sismico registrato, genera una pagina html che riporta informazioni estremamente dettagliate riguardanti il terremoto, molto preziose per chi si occupa di sismologia, di protezione civile o comunque davvero interessanti anche a scopo didattico. Qui quella relativa al famigerato evento del 6 aprile scorso che ha devastato l’Aquilano.

Osservando l’URL si nota che la stringa risulta la seguente:

http://cnt.rm.ingv.it/data_id/[codice evento]/event.php

dunque ciò che cambia è il codice evento, registrato nel campo “Code” del CSV. Ancora una volta, useremo la combinazione dei moduli “Loop” e “String Builder” per costruire il link alla pagina di ogni evento, assegnando il risultato all’item “eventoURL” che verrà poi rinominato nell’item <link>.

imageDulcis in fundo… il modulo che genera il vero e proprio GeoRSS… voilà, si tratta di “Location Extractor”.

imageVoi direte: “embè, e i parametri dove sono?!?”. E’ quel che mi son chiesto anch’io quando l’ho visto. Ma poi leggendo la descrizione del modulo (cosa che vi consiglio vivamente di fare), si capisce come funziona:

Questo modulo esamina il feed in input, alla ricerca di informazioni che indichino una località geografica. Se trova dati geografici, il modulo crea una y:location che costituisce l’elemento di output. Questo contiene svariati sotto-elementi, in funzione del feed di input.

Dunque fa tutto lui. In pasto possiamo dargli sorgenti GML, W3C Basic Geo, tags KML e ovviamente GeoRSS, in output fornirà appunto l’elemento y:location, che potrà essere visualizzato direttamente su una mappa interattiva Yahoo Map. Qui sotto il risultato…

Ma il vero valore aggiunto del pipe è quello di poter essere impiegato in svariati modi, dal “banale” embedding della mappa in blog e siti web, per finire ad altri davvero potentissimi, riutilizzabili in una miriade di modalità. Solo per citarne alcuni JSON, PHP, KML e ovviamente GeoRSS.

image

E proprio il GeoRSS può essere usato ad esempio con OpenLayers, scrivendo un pò di codice html è possibile in pochi minuti importare il feed generato dal pipe come layer grazie alla call OpenLayers.Layer.GeoRSS ottenendo una mappa semplice ma efficace, come si vede in questo esempio… Altre modalità di fruizione del GeoRSS – generate sempre in modo automatico – le riporto qui appresso giusto per coloro che non hanno voglia di andare a consultare la pagina del pipe:

Insomma, a noi Yahoo Pipes ci fa letteralmente sognare… Perchè sapere di avere uno strumento col quale poter attingere, trasformare, plasmare e “ricablare il web” (il loro slogan) e i dati sparsi per il mondo usando la logica ad oggetti, dedicando i propri neuroni solo ed esclusivamente alle idee e al modo di tradurle in fatti… beh, è davvero troppo, troppo entusiasmante.

E allora “Yes, we Pipe!”… ma prima ancora Linked Data… now!!!”.


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