TANTO » Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it le cose che ci piacciono ... Mon, 07 Nov 2016 09:59:24 +0000 it-IT hourly 1 La prima call della Conferenza INSPIRE 2013, che si terrà a Firenze http://blog.spaziogis.it/2012/12/24/la-prima-call-della-conferenza-inspire-2013-che-si-terra-a-firenze/ http://blog.spaziogis.it/2012/12/24/la-prima-call-della-conferenza-inspire-2013-che-si-terra-a-firenze/#comments Mon, 24 Dec 2012 18:30:08 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=5368 Come molti ormai sanno già dalla scorsa estate, la prossima Conferenza INSPIRE si terrà a Firenze dal 23 al 27 giugno 2013, e da un paio di giorni sta circolando la call for contributions con alcuni dettagli sull’evento. Con questo breve articolo vogliamo dare semplicemente eco alla cosa, riprendendo in buona parte proprio il testo della call.


Il tema della Conferenza è “The Green Renaissance”, che tradotto in “Il Rinascimento Verde” francamente lascia un po’ perplessi. Il comitato organizzatore si è comunque ispirato proprio al movimento rinascimentale, che ha profondamente influenzato la vita intellettuale europea, facendo sentire la sua influenza nell’arte, nella letteratura, nella politica, la scienza, la religione. Analogamente la Direttiva INSPIRE vuole influenzare il modo in cui le informazioni per la gestione del nostro pianeta possono essere condivise e fruite.

L’obiettivo della Conferenza INSPIRE del 2013 è quello di fare un bilancio di questo progresso, scambiando opinioni ed esperienze e su come INSPIRE sta affrontando le sfide passate e le esigenze emergenti, per individuare nuove opportunità e riflettere collettivamente su come potrà evolvere ulteriormente per massimizzare i benefici per la società.

Call per poster e contributi

La call invita a proporre poster e contributi nell’ambito dei tre “pilastri” che il comitato ha individuato, ovvero “Showcase on Environment”, “Capacities” e “Networking”, ciascuno dei quali a sua volta comprende ulteriori topic:

  • Showcase on Environment
    • Transport
    • Natural disasters
    • Environmental Protection and Historical Landscape
    • Forestry
    • Environmental impact assessment
    • Integrated spatial assessments
    • Population and eco-systems
    • Land Monitoring
  • Capacities
    • Earth Observation (Copenicus [GMES], “GEOSS”..)
    • Lessons learnt and best practice
    • Costs and Benefits of implementing INSPIRE
    • Green economy
    • Public and Private Sector partnerships
    • Technologies required to deliver INSPIRE
    • Multi-disciplinary e-infrastructures
    • Cloud computing
    • Sensors and Sensor web
    • Citizen science/crowd sourcing
    • Linked data and semantic web
    • Capacity Building
  • Networking
    • EU Enlargement and Integration
    • EU Location Framework
    • EU Committee of the Regions
    • UN GGIM
    • National and regional initiatives
    • Cross thematic networking
    • eGovernment
    • Open data
    • Greening the information society

E’ inoltre possibile presentare contributi per l’edizione speciale del Internationa Journal of Spatial Data Infrastructure Research (IJSDIR), il termine ultimo per la presentazione del paper completo è il 31 maggio 2013.

Call per workshop

I workshop pre-conferenza si svolgeranno il 23 e 24 giugno, ogni laboratorio o tutorial può essere proposto per una singola sessione di 90 minuti. Il tipico partecipante alla conferenza si registra a massimo quattro workshop e tutorial da 90 minuti durante una singola giornata di seminario. Per tutti i partecipanti alla conferenza, workshop e i tutorial saranno aperti senza alcun costo aggiuntivo, mentre è prevista una tariffa giornaliera per coloro che vorranno frequentare solo i workshop. Chi è interessato a presentare una proposta di workshop o tutorial trova indicazioni specifiche sul sito web della Conferenza.

La deadline per presentare sia paper che workshop è il 1 marzo 2013, mentre per i poster il 29 marzo 2013.

Ultime novità riguardo le specifiche tecniche

Il comitato ci ricorda inoltre che il team del JRC sulle specifiche tecniche e i Thematic Working Group (TWG) stanno lavorando duro per finalizzare la versione 3.0rc3 (release candidate 3) delle specifiche dati dei temi compresi negli Allegati II e III della direttiva INSPIRE.

Questa versione sarà consistente con le bozze di emendamenti alle Implementing Rules per l’interoperabilità dei dataset spaziali e dei servizi attualmente in via di traduzione. I modelli dati corrispondenti e gli schemi xml sono stati già pubblicati (link) mentre le linee guida verranno rilasciate l’anno prossimo, man mano che saranno disponibili. Sarà utile tenere sotto controllo il sito web dedicato agli ultimi documenti (link).

La comunicazione

Noi di TANTO siamo particolarmente attenti agli aspetti della comunicazione che riguardano gli eventi della geomatica, e teniamo a sottolineare che l’hashtag lanciato da @INSPIRE_EU (l’account Twitter ufficiale di INSPIRE) è #inspireeu2013. Esiste anche un account INSPIRE su Storify, che ha raccolto un po’ di tweet e altro materiale riguardante la Conferenza 2012 tenutasi a Istanbul, date un’occhiata qui. Speriamo di poter contribuire attivamente anche noi il prossimo giugno a Firenze.

L'articolo La prima call della Conferenza INSPIRE 2013, che si terrà a Firenze è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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Regione Puglia e open data: avanti veloce http://blog.spaziogis.it/2012/11/18/regione-puglia-e-open-data-avanti-veloce/ http://blog.spaziogis.it/2012/11/18/regione-puglia-e-open-data-avanti-veloce/#comments Sun, 18 Nov 2012 10:00:58 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=5260 Ricorderete abbiamo già parlato della L.R. 20/2012 “Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti e hardware documentato”. Con Delibera di Giunta Regionale n. 2183 del 31 ottobre scorso la Regione Puglia compie un ulteriore passo avanti, definendo i primi concreti indirizzi verso l’adozione istituzionale degli open data. Il provvedimento parla espressamente di open government e riprende altri due importanti documenti istituzionali, ovvero la “Strategia regionale per la Società dell’Informazione 2007-2013” (approvato con DGR n. 508/2010), e la “Strategia regionale della smart specialization” (approvato con DGR n. 1468/2012).

E’ interessante mettere in evidenza alcuni punti salienti della DGR, nello specifico:

[...] possono già essere avviate le azioni necessarie ad attuare quanto previsto dall’art.6 [della L.R. 20/2010] in materia di “riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici”, in quanto sussistono:
- il notevole patrimonio informativo prodotto nel tempo dalla Regione Puglia, dalle sue Agenzie e Società in house oltre che da tutti gli altri soggetti pubblici e privati cui la legge regionale si riferisce;
- la consistenza della quantità di informazioni e documenti già pubblicati on line e disponibili nei diversi portali istituzionali, riferiti sia ad attività ordinarie e ad obblighi di legge che alle scelte operate in materia di Trasparenza;
- l’opportunità data, quindi, di procedere alla creazione della piattaforma dei dati aperti (Open Data) della Regione Puglia e alla promozione delle basi di dati prodotte, come leva strategica su cui puntare per creare nuove opportunità di crescita e trasparenza.
[...]
è invece necessario avviare un processo istruttorio complesso e partecipato per dotarsi del previsto Piano triennale di informatizzazione, che definisca la strategia dell’Ente in ambito informatico e del programma triennale per la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e produzione relativi al software libero e all’Hardware documentato.
[...]
Considerato, inoltre
- che è necessario attivare azioni che producano valore aggiunto alla generazione e disponibilità di open data, per sostenerne e diffonderne un utilizzo attivo;
- che bisogna creare i presupposti per la realizzazione di un modello di open government basato sul libero accesso ai dati pubblici e di un acceleratore economico per il territorio,
in particolare:
- integrare la visualizzazione degli open data nel ciclo delle politiche pubbliche (nelle fasi di disegno, implementazione e valutazione) al fine di migliorarne la qualità stimolando l’intelligenza collettiva anche attraverso le proposte commentabili, la modellazione d’impatto, la raccolta di feedback e la valutazione partecipata;
- incentivare le aziende a riutilizzare, anche a scopi commerciali, le informazioni pubbliche e a creare applicazioni innovative basate su questi dati;
- che, quindi, è opportuno avviare prime sperimentazioni, valutarne i risultati e valorizzarne le buone prassi individuate.

Alla Direzione dell’Area Politiche per lo Sviluppo economico, il Lavoro e l’Innovazione viene affidato il coordinamento generale per l’attuazione della L.R.20/2012 e la creazione del futuro portale regionale degli open data www.dati.puglia.it nel quale confluiranno tutti i dati aperti delle strutture regionali (e non solo, si spera). Altra nota di rilievo è l’esplicita adozione della licenza IODL 2.0 sponsorizzata da www.dati.gov.it sebbene non sia ancora stata adottata ufficialmente dalla normativa dello Stato. Si tratta sostanzialmente di una CC-BY.

Infine la Regione Puglia si impegna ad avviare “prime sperimentazioni che puntino a qualificare l’utilizzo dei dati aperti come strumento di open government, attraverso percorsi partecipati” anche dedicati alle imprese innovative e alle startup giovanili che puntino al riuso dei dati aperti e alla replicabilità delle buone prassi.

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Una Puglia sempre più open, ora anche per software e dati http://blog.spaziogis.it/2012/07/12/una-puglia-sempre-piu-open-ora-anche-per-software-e-dati/ http://blog.spaziogis.it/2012/07/12/una-puglia-sempre-piu-open-ora-anche-per-software-e-dati/#comments Thu, 12 Jul 2012 08:00:38 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=5109 Finalmente il DdL “Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato” è stato approvato per essere convertito in legge nella seduta del Consiglio della Regione Puglia di ieri. A questo link è possibile accedere all’iter di approvazione e i relativi documenti, tra i quali il testo dell’articolato privo degli emendamenti approvati in Consiglio Regionale.

E’ un provvedimento che seguiamo da tempo, del quale esattamente un anno fa avevamo già fatto una analisi tesa a metterne in evidenza i punti di forza, e qualche debolezza, e per il quale ci eravamo auspicati miglioramenti soprattutto per il riuso aperto e libero dei dati pubblici. Del resto in un altro precedente articolo a commento di uno degli altri due DdL su software e dati aperti, avevamo addirittura proposto degli emendamenti, che definivano con maggiore precisione proprio il concetto di open data e relativo riuso, auspicando l’adozione di linked open data, dato che parlavamo di rintracciabilità dei dati da parte dei motori di ricerca su internet e lo scaricamento dai siti web istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni.

In tal senso possiamo comunque ritenerci soddisfatti, poiché nel testo approvato definitivamente in Consiglio ieri è stato inserito l’articolo 6 “Riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici”, nel quale si fa riferimento al D.Lgs. 36/2006 di recepimento della Direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico (c.d. Direttiva PSI). In fondo all’articolo trovate alcuni utili riferimenti per approfondire il tema.

L’impianto del DdL nella versione della quale avevamo parlato un anno fa è stato arricchito e potenziato dal nuovo articolo 17, che istituisce una “Comunità di pratica”, aperta alle Università e al partenariato economico e sociale, e che si pone obiettivi estremamente ambiziosi:

  1. promuovere lo scambio, la diffusione e il riuso di esperienze, progetti e soluzioni relativi al software libero nella PA e nelle imprese;
  2. creare ed aggiornare una mappa delle richieste, delle competenze e delle esperienze disponibili sul territorio codificandole in specie digitali (?);
  3. promuovere attività di informazione dirette alle amministrazioni locali ed alle piccole e medie imprese del territorio regionale, sostenendo modalità di collaborazione tra Università, associazioni ed imprese;
  4. creare una rete di soggetti, informatici ed utenti impiegati nella PA, utilizzatori privati, sviluppatori, PMI, studenti, collegata agli obiettivi ed alle strategie del Centro di competenza sull’open source (NdR – nel DdL per la verità tale Centro non viene istituito, forse derivato dal testo della L.R. 11/2006 della Regione Umbria che in effetti ha istituito un CCOS);
  5. contribuire alla individuazione di un adeguato percorso formativo ed universitario, per la preparazione professionale di esperti in software libero, e diretto alle scuole primarie e secondarie per la diffusione di una cultura del software libero;
  6. confrontare tecnicamente fra loro le architetture dei differenti progetti di sviluppo software per contribuire affinché siano comunque sempre conseguiti gli obiettivi generali di interoperabilità, uso di standard aperti, scalabilità nel tempo e semplicità di riuso da parte delle Pubbliche Amministrazioni;
  7. promuovere lo studio di fattibilità di sistemi Cloud Computing per la Pubblica Amministrazione tali da poter permettere la distribuzione di risorse di calcolo, archiviazione, software e umane per diversi utilizzatori e scopi.

Gli emendamenti approvati in Consiglio

Durante i lavori della seduta consiliare sono stati inoltre approvati cinque emendamenti, che di fatto vanno a rafforzare l’impianto del testo. Tra i più significativi, il primo fa esplicito riferimento all’open government, come forma di partecipazione attiva dei cittadini al processo decisionale attraverso l’adozione e diffusione degli open data. Il terzo emendamento entra nel merito del Piano d’informatizzazione, con alcuni ulteriori commi inseriti nell’articolo 9 (prima presenti nell’articolo 10, soppressi da un altro emendamento) che opportunamente definiscono in dettaglio i criteri che devono caratterizzare la valutazione tecnica-economica riguardante l’adozione da parte della PA regionale di soluzioni basate su software libero e il loro riuso.

In conclusione, non possiamo che congratularci con la Regione Puglia per l’adozione di questa Legge, che la pone davvero all’avanguardia nella valorizzazione e promozione sia del software libero che degli open data. Il prossimo importante passo sarà la rapida adozione Piano d’informatizzazione, il vero strumento di attuazione della nuova Legge Regionale.

Infine, speriamo ora che il SIT Puglia adegui al più presto le licenze di uso dei dati geografici, rendendoli realmente riusabili in maniera aperta e libera a tutti.

 

Approfondimenti sul riuso dei dati pubblici

  1. Comunicazione CE “Dati aperti - Un motore per l’innovazione, la crescita e una governance trasparente” (link)
  2. EPSIplatform, la piattaforma europea sull’informazione nel settore pubblico (link)

L'articolo Una Puglia sempre più open, ora anche per software e dati è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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http://blog.spaziogis.it/2012/07/12/una-puglia-sempre-piu-open-ora-anche-per-software-e-dati/feed/ 2 41.11143411567732 16.857147216796875 Regione Puglia GNU powered… approved!
Il SIT Puglia per la semplificazione amministrativa http://blog.spaziogis.it/2012/07/02/il-sit-puglia-per-la-semplificazione-amministrativa/ http://blog.spaziogis.it/2012/07/02/il-sit-puglia-per-la-semplificazione-amministrativa/#comments Mon, 02 Jul 2012 09:30:54 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=5086 L’Assessorato all’Assetto del  Territorio della Regione Puglia ha organizzato presso InnovaPuglia tre giornate seminariali intitolate “Sistema Informativo Territoriale regionale (SIT) per la semplificazione delle procedure e il raccordo amministrativo” qui programma e scheda di adesione. L’iniziativa ha come obiettivo quello di illustrare le numerosissime funzionalità, servizi e prodotti messi a disposizione dal SIT Puglia, rivolti alle Pubbliche Amministrazioni ma anche a professionisti e cittadini.

Il primo appuntamento – al quale ho partecipato – è stato il 29 giugno scorso. Durante la prima parte la responsabile del SIT Puglia Tina Caroppo ha illustrato i servizi di download e consultazione dei dati topografici, tematici e storici, quelli relativi a PUTT/p e Piano Regionale delle Coste, e le funzionalità dedicate esclusivamente ai soggetti pubblici quali Comuni e Province coinvolti direttamente in svariati procedimenti autorizzativi, come il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e quelle relative agli impianti di produzione energetica.

La Regione Puglia infatti ha puntato già da tempo sul coinvolgimento diretto degli Enti Locali riguardo la pianificazione condivisa e partecipata, ad esempio offrendo un importante supporto ai Comuni – proprio mediante il SIT regionale – per la redazione dei Piani Urbanistici Generali (PUG).

La stessa Regione è inoltre sempre tesa ad ampliare la base di dati territoriali, tanto che a febbraio scorso ha presentato l’ortofoto 2010 acquisita da AGEA, messa a disposizione sempre mediante il SIT. Ne ho parlato in un altro articolo su TANTO, nel quale avevo sollevato anche il problema di una licenza sui dati cartografici regionali che attualmente ne impedisce l’uso da parte dei professionisti per il proprio lavoro. Sono passati dei mesi, e l’occasione di questo seminario mi è sembrata utile per capire quale fosse l’orientamento per risolvere la questione, poiché i disclaimer sono rimasti gli stessi. Tina Caroppo ha risposto facendo presente che l’intenzione della Regione è senz’altro quella di consentire il riuso libero dei dati, ma si è in attesa che il disegno di Legge Regionale su open source e open data (altro argomento che TANTO segue da tempo) venga definitivamente approvato in Consiglio regionale.

Le altre due giornate, previste per il 5 e 6 luglio prossimi, hanno come obiettivo quello di fornire a personale delle Pubbliche Amministrazioni e a professionisti, il know how per poter utilizzare i dati e i servizi cartografici erogati dalla Regione Puglia con software GIS open source. Sono anche previste esercitazioni pratiche per l’applicazione delle istruzioni tecniche per l’informatizzazione dei PUG.

Si tratta dunque di una importantissima e meritoria iniziativa alla quale ci si aspetterebbe partecipassero tutti i Comuni e le Province pugliesi. Tra l’altro pare sia prevista una seconda serie di seminari per garantire proprio questa possibilità.

Insomma, la Regione Puglia si conferma estremamente motivata nel voler rendere i geodati dei quali è responsabile realmente aperti e (ri)usabili a tutti. La questione open data (che ricordiamo non consiste solo nell’adottare formati aperti, ma anche licenze aperte) verrà dunque risolta con l’emanazione della Legge Regionale della quale si parlava. L’attuale adozione di uno standard aperto (WMS nello specifico) da parte del SIT Puglia ne consente comunque l’utilizzo già ora con qualunque software GIS, proprietario o OS.

Solo una breve chiosa riguardo il clima nel quale si è svolto l’incontro, piuttosto scolastico invero, che ha generato un episodio paradossale nel quale io – che anziché prendere appunti con lapis e notes lo facevo con Google Drive e usavo Tweetdeck per informare sui lavori – c’è mancato poco che andassi a finire dal preside, ripreso come uno scolaretto un po’ discolo. Ma sono gli imprevisti del mestiere…

L'articolo Il SIT Puglia per la semplificazione amministrativa è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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#inspirati da #INSPIRE http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/ http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/#comments Thu, 15 Mar 2012 10:00:35 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4729 Ieri si è tenuto a Roma il workshop “INSPIRE: prepararsi all’atterraggio”, promosso da ISPRA e AM/FM Italia come momento di riflessione e confronto tra enti di ricerca, università e pubbliche amministrazioni centrali e locali sullo stato di fatto dell’implementazione della Direttiva INSPIRE in Italia. Tre le sessioni nelle quali sono stati suddivisi i lavori, durati [...]]]> Ieri si è tenuto a Roma il workshop “INSPIRE: prepararsi all’atterraggio”, promosso da ISPRA e AM/FM Italia come momento di riflessione e confronto tra enti di ricerca, università e pubbliche amministrazioni centrali e locali sullo stato di fatto dell’implementazione della Direttiva INSPIRE in Italia.

Tre le sessioni nelle quali sono stati suddivisi i lavori, durati dalle 10:00 alle 16:30.

Nella prima “Monitoring INSPIRE”, la stessa ISPRA e DigitPA hanno fatto un resoconto del lavoro effettuato per produrre il report previsto dalla Direttiva sul monitoraggio dello stato di attuazione di INSPIRE a livello italiano, seguiti dalla Regione Piemonte che ha condotto l’indagine per il territorio di propria competenza.

Nella successiva sessione “I modelli dati di INSPIRE”, sempre ISPRA ha relazionato riguardo i commenti italiani alle Data Specifications INSPIRE proposti durante il testing condotto nel 2011, ci sono poi stati due interventi che hanno illustrato i risultati dei due progetti europei BRISEIDE e TURAS.

Nell’ultima interessante sessione, intitolata “I test su modelli dati e armonizzazione”, ci sono stati numerosi interventi di soggetti che hanno curato i test per l’implementazione delle specifiche tecniche sui dataset previsti dagli Annex di INSPIRE, mettendo in evidenza le criticità maggiori, e spesso suggerendo soluzioni per superarle. Tra questi la Regione Toscana con il Consorzio LaMMA sui dataset riguardanti il suolo, la Regione Emilia-Romagna con il Servizio Geologico e dei Suoli sempre su suolo ma anche geologia, e le esperienze di implementazione condotte nell’ambito dei progetti europei plan4all e NatureSDIplus.

Gli organizzatori hanno predisposto una piattaforma web grazie alla quale ai circa 150 convenuti a Roma se ne sono aggiunti una cinquantina che hanno potuto seguire i lavori a distanza, visionando le presentazioni dei relatori, ma avendo anche la possibilità di intervenire via audio.

Io stesso ero tra questi ultimi, e in questo modo ho potuto fare un reportage in tempo reale dei lavori, contribuendo su Twitter all’hashtag (più o meno) ufficiale dell’evento #inspirati - che tra l’altro si è prestato molto bene ad essere usato in vari modi nei tweet che ne compongono la timeline – catturando le affermazioni e addirittura alcune delle slide più interessanti degli interventi dei relatori.

E i(n)spirato dal precedente post di Andrea Borruso - che ha anche una grande valenza didattica riguardo Twitter – sui lavori della Conferenza ASITA dello scorso anno – nel quale aveva raccolto i cinguettii dell’hashtag anch’esso (più o meno) ufficiale #ASITA11 – ho voluto comporre un racconto del workshop di ieri sempre con il formidabile Storify.

Io mi sono divertito molto ieri, il modo di raccontare un evento in questo modo è entusiasmante, lanciare idee, pezzi di conversazione, discuterne su Twitter, catturare gli screenshot delle presentazioni per condividerli col mondo. Credo sia fare letteralmente un servizio pubblico accessibile a tutti. E’ open journalism, mi piace l’idea, ne sono contento – anzi ne siamo contenti qui a TANTO – e perché no, anche orgoglioso del risultato…

Perciò mettetevi comodi e godetevi il racconto qui sotto, il miglior modo per farlo – come diceva anche Andrea – è ovviamente a schermo intero.

 

L'articolo #inspirati da #INSPIRE è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/feed/ 6 41.8905198 12.4942486 TwitterINSPIRE
Tutta la Puglia in una (orto)foto http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/ http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/#comments Wed, 15 Feb 2012 16:00:59 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4692 Ieri mattina ho avuto modo di partecipare alla conferenza stampa dell’assessore Angela Barbanente, che assieme alla dirigente del Servizio Assetto del Territorio regionale Francesca Pace, alla presidente Sabrina Sansonetti e al direttore Francesco Saponaro di Innovapuglia e alla responsabile del SIT regionale Tina Caroppo, hanno presentato l’ortofoto 2010 che la Regione Puglia ha acquisito in “riuso” dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA). In effetti la cessione non è avvenuta a titolo gratuito, l’assessore non ha specificato la somma pagata, pur assicurando si tratti di una cifra “simbolica”.

Riguardo il riuso dei dati tra Pubbliche Amministrazioni, purtroppo la normativa europea e nazionale (se parliamo di dati geografici la Direttiva INSPIRE e il suo D.Lgs. di recepimento) dà facoltà al soggetto detentore di cedere i dati dietro pagamento di un corrispettivo, che dovrebbe ricompensare i costi di produzione e aggiornamento del dato (per approfondimenti a riguardo vi rimando a quest’altro mio articolo).

Le caratteristiche dell’ortofoto AGEA 2010

Fino a poco tempo fa i dati di base della Regione Puglia erano costituiti unicamente dalle ortofoto CGR del 2005 e del 2006, da quest’ultima poi sono state derivate la CTR numerica in scala nominale 1:5.000, e la carta di uso del suolo (in realtà un dato di copertura del suolo), oltre a un DSM a 8 metri, tutti dati dei quali avevo parlato sempre su TANTO in questo articolo.

Questa ortofoto AGEA del 2010 costituisce dunque un importante aggiornamento della base imagery, caratterizzata da scala nominale 1:10.000 e risoluzione a 50 cm, con la differenza sostanziale però che mentre per gli enti locali pugliesi i singoli fotogrammi sono disponibili gratuitamente, per cittadini e imprese è fruibile solo ed esclusivamente mediante servizio WMS (i dettagli li trovate qui), e non è scaricabile liberamente come per i dataset che ho citato prima.

Il servizio WMS che eroga dati raster del SIT Puglia, mette a disposizione due strati relativi alla ortofoto AGEA 2010: uno relativo all’intera copertura regionale, l’altro solo per la fascia costiera (circa 1 km di ampiezza). Le differenze tra i due però sembrano sostanziali, pur essendo riferiti entrambi al 2010 le riprese non coincidono temporalmente, e la definizione del dato costiero è nettamente migliore di quello totale, probabilmente a causa del ricampionamento a seguito di compressione e mosaicatura dei fotogrammi originali nel formato ECW. Potete apprezzare il confronto tra le varie ortofoto nella mappa qui sotto.

Clicca qui per ammirare la mappa a pieno schermo realizzata con Leaflet…

Con licenza parlando…

Il problema del riuso dei dati pubblici è come sappiamo tutti uno dei grossi nodi da sciogliere. Logica vorrebbe che un dato pagato con le tasse dei cittadini, ritorni ad essi senza costi ulteriori, e che se ne possano fare anche usi commerciali, il minimo sindacale dunque sarebbe associarvi una licenza CC BY.

I dati geografici scaricabili dal SIT Puglia (ho scritto un articolo che li annovera in un compendio più ampio) sono sottoposti a due differenti disclaimer (primo e secondo) che ne vietano comunque la cessione a terzi e il riuso a fini commerciali. Insomma, un professionista del territorio (ingegnere, architetto, geologo) non potrebbe a questo punto usare i dati del SIT Puglia per il proprio lavoro. Una evidente contraddizione che ha necessità di essere risolta. In passato, le molte email scambiate con il servizio tecnico del SIT Puglia per ottenere chiarimenti sulla licenza d’uso non hanno portato a nulla.

L’occasione della conferenza stampa è stata dunque per me un’occasione imperdibile per capire direttamente, dall’assessore al ramo e dalla responsabile del SIT Puglia, come interpretare la questione.

Ho dapprima contestualizzato il mio intervento, sottolineando innanzitutto come l’hype sugli open data sia ormai altissimo nell’opinione pubblica italiana, e come molte Pubbliche Amministrazioni stiano abbracciandone la causa, aprendo i propri dati, dando vita a portali dai quali poterli fruire – non ultimo il Governo italiano - e concorsi di idee per il loro sfruttamento, come Apps4Italy. E naturalmente ho ricordato l’esistenza della proposta di legge regionale su open software e open data, che si spera verrà presto portata in consiglio. I nostri interlocutori hanno mostrato di essere ben consapevoli di tutto ciò.

Ho poi domandato con chiarezza se i dati presenti sul SIT Puglia siano (ri)utilizzabili anche a scopi commerciali, ad esempio se un professionista del territorio può impiegarli nelle relazioni tecniche che redige abitualmente per il proprio lavoro. E la risposta è stata più che affermativa. Infatti la Regione, ad esempio nelle procedure per la redazione dei PUG comunali, spinge fortemente affinché i tecnici usino proprio i dati del SIT Puglia. Mi sono sentito a quel punto di rilanciare, chiedendo se i dati regionali possano essere utilizzati da soggetti terzi anche a scopi commerciali, ad esempio realizzando servizi e applicativi destinati a cittadini e imprese. Tante volte abbiamo detto che favorire l’apertura dei dati pubblici costituirebbe un formidabile volano per far ripartire l’economia nazionale. Anche qui ho ottenuto una risposta convintamente positiva.

Ricapitolando, la Regione Puglia è assolutamente convinta ad aprire i propri dati a tutti, rendendoli accessibili e riutilizzabili, ma abbiamo i disclaimer per i dati del SIT Puglia che di fatto ne impediscono l’uso a scopi commerciali. A questo punto va fatta chiarezza una volta per tutte, la Regione dovrebbe adottare una licenza che consenta davvero il riuso, ovvero almeno CC BY.

…nell’attesa che presto anche in Puglia nasca il portale dati.puglia.it

 

Un grazie speciale a Andrea Borruso, che mi ha indotto a sporcarmi le mani con Leaflet, una strepitosa libreria JS – che ho usato per questo articolo – alla portata di (quasi) tutti per realizzare mappe su web esteticamente belle, molto performanti ed estremamente flessibili.

L'articolo Tutta la Puglia in una (orto)foto è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/feed/ 25 Conferenza stampa Barbanente
Il (mio) web 2.0 quotidiano http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/ http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/#comments Tue, 10 Jan 2012 10:00:38 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4616 Il “sottotitolo” di TANTO, così come concepito da Andrea ormai più di 6 anni fa, è “le cose che ci piacciono”. Nel nostro blog ormai scriviamo quasi esclusivamente di geomatica, intesa in tutte le sue accezioni, e in verità ero piuttosto scettico se pubblicare questo articolo proprio su TANTO. Ma poi mi sono ricordato che Gerlando aveva narrato la sua esprienza di comunicatore sempre qui, nel non molto lontano 2009. E del resto si tratta sempre di entropia, che tra l’altro è la categoria più numerosa dei nostri post.

Un impulso ulteriore a decidere di pubblicarlo qui (attenzione, prima ancora che una redazione noi siamo un gruppo di amici, quindi le decisioni le prendiamo sempre di comune accordo, compresa la scelta degli articoli) è stato il recente lancio di Planet GIS Italia, che mi ha “costretto” a sostituire in Google Reader il feed di Blog GIS Italia v. 3 proprio con quello nuovo di zecca di PGI.

Andiamo al dunque…

Una delle nostre necessità primarie quotidiane è informarci. Lo facciamo in molti modi differenti, da molte fonti differenti, su molti media differenti.

La radio ad esempio ci può accompagnare in svariati momenti della giornata. Per me è irrinunciabile ad esempio la mattina ascoltare su Rai Radio 3 Prima Pagina, e quando posso Radio3 Scienza, Tutta la città ne parla o ancora la trasmissione di Oscar Giannino su Radio24. Per fortuna ci sono i podcast, per ascoltare le puntate che ci perdiamo.

Ma quando si parla di blog, siti web, liste e gruppi di discussione, allora le cose diventano più complicate. Bisogna dedicargli del tempo, stando davanti al computer, o anche sullo smartphone, sebbene il piccolo schermo metta a dura prova le nostre diottrie e il touchscreen la pazienza delle nostre dita. Comunque sia, si tratta di tempo che viene ritagliato durante le nostre giornate incasinate, tra lavoro e impegni familiari.

Voglio qui condividere la mia esperienza di come ho organizzato quell’oretta in totale che riesco a dedicare a questa fondamentale, irrinunciabile parte della giornata.

Per domare le decine e decine di feed RSS ai quali sono abbonato, ma soprattutto non cadere nel panico dovuto ai 1.000 e passa nuovi item quotidiani che essi generano, uso da anni ormai Google Reader. A mio avviso, nonostante con l’ultima revisione Google lo abbia menomato pesantemente, eliminando la possibilità di condividere con i propri contatti le nostre letture e dirottando il traffico su Google Plus – che per inciso non m’ha preso e forse mai mi prenderà -, io lo trovo ancora il miglior strumento web per leggere in maniera organica i feed.

Naturalmente, molte delle cose che troviamo interessanti le condividiamo spontaneamente con i nostri contatti – una volta anche su Google Reader – via email, su Twitter, Facebook, Linkedin e ogni altro sistema sociale che frequentiamo.

Devo però fare un inciso fondamentale, ormai espleto circa il 50% delle mie attività digitali quotidiane (tra le altre consultare email, navigare sul web, gestire gli impegni, usare i social network, e ovviamente informarmi) sul mio smartphone. L’altro 50% del lavoro – su PC – riguarda l’uso di GIS, la scrittura di documenti di lavoro e di articoli per i blog, più altre attività “pesanti” meno ricorrenti. Essermi organizzato su piattaforma mobile mi consente di non rimanere ogni sera dalle 2 alle 3 ore davanti al computer per organizzare il lavoro (email, programmazione attività, ecc.), sacrificando il resto delle ancora più importanti attività sociali: dedicarsi alla famiglia, agli amici… e a sé stessi.

Il mio workflow informativo 2.0 parte dunque da Google Reader, nel quale butto qualunque feed RSS, dai siti web, ai blog, alle mailing list che non frequento assiduamente, finanche ai Pipes di Yahoo che uso per fare piccoli “mashup informativi”, come questo che si basa su quest’altro. Ma ovviamente mi avvalgo di una serie di applicazioni sia mobili che web per ottimizzare al massimo il tutto.

Per esprimervi in maniera chiara il workflow che ho messo a punto, e in modo sistemico i link tra le varie applicazioni da me utilizzate, ho creato una semplice mappa mentale con il fantastico servizio web popplet. La vedete qui sotto.

Gli strumenti del mestiere…

Descriverò ora gli attrezzi con i quali ho costruito il workflow, si tratta di tre applicazioni per Android e altrettanti servizi web. Si potrebbe costruire un processo analogo anche su piattaforma iOS – suggerisco infatti allo scopo alcune app alternative – ma francamente non so quanto potrebbe funzionare, visto che sul sistema operativo mobile Apple manca una delle “funzioni killer” invece da sempre disponibile su Android: l’onnipresente menu “share”. Con esso è infatti possibile inviare qualunque contenuto ad altre applicazioni, consentendo una piena interoperabilità tra di esse.

• gReader applicazione Android – free
A mio avviso è un lettore di Google Reader molto migliore dell’applicazione di Big G; possiede molte più funzioni, tra le quali la customizzazione dell’interfaccia, ma ovviamente è una questione di gusti. Ecco come lo uso. Quando trovo un item così interessante da volerlo leggere più tardi, in genere vorrei anche metterlo tra i miei bookmark, perciò lo invio al mio account delicious. Per fare questo mi è sufficientemente marcarlo “starred”, e un’apposita “ricetta” che ho creato sul servizio web ifttt (descritto oltre) preleva il flusso dei miei starred item e li trasforma in bookmark su delicious, taggandoli con “ifttt”, “googlereader” e “nome_feed”. Periodicamente vado a “curare” questi bookmark su delicious, li leggo e se ne vale la pena li conservo, taggandoli opportunamente e magari mettendoli in uno stack. C’è anche il modo di conservare – sempre su delicious – le letture in maniera privata, marcandole con un apposito tag, qui la ricetta su iftt. Quando invece una lettura mi sembra degna di condivisione, se voglio twittarla subito la mando a Tweedeck (vedi più avanti) mediante il menu “share” di Android, altrimenti a Buffer (ne parlo dopo) se voglio programmarne la diffusione su Twitter o Facebook in orari differenti.
Input: feed RSS. Output: starred items verso Delicious, shared verso Tweetdeck o Buffer.
Alternativa iOS: Feeddler

• Buffer • applicazione Android e servizio web - freemium
Si tratta di un formidabile servizio basato su web che consente di creare uno stack di tweet e aggiornamenti Facebook programmabili ad orari definiti dall’utente. La sua versione free consente di gestire fino a 3 distinti account Twitter e/o Facebook e di pubblicare fino a 10 elementi al giorno. Poichè (co)gestisco diversi account Twitter, riesco ad aggirare questo limite mediante BirdHerd, un ulteriore servizio sempre basato su web del quale parlerò più avanti. Buffer mette a disposizione anche un’app Android – sempre free – integrata nel fantastico menu “share” di Android, che consente di gestire lo stack editando i singoli elementi precedentemente creati e il loro ordine di pubblicazione.
Input: shared da gReader. Output: verso i miei account Twitter e Facebook, verso BirdHerd via DM.
Alternativa iOS: Buffer

• Tweriod • servizio web - freemium
Per usare al meglio Buffer e programmare i tweet e gli aggiornamenti in modo tale da ottenere la massima attenzione dai nostri follower, ci viene in supporto Tweriod. Si tratta di un servizio web in grado di analizzare l’attività degli account di chi ci segue su Twitter e da ciò suggerirci le fasce orarie migliori per pubblicare i nostri tweet, affinché ottengano la massima visibilità. Per ottenere l’analisi sarà sufficiente loggarsi a Tweriod con l’account Twitter dal loro sito web.
Input: account Twitter. Output: fasce orarie ottimali per twittare.

• Tweetdeck • applicazione Android e servizio web – free
A mio avviso il miglior client per Twitter – consente di postare anche su Facebook – in circolazione. Potentissime le sue funzioni, tra le quali cito ad esempio la possibilità di gestire svariati account Twitter e cinguettare lo stesso messaggio anche da più di uno, scheduling dei tweet, possibilità di gestire alert differenti per le singole colonne (le timeline degli account, degli hashtag, delle ricerche, delle citazioni). Che si può desiderare di più?
Input: da gReader.  Output: account Twitter o Facebook.
Alternativa iOS: Tweetdeck.

• ifttt ovvero “if this then that” • servizio web – free
Si tratta di una geniale applicazione web che consente di “mettere internet al lavoro per te”, parafrasando il loro slogan. Permette di interconnettere numerosi canali web, tra i quali proprio Google Reader, Buffer, delicious, Twitter, e feed RSS, ma la lista aumenta sempre più. Descriverlo qui sarebbe riduttivo, vi invito vivamente ad aprire un account e dare spazio alla fantasia. In questo contesto, io lo uso come già anticipato per creare dei nuovi bookmark in delicious dagli item starred di Google Reader.
Input: da Google Reader. Output: verso delicious.

• BirdHerd • servizio web – free (per ora)
@aborruso molto tempo fa introdusse noialtri TANTI all’uso di BirdHerd per aggiornare direttamente dai nostri rispettivi account Twitter quello di TANTO (@twanto). Una volta loggati su BirdHerd con l’account Twitter di gruppo, è possibile aggiungere i “contributori” (fino a un massimo di 10) ciascuno dei quali sarà poi in grado di pubblicare i tweet semplicemente inviando un DM all’account di gruppo stesso. Il messaggio verrà infine twittato, completato alla fine dalla firma del contributore. Qui un esempio. Quando dunque da gReader trovo un link interessante che voglio twittare come @twanto o @planetek o @altrageologia, mi sarà sufficiente mandare ai rispettivi account un DM con Tweetdeck o Buffer, il resto verrà da sé.
Input: da Buffer o Tweedeck. Output: verso account Twitter di gruppo.

In conclusione, chi come me consuma gran parte delle informazioni su piattaforma mobile, costruendo un workflow ben congegnato può al tempo stesso informarsi in maniera dinamica nell’arco della giornata (es. tempi morti durante le attese), condividere le cose ritenute più interessanti con i propri follower sui social network e conservarle sempre in maniera sociale con delicious. Tutto direttamente dal nostro smartphone, che la sera – assieme al PC – potremo tenere spento, e dedicarci alle altre cose – non digitali – che ci piacciono TANTO…

L'articolo Il (mio) web 2.0 quotidiano è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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Gli Stati Generali dell’Innovazione approdano a Bari http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/ http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/#comments Tue, 25 Oct 2011 16:28:12 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4301

Il melting pot su #opendata, #opendataitaly#opengov ribolle sempre più anche qui in Italia, lo confermano le numerose Pubbliche Amministrazioni che stanno progressivamente mettendo in piedi portali che consentono l’accesso ai propri dati (con i dovuti distinguo riguardo le licenze adottate), un trend culminato con il recente lancio di dati.gov.it

Gli Stati Generali dell’Innovazione (@SGInnovazione) sono un movimento di associazioni, cittadini e aziende che, rimestando nel melting pot, contribuiscono a creare massa critica attorno ad alcuni degli argomenti che sono alla base di ciò che ci interessa maggiormente: “l’innovazione nel governo dell’Italia”.

L’appuntamento odierno di Bari, tenutosi al Cineporto presso la Fiera del Levante, prevedeva una sessione mattutina con una prima tavola rotonda dal titolo “Open source, software libero e formati aperti per i dati pubblici: esperienze, criticità, prospettive”, alla quale hanno partecipato l’Assessore regionale all’Innovazione Nicola Fratoianni, Davide Pellegrino – Dirigente Servizio Innovazione della Regione Puglia, Marco Curci – Direttore Divisione IT di Innovapuglia, Giuseppe Santo Barile (@realforense) del LUG Bari e Giuseppe Nicosia – Circolo dei Giuristi Telematici Gur@work, in collegamento Skype è stata con noi anche Flavia Marzano (@flavia_marzano) di Stati Generali dell’Innovazione, moderava Morena Ragone (@morenaragone) di Puglia Creativa.

La seconda sessione intitolata “I diritti dei cittadini e delle imprese nel Codice dell’Amministrazione Digitale” ha visto come relatori Ernesto Belisario (@diritto2punto0) – Circolo Giuristi Telematici, Andrea Lisi – ANORC Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva, Morena Ragone – Puglia Creativa e Giovanna Brunetti – CSIG Bari, moderava Ennio del Turco – CSIG Bari.

Numerosi e di notevole spessore sono stati gli interventi del pubblico, che hanno contribuito a rendere l’appuntamento particolarmente ricco di spunti, idee, confronti e anche scontri costruttivi. Io ho dovuto lasciare i lavori alla conclusione della mattinata, che comunque proseguivano con due ulteriori interessanti sessioni pomeridiane “Presentazione degli Stati Generali dell’Innovazione di Roma del 25-26 novembre 2011″ e la tavola rotonda “Pensare l’innovazione, realizzare l’innovazione: dalle parole ai fatti, idee e problematiche aperte”.

Vi invito a scorrere il succedersi degli eventi qui sotto, nella timeline dell’hashtag dedicato all’evento #SGIBari



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Il GFOSS Day 2011 è a Foggia http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/ http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/#comments Fri, 23 Sep 2011 14:30:31 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4241 Nelle giornate del 24 e 25 novembre l’Università degli Studi di Foggia ospiterà il GFOSS DAY 2011. Si tratta del quarto appuntamento in assoluto, organizzato come di consueto da GFOSS.it, l’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera. La call for presentation -  raggiungibile qui - scade il 25 ottobre, e per il 5 novembre daranno notifica dell’accettazione. Secondo alcuni rumors, tra gli eventi di dibattito complementari alle presentazioni ve ne sarà uno particolarmente interessante, dedicato agli open data, durante il quale si potrà discutere anche dei provvedimenti che la Giunta regionale pugliese ha in cantiere a tale riguardo e dei quali abbiamo già parlato qui su TANTO.

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http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/feed/ 1 gfoss.it
Gli open data come opportunità per il Paese http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/ http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/#comments Thu, 22 Sep 2011 08:00:53 +0000 Pietro Blu Giandonato http://blog.spaziogis.it/?p=4202

C’è grossa crisi, la risposta è dentro di te, e però è sbagliata!

così diceva Quelo parecchi anni fa.

Qui in Italia si continua a “miagolare” nel buio (sempre Quelo), con un Governo che continua a tagliare come un forsennato, aumentando tasse e incapace di rilanciare realmente l’economia, gli enti locali che devono cominciare a stringere la cinghia, e a farla stringere a noi di conseguenza, per finire a imprenditori e industria che hanno sempre meno risorse, e quando le hanno talvolta le usano male.

E in un tale disastroso panorama, probabilmente proprio da un settore per gran parte “immateriale” come quello della IT potrebbero nascere nuove opportunità di crescita, sostenibile peraltro. Ma bisogna partire da un ingrediente fondamentale, del quale qui a TANTO parliamo spesso e in svariati contesti: gli open data.

Non è per fare i soliti esterofili, ma proprio guardando al di fuori del proprio giardino si potrebbero trarre degli spunti interessanti per cominciare a risolvere qualche problema qui da noi.

Dicevamo, gli ingredienti sono open data disponibili, strumenti di sviluppo e una buona idea, il risultato è un’applicazione che può contribuire da un lato a migliorare la conoscenza, l’informazione – e in alcuni casi la vita – di tutti, dall’altro creare un nuovo e dinamico settore della IT potenzialmente senza limiti.

E’ quel che, in un periodo appunto di grossa crisi, ha voluto fare il governo USA con Challenge.gov – ne aveva parlato già Antonio Falciano nel suo fantastico articolo Where to sleep in Turin – un progetto con il quale vengono esortati i cittadini e le pubbliche amministrazioni a proporre e creare applicazioni basate sui dai aperti e liberi detenuti dalle agenzie e dai soggetti pubblici statunitensi. E’ in quell’ambito che nasce Apps for the Environment, un contest promosso dall’Agenzia USA per la Protezione Ambientale (EPA) al quale partecipano 38 idee/applicazioni che potranno essere votate dal pubblico fino al 7 ottobre prossimo. I vincitori non avranno premi in denaro, ma un pubblico riconoscimento e la possibilità di farsi “ospitare” la propria applicazione sul sito web dell’EPA.

Tra le più interessanti, a mio avviso, ci sono Locus eWell un’app per iOS per la raccolta di dati in campagna sui pozzi, Air Quality Data Explorer che come è facile immaginare restituisce grafici sui trend di parametri monitorati da stazioni di monitoraggio, Environs Now un’app per iOS e Android che mostra i parametri monitorati dalle stazioni di monitoraggio dell’EPA nei nostri dintorni, infine The Green Gumshoe un’applicazione che consente di segnalare siti nei quali si verifica un’emergenza ambientale di qualunque genere.

Un altro aspetto di Challenge.gov che mi ha colpito molto è il coinvolgimento diretto che ci si aspetta dagli stessi funzionari pubblici, che hanno la possibilità di lanciare a cittadini e imprese vere e proprie sfide (challenge appunto) da risolvere. Qui la directory di quelle lanciate ad oggi, per alcune delle quali ci sono anche premi in denaro.


In questo modo è possibile generare un circolo virtuoso, che consenta a chiunque di mettersi in gioco con le proprie risorse, senza necessariamente essere degli sviluppatori o degli smanettoni impenitenti. La cosa fondamentale è avere buone idee… e ovviamente dati aperti e liberi da poter utilizzare. Questo è hacktivismo.

I luoghi degli “open data”

E allora mi auguro davvero che nello stesso governo italiano vi sia qualche mente illuminata, che al di là di promuovere cose come la IODL e MiaPA, includa finalmente nel CAD gli open data e creda seriamente che dare un impulso forte e imponente all’apertura dei dati detenuti dalle pubbliche amministrazioni possa contribuire a far risollevare l’economia nazionale.

In tal modo, da un lato verranno create opportunità per chi ha idee innovative e cerca un’occasione per metterle in atto, dall’altro la stessa PA sarà più trasparente verso i cittadini, guadagnandone notevolmente in termini di immagine e fiducia.

L'articolo Gli open data come opportunità per il Paese è apparso originariamente su TANTO. Rispettane le condizioni di licenza.

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http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/feed/ 5 dati + tools + idea = app