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	<title>TANTO &#187; Pietro Blu Giandonato</title>
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		<title>#inspirati da #INSPIRE</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
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Ieri si è tenuto a Roma il workshop &#8220;INSPIRE: prepararsi all&#8217;atterraggio&#8221;, promosso da ISPRA e AM/FM Italia come momento di riflessione e confronto tra enti di ricerca, università e pubbliche amministrazioni centrali e locali sullo stato di fatto dell&#8217;implementazione della Direttiva INSPIRE in Italia. Tre le sessioni nelle quali sono stati suddivisi i lavori, durati [...]]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/" data-text="#inspirati da #INSPIRE" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/03/TwitterINSPIRE.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4740" title="TwitterINSPIRE" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/03/TwitterINSPIRE.png" alt="" width="197" height="215" /></a>Ieri si è tenuto a Roma il workshop<strong> &#8220;INSPIRE: prepararsi all&#8217;atterraggio&#8221;</strong>, promosso da <a href="http://www.isprambiente.gov.it" target="_blank">ISPRA</a> e <a href="http://www.amfm.it" target="_blank">AM/FM Italia</a> come momento di riflessione e confronto tra enti di ricerca, università e pubbliche amministrazioni centrali e locali sullo stato di fatto dell&#8217;implementazione della Direttiva INSPIRE in Italia.</p>
	<p>Tre le sessioni nelle quali sono stati suddivisi i lavori, durati dalle 10:00 alle 16:30.</p>
	<p>Nella prima <strong>&#8220;Monitoring INSPIRE&#8221;,</strong> la stessa <strong>ISPRA e DigitPA hanno fatto un resoconto del lavoro effettuato</strong> per produrre il report previsto dalla Direttiva sul<strong> monitoraggio dello stato di attuazione di INSPIRE</strong> a livello italiano, seguiti dalla Regione Piemonte che ha condotto l&#8217;indagine per il territorio di propria competenza.</p>
	<p>Nella successiva sessione <strong>&#8220;I modelli dati di INSPIRE&#8221;</strong>, sempre ISPRA ha relazionato riguardo i <strong>commenti italiani alle Data Specifications INSPIRE</strong> proposti durante il testing condotto nel 2011, ci sono poi stati due interventi che hanno illustrato i <strong>risultati dei due progetti europei <a href="http://www.briseide.eu" target="_blank">BRISEIDE</a> e <a href="http://www.turas-cities.org" target="_blank">TURAS</a></strong>.</p>
	<p>Nell&#8217;ultima interessante sessione, intitolata <strong>&#8220;I test su modelli dati e armonizzazione&#8221;</strong>, ci sono stati numerosi interventi di soggetti che hanno curato i <strong>test per l&#8217;implementazione delle specifiche tecniche sui dataset previsti dagli Annex di INSPIRE</strong>, mettendo in evidenza le <strong>criticità maggiori</strong>, e spesso suggerendo <strong>soluzioni per superarle</strong>. Tra questi la <strong>Regione Toscana</strong> con il Consorzio LaMMA sui dataset riguardanti il suolo, la <strong>Regione Emilia-Romagna</strong> con il <strong>Servizio Geologico e dei Suoli </strong>sempre su suolo ma anche geologia, e le esperienze di implementazione condotte nell&#8217;ambito dei <strong>progetti europei <a href="http://www.plan4all.eu/" target="_blank">plan4all</a> e <a href="http://www.nature-sdi.eu/" target="_blank">NatureSDIplus</a></strong>.</p>
	<p>G<strong>li organizzatori hanno predisposto una piattaforma web</strong> grazie alla quale ai circa <strong>150 convenuti a Roma</strong> se ne sono aggiunti <strong>una cinquantina che hanno potuto seguire i lavori a distanza</strong>, visionando le presentazioni dei relatori, ma avendo anche la possibilità di intervenire via audio.</p>
	<p>Io stesso ero tra questi ultimi, e in questo modo <strong>ho potuto fare un reportage in tempo reale dei lavori</strong>, contribuendo su Twitter all&#8217;hashtag (più o meno) ufficiale dell&#8217;evento <strong>#inspirati -</strong> che tra l&#8217;altro si è prestato molto bene ad essere usato in vari modi nei tweet che ne compongono la timeline &#8211; <strong>catturando le affermazioni e addirittura alcune delle slide più interessanti</strong> degli interventi dei relatori.</p>
	<p>E i(n)spirato dal <strong><a title="ASITA 2011 vista da un uccellino" href="http://blog.spaziogis.it/2011/11/21/asita-2011-vista-da-unuccellino-2/" target="_blank">precedente post</a> di </strong><strong>Andrea Borruso</strong> - che ha anche una grande valenza didattica riguardo Twitter &#8211; sui lavori della Conferenza ASITA dello scorso anno &#8211; nel quale aveva raccolto i cinguettii dell&#8217;hashtag anch&#8217;esso (più o meno) ufficiale #ASITA11 &#8211; <strong>ho voluto comporre un racconto del workshop di ieri</strong> sempre con il <strong>formidabile <a href="http://storify.com" target="_blank">Storify</a></strong>.</p>
	<p><strong>Io mi sono divertito molto ieri, il modo di raccontare un evento in questo modo è entusiasmante</strong>, lanciare idee, pezzi di conversazione, discuterne su Twitter, catturare gli screenshot delle presentazioni per condividerli col mondo. Credo sia fare letteralmente un servizio pubblico accessibile a tutti. E&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo" target="_blank">open journalism</a>, mi piace l&#8217;idea, ne sono contento &#8211; anzi ne siamo contenti qui a TANTO &#8211; e perché no, anche orgoglioso del risultato&#8230;</p>
	<p>Perciò mettetevi comodi e <strong>godetevi il racconto qui sotto</strong>, il miglior modo per farlo &#8211; come diceva anche Andrea &#8211; è ovviamente a <a href="http://storify.com/pietroblu/inspirati-da-inspire/slideshow" target="_blank">schermo intero</a>.</p>
	<p>&nbsp;<br />
<script src="http://storify.com/pietroblu/inspirati-da-inspire.js?template=slideshow"></script><noscript>[<a href="http://storify.com/pietroblu/inspirati-da-inspire" target="_blank">View the story "#inspirati da #INSPIRE" on Storify</a>]</noscript>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/">#inspirati da #INSPIRE</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tutta la Puglia in una (orto)foto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
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		<description><![CDATA[La Regione Puglia si è dotata di una nuova ortofoto del 2010, acquisita dall'AGEA in "riuso" oneroso. L'ente è deciso ad aprire i propri dati a tutti, senza limiti né restrizioni particolari, ma rimane da sciogliere il nodo delle licenze dei dati geografici scaricabili dal SIT Puglia.]]></description>
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<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/" data-text="Tutta la Puglia in una (orto)foto" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Ieri mattina ho avuto modo di partecipare alla <strong>conferenza stampa dell’assessore <a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=rubrica&amp;opz=scheda&amp;st_id=4&amp;dp_id=6" target="_blank">Angela Barbanente</a></strong>, che assieme alla dirigente del Servizio Assetto del Territorio regionale Francesca Pace, alla presidente Sabrina Sansonetti e al direttore Francesco Saponaro di <a href="http://www.innova.puglia.it/" target="_blank">Innovapuglia</a> e alla responsabile del <a href="http://sit.puglia.it/" target="_blank">SIT regionale</a> Tina Caroppo, hanno <strong>presentato l’ortofoto 2010 che la Regione Puglia ha acquisito</strong> in “riuso” dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (<a href="http://www.agea.gov.it/" target="_blank">AGEA</a>). In effetti la cessione non è avvenuta a titolo gratuito, l’assessore non ha specificato la somma pagata, pur assicurando si tratti di una cifra “simbolica”.<br />
<img class="alignnone  wp-image-4698" title="Conferenza stampa Barbanente" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/02/confstampa_barbanente-e1329315161172.jpg" alt="" width="490" height="285" /></p>
	<p>Riguardo il <strong>riuso dei dati tra Pubbliche Amministrazioni</strong>, purtroppo la normativa europea e nazionale (se parliamo di dati geografici la Direttiva INSPIRE e il suo D.Lgs. di recepimento) dà facoltà al soggetto detentore di cedere i dati dietro pagamento di un corrispettivo, che dovrebbe ricompensare i costi di produzione e aggiornamento del dato (per approfondimenti a riguardo vi rimando a <a title="Lasciamoci INSPIR(ar)E" href="http://blog.planetek.it/2010/04/13/lasciamoci-inspirare/" target="_blank">quest’altro mio articolo</a>).</p>
	<h2 dir="ltr">Le caratteristiche dell’ortofoto AGEA 2010</h2>
	<p>Fino a poco tempo fa i dati di base della Regione Puglia erano costituiti unicamente dalle ortofoto CGR del 2005 e del 2006, da quest’ultima poi sono state derivate la CTR numerica in scala nominale 1:5.000, e la carta di uso del suolo (in realtà un dato di copertura del suolo), oltre a un DSM a 8 metri, tutti dati dei quali avevo parlato sempre su TANTO in <a title="La nuova Carta Tecnica della Regione Puglia" href="http://blog.spaziogis.it/2009/03/07/la-nuova-carta-tecnica-della-regione-puglia/" target="_blank">questo articolo</a>.</p>
	<p>Questa ortofoto AGEA del 2010 costituisce dunque <strong>un importante aggiornamento della base imagery</strong>, caratterizzata da scala nominale 1:10.000 e risoluzione a 50 cm, con la differenza sostanziale però che mentre per gli enti locali pugliesi i singoli fotogrammi sono disponibili gratuitamente, per cittadini e imprese è fruibile solo ed esclusivamente mediante servizio WMS (i dettagli li trovate <a href="http://webgis.sit.puglia.it/sit-help/SIT-Puglia/Guida/Sit-Cittadino/Standard-Ogc.html">qui</a>), e non è scaricabile liberamente come per i dataset che ho citato prima.</p>
	<p>Il servizio WMS che eroga dati raster del SIT Puglia, mette a disposizione <strong>due strati relativi alla ortofoto AGEA 2010</strong>: uno relativo all’intera copertura regionale, l’altro solo per la fascia costiera (circa 1 km di ampiezza). Le differenze tra i due però sembrano sostanziali, pur essendo riferiti entrambi al 2010 le riprese non coincidono temporalmente, e la definizione del dato costiero è nettamente migliore di quello totale, probabilmente a causa del ricampionamento a seguito di compressione e mosaicatura dei fotogrammi originali nel formato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/ECW_(file_format)" target="_blank">ECW</a>. Potete apprezzare il confronto tra le varie ortofoto nella mappa qui sotto.</p>
	<p><iframe src="http://blog.spaziogis.it/static/ortofotopuglia/Puglia.htm" width="490" height="400"></iframe></p>
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://blog.spaziogis.it/static/ortofotopuglia/Puglia_100.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui per ammirare la mappa a pieno schermo realizzata con Leaflet&#8230;</span></a></strong></span></p>
	<h2 dir="ltr">Con licenza parlando&#8230;</h2>
	<p><strong>Il problema del riuso dei dati pubblici</strong> è come sappiamo tutti uno dei grossi nodi da sciogliere. Logica vorrebbe che <strong>un dato pagato con le tasse dei cittadini, ritorni ad essi senza costi ulteriori</strong>, e che se ne possano fare anche usi commerciali, il minimo sindacale dunque sarebbe associarvi una licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.it" target="_blank">CC BY</a>.</p>
	<p><strong>I dati geografici scaricabili dal SIT Puglia</strong> (ho scritto un <a title="Un compendio dei dati cartografici in Puglia" href="http://altergeo.wordpress.com/2011/09/01/un-compendio-dei-dati-cartografici-in-puglia/" target="_blank">articolo</a> che li annovera in un compendio più ampio) sono <strong>sottoposti a due differenti disclaimer</strong> (<a href="http://altergeo.wordpress.com/cartografia-puglia/#disclaimer1" target="_blank">primo</a> e <a href="http://altergeo.wordpress.com/cartografia-puglia/#disclaimer2" target="_blank">secondo</a>) che <strong>ne vietano comunque la cessione a terzi e il riuso a fini commerciali</strong>. Insomma, <strong>un professionista del territorio</strong> (ingegnere, architetto, geologo) <strong>non potrebbe a questo punto usare i dati del SIT Puglia</strong> per il proprio lavoro. <strong>Una evidente contraddizione</strong> che ha necessità di essere risolta. In passato, le molte email scambiate con il servizio tecnico del SIT Puglia per ottenere chiarimenti sulla licenza d’uso non hanno portato a nulla.</p>
	<p>L’occasione della conferenza stampa è stata dunque per me un’occasione imperdibile per <strong>capire direttamente, dall’assessore al ramo e dalla responsabile del SIT Puglia, come interpretare la questione</strong>.</p>
	<p>Ho dapprima contestualizzato il mio intervento, sottolineando innanzitutto come <strong>l’hype sugli open data sia ormai altissimo nell’opinione pubblica italiana</strong>, e come <strong>molte Pubbliche Amministrazioni stiano abbracciandone la causa</strong>, aprendo i propri dati, dando vita a portali dai quali poterli fruire &#8211; non ultimo il <a title="Il portale dati.gov.it" href="http://dati.gov.it/" target="_blank">Governo italiano</a> - e <strong>concorsi di idee per il loro sfruttamento, come <a title="App4Italy" href="http://www.appsforitaly.org/" target="_blank">Apps4Italy</a></strong>. E naturalmente ho ricordato l’esistenza della <strong><a href="http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/">proposta di legge</a> regionale su open software e open data</strong>, che si spera verrà presto portata in consiglio. I nostri interlocutori hanno mostrato di <strong>essere ben consapevoli di tutto ciò</strong>.</p>
	<p>Ho poi domandato con chiarezza<strong> se i dati presenti sul SIT Puglia siano (ri)utilizzabili anche a scopi commerciali</strong>, ad esempio se un professionista del territorio può impiegarli nelle relazioni tecniche che redige abitualmente per il proprio lavoro. E <strong>la risposta è stata più che affermativa</strong>. Infatti <strong>la Regione</strong>, ad esempio nelle procedure per la redazione dei <a href="http://www.regione.puglia.it/drag/index.php?page=documenti&amp;opz=getdoc&amp;id=81">PUG</a> comunali, <strong>spinge fortemente affinché i tecnici usino proprio i dati del SIT Puglia</strong>. Mi sono sentito a quel punto di rilanciare, <strong>chiedendo se i dati regionali possano essere utilizzati da soggetti terzi anche a scopi commerciali</strong>, ad esempio realizzando servizi e applicativi destinati a cittadini e imprese. Tante volte <a title="Gli open data come opportunità per il Paese" href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/" target="_blank">abbiamo detto</a> che <strong>favorire l’apertura dei dati pubblici costituirebbe un formidabile volano per far ripartire l’economia nazionale</strong>. Anche qui ho ottenuto una <strong>risposta convintamente positiva</strong>.</p>
	<p>Ricapitolando, <strong>la Regione Puglia è assolutamente convinta ad aprire i propri dati a tutti</strong>, rendendoli accessibili e riutilizzabili, ma abbiamo i<strong> disclaimer per i dati del SIT Puglia che di fatto ne impediscono l’uso a scopi commerciali</strong>. A questo punto va fatta chiarezza una volta per tutte, <strong>la Regione dovrebbe adottare una licenza che consenta davvero il riuso</strong>, ovvero almeno <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.it">CC BY</a>.</p>
	<p>&#8230;nell’attesa che presto <strong>anche in Puglia nasca il portale <a href="http://dati.puglia.it/">dati.puglia.it</a></strong></p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p><em>Un grazie speciale a <strong>Andrea Borruso</strong>, che mi ha indotto a sporcarmi le mani con <a href="http://leaflet.cloudmade.com/" target="_blank">Leaflet</a>, una strepitosa libreria JS &#8211; che ho usato per questo articolo &#8211; alla portata di (quasi) tutti per realizzare mappe su web esteticamente belle, molto performanti ed estremamente flessibili.</em>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2012/02/15/tutta-la-puglia-in-una-ortofoto/">Tutta la Puglia in una (orto)foto</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il (mio) web 2.0 quotidiano</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Entropia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimanere informati quotidianamente, domare le decine e decine di feed ai quali siamo abbonati, condividere con i nostri amici le cose più interessanti. E' possibile farlo anche da smartphone, se si mette su un ingegnoso workflow che sfrutta sapientemente alcune applicazioni mobili e web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+%28mio%29+web+2.0+quotidiano&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2012-01-10&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/" data-text="Il (mio) web 2.0 quotidiano" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p>Il “sottotitolo” di TANTO, così come concepito da Andrea ormai più di 6 anni fa, è <strong>“le cose che ci piacciono”</strong>. Nel nostro blog ormai <strong>scriviamo quasi esclusivamente di geomatica</strong>, intesa in tutte le sue accezioni, e in verità ero piuttosto scettico se pubblicare questo articolo proprio su TANTO. Ma poi mi sono ricordato che <a href="http://blog.spaziogis.it/2009/04/08/conoscenza-e-coscienza-mappe-mentali-mappe-concettuali-brainstorming-ed-altri-concetti-astrusi/">Gerlando aveva narrato la sua esprienza</a> di comunicatore sempre qui, nel non molto lontano 2009. E del resto si tratta sempre di <a href="http://blog.spaziogis.it/categoria/entropia/">entropia</a>, che tra l’altro <strong>è la categoria più numerosa dei nostri post</strong>.</p>
	<p>Un impulso ulteriore a decidere di pubblicarlo qui (attenzione, prima ancora che una redazione noi siamo un gruppo di amici, quindi le decisioni le prendiamo sempre di comune accordo, compresa la scelta degli articoli) è stato il <strong>recente lancio di <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/">Planet GIS Italia</a></strong>, che mi ha “costretto” a sostituire in Google Reader il feed di <a href="http://pipes.yahoo.com/pipes/pipe.info?_id=6hPT8mYa3BGl09YzqWIyXQ">Blog GIS Italia v. 3</a> proprio con quello nuovo di zecca di PGI.</p>
	<h2>Andiamo al dunque&#8230;</h2>
	<p><strong>Una delle nostre necessità primarie quotidiane è informarci</strong>. Lo facciamo in molti modi differenti, da molte fonti differenti, su molti media differenti.</p>
	<p>La <strong>radio</strong> ad esempio ci può accompagnare in svariati momenti della giornata. Per me è irrinunciabile ad esempio la mattina ascoltare su Rai Radio 3 <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-546fce50-63a7-4a3a-a677-c01b234511bd.html">Prima Pagina</a>, e quando posso <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-aaee447d-8a68-46e9-b13f-43525399e0d8.html">Radio3 Scienza</a>, <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-a1e3b801-994a-41e8-8098-72f0c3bca667.html">Tutta la città ne parla</a> o ancora la trasmissione di <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Nove%20in%20punto,%20la%20versione%20di%20Oscar">Oscar Giannino</a> su Radio24. Per fortuna ci sono i podcast, per ascoltare le puntate che ci perdiamo.</p>
	<p>Ma quando si parla di <strong>blog, siti web, liste e gruppi di discussione</strong>, allora le cose diventano più complicate. Bisogna dedicargli del tempo, stando davanti al computer, o anche sullo smartphone, sebbene il piccolo schermo metta a dura prova le nostre diottrie e il touchscreen la pazienza delle nostre dita. Comunque sia, si tratta di <strong>tempo che viene ritagliato durante le nostre giornate </strong><strong>incasinate, </strong>tra lavoro e impegni familiari.</p>
	<p>Voglio qui <strong>condividere la mia esperienza</strong> di come ho organizzato quell’oretta in totale che riesco a dedicare a questa fondamentale, irrinunciabile parte della giornata.</p>
	<p>Per <strong>domare le decine e decine di feed RSS</strong> ai quali sono abbonato, ma soprattutto non cadere nel panico dovuto ai 1.000 e passa nuovi item quotidiani che essi generano, uso da anni ormai <strong>Google Reader</strong>. A mio avviso, nonostante <strong>con l’ultima revisione Google lo abbia menomato pesantemente</strong>, eliminando la possibilità di condividere con i propri contatti le nostre letture e <strong>dirottando il traffico su Google Plus</strong> &#8211; che per inciso non m’ha preso e forse mai mi prenderà -, io lo trovo ancora il miglior strumento web per leggere in maniera organica i feed.</p>
	<p>Naturalmente, <strong>molte delle cose che troviamo interessanti le condividiamo</strong> spontaneamente con i nostri contatti &#8211; una volta anche su Google Reader &#8211; via email, su Twitter, Facebook, Linkedin e ogni altro sistema sociale che frequentiamo.</p>
	<p>Devo però fare un inciso fondamentale, ormai <strong>espleto circa il 50% delle mie attività digitali quotidiane</strong> (tra le altre consultare email, navigare sul web, gestire gli impegni, usare i social network, e ovviamente informarmi) <strong>sul mio smartphone</strong>. L’altro 50% del lavoro &#8211; su PC &#8211; riguarda l’uso di GIS, la scrittura di documenti di lavoro e di articoli per i blog, più altre attività “pesanti” meno ricorrenti. <strong>Essermi organizzato su piattaforma mobile mi consente di non rimanere ogni sera dalle 2 alle 3 ore davanti al computer per organizzare il lavoro</strong> (email, programmazione attività, ecc.), sacrificando il resto delle ancora più importanti attività sociali: dedicarsi alla famiglia, agli amici&#8230; e a sé stessi.</p>
	<p><strong>Il mio workflow informativo 2.0 parte dunque da Google Reader</strong>, nel quale butto qualunque feed RSS, dai siti web, ai blog, alle mailing list che non frequento assiduamente, finanche ai Pipes di Yahoo che uso per fare piccoli “mashup informativi”, come <a title="Ricetta di iftt" href="http://ifttt.com/recipes/4098" target="_blank">questo</a> che si basa su <a title="Generare un GeoRSS in modo automatico" href="http://blog.spaziogis.it/2009/08/10/generare-un-georss-in-modo-automatico/" target="_blank">quest&#8217;altro</a>. Ma ovviamente <strong>mi avvalgo di una serie di applicazioni sia mobili che web</strong> per ottimizzare al massimo il tutto.</p>
	<p>Per esprimervi in maniera chiara il workflow che ho messo a punto, e in modo sistemico i link tra le varie applicazioni da me utilizzate, ho creato una semplice mappa mentale con il <strong>fantastico servizio web <a href="http://popplet.com" target="_blank">popplet</a></strong>. La vedete qui sotto.</p>
	<p><a href="http://popplet.com/app/#/128686" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-4724" title="Blu's way to Read, Save and Share" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/Blus-way-to-Read-Save-and-Share-1024x880.jpg" alt="" width="491" height="422" /></a></p>
	<h2>Gli strumenti del mestiere&#8230;</h2>
	<p><strong>Descriverò ora gli attrezzi con i quali ho costruito il workflow</strong>, si tratta di tre applicazioni per Android e altrettanti servizi web. Si potrebbe costruire un processo analogo <strong>anche su piattaforma iOS</strong> &#8211; suggerisco infatti allo scopo alcune app alternative &#8211; ma francamente <strong>non so quanto potrebbe funzionare</strong>, visto che sul sistema operativo mobile Apple manca una delle &#8220;funzioni killer&#8221; invece da sempre disponibile su Android: l&#8217;onnipresente menu &#8220;share&#8221;. Con esso è infatti possibile inviare qualunque contenuto ad altre applicazioni, consentendo una <strong>piena interoperabilità tra di esse</strong>.</p>
	<p><strong>• gReader </strong><strong>• <a title="Link Android Market" href="https://market.android.com/details?id=com.noinnion.android.greader.reader" target="_blank">applicazione Android</a> &#8211; free<br />
</strong>A mio avviso è un <strong>lettore di Google Reader</strong> molto migliore dell’applicazione di Big G; possiede molte più funzioni, tra le quali la customizzazione dell’interfaccia, ma ovviamente è una questione di gusti. Ecco come lo uso. Quando trovo un item così interessante da volerlo <strong>leggere più tardi</strong>, in genere vorrei anche metterlo tra i miei bookmark, perciò <strong>lo invio al mio <a href="http://delicious.com/caterpirla" target="_blank">account delicious</a></strong>. Per fare questo mi è sufficientemente <strong>marcarlo “starred”</strong>, e <strong>un’apposita <a href="http://ifttt.com/recipes/10494">“ricetta”</a> che ho creato sul servizio web <a href="http://ifttt.com/" target="_blank">ifttt</a></strong> (descritto oltre) preleva il flusso dei miei starred item e li trasforma in bookmark su delicious, taggandoli con “ifttt”, “googlereader” e “nome_feed”. <strong>Periodicamente vado a “curare” questi bookmark su delicious</strong>, li leggo e se ne vale la pena li conservo, taggandoli opportunamente e magari mettendoli in uno <a href="http://delicious.com/stacks/caterpirla" target="_blank">stack</a>. C&#8217;è anche il modo di conservare &#8211; sempre su delicious &#8211; le letture in maniera privata, marcandole con un apposito tag, <a title="Altra ricetta su iftt" href="http://ifttt.com/recipes/15785" target="_blank">qui la ricetta su iftt</a>. Quando invece <strong>una lettura mi sembra degna di condivisione</strong>, se voglio twittarla subito la mando a <strong>Tweedeck</strong> (vedi più avanti) mediante il menu &#8220;share&#8221; di Android, altrimenti a <strong>Buffer</strong> (ne parlo dopo) se voglio programmarne la diffusione su Twitter o Facebook in orari differenti.<br />
<em>Input</em>: feed RSS. <em>Output</em>: starred items verso Delicious, shared verso Tweetdeck o Buffer.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a title="Link App Store" href="http://itunes.apple.com/us/app/feeddler-rss-reader-for-ipad/id364873582?mt=8" target="_blank">Feeddler</a></p>
	<p><strong>• Buffer • <a title="Link Android Market" href="https://market.android.com/details?id=org.buffer.android" target="_blank">applicazione Android</a> e <a title="Link sito web" href="bufferapp.com" target="_blank">servizio web</a> - freemium</strong><br />
Si tratta di un formidabile servizio basato su web che <strong>consente di creare uno stack di tweet e aggiornamenti Facebook programmabili</strong> ad orari definiti dall’utente. La sua versione free consente di <strong>gestire fino a 3 distinti account Twitter e/o Facebook</strong> e di pubblicare fino a <strong>10 elementi al giorno</strong>. Poichè (co)gestisco diversi account Twitter, riesco ad <strong>aggirare questo limite mediante BirdHerd</strong>, un ulteriore servizio sempre basato su web del quale parlerò più avanti. Buffer mette a disposizione anche un’app Android &#8211; sempre free &#8211; integrata nel fantastico menu &#8220;share&#8221; di Android, che consente di gestire lo stack editando i singoli elementi precedentemente creati e il loro ordine di pubblicazione.<br />
<em>Input</em>: shared da gReader. <em>Output</em>: verso i miei account Twitter e Facebook, verso BirdHerd via DM.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a title="Link App Store" href="http://itunes.apple.com/it/app/buffer/id490474324?mt=8&amp;affId=1325731" target="_blank">Buffer</a></p>
	<p><strong>• Tweriod • <a title="Link sito web" href="http://www.tweriod.com/" target="_blank">servizio web</a> - freemium</strong><br />
Per usare al meglio Buffer e programmare i tweet e gli aggiornamenti in modo tale da <strong>ottenere la massima attenzione dai nostri follower</strong>, ci viene in supporto Tweriod. Si tratta di <strong>un servizio web in grado di analizzare l’attività degli account di chi ci segue su Twitter</strong> e da ciò <strong>suggerirci le fasce orarie migliori</strong> per pubblicare i nostri tweet, affinché ottengano la massima visibilità. Per ottenere l’analisi sarà sufficiente loggarsi a Tweriod con l’account Twitter dal loro sito web.<br />
<em>Input</em>: account Twitter. <em>Output</em>: fasce orarie ottimali per twittare.</p>
	<p><strong>• Tweetdeck • <a title="Link Android Market" href="https://market.android.com/details?id=com.thedeck.android.app" target="_blank">applicazione Android</a> e <a title="Link sito web" href="http://www.tweetdeck.com/" target="_blank">servizio web</a> &#8211; free</strong><br />
A mio avviso il <strong>miglior client per Twitter</strong> &#8211; consente di postare anche su Facebook &#8211; in circolazione. <strong>Potentissime le sue funzioni</strong>, tra le quali cito ad esempio la possibilità di gestire svariati account Twitter e cinguettare lo stesso messaggio anche da più di uno, scheduling dei tweet, possibilità di gestire alert differenti per le singole colonne (le timeline degli account, degli hashtag, delle ricerche, delle citazioni). Che si può desiderare di più?<br />
<em>Input</em>: da gReader.  <em>Output</em>: account Twitter o Facebook.<br />
<em>Alternativa iOS</em>: <a title="Link App Store" href="http://itunes.apple.com/it/app/tweetdeck/id429654148?mt=8" target="_blank">Tweetdeck</a>.</p>
	<p><strong>• ifttt ovvero &#8220;if this then that&#8221; • <a title="Link sito web" href="http://ifttt.com" target="_blank">servizio web</a> &#8211; free</strong><br />
Si tratta di una geniale applicazione web che <strong>consente di &#8220;mettere internet al lavoro per te&#8221;</strong>, parafrasando il loro slogan. Permette di <strong>interconnettere numerosi <a href="http://ifttt.com/channels" target="_blank">canali web</a></strong>, tra i quali proprio Google Reader, Buffer, delicious, Twitter, e feed RSS, ma la lista aumenta sempre più. Descriverlo qui sarebbe riduttivo, vi invito vivamente ad <strong>aprire un account e dare spazio alla fantasia</strong>. In questo contesto, io lo uso come già anticipato per creare dei nuovi bookmark in delicious dagli item starred di Google Reader.<br />
<em>Input</em>: da Google Reader. <em>Output</em>: verso delicious.</p>
	<p><strong>• BirdHerd • <a title="Link sito web" href="http://birdherd.com/" target="_blank">servizio web</a> &#8211; free (per ora)<br />
</strong><a href="http://twitter.com/#!/aborruso">@aborruso</a> molto tempo fa introdusse noialtri TANTI all’uso di BirdHerd per <strong>aggiornare direttamente dai nostri rispettivi account Twitter quello di TANTO</strong> (<a href="http://twitter.com/#!/twanto">@twanto</a>). Una volta loggati su BirdHerd con l’account Twitter di gruppo, è possibile aggiungere i “contributori” (fino a un massimo di 10) ciascuno dei quali sarà poi in grado di pubblicare i tweet semplicemente inviando un DM all’account di gruppo stesso. Il messaggio verrà infine twittato, completato alla fine dalla firma del contributore. <a href="http://twitter.com/#!/twanto/status/143009563162066944">Qui</a> un esempio. Quando dunque da gReader trovo un link interessante che voglio twittare come <a href="http://twitter.com/twanto" target="_blank">@twanto</a> o <a href="http://twitter.com/planetek" target="_blank">@planetek</a> o <a href="http://twitter.com/altrageologia" target="_blank">@altrageologia</a>, mi sarà sufficiente mandare ai rispettivi account un DM con Tweetdeck o Buffer, il resto verrà da sé.<br />
<em>Input</em>: da Buffer o Tweedeck. <em>Output</em>: verso account Twitter di gruppo.</p>
	<p>In conclusione, chi come me <strong>consuma gran parte delle informazioni su piattaforma mobile</strong>, costruendo un workflow ben congegnato può al tempo stesso <strong>informarsi in maniera dinamica nell’arco della giornata</strong> (es. tempi morti durante le attese), <strong>condividere le cose ritenute più interessanti</strong> con i propri follower sui social network e <strong>conservarle sempre in maniera sociale</strong> con delicious. <strong>Tutto direttamente dal nostro smartphone</strong>, che la sera &#8211; assieme al PC &#8211; potremo tenere spento, e dedicarci alle altre cose &#8211; non digitali &#8211; che ci piacciono TANTO&#8230;
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/">Il (mio) web 2.0 quotidiano</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+%28mio%29+web+2.0+quotidiano&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Entropia&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2012-01-10&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2012/01/10/il-web-2-0-quotidiano/&amp;rft.language=English"></span>

		<media:thumbnail url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/Blus-way-to-Read-Save-and-Share-150x150.jpg" />
		<media:content url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/Blus-way-to-Read-Save-and-Share.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Blu&#8217;s way to Read, Save and Share</media:title>
			<media:thumbnail url="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/01/Blus-way-to-Read-Save-and-Share-150x150.jpg" />
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	</item>
		<item>
		<title>Gli Stati Generali dell&#8217;Innovazione approdano a Bari</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 16:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[#opendataitaly]]></category>
		<category><![CDATA[#opengov]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica-amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il melting pot su #opendata, #opendataitaly e #opengov ribolle sempre più anche qui in Italia, lo confermano le numerose Pubbliche Amministrazioni che stanno progressivamente mettendo in piedi portali che consentono l'accesso ai propri dati (con i dovuti distinguo riguardo le licenze adottate), un trend culminato con il recente lancio di dati.gov.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Gli+Stati+Generali+dell%26%238217%3BInnovazione+approdano+a+Bari&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-10-25&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/" data-text="Gli Stati Generali dell&#8217;Innovazione approdano a Bari" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://www.statigeneralinnovazione.it" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="SGI" src="http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-content/uploads/2011/01/2011-05-09-logo-cloud-01.png" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
	<p><strong>Il melting pot su <a href="http://twitter.com/#!/search/%23opendata" target="_blank">#opendata</a>, <a href="http://twitter.com/#!/search/%23opendataitaly" target="_blank">#opendataitaly</a> e <a href="http://twitter.com/#!/search/%23opengov" target="_blank">#opengov</a> ribolle sempre più anche qui in Italia</strong>, lo confermano le numerose Pubbliche Amministrazioni che stanno progressivamente mettendo in piedi portali che consentono l&#8217;accesso ai propri dati (con i dovuti distinguo riguardo le licenze adottate), un trend culminato con il recente lancio di <a href="http://www.dati.gov.it/" target="_blank">dati.gov.it</a></p>
	<p>Gli <strong>Stati Generali dell&#8217;Innovazione</strong> (<a href="http://twitter.com/#!/SGInnovazione" target="_blank">@SGInnovazione</a>) sono un movimento di associazioni, cittadini e aziende che, rimestando nel melting pot, contribuiscono a creare massa critica attorno ad alcuni degli argomenti che sono alla base di ciò che ci interessa maggiormente: “l’innovazione nel governo dell’Italia”.</p>
	<p>L&#8217;appuntamento odierno di Bari, tenutosi al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=krBOWQectSI" target="_blank">Cineporto</a> presso la Fiera del Levante, prevedeva una sessione mattutina con una prima tavola rotonda dal titolo <strong><em>&#8220;Open source, software libero e formati aperti per i dati pubblici: esperienze, criticità, prospettive&#8221;</em></strong>, alla quale hanno partecipato l&#8217;Assessore regionale all&#8217;Innovazione Nicola Fratoianni, Davide Pellegrino – Dirigente Servizio Innovazione della Regione Puglia, Marco Curci – Direttore Divisione IT di Innovapuglia, Giuseppe Santo Barile (<a href="http://twitter.com/#!/Realforense" target="_blank">@realforense</a>) del LUG Bari e Giuseppe Nicosia – Circolo dei Giuristi Telematici Gur@work, in collegamento Skype è stata con noi anche Flavia Marzano (<a href="http://twitter.com/#!/flavia_marzano" target="_blank">@flavia_marzano</a>) di Stati Generali dell’Innovazione, moderava Morena Ragone (<a href="http://twitter.com/#!/morenaragone" target="_blank">@morenaragone</a>) di Puglia Creativa.</p>
	<p>La seconda sessione intitolata <strong><em>&#8220;I diritti dei cittadini e delle imprese nel Codice dell’Amministrazione Digitale&#8221;</em></strong> ha visto come relatori Ernesto Belisario (<a href="http://twitter.com/#!/diritto2punto0" target="_blank">@diritto2punto0</a>) – Circolo Giuristi Telematici, Andrea Lisi – ANORC Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva, Morena Ragone – Puglia Creativa e Giovanna Brunetti – CSIG Bari, moderava Ennio del Turco &#8211; CSIG Bari.</p>
	<p><strong>Numerosi e di notevole spessore sono stati gli interventi del pubblico</strong>, che hanno contribuito a rendere l&#8217;appuntamento particolarmente ricco di spunti, idee, confronti e anche scontri costruttivi. Io ho dovuto lasciare i lavori alla conclusione della mattinata, che comunque proseguivano con due ulteriori interessanti sessioni pomeridiane<em><strong> &#8220;Presentazione degli Stati Generali dell’Innovazione di Roma del 25-26 novembre 2011&#8243;</strong></em> e la tavola rotonda <em><strong>&#8220;Pensare l’innovazione, realizzare l’innovazione: dalle parole ai fatti, idee e problematiche aperte&#8221;</strong></em>.</p>
	<p>Vi invito a <strong>scorrere il succedersi degli eventi</strong> qui sotto, nella timeline dell&#8217;hashtag dedicato all&#8217;evento <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23SGIBari" target="_blank">#SGIBari</a></p>
	<p><object id="hootsuite_embed_38997" width="350" height="500" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/10/25/gli-stati-generali-dellinnovazione-approdano-a-bari/">Gli Stati Generali dell&#8217;Innovazione approdano a Bari</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il GFOSS Day 2011 è a Foggia</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[gfoss]]></category>
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		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[I prossimi 24 e 25 novembre l'Università degli Studi di Foggia ospiterà il GFOSS DAY 2011, organizzato come di consueto dall'Associazione Italiana per l'Informazione Geografica Libera GFOSS.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+GFOSS+Day+2011+%C3%A8+a+Foggia&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-23&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/" data-text="Il GFOSS Day 2011 è a Foggia" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div><img class="alignleft" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="gfoss.it" src="http://www.gisweb.it/news/gfoss-day-2010/image_mini" alt="" width="99" height="99" />Nelle giornate del <strong>24 e 25 novembre</strong> l&#8217;<a href="http://g.co/maps/gkugq" target="_blank">Università degli Studi di Foggia</a> ospiterà il <strong>GFOSS DAY 2011</strong>. Si tratta del quarto appuntamento in assoluto, organizzato come di consueto da <a href="http://www.gfoss.it" target="_blank">GFOSS.it</a>, l&#8217;Associazione Italiana per l&#8217;Informazione Geografica Libera. La <strong>call for presentation</strong> -  raggiungibile <a href="http://www.gfoss.it/drupal/gfossday2011/callforpresentation" target="_blank">qui</a> - scade il 25 ottobre, e per il 5 novembre daranno notifica dell&#8217;accettazione.

Secondo alcuni rumors, tra gli eventi di dibattito complementari alle presentazioni ve ne sarà uno particolarmente interessante, dedicato agli <strong>open data</strong>, durante il quale si potrà discutere anche dei provvedimenti che la Giunta regionale pugliese ha in cantiere a tale riguardo e dei quali <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/" target="_blank">abbiamo già parlato qui su TANTO</a>.<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/">Il GFOSS Day 2011 è a Foggia</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Il+GFOSS+Day+2011+%C3%A8+a+Foggia&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-23&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/23/il-gfoss-day-2011-e-a-foggia/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">gfoss.it</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Gli open data come opportunità per il Paese</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica-amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una grande iniziativa a carattere nazionale per la reale apertura e liberazione dei dati detenuti dalla pubblica amministrazione, potrebbe contribuire a invertire la rotta di una recessione economica nazionale alla quale non si sembra ormai capaci di reagire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Gli+open+data+come+opportunit%C3%A0+per+il+Paese&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-22&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/" data-text="Gli open data come opportunità per il Paese" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<div>
	<div>
	<blockquote><p>C’è grossa crisi, la risposta è dentro di te, e però è sbagliata!</p></blockquote>
	<p>così diceva <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=H0l8T9oGW_4" target="_blank">Quelo</a> parecchi anni fa.</p>
	<p>Qui in Italia si continua a “miagolare” nel buio (sempre Quelo), con un Governo che continua a tagliare come un forsennato, aumentando tasse e incapace di rilanciare realmente l’economia, gli enti locali che devono cominciare a stringere la cinghia, e a farla stringere a noi di conseguenza, per finire a imprenditori e industria che hanno sempre meno risorse, e quando le hanno talvolta le usano male.</p>
	<p>E <strong>in un tale disastroso panorama</strong>, probabilmente proprio da un settore per gran parte “immateriale” come quello della IT potrebbero <strong>nascere nuove opportunità di crescita, sostenibile peraltro</strong>. Ma bisogna partire da un ingrediente fondamentale, del quale qui a TANTO <a href="http://blog.spaziogis.it/?s=open+data" target="_blank">parliamo spesso e in svariati contesti</a>: gli <strong>open data</strong>.</p>
	<p>Non è per fare i soliti esterofili, ma proprio guardando al di fuori del proprio giardino si potrebbero trarre degli spunti interessanti per cominciare a risolvere qualche problema qui da noi.</p>
	<p>Dicevamo, <strong>gli ingredienti sono open data disponibili, strumenti di sviluppo e una buona idea</strong>, il risultato è un’applicazione che può contribuire da un lato a migliorare la conoscenza, l’informazione &#8211; e in alcuni casi la vita &#8211; di tutti, dall’altro creare un nuovo e dinamico settore della IT potenzialmente senza limiti.</p>
	<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4210" style="border-style: initial; border-color: initial; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 3px; margin-right: 3px; border-width: 0px;" title="dati + tools + idea = app" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/09/dati_tools_idea_app.png" alt="" width="345" height="62" /></p>
	<div>E’ quel che, in un periodo appunto di grossa crisi, ha voluto fare il governo USA con <strong>Challenge.gov</strong> &#8211; ne aveva parlato già Antonio Falciano nel suo fantastico articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/10/29/where-to-sleep-in-turin-un-esempio-d-uso-dei-raw-data-piemontesi-con-google-refine-e-simile-exhibit/">Where to sleep in Turin</a> &#8211; un progetto con il quale <strong>vengono esortati i cittadini e le pubbliche amministrazioni a proporre e creare applicazioni basate sui dai aperti e liberi</strong> detenuti dalle agenzie e dai soggetti pubblici statunitensi. E’ in quell’ambito che nasce <a href="http://appsfortheenvironment.challenge.gov/">Apps for the Environment</a>, un contest promosso dall’Agenzia USA per la Protezione Ambientale (EPA) al quale partecipano 38 idee/applicazioni che potranno essere votate dal pubblico fino al 7 ottobre prossimo. I vincitori non avranno premi in denaro, ma un pubblico riconoscimento e la possibilità di farsi “ospitare” la propria applicazione sul sito web dell’<a href="http://www.epa.gov/">EPA</a>.</div>
	<div>
	<p>Tra le più interessanti, a mio avviso, ci sono <a href="http://appsfortheenvironment.challenge.gov/submissions/4631-locus-ewell" target="_blank">Locus eWell</a> un&#8217;app per iOS per la raccolta di dati in campagna sui pozzi, <a href="http://appsfortheenvironment.challenge.gov/submissions/4632-air-quality-data-explorer" target="_blank">Air Quality Data Explorer</a> che come è facile immaginare restituisce grafici sui trend di parametri monitorati da stazioni di monitoraggio, <a href="http://appsfortheenvironment.challenge.gov/submissions/4539-environs-now" target="_blank">Environs Now</a> un&#8217;app per iOS e Android che mostra i parametri monitorati dalle stazioni di monitoraggio dell&#8217;EPA nei nostri dintorni, infine <a href="http://appsfortheenvironment.challenge.gov/submissions/4608-the-green-gumshoe" target="_blank">The Green Gumshoe</a> un&#8217;applicazione che consente di segnalare siti nei quali si verifica un&#8217;emergenza ambientale di qualunque genere.</p>
	<p>Un altro aspetto di Challenge.gov che mi ha colpito molto è il <strong>coinvolgimento diretto che ci si aspetta dagli stessi funzionari pubblici</strong>, che hanno la possibilità di lanciare a cittadini e imprese vere e proprie sfide (challenge appunto) da risolvere. <a href="http://challenge.gov/search?type=challenges" target="_blank">Qui</a> la directory di quelle lanciate ad oggi, per alcune delle quali ci sono anche premi in denaro.</p>
	<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>In questo modo è possibile <strong>generare un circolo virtuoso</strong>, che consenta a chiunque di mettersi in gioco con le proprie risorse, senza necessariamente essere degli sviluppatori o degli smanettoni impenitenti. La cosa fondamentale è avere buone idee&#8230; e ovviamente dati aperti e liberi da poter utilizzare. Questo è <a href="http://http://blog.spaziogis.it/2010/07/29/un-altro-passo-verso-i-dati-liberi-nella-pubblica-amministrazione-e-lhacktivismo/" target="_blank">hacktivismo</a>.</p>
	<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="I luoghi degli &quot;open data&quot;" href="http://www.slideshare.net/pietroblu/giandonato-i-luoghidegliopendatatorino" target="_blank">I luoghi degli &#8220;open data&#8221;</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/5764074" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="500" height="355"></iframe></p>
	<p>E allora mi auguro davvero che <strong>nello stesso governo italiano vi sia qualche mente illuminata</strong>, che al di là di promuovere cose come la <a href="http://www.formez.it/iodl/" target="_blank">IODL</a> e <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/ottobre/25102010---innovazione-brunetta-presenta-miapa.aspx" target="_blank">MiaPA</a>, includa finalmente nel <a href="http://http://blog.spaziogis.it/2011/06/16/e-lunga-la-strada-per-gli-open-data/" target="_blank">CAD gli open data</a> e creda seriamente che <strong>dare un impulso forte e imponente all’apertura dei dati</strong> detenuti dalle pubbliche amministrazioni <strong>possa contribuire a far risollevare l’economia nazionale</strong>.</p>
	<p>In tal modo, da un lato verranno create opportunità per chi ha idee innovative e cerca un’occasione per metterle in atto, dall’altro la stessa PA sarà più trasparente verso i cittadini, guadagnandone notevolmente in termini di immagine e fiducia.</p>
	</div>
	</div>
	</div>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/">Gli open data come opportunità per il Paese</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Gli+open+data+come+opportunit%C3%A0+per+il+Paese&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-09-22&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/09/22/gli-open-data-come-opportunita-per-il-paese/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">dati + tools + idea = app</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Mappali, denunciali e&#8230; tassa.li</title>
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		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[open data]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Mappali%2C+denunciali+e%26%238230%3B+tassa.li&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=News&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-08-31&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/&amp;rft.language=English"></span>
Tassa.li è una interessante startup realizzata da un gruppo di giovani tecnologi, con l&#8217;intento di rendere facile la denuncia di esercizi commerciali che non rilasciano il regolare scontrino fiscale. E in un periodo nero come questo, molta gente avrà una gran voglia di partecipare. Grazie a una applicazione disponibile sia per iOS che Android, è [...]]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Mappali%2C+denunciali+e%26%238230%3B+tassa.li&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=News&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-08-31&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/" data-text="Mappali, denunciali e&#8230; tassa.li" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div><a href="http://tassa.li" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4045" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="tassa.li" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/08/tassa.li_.png" alt="Vai sul sito del progetto..." width="131" height="45" /></a><a href="http://tassa.li" target="_blank"><strong>Tassa.li</strong></a> è una interessante startup <strong>realizzata da un gruppo di giovani tecnologi</strong>, con l&#8217;intento di rendere facile la <strong>denuncia di esercizi commerciali che non rilasciano il regolare scontrino fiscale</strong>. E in un periodo nero come questo, molta gente avrà una gran voglia di partecipare. Grazie a una applicazione disponibile sia per <a href="http://tassa.li/app/iphone/download" target="_blank">iOS</a> che <a href="http://tassa.li/app/android/download" target="_blank">Android</a>, è infatti possibile in pochi clic geotaggare l&#8217;esercizio e riportare la somma dello scontrino non emesso. Il tutto in maniera assolutamente anonima. E questi ragazzi dimostrano di vedere molto lontano, perché presto <strong>rilasceranno i dati raccolti in forma totalmente aperta e libera</strong>.<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/08/31/mappali-denunciali-e-tassa-li/">Mappali, denunciali e&#8230; tassa.li</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Software e dati liberi in Puglia, presto realtà?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>
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		<description><![CDATA[Il terzo disegno di legge su software libero e dati aperti è stato recentemente approvato dalla Giunta Regionale pugliese. Un grande passo avanti rispetto alle altre due proposte di legge già in itinere.]]></description>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Software+e+dati+liberi+in+Puglia%2C+presto+realt%C3%A0%3F&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-07-21&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/&amp;rft.language=English"></span>
<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=false&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-right"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/" data-text="Software e dati liberi in Puglia, presto realtà?" data-count="vertical" data-via="socializeWP" ><!--Tweetter--></a></div></div>	<p><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/07/Hardware_Documentato.png" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3925" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Hardware Documentato" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/07/Hardware_Documentato-300x300.png" alt="" width="210" height="210" /></a>Lo scorso giugno è stato approvato dalla Giunta Regionale pugliese un <strong>terzo disegno di legge</strong> sull’open source, dal titolo <strong><em>“Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato”</em></strong>, che va ad affiancarne altri due, <a href="http://www2.consiglio.puglia.it/Giss9/9PubbGiss2.nsf/ConsW%20eb?OpenFrameSet&amp;Frame=parte2&amp;Src=_d5t3misrj74njik3lc9h4eqbjecp2srjjconj0bpi6csjgopjcpi3gchicdi38e9lccoj4d9n70q34c1g6dj64ohmc8vkus35dp26uorldlimst1685qn8rq6e9gmqpb4_" target="_blank">uno a firma di alcuni consiglieri</a> datato 16/02/2011 e l’altro del 11/02/2011 sempre proposto dalla G.R. e del quale avevo parlato in un <a title="Puglia, laboratorio anche per l’open source… e l’open data?" href="http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/" target="_blank">precedente articolo</a>, tentando di suggerire alcune modifiche volte ad integrare il provvedimento con il concetto di “dati aperti” e la loro conseguente valorizzazione e sostegno da parte della amministrazione regionale. Ad oggi, nonostante siano stati contattati tutti i consiglieri e lo stesso Presidente Vendola, non abbiamo ricevuto alcun cenno di riscontro.</p>
	<p>Arriva ora questo terzo DdL (scaricabile da <a href="http://www2.consiglio.puglia.it/Giss9/9SagArchivio.nsf/(InLinea)/proposta-99A-IX/$File/DDL%2020.pdf?OpenElement" target="_blank">qui</a>), abbastanza differente nella sua impostazione rispetto ai due precedenti, e <strong>sotto molti aspetti migliore</strong>. Provo a spiegare brevemente perché.</p>
	<p>L’<strong>articolo 4</strong> definisce come <strong>“archivi elettronici” tutti i dati digitali della PA regionale</strong>, la quale deve permetterne l’accesso gratuito mediante protocolli e formati aperti e specifiche libere, così come l’estrazione di dati e il relativo <strong>riuso</strong> (questione sollevata da Lorenzo Benussi in un suo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/#comment-6582" target="_blank">precedente commento</a>). Interessante poi l’ultimo comma, che esclude la possibilità di avvalersi di soluzioni di <strong>“cloud computing”</strong> se non sotto il diretto controllo della stessa PA. E in un momento come questo, nel quale i <a href="http://punto-informatico.it/3197735/PI/News/garante-privacy-cloud-computing-vecchi-problemi.aspx" target="_blank">dubbi</a> proprio sui servizi “in the cloud” sono parecchi, è una decisione comprensibile.</p>
	<p>Nell’<strong>articolo 5</strong> viene espressamente definita la<strong> “esclusività” dell’utilizzo da parte della PA di formati aperti e liberi</strong> così come la promozione dell’impiego di <strong>software open source</strong>. A tale proposito, al successivo <strong>articolo 7</strong> vengono esplicitamente adottate le <strong>licenze <a href="http://gplv3.fsf.org/" target="_blank">GPLv3</a> e AGPLv3</strong>. Sebbene per quanto riguarda i dati, non ci sia ancora una licenza aperta accettata universalmente, nella proposta di legge non si fa alcun riferimento alla controversa <a href="http://www.formez.it/iodl/" target="_blank">IODL</a>, sostenuta anche se non con specifici provvedimenti legislativi dal Governo italiano.</p>
	<p>Secondo l’<strong>articolo 8</strong> la Regione predispone un<strong> “Piano triennale di informatizzazione” </strong>che definisca le strategie dell’Ente in ambito informatico e individua una struttura di progetto (con tutta probabilità la società in-house <a href="http://www.innova.puglia.it" target="_blank">Innova Puglia SpA</a>) che si occuperà dell&#8217;attuazione del piano, come pure del rispetto degli obblighi previsti dalla stessa legge.</p>
	<p>Altro strumento interessante previsto dall’<strong>articolo 11</strong> è il <strong>Programma triennale</strong> promosso dalla Regione, <strong>finalizzato alla promozione di progetti di ricerca, sviluppo e produzione relativi al software libero e all’hardware documentato</strong> (singolare concetto introdotto con l’art. 14 e del quale francamente non mi è chiaro il significato) coinvolgendo il mondo delle imprese e della ricerca.</p>
	<p>E con l’<strong>articolo 12</strong> la Regione vuole <strong>favorire, promuovere e incentivare</strong>, nei limiti delle proprie competenze, i <strong>principi stessi della Legge Regionale</strong> e la promozione del software libero, la formazione al suo utilizzo e la <strong>diffusione dei valori etici e culturali</strong> ad esso legati. Azioni che vanno a supportare il concetto di<strong> “cittadinanza attiva”</strong>, che secondo il successivo <strong>articolo 13</strong> la Regione Puglia intende sostenere proprio mediante l’uso di software libero e accesso ai dati.</p>
	<p>In conclusione, mi pare di poter dire che <strong>questo terzo DdL sia di gran lunga migliore rispetto ai due precedenti</strong>, e che abbia di fatto <strong>recepito il concetto di dato aperto e libero</strong>, costituito nell’articolo 3 dall’insieme delle tre definizioni “specifica libera”, “protocollo libero” e “formato libero”. Allo stesso modo, il <strong>principio di “riuso”</strong> &#8211; sebbene tra le definizioni dell’art. 3 sia riferito al solo software &#8211; come ho già accennato prima riguardo l’articolo 4 viene chiaramente esteso anche ai dati.</p>
	<p>Ciò che possiamo ora augurarci è che questo DdL possa superare il vaglio delle Commissioni Consiliari, giungere in Consiglio Regionale e <strong>venire approvato e convertito in legge nel più breve tempo</strong>.</p>
	<p>Ovviamente il DdL è perfettibile, e ci piacerebbe che <strong>TANTO possa diventare un luogo di discussione nel quale poter raccogliere eventuali suggerimenti utili</strong> al suo miglioramento, magari da poter poi sottoporre all&#8217;attenzione della stessa Giunta Regionale pugliese con una audizione in Commissione Consiliare. Per chi fosse interessato, è possibile <strong>seguire l’iter del provvedimento</strong> sulla <a href="http://www2.consiglio.puglia.it/Giss9/9PubbGiss2.nsf/ConsW%20eb?OpenFrameSet&amp;Frame=parte2&amp;Src=_95t3misrj74njik3lc9h4eqbjecp2srjjconj0bppccpmcdpm6him6phhccrm4db5ccoj4d9n71h32c1g6hj6ae9oc8vkus35dp26uorldlimst1685qn8rq6e9gmqpb4_" target="_blank">specifica pagina</a> del Consiglio Regionale pugliese.
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/07/21/software-e-dati-liberi-in-puglia-presto-realta/">Software e dati liberi in Puglia, presto realtà?</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; lunga la strada per gli open data</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
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	<p>Fa parte di un ciclo di incontri nell&#8217;ambito del <strong>Programma Operativo di Assistenza Tecnica Società dell&#8217;Informazione</strong> (<a href="http://www.poat-si.it/" target="_blank">POAT-SI</a>) con il quale si vogliono presentare le opportunità e gli obblighi insiti nel nuovo CAD.</p>
	<p>E&#8217; stato un <strong>interessante momento di confronto</strong>, durante il quale i circa 60 presenti, tra funzionari delle PA, operatori del settore dell&#8217;informazione e qualche curioso come me, hanno tempestato di domande e posto molti dubbi ai relatori.</p>
	<p>Per quanto mi riguarda, dopo aver ascoltato la prima presentazione<strong> &#8220;Gli elementi fondamentali della riforma del CAD&#8221; </strong>di Elena Tabet (<a href="http://www.poat-si.it/sites/default/files/20110405_Tabet_NuovoCAD_OpportunitaPerCittadiniAdempimentiPerAmministrazioni_0.pdf" target="_blank">qui il PDF</a> delle slide), ho fatto un intervento sottolineando che il Codice (artt. 52 e 68) di fatto <strong>parla di &#8220;formati aperti&#8221; come modalità di interscambio tra le amministrazioni pubbliche</strong>, trascurando la necessità &#8211; se non proprio obbligo &#8211; da parte della PA di rendere disponibili i propri dati, sempre in formati aperti, al pubblico.</p>
	<p>Ho comunque spezzato una lancia a favore del <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/" target="_blank">MiPA</a>, sottolineando come la definizione della <a href="http://www.formez.it/iodl/" target="_blank">IODL</a> sia un ottimo passo avanti. Ma ho anche fatto notare come tra i <strong>gruppi di lavoro</strong> (vedi slide 28-34) <strong>che si occuperanno di elaborare le regole tecniche sulle numerose questioni annoverate dal CAD</strong> in seno a DigitPA<strong>, nessuno di fatto si occuperà di open data</strong>.</p>
	<p>Mi è stato risposto che in effetti <strong>al momento non sono previste azioni che vadano a definire regole tecniche o tempi che le PA dovranno rispettare per aprire i dati al pubblico</strong>.</p>
	<p>Ma proprio questa mancanza di fatto <strong>lascia la realizzazione dell&#8217;open government alla totale discrezione delle singole PA</strong> che lo hanno tra i propri obiettivi prioritari. Molto poche al momento, come abbiamo già accennato sempre qui su TANTO (<a href="http://blog.spaziogis.it/2010/07/12/i-pionieri-dellopen-data-in-italia/" target="_blank">Piemonte pionieri</a> e <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/" target="_blank">Puglia in stand-by</a>), e <strong>talvolta in maniera alquanto farraginosa</strong>, come racconta Gerlando Gibilaro <a href="http://www.indiritto.it/2011/06/14/regione-sicilia-legge-52011-sul-procedimento-amministrativo-ed-in-materia-di-trasparenza-la-semplificazione-lefficienza-linformatizzazione-della-p-a/" target="_blank">in un suo approfonditissimo articolo</a>, parlando della Regione Siciliana.</p>
	<blockquote><p>It&#8217;s a long way to the top if you wanna open data&#8230;</p></blockquote>
	<p>&nbsp;</p>
	<p><p><a href="http://blog.spaziogis.it/2011/06/16/e-lunga-la-strada-per-gli-open-data/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/06/16/e-lunga-la-strada-per-gli-open-data/">E&#8217; lunga la strada per gli open data</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=E%26%238217%3B+lunga+la+strada+per+gli+open+data&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Eventi&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-06-16&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/06/16/e-lunga-la-strada-per-gli-open-data/&amp;rft.language=English"></span>

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		<title>Puglia, laboratorio anche per l&#8217;open source&#8230; e l&#8217;open data?</title>
		<link>http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/</link>
		<comments>http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Blu Giandonato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L'hype sugli open data ha raggiunto il suo apice in questi mesi, e il Disegno di Legge sul FLOSS che ha in cantiere la Regione Puglia ci sembra una grande opportunità per poter integrare nel suo articolato anche i principi dei dati aperti e liberi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	
	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Puglia%2C+laboratorio+anche+per+l%26%238217%3Bopen+source%26%238230%3B+e+l%26%238217%3Bopen+data%3F&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-05-24&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/&amp;rft.language=English"></span>
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	<p><strong>In realtà, a livello governativo sono state avviate alcune azioni</strong>, ma che non hanno finora portato a risultati concreti. Sempre nel 2002 fu istituita con <a href="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/dm_021031.pdf">Decreto Ministeriale</a> una apposita “Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione” il cui lavoro portò alla pubblicazione di una &#8220;<a href="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/indagine_commissione_os.pdf">Indagine conoscitiva sul software open source</a>&#8220;. Una successiva Direttiva del dicembre 2003 &#8220;<a href="http://www.innovazione.gov.it/ita/normativa/allegati/Dir191203.pdf">Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle PA</a>&#8221; sancì la possibilità da parte della Pubblica Amministrazione di acquisire ed utilizzare programmi informatici &#8220;open source&#8221;. Da febbraio a luglio 2004 fu attivo poi un gruppo di lavoro, volto a proseguire i lavori della c.d. “Commissione Meo” del 2002 e che di fatto produsse un <a href="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Rapporto%20conclusivo_OSS.pdf">documento finale</a> con proposte articolate tra le quali l’istituzione di un “Centro di competenza OSS per la PA” contretizzatosi nel famigerato “<a href="http://www.osspa.cnipa.it/">Osservatorio sull’open source</a>” nato in seno al CNIPA (oggi DigitPA). Esso raccoglie le esperienze delle Pubbliche Amministrazioni italiane nell&#8217;uso di software open source, come pure una sorta di elenco dei “fornitori” di servizi legati al FOSS, al quale chiunque può registrarsi. Di fatto, ad oggi l’Osservatorio appare né più né meno che un mero elenco di “esperienze” e “fornitori”, informazioni peraltro non più aggiornate dal 2007.</p>
	<p>Insomma, <strong>buone le intenzioni, ma davvero scarsi i risultati, almeno finora</strong>. E se andassimo a fare due conti su quanto saranno costati Commissione, Gruppo di lavoro e Osservatorio stesso, forse ci morderemmo anche le mani in qualità di contribuenti&#8230;</p>
	<p>Una iniziativa da segnalare è senza dubbio quella attuata dal Formez con la <strong><a href="http://www.formez.it/iodl/" target="_blank">Italian Open Data Licence (IODL) v1.0</a></strong>, nata nell&#8217;ambito del <strong>progetto MiaPA</strong>, l&#8217;applicazione di &#8220;social check-in&#8221; per segnalare la performance degli uffici pubblici da parte dei cittadini. Formez auspica l&#8217;uso della IODL da parte delle amministrazioni pubbliche che vogliano <strong>imboccare concretamente un percorso di open government</strong>.</p>
	<p>Un ulteriore <strong>riferimento legislativo di fondamentale importanza</strong> per tutto quanto concerne i dati digitali &#8211; e del quale le iniziative legislative regionali devono tenere conto &#8211; è costituito dal D.Lgs. 07/03/2005 n. 82 e s.m.i. il cosiddetto <strong><a href="http://www.digitpa.gov.it/amministrazione-digitale/CAD-testo-vigente" target="_blank">Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale</a></strong>, che purtroppo però trascura totalmente proprio la materia degli open data.</p>
	<h2>Ottime notizie da alcune Regioni&#8230; e non solo</h2>
	<p><strong>Svariate illuminate Regioni </strong>hanno comunque deciso già da anni di dotarsi di leggi proprie per favorire l’uso del software open source. L’<strong>Emilia-Romagna</strong> ha emanato la <a href="http://crerbd.regione.emilia-romagna.it/stampa/stampepdf/leggiV/LR-ER-2004-11.pdf">L.R. 11/2004</a>, il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> la <a href="http://www.consiglio.regione.fvg.it/iterdocs/Serv-LC/ITER_LEGGI/LEGISLATURA_IX/LEGGI_APPROVATE/146_LR.pdf">L.R. 8/2006</a>, l’<strong>Umbria</strong> la <a href="http://www.cnipa.gov.it/HTML/RN_ICT_cron/2006_07_25_Legge%20Regionale%20Umbria%20n%2011.pdf">L.R. 11/2006</a>, il <strong>Veneto </strong>la <a href="http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2008/08lr0019.html?numLegge=19&amp;annoLegge=2008&amp;tipoLegge=Alr">L.R. 19/2008</a>, il <strong>Piemonte </strong>la <a href="http://www.regione.piemonte.it/urp/dwd/lr9_2009.pdf">L.R. 9/2009</a> e la <strong>Toscana </strong>la <a href="http://www.teutas.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=726&amp;Itemid=88">L.R. 54/2009</a>. La <strong>Lombardia </strong>ha in essere un <a href="http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/crl/AttivitaConsiliari/LavoriCommissioni/ElencoGenerale?p_p_id=NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd&amp;p_p_action=1&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-2&amp;p_p_col_pos=2&amp;p_p_col_count=3&amp;_NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd_COMMAND=scheda_pdl&amp;_NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd_ID_PDL=5C747435-8609-4787-B182-CF1873A51B93&amp;">progetto di legge</a> presentato a luglio del 2010, così come la <strong>Sardegna </strong>ha un proprio <a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&amp;v=9&amp;c=27&amp;c1=&amp;id=11558">disegno di legge</a> in cantiere risalente a ottobre 2008. Recente poi è <a href="http://www.osor.eu/news/it-advocates-welcome-fabriano-municipalitys-embracing-of-free-software" target="_blank">la notizia</a> (grazie <a href="http://blog.spaziogis.it/author/afalciano/" target="_blank">Antonio</a>) che addirittura il Consiglio Comunale di Fabriano ha deciso di &#8220;abbracciare&#8221; il software open source, dimostrando che anche una piccola amministrazione locale è capace di grandi rivoluzioni a livello gestionale.</p>
	<p>Come riferimento per aggiornamenti riguardo la normativa, sia nazionale che regionale, potete prendere certamente a riferimento l’<a href="http://softwarelibero.it/portale/legislazione.shtml">Associazione per il software libero</a>.</p>
	<p>Anche il Presidente Vendola nella mia <strong>Puglia </strong>ha <a href="http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/la-puglia-per-l%E2%80%99open-source">annunciato</a> mesi fa la presentazione di un <a href="http://www.nichivendola.it/cms-upload/ddl_os_6-1.rtf">disegno di legge</a> sul pluralismo informatico, teso a promuovere e diffondere il FLOSS (così definito nel DdL) a livello regionale. Si tratta di una <strong>iniziativa che apparentemente stride</strong>, e anche parecchio, con il precedente<strong> <a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere&amp;id=2075&amp;fs_id=2557&amp;opz=downfile">protocollo d’intesa</a> firmato da Vendola con Microsoft</strong> verso fine 2010 per la costituzione di un centro di competenza per promuovere l’innovazione. Il <a href="http://www.partito-pirata.it/content/analisi-dell-accordo-regione-pugliamicrosoft" target="_blank">Partito Pirata italiano</a> e l&#8217;<a href="http://softwarelibero.it/lettera_aperta_Vendola" target="_blank">Associazione per il Software Libero</a> hanno sin da subito contestato l’accordo, chiedendo a Vendola di rispondere ad una lettera aperta. Cosa che lui <a href="http://www.partito-pirata.it/content/risponde-il-presidente-nichi-vendola">ha fatto</a>, motivando dal suo punto di vista le ragioni dell’iniziativa. Interessante notare come la vicenda abbia destato molti interessi e dubbi <a href="http://stop.zona-m.net/it/2010/12/come-gestire-il-protocollo-vendola-puglia-microsoft/" target="_blank">anche all&#8217;estero</a>.</p>
	<p>Pur lasciando molto perplesso anche me, non voglio qui riprendere la discussione, già avviata nei contesti che vi ho segnalato. Sembra però che le critiche abbiano indotto Vendola a cercare di capirne un pò di più sulla questione. E’ infatti sempre di dicembre scorso la <a href="http://punto-informatico.it/3059714/PI/News/software-libero-puglia-chiama-stallman.aspx">notizia riportata da Punto Informatico</a> che <strong>Vendola abbia avuto un incontro con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman">Richard Stallman</a></strong>, guru del software libero, per &#8220;<em>fare un approfondimento con alcuni dei protagonisti più importanti della battaglia per il software libero</em>&#8221; e addirittura abbia pensato di coinvolgerlo nella revisione proprio del DdL sul pluralismo informatico. Ad oggi però <strong>non sappiamo se l&#8217;incontro abbia avuto degli sviluppi di qualche tipo</strong>.</p>
	<h2>In Puglia si potrebbe osare di più&#8230;</h2>
	<p>Bene, con tali favorevoli presupposti e grande lungimiranza da parte di Vendola, mi viene spontaneo rilanciare e cogliere l’occasione per capire se a Nichi stia a cuore anche <strong>la grande questione riguardante i dati aperti</strong>.</p>
	<p>Di open data se ne è parlato ampiamente, in varie forme e con illustri personaggi, anche durante il <a href="http://www.festivalinnovazione.puglia.it/">Festival dell’innovazione</a> - ma soprattutto il contestuale <a href="http://publiccamp.regione.puglia.it/">Public Camp</a> - entrambi organizzati proprio dalla Regione Puglia a Bari agli inizi di dicembre 2010.</p>
	<p><strong>Su TANTO seguiamo l’hype che ormai si è avviato sull&#8217;onda dell&#8217;open government e sugli open data</strong> <a href="http://blog.spaziogis.it/tag/open-data">da qualche tempo</a>, e ovviamente come blogger cerchiamo non solo di far da volano a notizie e iniziative sul tema, ma anche di essere propositivi, con la realizzazione di mashup con dati aperti e liberi e la partecipazione diretta a eventi (<a href="http://markup.io/v/scryygeg5663" target="_blank">ITN 2010</a> e il <a href="http://gisday2010.ticonzero.net/">Gis Day 2010 di Palermo</a>).</p>
	<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/04/dati_aperti1.png" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3673 aligncenter" title="Dove sono i dati aperti?" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/04/dati_aperti1.png" alt="" width="464" height="306" /></a></p>
	<p>Ed è in quest&#8217;ottica che noi di TANTO vogliamo avanzare la <strong>proposta al Presidente Vendola</strong> e alla sua Giunta, di <strong>integrare il <a href="http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/la-puglia-per-lopen-source.html" target="_blank">Disegno di Legge sul pluralismo informatico</a></strong> che stanno per presentare in Consiglio Regionale, <strong>con alcuni articoli che promuovano la diffusione di dati aperti e liberi</strong> nell’ambito dell’amministrazione regionale come pure in tutte le altre pubbliche amministrazioni pugliesi, dai Comuni alle Province. Penso ad esempio al grande valore aggiunto del quale potrebbero godere i cittadini con la <strong>diffusione in formato aperto e il libero utilizzo dei dati di monitoraggio delle componenti ambientali</strong> (aria, acqua, suolo) e dei grandi comparti come quello dei rifiuti. Del resto il <a href="http://sit.puglia.it/">Sistema Informativo Territoriale pugliese</a> già consente da tempo lo scaricamento e la fruizione libera (sebbene manchi una chiara definizione della licenza d’uso) dei dati territoriali.</p>
	<p>Perciò, <strong>qui di seguito proponiamo alcuni articoli da includere nel DdL sul pluralismo informatico, che riguardano proprio i dati aperti e liberi</strong>. Naturalmente si tratta di una proposta certamente perfettibile, ed è per questo che invitiamo tutti i nostri lettori e chiunque abbia interesse, ad avanzare proprie proposte per migliorarla. Il nostro obiettivo è quello di presentarle ufficialmente al Presidente Vendola, e se verranno mai accolte, <strong>la Regione Puglia sarebbe la prima a sancire legislativamente la diffusione di dati aperti e liberi</strong>. Il passo successivo sarebbe ovviamente quello di costruire un portale regionale, punto di riferimento istituzionale, analogamente a quanto fatto in maniera così lungimirante dalla Regione Piemonte con <a href="http://dati.piemonte.it/">http://dati.piemonte.it</a></p>
	<h2>Gli emendamenti che proponiamo al DdL</h2>
	<p>Il testo del DdL n. 5 del 10/02/2011 <em>&#8220;Norme in materia di pluralismo informatico, sull&#8217;adozione e la diffusione del free libre open source software e open hardware e sulla portabilità dei documenti nella pubblica amministrazione regionale e locale&#8221; </em>proposto dalla Giunta della Regione Puglia è reperibile sul sito web del Consiglio Regionale, nella <a href="http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/aula/public/IX/legislativi.asp" target="_blank">sezione &#8220;Proposte di Legge&#8221;</a> con Atto Consiliare n. <a href="http://www2.consiglio.puglia.it/Giss9/9PubbGiss2.nsf/0/723FE2A469764DE1C1257837003C15E7?OpenDocument" target="_blank">68</a>. Sul medesimo sito, per chi volesse, è possibile seguirne l&#8217;iter istitutivo.</p>
	<p>Qui di seguito proponiamo in maniera molto asciutta ed essenziale le poche modifiche al testo in discussione, che potrebbero dargli obiettivi ancora più ampi, <strong>unendo in maniera sinergica la promozione dell&#8217;utilizzo del FLOSS con la liberazione dei dati pubblici</strong>, in possesso proprio delle Pubbliche Amministrazioni.</p>
	<p style="text-align: center;">
	<p style="text-align: center;">
	<p><div class="note"><div class="noteclassic"></p>
	<p style="text-align: center;"><strong><em>Art. 1 &#8211; Finalità</em></strong></p>
	<p>Dopo le parole &#8220;<em>nel rispetto della normativa statale in materia di informatizzazione della Pubblica Amministrazione</em>&#8221; inserire le seguenti parole &#8220;<em>e in particolare da quanto disposto dal D.Lgs. 07/03/2005 n. 82 e s.m.i.</em>&#8220;.</p>
	<p style="text-align: center;"><strong><em>Art. 3 &#8211; Definizioni</em></strong></p>
	<p>Inserire le seguenti definizioni:</p>
	<p>q) per <strong>dati pubblici</strong> si intendono tutti i dati conoscibili da chiunque, così come definiti alla lett. n) del D.Lgs. 07/03/2005 n. 82 e s.m.i. I dati pubblici sono dati che non sono soggetti a limitazioni di privacy o sicurezza.</p>
	<p>r) per <strong>dati aperti</strong> <strong>(o open data)</strong> si intendono quei dati organizzati in archivi che, nel rispetto delle condizioni così come definite alla lett. b), c) e d) del presente articolo, nonché al Capo V del D.Lgs. 07/03/2005 n. 82 e s.m.i., rispondono ai seguenti requisiti:</p>
	<ol type="i">
	<li>sono resi direttamente disponibili ai chiunque, senza necessità di identificazione informatica, come disposto dal comma 3 art. 54 del D.Lgs. 07/03/2005 e s.m.i.;</li>
	<li>sono ricercabili per parole chiave o per ambito tematico mediante strumenti quali cataloghi o motori di ricerca;</li>
	<li>sono pubblicati così come raccolti alla fonte, con il medesimo livello di definizione e di dettaglio, non in forma aggregata o modificata;</li>
	<li>sono immediatamente disponibili, al fine di preservarne il valore, l’attendibilità e l&#8217;integrità;</li>
	<li>sono strutturati in modo tale da consentire il loro trattamento automatizzato da parte di elaboratori e macchine;</li>
	<li>sono disponibili in formati non proprietari, ovvero secondo standard aperti;</li>
	<li>non devono essere soggetti a copyright, brevetti, marchi di fabbrica o regole sul segreto commerciale, eventuali limitazioni sulla privacy e/o la sicurezza possono essere ammesse come disciplinate dalle leggi vigenti;</li>
	<li>indicano le metodologie di realizzazione adottate.</li>
	</ol>
	<p>s) per <strong>formato proprietario (o chiuso)</strong> si intende qualsiasi formato di archivio dati le cui specifiche tecniche non siano di pubblico dominio o non siano disponibili gratuitamente, ovvero siano soggette a restrizioni basate su diritti d&#8217;autore.</p>
	<p style="text-align: center;"><strong><em>Art. 6 &#8211; Raccolta e gestione dei dati da parte della Pubblica Amministrazione [in sostituzione degli artt. 6 e 6 bis]</em></strong></p>
	<p>1. Tutti i servizi telematici messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione Regionale e Locale devono rispettare rigorosi criteri atti a favorire i massimi livelli di accessibilità sia per i diversamente abili sia in termini di neutralità tecnologica.</p>
	<p>2. La Pubblica Amministrazione Regionale e Locale, con riferimento ai dati pubblici dalla stessa raccolti e gestiti, adotta standard aperti, protocolli aperti e formati aperti, così come definiti alle lett. b), c) d) dell&#8217;art. 3, rispettando i criteri dei dati aperti così come definiti dalla lett. r) dell&#8217;art. 3.</p>
	<p>3. La Pubblica Amministrazione Regionale e Locale in possesso di dati pubblici promuove la loro diffusione in forma di dati aperti, come definiti alla lettera r) dell’art. 3, con modalità che ne consentano la rintracciabilità dai motori di ricerca su internet e lo scaricamento dai siti web istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni stesse assicurando la parità di trattamento tra gli utilizzatori.</p>
	<p>4. La Pubblica Amministrazione Regionale e Locale si impegna affinché tutti i servizi messi a disposizione siano interoperabili, facciano uso di protocolli e formati aperti, e permettano, attraverso lo sviluppo di piattaforme applicative comuni, l’interazione e l’integrazione fra di loro.</p>
	<p>5. La Pubblica Amministrazione responsabile dei dati, al fine di rendere effettivo l&#8217;utilizzo dei dati in suo possesso, designa il responsabile del procedimento per le  richieste di utilizzazione dei dati e per rispondere alle denunce di violazioni dei principi di cui alla lettera r) dell’art. 3.</p>
	<p style="text-align: center;"><strong><em>Art. <strong>7 bis &#8211; Ulteriori obblighi della Pubblica Amministrazione allargata [nuovo articolo]</strong></em></strong></p>
	<p>1. La Pubblica Amministrazione nella predisposizione dei bandi di gara, nonché nella selezione di progettisti, collaboratori e consulenti, richiede, con apposita clausola contrattuale, che il fornitore, il consulente o l&#8217;appaltatore del servizio fornisca i dati dallo stesso raccolti, nonché i pareri, le consulenze ed i progetti, oltre che nelle forme tradizionali, anche in formato digitale e con standard che ne consentano l&#8217;elaborazione da parte di elaboratori e la modificabilità da parte della Pubblica Amministrazione.</p>
	<p>2. I dati detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni Regionali e Locali, così come definito alla lett. m) del D.Lgs. 07/03/2005 n. 82 e s.m.i., ivi compresi i dati prodotti da software sviluppato da terzi, memorizzati in un formato proprietario per il quale le Pubbliche Amministrazioni Regionali e Locali detengono tutti i diritti,  saranno convertiti in formati aperti entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.</p>
	<p>3. I dati esistenti memorizzati in un formato proprietario, del quale la Pubblica Amministrazione Regionale e Locale non possiede i diritti, potranno continuare ad essere memorizzati ed elaborati in quel formato. Progetti e attività che continuano ad usare formati chiusi devono essere riesaminati ogni quattro anni, per determinare se il formato sia diventato aperto e, in caso contrario, se un formato appropriato aperto esista e possa essere adottato in luogo di quello proprietario.</p>
	<p>4. In caso di progetti impegnati a convertire dati già esistenti da un formato proprietario in un altro formato, per quest’ultimo deve essere scelto un formato di dati aperto, a meno che non vi siano motivi tecnici o giuridici che lo impediscano.</p>
	<p>5. In caso vengano resi pubblici dati esistenti, questi devono essere convertiti in formati aperti, tenendo conto delle situazioni descritte nei commi precedenti.</p>
	<p></div></div></p>
	<h2>&#8220;Open data, tutti ne parlano, ma come si fa?&#8221;</h2>
	<p>Per rispondere a questa domanda, l&#8217;<strong>Associazione italiana per l&#8217;Open Government </strong>ha da poco messo online le <strong><a href="http://www.datagov.it/2011/04/14/le-linee-guida-per-l%E2%80%99open-data/" target="_blank">&#8220;Linee guida per l&#8217;open data&#8221;</a></strong>, una sorta di vademecum indirizzato a tutti i soggetti che hanno seriamente intenzione di liberare i dati in loro possesso. Una agile cassetta degli attrezzi nella quale troviamo le definizioni fondamentali di open data e open government, perché passare agli open data, quali aspetti tecnici affrontare e le questioni giuridiche ad essi collegate.</p>
	<p>Un&#8217;altra indispensabile risorsa da tenere presente è <a href="http://www.opendatacommons.org/guide/" target="_blank">Making Your Data Open: a Guide</a> di Open Data Commons, un progetto della <strong><a href="http://www.okfn.org/" target="_blank">Open Knowledge Foundation</a></strong> che ha come obiettivi proprio la diffusione del concetto di open data e il supporto per la loro adozione.</p>
	<p>Da poco è stato inoltre lanciato <strong><a href="http://saperi.forumpa.it/story/60473/presentato-appsforitaly-tirate-fuori-un-dataset-entro-settembre-partecipare" target="_blank">APPSFORITALY</a></strong>, <strong>un contest</strong> organizzato da <a href="http://www.datagov.it/" target="_blank">Associazione Italiana per l’Open Government</a>, <a href="http://www.iwa.it/" target="_blank">IWA</a> e <a href="http://www.top-ix.org/" target="_blank">TopIX</a> <strong>per la realizzazione di applicazioni basate su dati pubblici rilasciati da amministrazioni pubbliche</strong>. Ma se gli open data disponibili sono ancora così pochi, sarà difficile avere un buon numero di partecipanti.</p>
	<p>Insomma, gli ingredienti ci sono tutti, le opportunità anche, la gente non manca&#8230; Quale migliore occasione dunque per la Regione Puglia affinché approvi il DdL e contribuisca concretamente a <strong>scatenare la creatività di tutti gli hacktivisti</strong> che ci sono in giro per l&#8217;Italia?
</p>
<p style="border-radius:5px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px;background-color:#ddd;border:1px solid #ccc;padding:5px;">L'articolo <a href="http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/">Puglia, laboratorio anche per l&#8217;open source&#8230; e l&#8217;open data?</a> &egrave; apparso originariamente su <a href="http://blog.spaziogis.it">TANTO</a>. Rispettane le <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">condizioni di licenza</a>.</p>]]></content:encoded>
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	<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Adc&amp;rfr_id=info%3Asid%2Focoins.info%3Agenerator&amp;rft.title=Puglia%2C+laboratorio+anche+per+l%26%238217%3Bopen+source%26%238230%3B+e+l%26%238217%3Bopen+data%3F&amp;rft.aulast=Giandonato&amp;rft.aufirst=Pietro+Blu&amp;rft.subject=Dati&amp;rft.source=TANTO&amp;rft.date=2011-05-24&amp;rft.type=blogPost&amp;rft.format=text&amp;rft.identifier=http://blog.spaziogis.it/2011/05/24/puglia-laboratorio-anche-per-lopen-source-e-lopen-data/&amp;rft.language=English"></span>

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			<media:title type="html">Regione Puglia powered by GNU</media:title>
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