20 dicembre, 2013 | di in » Entropia, GuestPost

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Atlas of public Urbino è un progetto svolto all’ISIA Urbino durante un workshop tenuto da Joost Grootens a cui abbiamo partecipato a fine maggio 2013. Si tratta di un atlante che analizza lo spazio pubblico della città di Urbino sotto diverse tematiche. 25 studenti del biennio specialistico in ”Comunicazione, design ed editoria”, divisi in gruppi da 3 persone, avevano il compito di scegliere e approfondire una tematica specifica. Un gruppo esterno coordinava il lavoro. Il tutto doveva essere completato in 40 ore (5 giorni): dalla fase di brainstorming alla produzione dell’atlante stampato.

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Il riferimento iniziale da cui partire era la Pianta Grande di Roma (Nuova Topografia di Roma) del 1748 di Giambattista Nolli, una delle mappe più interessanti mai realizzate. La Mappa di Nolli è così accurata che è stata utilizzata dal Comune di Roma fino al 1970. All’epoca ha introdotto l’orientamento della mappa verso Nord superando l’orientamento a Est. La Mappa del Nolli affascina e ispira ancora oggi soprattutto per la sua rappresentazione unica e dettagliata degli spazi pubblici di Roma.

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Nolli ha incluso nella sua mappa tutti gli spazi pubblici, interni ed esterni e li ha esposti con estrema precisione mantenendo il loro interno bianco (ad esempio erano evidenziate con questo codice visivo le piazze ma anche gli interni delle chiese); tutte le altre informazioni erano rappresentate in nero. In questo modo la mappa del Nolli non è semplicemente un oggetto funzionale ma suggerisce anche come le persone vivevano a Roma nel XVIII secolo e come era organizzata la società.

Nolli viveva in un periodo in cui la nozione di pubblico e privato poteva essere espressa come un valore binario: privato o pubblico, nero o bianco. Oggi questa distinzione è decisamente più difficile da fare. Cosa è privato in un mondo fatto di amicizie su Facebook, continue telefonate che si svolgono per strada o servizi pubblici come l’elettricità che invadono le nostre case? Per rappresentare graficamente questo nuovo tipo di privato e pubblico sarebbero necessari colori diversi dai soli bianco e nero.

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Nell’ambito tematico di nostra competenza (Modifica degli spazi sociali) abbiamo individuato i luoghi pubblici accessibili a chiunque e quelli accessibili attraverso restrizioni (la ricerca è avvenuta sia tramite consultazione on-line che mappatura fatta di persona: Urbino è una piccola città e ci ha permesso di dedicare del tempo a un’indagine in prima persona, locale per locale). Abbiamo capito che alcuni luoghi non possono essere mappati interamente senza prendere in considerazione gli spazi interni ed esterni. Ad esempio alcuni ristoranti e bar “occupano” in maniera naturale l’area pedonale limitrofa. Questo modifica la percezione del pubblico e del privato.

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Abbiamo messo in luce una sorta di “mappa sociale“: nel nostro processo di mappatura abbiamo rilevato tutti i luoghi nei quali le persone instaurano relazioni sociali come bar, ristoranti, università, chiese, musei, luoghi di interesse turistico. Abbiamo individuato gli orari di apertura e il numero di sedute e di coperti dei locali. Alla fine del processo abbiamo deciso di dividere in 8 diverse mappe, una per ogni specifica fascia oraria (6-8, 8-10, 10-12, 12-14, 14-18, 18-20, 20-24, 24-6). In ognuna vengono evidenziati luoghi pubblici e privati con variabili visive diverse in modo da far comprendere la modificazione della percezione degli spazi e di conseguenza delle relazioni sociali.

Il processo di creazione della mappa ha richiesto una serie di passaggi tecnici: una volta ottenuta la mappa catastale presso il Comune di Urbino, realizzata in CAD, formato .dwg, abbiamo provveduto a modificata tramite Illustrator, programma di elaborazione immagini vettoriali, con cui l’abbiamo ”sfoltita” dei dettagli a noi non necessari, quali delimitazioni altimetriche ecc. Terminata la semplificazione ci siamo dedicati all’ uniformazione dei tracciati e dei riempimenti, seguendo le linee guida dell’intero progetto come colori, spessori dei tracciati e altri piccoli accorgimenti, con lo scopo di conferire all’atlante un senso di uniformità progettuale.

Siamo poi passati alla ricerca effettiva delle piante dei vari edifici interessati dal nostro progetto, in modo tale da garantire un’effettiva aderenza allo spazio occupato/liberato durante le varie ore del giorno. Successivamente abbiamo applicato i rilevamenti effettuati in precedenza, creando diverse mappe in base alle fasce orarie e mostrando così il mutamento degli spazi pubblici durante la giornata.

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L’atlante considera diverse tematiche divise per capitoli: Appiattimento culturale, Modifica degli spazi sociali, Rumori pubblici, Le conversazioni, Interferenze, Aree di controllo, Scatta condividi perseguita. Un atlante interpretato come spazio pubblico ma anche un libro inteso come strumento.
Perché questo è ciò che un atlante rappresenta: la sua prerogativa di essere uno strumento di informazione. Gli indici e il linguaggio grafico adottato consentono all’utente di creare collegamenti, permettendo di crearsi le proprie storie, le proprie interpretazioni di cosa significa spazio pubblico oggi, in una città italiana come Urbino.

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Hanno partecipato a questo progetto: Davide Belotti, Michele Bozzi, Alessandro Busi, Riccardo Cavallaro, Giulio Cesco, Bolla Federico Conti Picamus, Grazia Dammacco, Arianna Di Betta ,Giorgio Fanecco, Claudia Flandoli, Veronica Maccari, Alessio Macrì, Marika Mastrandrea, Martina Micheli, Luca Napoli, Valerio Nicoletti, Camilla Oboe, Paola Panza, Gianluca Sandrone, Lucia Sgrafetto, Andrea Tolosano, Gregorio Turolla, Andrea Vendetti, Massimiliano Vitti, Riccardo Zecchini, Matteo Antonio Zennaro, Tommaso Zennaro.

Altre immagini: http://www.behance.net/gallery/Atlas-of-Public-Urbino/12129215

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  2. dic 22, 2013: Atlas of public Urbino « un blog inutilissimo un blog inutilissimo
  3. dic 28, 2013: Atlas of public Urbino | open data in Italia | ...

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