Archivio del mese di novembre, 2013

11 novembre, 2013 | di

Ho molto pensato se scrivere o no queste poche righe, perché potrebbe sembrare che lo facessi per “sponsorizzare” un progetto che a me piace; alla fine ho deciso che in ogni occasione ci sono i maligni e quelli in buona fede e così vi invio queste mie considerazioni, pensando che apparteniate alla seconda categoria.

Sono più di tre anni che uso geopaparazzi, cioè fin dalla sua nascita con i suoi bachi e i suoi problemi. Mi sento onorato di aver contribuito allo sviluppo di questo software, sia pure in modo passivo, nel senso che non ho scritto neppure una linea di programma ma ho testato il software in lungo e in largo per i miei bisogni di turista fai da te.

Due anni fa, durante una vacanza in un’isola greca con mia moglie, seguendo con la cartina del luogo un sentiero segnato male ci siamo persi.

Fortezza di Antimachia a Karadameno, Isola di Kos. Geopaparazzi su HTC Wildfire.

Fortezza di Antimachia a Karadameno, Isola di Kos. Geopaparazzi su HTC Wildfire.

Erano le tre del pomeriggio e c’era il sole, ma … fortunatamente avevo scattato molte foto e aiutandomi un po’ con le immagini e un po’ con il ricordo dell’orografia del luogo riuscimmo, per altra via e con tre ore aggiuntive, a ritornare al luogo di partenza. Mi dissi: mai più dovrà ripetersi un caso analogo!

E da quel giorno geopaparazzi mi segue ovunque.

Vi scrivo alcuni accadimenti banali, ma credo significativi, per far capire ai vostri lettori eventualmente interessati come sia utile questo strumento.

  • Mia moglie ed io per i nostri viaggi ci affidiamo regolarmente al sito booking.com. Di solito sono abbastanza precisi, ma… vi lascio intendere dalla email che mia moglie ha mandato al sito durante le vacanze:

“Gentili Signori, siamo utenti di booking.com e abbastanza soddisfatti del servizio che viene riservato. Tuttavia abbiamo un’osservazione da fare: essendo dotati di GPS per rintracciare agevolmente la struttura dove andremo a pernottare, abbiamo rilevato che le strutture alberghiere a Kalymnos -vedi hotel Panorama- ed a Astypalaia  -vedi studio Ixthioessa- ma anche altre di cui abbiamo verificato la posizione (vista mare studios: sulla vostra mappa è segnalato in collina ed invece è a un centinaio di metri dal porto), sono segnalate nelle vostre mappe a distanze variabili da 500 a 1000 metri rispetto alla posizione reale. E’ importante che le coordinate GPS corrispondano alla posizione reale della struttura perchè è anche in base alla posizione della stessa che si fa la scelta.
Ixthioessa ad Astypalaia: sulla Vs. mappa: lat 36.54874  lon 26.35278  a noi risulta lat: 36.54978 lon: 26.35557
Vi chiediamo di verificare e rettificare le posizioni.
Cordiali saluti luciana a.”

  • Quest’estate ero a cercar funghi con un gruppo di amici; all’ora di tornare alla base l’opinione sulla via del ritorno da prendere non era esattamente condivisa: alcuni dicevano “di qua” altri “di là”. Prendemmo una delle due direzioni e, fatti pochi metri, il mio amico geopaparazzi mi mostrò che la direzione era sbagliata. Ovviamente la rettifica fu immediata e alcuni amici si mostrarono interessati a quello strumento.

Al ritorno verso l'albergo, guidati da geopaparazzi, nella Barcellona notturna.

Al ritorno verso l’albergo, guidati da geopaparazzi, nella Barcellona notturna.

  • Ero in ferie con mia moglie a Barcellona (ebbene sì, sono spesso in giro perchè sono in pensione da dodici anni ormai) per la prima volta, e visitando la città è difficile rendersi conto di quanto passi velocemente il tempo se non quando si accendono le illuminazioni stradali e improvvisamente ci si sente sperduti. Naturalmente in una città non c’è rischio di perdersi (taxi e indirizzo dell’albergo risolvono tutti i casi) ma l’idea di vedere anche aspetti della città notturna ci piaceva e così ci permettemmo una serata tarda in luoghi qualsiasi con la certezza che geopaparazzi ci avrebbe riportati a casa. In albergo mia moglie mi disse “regala 50€ per una pizza a chi ha sviluppato quel marchingegno (proprio così disse: marchingegno!)” e così feci: non succede spesso che una donna apprezzi così apertamente certa tecnologia ….
  • Un amico camminatore con poca esperienza delle montagne del meranese mi chiese un giorno di indicargli un bel percorso in alta quota. Stavo per raccontargli una delle mie gite, quando mi venne l’illuminazione. “che cellulare hai?” gli chiesi. Mi fece vedere un HTC. “Magnifico” dissi. E gli spiegai come scaricare Geopaparazzi, come vedere i percorsi in Google Earth, ecc. ecc.. “Ti manderò via e-mail le istruzioni per usare quel software insieme al file del percorso che stavo per raccontarti. Se avrai problemi, telefonami”. Ci lasciammo così e gli inviai quanto promesso. Era un mercoledì (lo ricordo perchè la storia è recente) e il lunedì successivo mi arrivò una sua e-mail carica d’entusiasmo sia per il luogo visto che, soprattutto, per la semplicità con cui aveva potuto seguire il percorso.

Potrei raccontare ancora per molto, ma credo di aver superato il limite di tolleranza di ogni buon lettore “scientifico”.

Nel frattempo il mio hardware si è evoluto. L’HTC era troppo lento e spesso “crashava” per la mia impazienza a spostare le mappe sul monitor. In giugno 2013 mi sono regalato un Samsung Galaxy Note2 N7100: una bomba!!! Ci ha accompagnati ad Astypalea (Grecia) senza un attimo di incertezza. Sarà la ns. guida fino a quando… non sarà diventato troppo lento anche lui.

Ci sono ancora alcune cose che mi piacerebbe veder fare a geopaparazzi ma mi rendo conto che non posso sempre chiedere e mai dare. Sono sicuro, tuttavia, che l’autore di geopaparazzi continuerà, come nel passato, a curare lo sviluppo e la manutenzione di questo software che ormai chiamo “geofriend” e prima o poi i miei desideri saranno esauditi perchè saranno diventati necessità per molti.

Per finire un consiglio ai turisti fai da te: è sempre bene viaggiare anche con una cartina della zona, oltre che con geopaparazzi: qualche volta batterie e/o satelliti giocano brutti scherzi…

Grazie per l’ospitalità sul Vostro guest post e per la vostra attività su TANTO.

 

5 novembre, 2013 | di

La nostra lingua è molto bella e difficile e la parola ospite ne è un esempio. Viene dal latino hospes e ha significati in qualche modo tra loro opposti, in quanto la parola alludeva soprattutto ai reciproci doveri dell’ospitalità. Ci sono anche altri significati.
In geologia quelli “nordici” sono “i fossili esistenti nelle basse latitudini in seguito a migrazione di fauna dalle zone artiche, in concomitanza alle fasi di espansione glaciale del pleistocene”.
In embriologia è “l’individuo sul quale viene effettuato un trapianto“.
Ed infine in zoologia, “la specie a spese del quale vive un parassita” (per tutti i dettagli, Treccani)

Quali ospiti in TANTO? Gli ultimi non li vorremmo, ma non possiamo essere certi di non incontrarne. Esistono, purtroppo, e non si riconoscono sempre; proveremo a tenerli lontano.

Ci piacerebbe accogliere persone provenienti da altre latitudini di esperienza, che vogliano migrare una tantum in questo territorio con il proprio bagaglio di idee, saperi, professionalità e umanità. Vorremmo ricevere il trapianto di organi per noi nuovi e sconosciuti, ma andranno bene anche altri cervelli, cuori, stomaci e soprattutto occhi, che sapranno guardare vicino e lontano.

Aprire TANTO agli ospiti è un desiderio che abbiamo da tempo, ma è un po’ come quando ci si trova davanti una porta insieme a persone molto gentili: “Vada lei”, “No prego passi lei”, “Ma ci mancherebbe faccia lei il primo passo”, “Guardi insisto è per me un piacere”, ecc.. Finalmente facciamo questo passo.

Qual è l’obiettivo? Banalmente migliorare la qualità dei contenuti. Se ci riusciremo i benefici saranno diversi:

  • Nuove prospettive – Ogni autore porterà il suo punto di vista unico;
  • Nuovi lettori – Ogni autore porterà con sé i propri temi e la propria storia, e inevitabilmente arriveranno nuovi utenti interessati;
  • Nuove connessioni – Con il nuovo ospite si creerà un rapporto nuovo e questo faciliterà le possibilità di fare reciprocamente rete.

Gli ospiti saremo anche noi, nel significato primo della parola, e sarà nostro compito accogliere al meglio in casa le persone che vorranno lasciare un piccolo (e grande) segno qui.

Per proporci un’idea di articolo, inviate un’email al nostro indirizzo di redazione – tanto@spaziogis.it – con l’oggetto “Ospite in TANTO”. Vi risponderemo indicandovi le modalità di partecipazione.

Abbiamo già alcuni guest post in cantina e da tempo. Il primo che verrà pubblicato sarà proprio di un ospite nordico a noi molto vicino, così tanto che un po’ ci emoziona e commuove. Ma visto che è un’avventura nuova anche per noi, è stato quasi naturale iniziare in “famiglia”.

Grazie a chi vorrà cambiare qualche volta latitudine ;)

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