Archivio del mese di marzo, 2009

29 marzo, 2009 | di

Mi era già capitato di parlare di GISCorps, una ONG di esperti che prestano su base volontaria le loro conoscenze e capacità geomatiche in tutto il mondo. Si è aggiunta di recente anche l’inglese MapAction, e qui voglio segnalare la loro fantastica “Field Guide to Humanitarian Mapping”.

Al di là del target espressamente rivolto alle emergenze umanitarie, la guida è davvero ben fatta, utilissima anche per chi desidera un documento agile – sono poco più di un centinaio di pagine – e chiaro – molti tutorial – per acquisire i concetti alla base dei GIS come pure dell’uso del GPS in campo.

Il primo capitolo introduce alla cartografia e approfondisce argomenti riguardanti i dati spaziali e i vari formati nei quali è possibile trovarli, i sistemi di coordinate. Il secondo capitolo è dedicato all’uso dei dispositivi GPS per raccogliere dati in campo, con un pratico schema per registrare i waypoint. Il terzo e quarto capitolo sono veri e propri tutorial per l’utilizzo di Google Earth e MapWindow – un GIS open source – per la cartografia a scopo umanitario. MapAction lavora soprattutto con Google Earth perchè da un lato si tratta  del software di mapping che mette a disposizione i dati cartografici di base – foto aeree e immagini satellitari – più aggiornati disponibili, dall’altro perchè è estremamente diffuso anche tra i non addetti ai lavori.

In definitiva, questa guida è certamente un ottimo modo per i newbie di sporcarsi le mani e capire cosa vuol dire fare della cartografia digitale e quali possono essere i suoi impieghi pratici. Se poi ci si appassiona e si vuol dare il proprio contributo alla causa umanitaria… tanto meglio!

MapAction Field Guide to Humanitarian Mapping First Edn Low-res

Publish at Scribd or explore others: How-To Guides & DIY gps gis
23 marzo, 2009 | di
La mappa delle Scienze

Come ci raccontano gli autori nell’articolo pubblicato su PLoS ONE, è stata realizzata attraverso l’implementazione di un “modello clickstream” – una Catena di Markov di primo ordine – estraendo le sequenze di più di un miliardo di interazioni degli utenti dai log di siti web, biblioteche e riviste che si occupano a vario titolo di Scienze umane, mediche, matematiche, fisiche e naturali. L’interrelazione tra le varie discipline è stata ricostruita catalogando le citazioni esterne delle singole pubblicazioni.

Il modello clickstream è stato validato mediante confronto con il thesaurus di architettura e arte del Getty Research Institute. Il risultato è visualizzato come una rete che descrive le relazioni intercorrenti tra i vari settori scientifici e chiarisce le connessioni tra le scienze sociali, quelle umanistiche passando per le scienze naturali.

Ogni pallino della mappa rappresenta le singole riviste scientifiche, mentre i colori le grandi branche delle scienze, rosa e azzurro per fisica e chimica, verde biologia, rosso medicina, giallo e bianco invece scienze sociali ed umane, dulcis in fundo ocra scienze della terra e geografia.

Le cose che personalmente mi colpiscono sono innanzitutto il grande “ammasso stellare” centrale, ricco di citazioni indistinte che non è possibile far afferire a gruppi specifici, anche se ha come “satelliti” quelli delle scienze umane (in giallo e bianco). L’ammasso denota una grande vivacità di scritti e pubblicazioni proprio attorno a questa categoria scientifica, con la musica leggermente distante ma fortemente connessa.

Fisica e chimica (rosa e azzurro) costituiscono una galassia a sè, con grandi intrecci e numerose correlazioni tra esse, legata in qualche modo attraverso la biochimica (verde-azzurro) alle altre discipline, soprattutto le scienze ambientali (in verde), altro gruppo molto prolifico che ha grandeimportanza nel garantire l’interconnessione più trasversale tra tutte, con legami verso le altre grandi scienze.

Interessante invece notare come le svariate branche mediche (in rosso) risultino tra loro molto differenziate, dislocate in maniera più diffusa ai margini della “sciencesphere”, con frequenti connessioni con le scienze umane e sociali.

In un remoto angolino, con relazioni essenzialmente verso le scienze ambientali, sono relegate le scienze della terra, rappresentate da poco più di una decina di riviste.

Per quel che riguarda la geografia, la troviamo a metà strada proprio tra la geologia, le scienze naturali e collegata con la sua propaggine della geografia umana all’antropologia.

Concludo riflettendo come mappe di questo tipo siano una miniera enorme di informazioni, e meritino attente e ponderate riflessioni, che possono portare davvero verso strade difficilmente percorribili con altri strumenti.

19 marzo, 2009 | di

Non so voi, ma io non avevo idea, che “poco, poco, piano, piano” Google street view si fosse espansa anche in Italia. Città del sud come Bari, Reggio Calabria e Catania sono state una sorpresa. Nell’immagine sottostante i luoghi in cui il servizio è abilitato.

google_street_map_italia

16 marzo, 2009 | di

In questo post vi mostrerò come creare una sorgente geoRSS a partire da un file CSV che ho creato per l’occasione. Questo contiene dei dati fittizi su tre città italiane, che voglio pubblicare all’interno della sorgente geoRSS, curandone struttura e formattazione, ed inserendo anche un grafico di sintesi dei parametri presenti in ogni record.

Realizzerò il tutto creando un piccolo mashup sfruttando i seguenti servizi:

  • Google Docs, per l’archiviazione dei dati grezzi e per la creazione del CSV a partire da questi
  • Yahoo! Pipes, per l’elaborazione del file CSV e la sua trasformazione in geoRSS
  • le api di Google Charts, per inserire nella sorgente geoRSS dei grafici di sintesi sui dati contenuti nel file CSV
  • Google maps per visualizzare la sorgente geoRSS in una mappa

Un mashup è un’applicazione che, a partire da dati ed informazioni provenienti da due o più fonti/servizi/applicazioni, crea nuove applicazioni/servizi.

Google Docs

Ho creato in Google Docs un nuovo foglio elettronico ed ho inserito dei dati fittizi su tre città italiane. Ho anche aggiunto una colonna per il valore di latitudine, ed una per quello di longitudine (entrambi espressi i gradi decimali).

google docs

Per fare dialogare questo foglio elettronico con gli altri servizi citati sopra, dovrò renderlo pubblico; lo farò utilizzando il tasto Share e selezionando l’opzione “Publish as a web page” (così come nella figura sottostante).

google_docs_publish

Si aprirà una finestra di pop-up e dovrò cliccare su “Publish now“. Fatto questo, cliccherò sul link (presente in basso) “More publishing options“; si aprirà un’altra finestra di pop-up in cui sceglierò CSV come formato di pubblicazione e cliccherò sul tasto “Generate URL”. In ultimo copierò l’URL appena generato e lo incollerò da qualche parte (in un editor di testo).

Yahoo! Pipes e Google Charts

Yahoo! Pipes è il mio editor/cratore di mashup preferito. “Si presenta” ufficialmente così:

Pipes is a powerful composition tool to aggregate, manipulate, and mashup content from around the web.

Con Pipes aggrego ad esempio i feed RSS che pubblico in Blog GIS Italia, ma qui lo utilizzerò in modo diverso.

La prima cosa da fare in Pipes è scegliere la fonte dei nostri dati (possono essere anche più d’una), e in questo caso sceglierò il file CSV di cui sopra; ne andrò a recuperare l’URL e lo incollerò dentro il modulo di Pipes “Fetch CSV”.

fetch_csv3

Posso personalizzare diverse parametri. In questo caso ho escluso dalla lettura dei dati la prima riga (contiene i nomi delle colonne), ed ho impostato a mano i nomi delle colonne della mia tabella.

A questo modulo, ne collego un altro che trovo tra gli operatori di Pipes: “Rename”.

rename_3

In questo modo rinominerò il campo “Citta” in “title”, in modo da avere a disposizione uno dei campi necessari per la creazione di una sorgente RSS.

Eseguirò successivamente il primo di due loop presenti in questo Pipe. Per ogni record della tabella andrò a “costruire” l’URL che mi consentirà di creare un grafico tramite le API di Google Charts. La struttura di base dell’URL per la generazione di un grafico tramite queste API è come quella sottostante:

\"\"http://chart.apis.google.com/chart?
chs=250x100
&chd=t:60,40
&cht=p3
&chl=Hello|World

Dove:

  • http://chart.apis.google.com/chart? è l’URL di base delle API.
  • & è il separatore dei parametri
  • chs=250×100 è la larghezza dei grafici in pixel.
  • chd=t:60,40 sono i dati che voglio rappresentare.
  • cht=p3 è il tipo di grafico.
  • chl=Hello|World sono le etichette del grafico.

Dovrò adattare questo schema ai miei dati, per struttura, valori e formattazione.

Inserirò allora nel modulo “Loop” di Pipes un costruttore di stringhe – il modulo “String Builder” – con cui genererò un URL utile per la stampa a video di un grafico a torta per ogni record della mia tabella.

loop

Assegnerò i valori di output di questo loop alla variabile  “item.chartURI”. Per il primo record verrà generato ad esempio questo URL:

\"http://chart.apis.google.com/chart?cht=p3&chd=t:32,32,34&chl=Parametro
A|Parametro B|Parametro C&chs=450x200&chtt=Reggio Calabria\"

Utilizzerò il modulo “Regex” per fare sì che gli URL generati abbiano una corretta sintassi. Rimuoverò quindi gli spazi e li sostituirò con la stringa “%20″

regex

Utilizzerò adesso il secondo modulo di “Loop”, per generare il contenuto del secondo elemento necessario in una sorgente RSS: il campo “descritpion“. Lo riempirò con delle stringhe di testo con i valori delle colonne che rappresenterò tramite grafico, e con il grafico stesso. Questo per ogni record della tabella.

Posso inserire qualsiasi stringa HTML che sia utile a formattare al meglio gli elementi del mio RSS. Il grafico verrà inserito in corrispondenza del tag <img>, che avrà come source proprio l’URL generato nel primo loop.

loop2

Infine:

  • userò il modulo “Location Extractor” per trasformare un normale RSS in un geoRSS
  • mapperò il campo “link” della sorgente RSS affinché punti al grafico generato
  • genererò l’output

fine

Il modulo “Location Extractor” non richiede informazioni aggiuntive, perché sfrutta due colonne presenti nel mio file CSV originario: “Latitude” e “Longitude”. In questo modo ogni elemento del mio RSS sarà geotaggato.

Non mi resta che salvare il mio Pipe cliccando sul tasto “Save”, e provarlo. Per vederlo in azione cliccherò sul link “Run pipe“, visibile nella zona in alto al centro della finestra di editing del Pipe. Si aprirà una pagina come quella sottostante.

pipe3

Da questavisualizzerò gli elementi della mia sorgente RSS. Nel caso di una fonte geoRSS verrà generata automaticamente una mappa, che potrò inserire in una qualsiasi pagina html (copiando il codice che mi verrà restituito al click sul tasto “Get as a Badge“). Qui sotto vedete il tutto in azione.

Questi alcuni degli altri output possibili:

Google Maps

Due degli output di sopra, RSS e KML, possono essere visualizzati in un istante ed in modo molto efficace in Google Maps.

Basterà incollare uno dei due URL di sopra (RSS o KML) dentro il box di ricerca di Google Maps, e fare click sul tasto di ricerca.

google_maps

Qui i due risultati in azione:

E’ possibile ottenere questo risultato con (quasi) qualsiasi URL di file KML o sorgenti RSS che siano geroRSS.

Considerazioni finali

Questo post è quasi la traduzione di quest’altro pubblicato su uno dei Blog che mi solletica di più in questo momento: OUseful.Info. Leggerlo è stato divertente, ma lo è stato molto di più mettere in pratica quanto descritto. Quello che vorrei trasmettervi è l’importanza del “fare”: si comprendono i concetti in modo più profondo, ed escono fuori molte più idee.

Quello che mi stupisce sempre è qualità, la varietà, e la “potenza” degli strumenti che abbiamo a disposizione. L’esempio descritto in questo post è semplice, e mentre lo scrivevo mi rendevo conto che con un po’ di fantasia ed ingegno si potrebbero ottenere risultati sorprendenti.

Per utilizzare Yahoo! Pipes è necessario avere un account Yahoo!. Qui il Pipe che ho realizzato, che potrete clonare ed adattare alle vostre “vere” esigenze.

Sitografia letta, consigliata e disordinata

  1. “Chart Types – Google Chart API – Google Code,” http://code.google.com/intl/it/apis/chart/types.html.
  2. “Creating Google Charts From CSV Data Inside a Yahoo Pipe « OUseful.Info, the blog…,” http://ouseful.wordpress.com/2009/03/12/creating-google-charts-from-csv-data-inside-a-yahoo-pipe/.
  3. “GeoRSS – Wikipedia, the free encyclopedia,” http://en.wikipedia.org/wiki/GeoRSS.
  4. “The scripting library: Combining data and information in the library,” http://www.slideshare.net/bonaria/the-scripting-library-combining-data-and-information-in-the-library.
  5. “Technical Overview: GeoRSS,” http://www.geowebguru.com/articles/108-technical-overview-georss.
7 marzo, 2009 | di

La rete GNSS pugliese

La Regione Puglia, con le iniziative messe in atto dall’Assessorato Regionale all’Assetto del Territorio in questi ultimi tempi sta compiendo importanti passi avanti nel settore dell’acquisizione di dati spaziali digitali e nell’offerta di servizi al territorio.

Già dal 2007 è infatti operativa la Rete  GNSS regionale – 12 stazioni permanenti – con la quale è possibile effettuare rilevamenti GPS di dettaglio con una precisione centimetrica, sia in post-processing mediante uso di dati RINEX, che in correzione differenziale con l’impiego di rover GPS, ricevitori in grado di correggere gli errori in real-time connettendosi mediante GSM/GPRS alla rete GNSS stessa.

Altra iniziativa di rilievo messa in atto è quella di consentire ai cittadini di poter contribuire attivamente alla realizzazione del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), con l’istituzione dell’Osservatorio del Piano. L’Atlante delle Segnalazioni è un mashup di Google Maps con il quale chiunque può – secondo il principio del più autentico crowdsourcing – dire la propria, segnalando direttamente su una mappa quattro tipi di entità:

Bene del Paesaggio Bene del paesaggio: è un luogo o un oggetto o un insieme di oggetti che si giudica prezioso per la qualità del paesaggio, e per il quale si ritiene necessaria una azione di tutela e valorizzazione.
Offesa al Paesaggio Offesa al paesaggio: è un luogo o un oggetto o un insieme di oggetti che si ritiene responsabile di un degrado della qualità del paesaggio e per il quale si ritiene necessaria una azione di riqualificazione.
Buona pratica del Paesaggio Buona pratica del paesaggio: è una azione o una politica pubblica o un progetto che porta un miglioramento nella qualità del paesaggio e può servire come riferimento per altre azioni simili.
Cattiva pratica del Paesaggio Cattiva pratica del paesaggio: è una azione, una politica pubblica o un progetto che avvia o determina un degrado oppure risulta inefficace rispetto agli obiettivi che si è proposta.

In pochi mesi sono state raccolte circa una novantina di segnalazioni, che verranno poi vagliate ed eventualmente prese in considerazione dal gruppo di lavoro che si sta occupando della realizzazione del PPTR. Un’iniziativa simile è stata ad esempio messa in piedi anche dalla Provincia di Firenze, sebbene con tecnologia differente (non è un mashup) e sicuramente molto più costosa.

l'Atlante delle Segnalazioni del PPTR

I nuovi dati cartografici digitali

La Regione Puglia ben 12 anni fa emanò la L.R. 28/1996, tesa ad avviare la “Realizzazione di cartografia di base e cartografia tematica attraverso un sistema di informazione territoriale”. Nonostante le buone intenzioni non si era mai arrivati ad una copertura omogenea di cartografia digitale di base del territorio regionale, con Province, Comuni, Enti Parco, Comunità montane che hanno provveduto in tempi e modi diversi a dotarsi di tali dati in maniera del tutto autonoma. Ne è risultata una copertura a macchia di leopardo, con zone scoperte e dati relativi a differenti periodi temporali.

L’Assessorato Regionale all’Assetto del Territorio ha di recente concluso il collaudo dei nuovi dati cartografici digitali di base, e da poco li ha messi a disposizione mediante un servizio di consultazione webgis, con la possibilità di scaricarli direttamente dal nuovo portale cartografico regionale.

I nuovi dati possiedono di sicuro elevati standard qualitativi in termini di precisione e risoluzione spaziale, sotto l’egida del CNIPA, visti anche i soggetti che hanno contribuito alla loro realizzazione. La Regione, oltre a Tecnopolis ha coinvolto un RTI costituito da RILTER, SIT e TELESPAZIO e IGM e INGV come collaudatori.

Il nuovo portale cartografico regionale ambisce a fornire non solo dati, ma anche servizi applicativi nei settori della pianificazione territoriale e paesaggistica, quella urbanistica, la protezione civile, l’agricoltura. I dati che è possibile consultare tramite il webgis, realizzato con software ESRI (ArcIMS), e dei quali è possibile effettuare il download sono:

Sono inoltre disponibili, anche se non consultabili direttamente in webgis e scaricabili, i seguenti dati:

  • database topografico multiprecisione alla scala 1:5.000 e alla scala 1:2.000 per quanto riguarda toponomastica e numeri civici dei centri urbani che dispongono di carta tecnica a questa scala;
  • database degli indicatori socioeconomici;
  • dati sui flussi di traffico relativi alle principali arterie regionali;
  • banca dati catastale, censuaria e cartografica;
  • piani a scala comunale (PUG), provinciale (PTCP) e regionale (Piano Paesaggistico, Carta dei beni culturali, Piano di Assetto Idrogeologico, Piano dei Trasporti, ecc).

diagram

Come detto, i dati sono scaricabili direttamente dal webgis, previa registrazione. La procedura è in realtà un pò macchinosa anche per un utente mediamente esperto, sebbene sul sito sia presente una dettagliata guida. Data l’elevata risoluzione e conseguente pesantezza dei file, i dati sono disponibili in singoli elementi alla scala 1:5.000. La scelta dei dati scaricabili è effettuabile mediante selezione di un’area rettangolare o puntuale con appositi tool, o ancoa per singolo Comune. Verranno visualizzati dunque i layer disponibili e una volta selezionati, ci giungerà successivamente un’email con i link per il download dei singoli dati organizzati appunto in elementi 1:5.000.

Il sistema di riferimento è WGS 84 UTM Zona 33N (EPSG:32633).

Sul sito e nella documentazione non si fa alcun cenno con chiarezza alla licenza d’uso dei dati, né a quali limitazioni siano sottoposti. All’atto del download, l’utente è comunque tenuto a specificare l’uso che intende farne. Ho chiesto esplicitamente quali fossero le condizioni di licenza, ma ad oggi nessuna risposta. Con tutta probabilità, come accade per altre Regioni, i dati dovrebbero poter essere liberamente utilizzabili per rielaborazioni e derivati, a patto di citare la fonte.

Un’altra carenza riscontrata riguarda i metadati, totalmente assenti per tutti i dati disponibili sebbene nella sezione “Documentazione” del portale sia possibile reperire informazioni più o meno dettagliate sui diversi strati informativi. Manca di fatto una implementazione delle specifiche nazionali (Standard ISO 19115), definite dal CNIPA sulla scorta di iniziative internazionali (Dublin Core), per un set minimo di informazioni descrittive (metadati) a corredo dei dati spaziali digitali esistenti presso le Pubbliche Amministrazioni, che fanno a loro volta riferimento al Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT). Mancano inoltre metainformazioni riguardanti il sistema di riferimento cartografico, sia per i dati vettoriali che per quelli raster (DTM). Agli shapefile infatti andrebbero per lo meno associati anche i file .prj, che riportano in WKT la descrizione del sistema di riferimento.

La Carta Tecnica Regionale numerica

Sempre secondo quanto dichiarato sul portale SIT, la realizzazione della CTR ha seguito precise indicazioni definite dall’Intesa Stato Regioni-Enti Locali sui Sistemi Informativi Territoriali, con particolare riferimento alle Specifiche per la Produzione dei Data Base Geografici di interesse generale e alle Prescrizioni Tecniche per la Produzione di Modelli Digitali del Terreno.

La CTR puglieseI singoli elementi della CTR sono costituiti da tre distinti shapefile – composti dai rispettivi tre file obbligatori .shp, .shx e .dbf – che rappresentano gli elementi puntuali, lineari e areali. In ciascuna tabella attributi si trovano i campi descrittivi delle geometrie, grazie ai quali è possibile identificarne la natura.

Gli shapefile della CTR pugliese sono “3D”, in sostanza ogni elemento geometrico possiede due parametri: “Z” che ne definisce la quota, “M” che ne definisce le coordinate “lineari”, come ad esempio la successione dei nodi in una polilinea o in un poligono, informazioni utili ad esempio in applicazioni di network analysis come il calcolo dei percorsi più brevi lungo i grafi stradali. Si tratta di informazioni definite nelle specifiche per la realizzazione dei database cartografici prioritari “db-prior” italiani.

Le informazioni riguardanti la quota però mancano del tutto nelle tabelle descrittive degli shapefile, e possono essere utilizzate solo in applicazioni 3D o con algoritmi che effettuano ad esempio l’estrusione degli elementi, desumendo la coordinata Z proprio dall’omologo parametro degli shapefile. L’assenza del parametro “quota” nella tabella attributi rende di fatto inutilizzabili le isoipse della CTR nella realizzazione di cartografie nelle quali sia necessario esprimere l’orografia mediante simbolizzazione delle curve di livello. Per ovviare a ciò sarebbe stato opportuno realizzare uno strato informativo distinto “curve di livello” che possedesse la quota come attributo.

La copertura regionale della CTR è del 100%.

Il Modello Digitale del Terreno

Il DTM è stato derivato dalle riprese aerofotogrammetriche ed è perfettamente integrato con gli altri prodotti cartografici. E’ conforme al livello 3 definito da Intesa-GIS, che possiede le seguenti specifiche tecniche:

  • precisione in quota ±1.0m , passo di griglia 10m;
  • precisione planimetrica di punti quotati ed elementi lineari: ±0.5m (0.1 mm in 1:5.000);
  • break lines o punti quotati per oggetti che causano irregolarità del terreno maggiori di 2m;
  • break lines necessarie per i seguenti oggetti: dighe, viadotti, linee di costa di laghi, fiumi e mari, impluvi.

Il DEM livello 3 risulta particolarmente utile nello studio idrologico del territorio, con la messa a punto di modelli che tengano conto della modificazione del deflusso superficiale delle acque dovuto alle break lines costituite ad esempio da strade e altre infrastrutture lineari.

Le ortofoto

Secondo quanto riferito sul portale, le levate sono state eseguite da agosto a novembre 2006, mentre per aree limitate la copertura è relativa a marzo 2007. Le riprese aeree sono state eseguite utilizzando la camera fotogrammetrica digitale Z/I Imaging DMC della Intergraph, a colori e con fotogrammi che hanno una risoluzione a terra di circa 20 cm e parzialmente sovrapponibili, in modo tale da poterne ottenere anche la visualizzazione 3D ad esempio con tecnica anaglifa. Il risultato è davvero eccezionale, l’ho potuto sperimentare di persona direttamente presso Tecnopolis. Il livello di dettaglio dei fotogrammi rende inoltre possibile la derivazione della cartografia in scala 1:2.000.

Le ortofoto scaricabili sono state ricampionate e compresse in formato ecw a una risoluzione spaziale di 0,5 metri. il periodo di ripresa le rende perfette per una buona interpretazione della vegetazione e delle caratteristiche dell’uso del suolo.

L’uso del suolo

Particolarmente interessante risulta proprio l’uso del suolo, sempre scaricabile in formato shapefile, derivato dalla CTR. Si tratta di un dato con scala nominale 1:10.000 di elevata accuratezza interpretativa, con classificazione CORINE (ins. rif.) al terzo livello. Costituisce un prezioso aggiornamento dello stesso Corine Land Cover, di fondamentale importanza in numerosi campi applicativi, dalla pianificazione territoriale alla protezione civile.

Attualmente la copertura regionale è di poco più del 50%, con la Provincia di Foggia al completo, quella nord-barese e parte del Salento meridionale. Presto verrà rilasciata la restante parte del territorio pugliese.

Scena 3D con CTR estrusa

Nell’immagine qui sopra è rappresentato uno scorcio di scena 3D dell’ortofoto – la cui quota è derivata dal DTM – con sovrapposto il livello poligoni della CTR con gli elementi estrusi sulla base del valore delle quote Z. Tenendo conto che il risultato è ottenuto senza alcuna rielaborazione, con i dati utilizzati così come sono stati scaricati, dimostra come questi prodotti siano in effetti di ottima qualità e di facile utilizzo per un utente medio.

In conclusione…

Con questi nuovi dati spaziali, il rinnovato portale SIT regionale, e le altre iniziative messe in atto nel settore della geomatica, la Puglia si pone certamente in una posizione di rilievo tra le regioni meridionali.

E’ necessario comunque prestare una maggiore attenzione a quanto previsto dagli standard sui metadati, e contestualmente potenziare le azioni volte a garantire una migliore interoperabilità tra gli svariati sistemi e architetture GIS oggi diffusi. Ad esempio sarebbe auspicabile la disponibilità di dati anche mediante servizi WMS, che permetterebbe una più agile integrazione in altre piattaforme GIS, in alcun casi più funzionale rispetto al download di dati. Altra direzione alla quale guardare potrebbe essere quella dell’implementazione di servizi WFS, particolarmente adatti alle iniziative di copianificazione comunale che sempre l’Assessorato Regionale all’Assetto del Territorio ha già avviato da tempo.

Mi preme concludere rimarcando il fatto che l’implementazione dei metadati e più in generale degli standard OGC vede sempre più al centro i software open-source, il cui impiego risulta in costante aumento a seguito di una crescita esponenziale delle comunità di sviluppatori e utilizzatori. Gli standard nel campo della geomatica sono nati proprio nell’ambito del software aperto, e guardare a soluzioni open-source – soprattutto per un’Amministrazione Pubblica – vuol dire investire sull’innovazione e sull’autentica interoperabilità tra dati, funzioni e processi di analisi e pianificazione territoriale.


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