Archivio del mese di aprile, 2008

24 aprile, 2008 | di

Chi di voi non ha mai giocato al Meccano, con i Lego o al “piccolo chimico dei poveri” (intendo l’elettrolisi dell’acqua fatta con una mina di matita, una vite e una pila elettrica) senza provare un brivido nell’essere riusciti a realizzare una macchina, una costruzione o un esperimento tutto da soli?

Ricordi di infanzia legati all’esercizio della mente, al gusto della scoperta, alla necessità di inventarci i giochi con poco…

Beh, senza stare a scomodare troppo la “nostalgia canaglia”, con Phun possiamo cimentarci ad esplorare il mondo della fisica 2D inventando piccoli esperimenti di fisica newtoniana. Per la relatività speciale ci stanno lavorando.

Il piccolo software, sviluppato per il suo MSc in Computer Science dal geniale Emil Ernerfeldt, si basa su algoritmi di fisica che permettono di simulare il moto dei corpi con una fedeltà incredibile. Onnipresente è ovviamente la forza di gravità, che muove tutti gli oggetti che saremo noi stessi a creare con matita e pochi altri tool di disegno.

Per afferrare le potenzialità o semplicemente la genialità dell’idea di Emil, vi consiglio vivamente di dare un’occhiata al video su YouTube (qui sotto) ma soprattutto a quelli correlati, realizzati da autentici folli, che hanno speso credo diverse ore a creare veri e propri mondi virtuali nei quali avvengono le cose più assurde (ma verosimili), tra “incredible machines”, cittadelle che crollano, mostri meccanici e altre amenità…


Sul sito ufficiale è poi possibile scambiare i mondi 2D creati da voi a da altri entusiasti del Newton redivivo. Beh, non vi resta che scaricare Phun e dare sfogo alla vostra fantasia, riandando con la memoria a quando ci bastava poco per divertirci.

Occhio, può dare assuefazione…

Ad maiora!

22 aprile, 2008 | di

In un post recente, ho scritto di alcune delle modalità di pubblicazione online di cartografia digitale. Ne sono seguiti dei commenti interessanti, ed alcune email con richieste di consigli e di approfondimento. L’argomento  mi è sembrato “caldo”, e credo valga la pena alimentarlo ulteriormente.

Su un blog che vi consiglio di leggere – thematicmapping blog – ho scoperto dell’esistenza di GDAL2Tiles, un software a riga di comando che consente di pubblicare -rapidamente e con efficacia – una carta raster nelle seguenti modalità: Google Maps, OpenLayers and Google Earth. E’ uno strumento incluso in GDAL/OGR 1.5.0, e quindi anche nell’ultimo FWTools.

image_pyramid Il lavoro che fa GDAL2Tiles è quello di leggere un’immagine georeferenziata, e suddividerla in tasselli da 256 x 256 pixel, con una struttura a piramide (il nome del pacchetto è in qualche modo descrittivo della funzione che svolge). In altre parole a partire da una raster, ne vengono generate diverse a risoluzioni decrescenti, che vengono suddivise in sezioni da 256 pixel (vedi figura).

Il tassellamento e la piramidazione sono molto efficienti per distribuire raster sul web, in quanto l’immagine potrà essere visualizzata direttamente alla risoluzione adatta al livello di zoom attivo, e verranno scaricati soltanto i tasselli dell’area che stiamo osservando a video. E’ il meccanismo che sta dietro al motore di Google Maps e a quello dei maggiori provider di cartografia online.

Andiamo alla parte pratica e proviamo a mettere online una delle fantastiche immagini presenti su Natural Earth II. Si tratta di file (qui sotto un esempio) che rappresentano la terra, così come sarebbe senza l’influenza dell’uomo (immaginate Parigi coperta da una foresta temperata …); una rappresentazione del pianeta, precedente all’era moderna.

natural_earth

Per il mio esempio ho scaricato la tavola denominata “Ocean with layered depth tints“.

La prima cosa che ho fatto è stata georeferenziarla. Conosco le coordinate dei 4 vertici della tavola, ho FWTools installato, e dalla shell FWTools lancio il seguente comando:

> gdal_translate -a_srs EPSG:4326 -gcp 0 0 -180 90 -gcp 16200 0 180 90
-gcp 16200 8100 180 -90 NE2_modis3.jpg NE2_modis3.tif

gdal_translate è una delle utility presenti in FWTools; questo il significato dei parametri usati:

-a_srs per assegnare il corretto sistema di coordinate (EPSG:4326)
-gcp per assegnare i vari punti di controllo (prima le coordinate in pixel, e poi quelle del sistema di coordinate scelto)

A partire dalla jpeg scaricata, ho creato un tif georeferenziata, assegnando come punti di controllo i 4 vertici della carta.

Dovrò adesso processare l’immagine con gdalwarp:

> gdalwarp -t_srs EPSG:4326 NE2_modis3.tif NE2_modis3_4326.tif

-t_srs è il parametro per assegnare il sistema di coordinate.

La mia immagine di partenza è di 16200  x 8100 pixel; GDAL2Tiles la tassellerà e la piramiderà. Ogni tassello che andrò a generare sarà di  256 x 256 pixel. I livelli di piramidazione, corrispondenti ai livelli di zoom possibili, rispecchieranno lo schema della tabella sottostante.

Livello di Zoom

Dimensione immagine

Tasselli

Numero totale di tasselli

1

512 x 256

2 x 1

2

2

1024 x 512

4 x 2

8

3

2048 x 1024

8 x 4

32

4

4096 x 2048

16 x 8

128

5

8192 x 4096

32 x 16

512

6

16384 x 8192

64 x 32

2048

7

32768 x 16384

128 x 64

8192

Per il mio esempio mi “accontenterò” di un livello di zoom massimo pari a 5 e, prima di dare in pasto il mio file a GDAL2Tiles, ne ridurrò le dimensioni di conseguenza:

> gdal_translate -outsize 8192 4096 NE2_modis3_4326.tif
NE2_modis3_4326_5.tif

-outsize per specifcare la larghezza e l’altezza dell’immagine di output

Non mi resta che “passare” a GDAL2Tiles, l’ultimo file generato:

> gdal2tiles -title \"Pubblicare una Raster\" -publishurl
http://www.nostroserver.org/maptiles/ -v 
NE2_modis3_4326_5.tif cartella_di_output

-title per dare un titolo al progetto
-publishurl per definire l’url delle mappe che pubblicheremo
-v per avere un output “verboso” del comando, e leggere a video il dettaglio di tutte le operazioni eseguite da GDAL2Tiles

L’output del processo sarà una cartella con il seguente contenuto:

  • una sottocartella per ognuno dei livelli di piramidazione (in ognuna di queste diverse altre sottocartelle con i vari tasselli da 256 x 256 pixel)
  • un file denominato “openlayers.html”, ovvero un’interfaccia web basata su OpenLayers
  • un file denominato “googlemaps.html”, ovvero un’interfaccia web basata su Google Maps
  • un file denominato “tilemapresource.xml”, ovvero lo schema della struttura dei tasselli di mappa
  • un file denominato “cartella_di_output.kml”, che ci consentirà di visualizzare in Google Earth l’immagine processata (vedi figura sotto)

Bisognerà fare l’upload di tutti i file creati da GDAL2Tiles, all’interno della cartella specificata sopra con il parametro -publishurl, e testarne infine il risultato.

Qui potete testare la visualizzazione della mappa in OpenLayers, qui in Google Maps e qui in Google Earth.

google_earth

Il file con l’interfaccia basata su OpenLayers ha bisogno di una patch. Qui il file con la patch applicata.

Un bravo webmaster è in grado di portare a termine questa procedura, senza sapere nulla di cartografia digitale? Probabilmente si, ma magari soltanto in modo meccanico e pertanto non saprà applicarla ad esempi differenti da quelli descritti (immaginate di partire da un 25000 IGM).

Non ci si improvvisa cartografi online, e bisogna sempre documentarsi. Strumenti come questo fanno venire la voglia di farlo e consentono una più rapida valorizzazione e diffusione di queste tematiche. E’ per questo che mi piace GDAL2Tiles.

21 aprile, 2008 | di

Lorenzo Perone, che i lettori di TANTO conoscono, mi ha segnalato che Martedi’ 22 Aprile alle 21.00 terrà una lezione dal titolo “Applicazioni avanzate del GPS in ambito escursionistico”.

Il Global Positioning System (abbreviato in GPS, a sua volta abbreviazione di NAVSTAR GPS, acronimo di NAVigation System Time And Ranging Global Position System), è un sistema di posizionamento su base satellitare, a copertura globale e continua, gestito dal dipartimento della difesa statunitense.

Programma della lezione:

* Uso del GPS nella pianificazione delle escursioni
* Uso del GPS nel controllo dell’escursione
* Uso del GPS nell’analisi dell’escursione

Il docente
Lorenzo Perone ha 37 anni, geologo, si occupa di sistemi informativi territoriali (GIS) da diversi anni.
E’ particolarmente interessato allo sviluppo e personalizzazione di software FLOSS (free/open source) in ambito WEBGIS e per applicazioni connesse con il GPS. Attualmente lavora per il settore pianificazione territoriale della Provincia di Bologna.

Il tutto è ospitato sul sito di Oilproject all’interno di un’iniziativa che contiene 10 incontri; qui le modalità di accesso. Questo il calendario:

Lunedi’ 21 aprile alle 21.00
Start-up e modelli di business nell’Era della Conoscenza
Tutor: Antonio Bonanno
Martedi’ 22 Aprile alle 21.00
Applicazioni avanzate del GPS in ambito escursionistico
Tutor: Lorenzo Perone

Martedi’ 29 Aprile alle 21.00
Dalle basi della crittografia ai Key Signing Party
Tutor: Giacomo Rizzo

Venerdi’ 2 Maggio alle 21.00
Introduzione all’uso di Linux da linea di comando
Tutor: Andrea Cambieri

Lunedi’ 5 Maggio alle 21.00
Copyrights & Diritto d’autore: l’evoluzione tecnologica
Tutor: Adriana Augenti

Martedi’ 6 Maggio alle 21.00
Teoria e Pratica di Pensiero Creativo: alcune tecniche
Tutor: Simone Onofri

Venerdi’ 9 Maggio alle 21.00
Tavola rotonda sulle libertà in rete. Egitto, Tibet e…Italia
Tutor: Mario Govoni

Lunedi’ 12 Maggio alle 21.00
Copyrights & Patents vs. WEB: quale protezione e quali informazioni?
Tutor: Adriana Augenti

Lunedi’ 19 Maggio alle 21.00
La programmazione orientata agli oggetti in PHP
Tutor: John Madero

Domenica 25 Maggio alle 21.00
Magento: l’Ecommerce opensource finalmente Marketing Oriented
Tutor: Enrico Giubertoni

19 aprile, 2008 | di

Questo Blog è nato quasi tre anni fa, per la voglia di testare questo mezzo di comunicazione e per quella di condividere esperienze.
TANTO nel tempo si è evoluto (spero in meglio), ha aumentato il suo numero di lettori ed è ancora in vita; questo per me è già un successo.

Quando questo blog farà il suo terzo compleanno, vorrei dedicargli un post, con la sua storia, le sue statistiche, i commenti più interessanti, l’email ricevute, i link in ingresso, e tutto quello che serve a valutare il successo di un sito. Ma più passa il tempo, più alcune di queste cose, mi sembrano meno importanti per la definizione di un successo “vero”.

La vita di un Blog è semplice: ha bisogno di un po’ di passione, di un po’ di tempo, di buoni contenuti e di lettori fidelizzati. E’ semplice definirla, ma non praticarla, specie se gli autori sono pochi e magari hanno giornate dense di impegni e di scadenze. I commenti dei lettori, i suggerimenti e le critiche, le citazioni dei contenuti, tutto ciò che è relazione e scambio con gli altri è linfa. Quando dopo una giornata di lavoro impegnativa, leggi un’email con un lettore che ti ringrazia e ti mette in difficoltà con una domanda inaspettata, passa la stanchezza e ti ritrovi a scrivere un post su FWtools all’alba. Ma c’è di meglio, e torniamo alle relazioni.

Otto mesi fa sono “caduto” dentro questo thread della mailing list italiana dedicata al software geografico libero e a codice sorgente aperto: GFOSS.it. L’autore era un tale PietroBlu (ho pensato il classico nick da smanettone informatico), ed il suo messaggio evidenziava come fosse sconveniente che un portale cartografico nazionale fosse aperto quasi esclusivamente all’accesso effettuato con software proprietario. Di quel messaggio mi piacquero i toni, la forma ed i contenuti. La cosa più bella fu a mio avviso, come spesso avviene nelle mailing list, lo sviluppo della discussione: si mescolarono argomentazioni tecniche ed etiche, che portarono all’invio di una lettera  ai gestori del portale cartografico citato nei vari messaggi. Questa lettera fu redatta proprio da PietroBlu, che ancora una volta mi colpì per stile, contenuti ed energia; pensai “tosto questo PietroBlu”.
Da quella discussione ne “gemmarono” altre, e lungo questo percorso io e Pietro ci siamo conosciuti un po’ meglio: dalla mailing list, a qualche commento su questo blog, dalla chat alle email.

Pietro nel tempo è diventato uno dei lettori più attenti di TANTO, sempre prodigo di complimenti e di stimoli. Chiude quasi sempre le email che mi scrive con un saluto antico e molto benaugurale: ad maiora. Nelle ultime settimane mi ha segnalato due prodotti molto interessanti, ed io – ringraziandolo – gli ho promesso che ci avrei scritto un post, non appena avessi avuto un po’ di tempo libero. Ma quando?

Il tempo passa e PietroBlu, allora mi tratta come il portale cartografico nazionale, e mi scrive un’email di “protesta”: “lo scrivo io il post su UUorld? lo scrivo io il post su TITAN?”. Questo è per me il successo di un blog: un lettore che stimo come persona e come professionista, e che nel tempo è diventato un amico, mi chiede di scrivere un post.

pietroblu Tutto questo per dire che dal 14 Aprile questo blog ha un nuovo autore: Pietro Blu Giandonato (è quello nella foto accanto). Magari ve ne eravate accorti, ma ci tenevo a evidenziarlo.

E come direbbe Pietro: ad maiora a tutti!!

17 aprile, 2008 | di

Ci sono parecchi modi per poter condividere contenuti geografici con altri utenti in maniera attiva. Non sto parlando proprio di webgis, nè di geotagging basati su Google Maps/Google Earth o Virtual Earth, ma di vere e proprie “comunità geospaziali” nelle quali ognuno può contribuire a costruire o anche solo condividere conoscenza geografica. Andrea ne aveva già accennato in un suo precedente post nel quale parlava di Neogeography.

Ognuna di queste esperienze (Openstreetmap, Everytrail, Greenmap solo per citarne alcune) meriterebbe un post di approfondimento, qui però voglio parlare di un progetto/software commerciale, ma che esprime la potenza dell’informazione geografica condivisa in maniera collettiva e dinamica.

Si tratta di TITAN, una “VPN geospaziale” sviluppata da Leica/ERDAS, che permette appunto di condividere dati geografici e costruire un ambiente di lavoro, sempre condiviso, con altri utenti. Il tutto in pochi minuti, installando il client scaricabile dal sito di ERDAS.

TITAN_IMIl client è rilasciato sotto licenza freeware, ma trattandosi di un servizio commerciale il suo utilizzo base è limitato a un massimo di 10 file o 10GB totali di dati condivisi, mentre non c’è limite alla visualizzazione di dati in locale. Per poter utilizzare i servizi è necessario registrarsi alla community di TITAN e loggarsi mediante il client al GeoHub pubblico.

Gli strumenti che vengono messi a disposizione sono due. Il primo è un instant messenger (qui a fianco) con il quale è possibile entrare in contatto con altri utenti, visualizzarne dati e servizi condivisi, ed eventualmente sceglierli, scambiarli, oltre naturalmente a gestire i propri. Il secondo è un viewer 3D (qui sotto) in stile Google Earth con il quale è ovviamente possibile caricare/gestire/consultare i dati propri e quelli degli utenti connessi al GeoHub. La vista principale è quella di visualizzazione dei dati, mentre nella vista di “lavoro” è anche possibile aggiungere layer propri o di altri utenti, cercare luoghi, interrogare la mappa e disegnare semplici elementi vettoriali, a mò di annotazioni, che sarà poi possibile esportare in KML.

TITAN_viewer

I propri dati/servizi… possono essere condivisi in tutti i formati più diffusi, sia raster che vettoriali, definendo per ciascun layer i permessi di accesso da parte degli altri utenti in maniera molto dettagliata. In questo modo possiamo cotruire un gruppo di lavoro ristretto con altri utenti che utilizzano il GeoHub pubblico.

…e quelli degli altri. Allo stesso modo sarà possibile usare i dati/servizi altrui, naturalmente in funzione dei permessi impostati dai proprietari.

Lo scambio di servizi avviene attraverso un GeoHub, ovvero un server che nella versione freeware è quello pubblico di ERDAS, mentre se si ha necessità di metterne su uno ad hoc, bisogna acquistare una licenza. Detto questo per dovere di cronaca, vale la pena dare un’occhiata alle possibilità che TITAN offre, al di là del suo essere una soluzione commerciale.

Il serving dei dati avviene secondo standard OGC, infatti ogni layer condiviso, da noi o da altri, è possibile utilizzarlo in due modi, il primo direttamente nel viewer di TITAN, in Google Earth o Virtual Earth. Il secondo mediante servizio WMS che TITAN crea facilmente per ogni layer, sarà sufficiente cliccare col tasto dx sul tematismo e scegliere “WMS link”, poi incollare il contenuto in un qualunque GIS desktop come servizio WMS. Il server è sempre il GeoHub, sarà il client sulla nostra macchina a “passargli” i dati da noi condivisi.

TITAN_myworld Sebbene TITAN non sia OS, e rilasciato solo per Windows, le sue funzionalità free (ricordo max 10 layer e/o max 10GB totali di dati condivisi) sono davvero interessanti e innovative. Gli utenti facenti parte della comunità geospaziale possono facilmente scambiare idee in real-time col messenger così come scambiarsi dati, contribuire collettivamente a costruire scenari dinamici renderizzati in 3D…

La capacità con TITAN di poter mettere in condivisione, anche via WMS e WCS, in pochi minuti i propri dati è sicuramente interessante per chi non ha voglia, tempo o possibilità di mettere su un proprio server WMS. Cosa che ai puristi del webgis farà certamente storcere il naso, ma che costituisce una valida alternativa per l’utente medio interessato essenzialmente alla condivisione e all’accesso di dati spaziali.

Insomma, con TITAN è divertente smanettare, fare esperimenti, condividere in pochi minuti dati con altri utenti e scambiare opinioni su scenari condivisi, con l’ausilio di una sorta di vera e propria “chat geospaziale 3D”.

Naturalmente, la via maestra nella condivisione delle informazioni geografiche rimarrà sempre quella dell’utilizzo di pacchetti e soluzioni software open source, ormai tutto sommato alla portata di chi ha voglia e passione di cimentarsi…


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